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martedì, 10 aprile 2012
Il welfare italiano è tutto da rifare, poiché pieno di privilegi arroganti per i furfanti e totalmente privo di diritti per i cittadini:
siamo in pieno medioevo, ed in questa cosa, Monti non c’è.
Ma c’è invece tutta la partitocrazia che, invece di difendere famiglie ed aziende si è definitivamente compromessa in una Questione Morale Infinita, senza soluzione di continuità.
Qualcuno dice che in italia le leggi le fanno i fuorilegge.
Può darsi.
Certo è che questa casta politica, burocratica, partitocratica e sindacale rappresenta un freno potente contro ogni forma di liberalizzazione e di riforma in senso progressista.
Una sorta di coagulo di sottosviluppati trogloditi riuniti in caste abusa del potere pubblico a fini di arricchimento personale tramite la difesa ad oltranza, anche contro gli interessi dell’intero paese, di uno status quo impagabile da qualunque popolo civile, da qualunque comunità sociale.
In tutta questa follia incivile e mafiosa, il cambiamento è sempre stato punito, invece della dovuta punizione al male oscuro del paese.
Così sono caduti Benito Mussolini, Aldo Moro, Bettino Craxi, Umberto Bossi.
Ognuno di loro, con volontà, obiettivi, modalità, effetti e prassi differenti ha tentato il cambiamento.
Ognuno di loro è stato politicamente ucciso per aver cambiato lo stato o solo per aver tentato di farlo.
Cosicché, in questo paese mafioso, usurato ed assai corrotto, “i peccatori” si salvano sempre, attraverso la loro cancerogena infiltrazione dello stato e di quei poteri che dovrebbero contenere gli eccessi e gli errori del potere politico (informazione, magistratura, sindacati, parti sociali, etc), mentre chi tenta il cambiamento “in meglio”, viene pomposamente redarguito con il solito: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.
Se rubi poco ovvero rubi senza essere autorizzato dal consociativismo delle caste mafiose, vieni scandalosamente additato come il solito moralista preso con le mani nel sacco.
Ma se rubi con il metodo mafioso consociativo, allora sei dei loro, e qualcuno farà la telefonata giusta al giudice giusto, per salvarti, o per ammazzarti, a seconda della convenienza del momento.
Ma, queste caste mafiose così attaccate alle poltrone del potere pubblico non molleranno mai la presa.
Occorre una nuova politica che chiuda il rubinetto delle carote ai membri di queste caste mafiose e lo apra in favore di cittadini lavoratori, delle famiglie, delle aziende.
Occorre un bastone per questa gente, non una carota, ma un lungo bastone nodoso.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:Aldo Moro, articolo 18 statuto dei lavoratori, articolo 21 costituzione italiana, aziende, Benito Amilcare Andrea Mussolini, benito mussolini, bettino craxi, casta burocratica, casta partitocratica, casta politica, corruzione, crisi italiana, democrazia, democrazia bloccata, downgrade italia, evasione fiscale, fall out italia, fall out italy, famiglie, giustizia, governo politico, governo tecnico, informazione, magistratura, partitocrazia, politica, questione italiana, questione meridionale, questione morale, questione settentrionale, sicurezza, stato di diritto, stato di fatto, stato mafioso, usura, welfare, welfare italiano, welfare system
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venerdì, 6 aprile 2012
L’incuria di decenni non potrà mai essere salvata da qualche misera vittoria riformatrice passata nel tritatutto della casta politica italiana.
Meglio poco che niente.
Questa è la politica del premier Mario Monti.
Realisticamente il Super Mario italiano si accontenta di raccogliere quel che può nel mare magnum del bizantinismo all’italiana, dopo decenni di democrazia bloccata e di immobilismo voluto e ricercato dalla casta politica, sindacale e burocratica italiana (l’uso del singolare è voluto: sono la stessa casta, non tre differenti e diverse).
Molto più realisticamente si può e si deve fare i conti con un paese che rifiuta ogni cambiamento ed ogni avanzamento sociale, civile, economico e politico.
Preferiscono le truffe al duro lavoro quotidiano, perché barattano e valutano il misero costo di un processo penale senza alcuna conseguenza effettiva punitiva, con l’arricchimento veloce e verticale che offre il mondo del malaffare, della illegalità diffusa, della corruzione, della evasione fiscale, dell’usura e della mafia.
In Italia, è stato reso troppo conveniente rubare ed estorcere, truffare e frodare.
Ed ora è forse troppo tardi per ogni rimedio, in specie, se intralciato da una classe dirigente impronunciabile, innominabile, insidancabile, ed impunibile.
E allora, nasce l’esigenza di affrontare la realtà e realizzare che il tempo della carota è finito.
Questo, è il tempo del Bastone, questo è il tempo della applicazione della forza sociale contro il caos voluto dalle mafie.
E tornò il tempo del Bastone e dell’Olio di Ricino.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:bastone, benito mussolini, fascismo, gustavo gesualdo, italia, italia democratica, italia fascista, liberalizzazioni, manganello, Mario Monti, olio di ricino, riforme
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giovedì, 5 aprile 2012
Mi guardo intorno e vedo una stanza, la stanza dove ho vissuto da solo negli ultimi quattro anni.
E sono ben sei anni che sono lontano dalla mia famiglia, senza uno straccio di vita sociale, alla caccia di chissà cosa, alla mercede di chi non sa cosa fa.
