Cuneo fiscale, detassazione salari ed evasione fiscale

Detassare i salari riducendo il cuneo fiscale è cosa che i politici italiani (per quel che valgono sia come politici che come uomini-donne-altro) promettono e puntualmente non mantengono da sempre.

Oggi, più che mai, la detassazione dei salari dei lavoratori dipendenti e la drastica riduzione del cuneo fiscale sono azioni esecutivamente impossibili da attuare, pena il decesso della pubblica amministrazione e dello stato stesso.

La crisi che avvolge ogni sistema italiano ha fatto emergere la terribile verità che in questo paese mafioso e corrotto, le tasse, le hanno pagate sempre e solo i lavoratori dipendenti ed i pensionati, entrambe sottoposti ad un prelievo fiscale forzoso alla fonte, unico caso Euro-Occidentale di tipo illiberale e delittuoso.

In buona sostanza, si tratta di un impedimento coatto alla libertà di evadere il fisco consegnato coercitivamente alle due corporazioni sociali ed economiche dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati e dei lavoratori dipendenti pubblici e privati pensionati.

Le caste corporative che si arricchiscono in abuso del potere pubblico dei professionisti (avvocati, commercialisti, agenti di commercio, giornalisti, politici, amministratori pubblici e lavoratori autonomi) e degli imprenditori (industriali e artigiani) si sono unite in una vergognosa devastazione socio-economica che procede sin dalla prima repubblica a negare ogni diritto alle classi più popolari e popolose dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Ed il prelievo forzoso alla fonte per queste due categorie popolari e numerose diviene un vero e proprio delitto aggravato, continuato e realizzato in associazione a delinquere (di stampo mafioso-corporativo) alla luce di un dato certo e sicuro:

l’80% (ottanta per cento) del prelievo fiscale italiano proviene proprio dai lavoratori dipendenti e dai pensionati.

Per cui, eliminare il cuneo fiscale è cosa impossibile da realizzare per due motivi:

1 – l’eliminazione del cuneo fiscale farebbe precipitare e crollare l’introito fiscale, cosa che metterebbe lo stato in misura di fallimento;

2 – non esiste alcuna garanzia che il diminuito prelievo fiscale così ottenuto possa essere compensato dalle altre corporazioni italiane, da sempre disinteressate a pagare le tasse.

Così, si dimostra che lo stato italiano è stato sinora abusato per ottenerne una feroce dittatura corporativa travestita da democrazia bloccata, che rende schiavi i contributori cittadini lavoratori dipendenti e successivamente pensionati da sempre e per sempre.

Roba da tribunale internazionale dei crimini contro l’umanità.

Decenni di dittatura smascherati in poche righe di un post su di un blog.

I fenomeni della corruzione politica, della evasione fiscale, della usura ed il fenomeno mafioso (da sempre infiltrante il potere pubblico) che patteggia la resa dello stato appaiono i veri nemici del cittadino x, del cittadino qualunque italiano.

L’orientamento per il prossimo futuro di queste corporazioni delittuose in associazione dai comportamenti mafiosi appare quello di continuare ad estorcere benessere e corrodere il potere pubblico da usare in abuso.

E codesto orientamento delittuoso continuativo ed aggravato non potrà che avvenire che in due modi:

1 – nella ricerca del consenso elettorale così come è stato governato e gestito sinora, e cioè nella umiliante e delittuosa contrattazione do ut des del voto di scambio, soprattutto in quelle regioni (sicilia, calabria e campania) nelle quali le organizzazioni mafiose si sono da sempre dimostrate in grado di condizionare pesantemente e gravemente il popolo sovrano nelle sue scelte elettorali, ovvero di ribaltarne il voto attraverso misure di distorsione nella conta dei voti, nella loro quantificazione e nella loro relazione fra voto espresso nella scheda elettorale e voto riportato nei registri e voto trasferito agli organi di controllo.

2 – nella ricerca di una alternativa al modello di dittatura feroce travestita da “democrazia bloccata ed infiltrata nei punti nevralgici”, nella ricerca e nella promozione cioè, di una dittatura basata sul modello storico del Fascismo, una dittatura nella quale si possa ancora manovrare come sudditi e schiavi i cittadini-lavoratori dipendenti e pensionati in una condizione di sudditanza rispetto alle altre corporazioni socio-economiche che andrebbero a “fasciarsi” insieme.

Il primo caso è ancora possibile, purtroppo, a causa della elevata corruttibilità politica e burocratica e della interferenza delle mafie nel sistema di potere pubblico italiano.

Il secondo caso invece, dovrà fare i conti con la vocazione socialista del modello fascista e sulla alta probabilità che non sarebbero le corporazioni dominanti attuali a godere del potere di scelta in una dittatura nella quale il popolo potrebbe essere leader indiscusso, almeno nei primi tempi.

Ecco perché, secondo me, non si potrà incidere su di una significativa detassazione dei salari che elimini il cuneo fiscale che sorregge invece questo stato di fatto, di diritto e di mafia.

Ecco perché, secondo me, per fare dell’Italia un paese normale e credibile, occorrerà eliminare ogni mafia punendo il comportamento mafioso con la pena di morte e si dovrà eliminare o ricondurre a fisiologica realtà l’evasione fiscale (fenomeno stimato in 200 miliardi di euro/anno), la corruzione (fenomeno stimato in 60 miliardi euro/anno) e l’usura (40 miliardi di euro/anno), veri e propri cunei anti-sociali, anti-democratici ed anti-repubblicani.

Ecco spiegato perché, senza l’eliminazione delle mafie, della evasione fiscale, della corruzione e dell’usura, nessun altro cuneo fiscale potrà essere ridimensionato.

Ed ecco spiegato perché, in Italia non vi potrà mai essere alcun cambiamento positivo, nessuno sviluppo socio-economico, nessuna normalizzazione ed alcuna riforma civile o liberalizzazione realizzata senza:

– l’estromissione dall’Unione Europea e dall’Italia delle regioni sicilia, calabria e campania;

– la punizione del comportamento mafioso con la morte;

– la punizione della complicità, attiva, passiva o semplicemnente omertosa ai comportamenti mafiosi con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo;

– la punizione della corruzione e della concussione con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo;

– la punizione di ogni abuso commesso nella funzione, attribuzione ed esecuzione del potere pubblico con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo;

– la punizione della evasione fiscale con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo;

– la punizione della usura con l’ergastolo fine vita in un regime carcerario duro e punitivo.

Tutto il resto è solo chiacchiere da politci e distintivo abusato.

Non c’è alternativa a queste misure, non c’è mai stata.

Perché nessuno mai l’ha veramente cercata, creata, sostenuta.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

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