Fuggito da un male divenuto oggi ancor più forte e all’inseguimento di un sogno che si è invece infranto.
Non ho più un posto dove andare, ne un motivo per restare.
Mi è rimasta una sola cosa, l’unico bene della mia vita.
Andrò da loro, da mia moglie, dai miei figli.
E quel che non ho avuto il coraggio e l’egoismo di fare per me stesso, lo farò per loro.
Io cambierò questo paese.
O cadrò nel tentativo.
Ma non cadrò da solo:
non lascerò nulla dopo di me di impunito o di impunibile, o peggio ancora, di intoccabile.
No, io non cadrò inutilmente.
Poiché Io sono stanco di avere sempre ragione e di restare in ogni caso inascoltato.
Oggi finisce il tempo delle parole.
Oggi, inizia il tempo del bastone.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
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giovedì, 5 aprile 2012
Un tributo per un vecchio uomo.
Un giorno saremo tutti dei vecchi uomini.
Un giorno faremo tutti scelte da vecchi uomini stanchi.
Io non penso per me.
Ma, mai dire mai.
Per chi non è me.
Addio, vecchio uomo.
Salve a te, Vecchio Uomo.
Hail to you, Old Man.
Heil dir, alter Mann.
“Vecchio uomo guarda la mia vita
assomiglio molto a ciò che eri
vecchio uomo guarda la mia vita
assomiglio molto a come eri tu”.
Neil Young, Old man – 3:22
Album: Harvest (1972)
Tag:Gemonio, gesualdo gustavo, gustavo gesualdo, lega nord, lozza, Roberto Maroni, Umberto Bossi, varese
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sabato, 31 marzo 2012
Perché l’Italia non trova la strada per uno sviluppo che sia umano, politico, economico e finanziario?
Perché in questo paese la cioccolata ha deciso di non condividere più la merda.
Se chi ha responsabilità di governo non elimina la merda dal paese, la cioccolata o si isola e se ne frega, o se ne va in altri luoghi dove la cioccolata venga ricompensata da cioccolata e non da merda e dove la merda, non venga pagata come cioccolata.
Ed è tutto qui, tutto in questa svista l’empasse del paese, una svista che confonde i sensi:
stesso colore, ma non lo stesso sapore ed odore.
La casta politica ha il dovere di agire eliminando questa svista prodotta da un eccesso di benessere che ha privilegiato la merda, e non può ne deve chiedere maggiore partecipazione e coesione sociale ad una cioccolata ormai distaccata ed isolata dai maltrattamenti ricevuti.
La casta politica deve agire, deve ricondurre la cioccolata ad elemento principe da assaporare e deglutire e la merda a mero escremento da defecare.
Altrimenti è tutto inutile.
Altrimenti lo sviluppo non potrà insediarsi un un paese in cui si è commesso un grave errore di valutazione che si pretende paghino cioccolate estere e nazionali.
Non si può pagare la merda al prezzo della cioccolata e pretendere di pagare la cioccolata ad un prezzo di merda.
E men che meno, si può pretendere una fusione ed una coesione fra merda e cioccolata, poiché la cioccolata preferirebbe fuggire piuttosto che essere disciolta in un cesso.
Ed è tutta questa merda che frena lo sviluppo, più di ogni altra cosa.
E non è di alcun interesse che la merda sia maggioranza nel paese e possa prevalere con il pretesto democratico:
merda è, e merda resta.
Una maggioranza di merda non produce il cibo degli dei, ma solo tanta altra merda.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:cacao, cibo degli dei, cioccolata, corruzione, democrazia abusata, dittatura dei mediocri, economia, evasione fiscale, finanza, giustizia, illegalità diffusa, mafiosi, mediocrazia, merda, morire di diritto, organizzazioni mafiose, privilegio, sicurezza, usura
Pubblicato in Attualità, Cittadino X, Opinion Leader, Oppressione Napoletana, Questione Europea, Schiavitù, blogger, coesione sociale, corruzione, costituzione italiana, debito pubblico, democrazia bloccata, downgrade, economia, evasione fiscale, fall out, furbetteria italiana, giustizia, gustavo gesualdo, indulto, informazione, internet, legalità, lobby, monnezza napoletana, organizzazioni mafiose, politica, politici italiani, pubblica amministrazione, questione calabrese, questione italiana, questione meridionale, questione morale, questione napoletana, questione settentrionale, questione siciliana, scandalo corruttivo, sicurezza, sovranità popolare, storia, web | Nessun commento »
giovedì, 29 marzo 2012
Leggo del fallimento pilotato a mezzo concordato preventivo della storica Cooperativa Muratori Reggiolo.
Un simbolo del mondo cooperativistico naufraga in un fallimento che espone centocinquanta milioni di euro di debito e danneggia pericolosamente tutte le aziende che attendono pagamenti arretrati e servizi inevasi dalla coop.
Il rimborso delle somme vantate come crediti è previsto differente a seconda della qualificazione:
il 100% del rimborso va soltanto ai primi creditori, e cioè dipendenti, artigiani, cooperative di produzione e lavoro, professionisti.
Ma il percorso è lungo e vi sara ancora molto da attendere per un eventuale recupero delle somme.
Sempre che la crisi possa attendere un recupero di liquidità così lento e farraginoso per garantire un futuro alle stesse aziende creditrici.
Si manifestava così il caso del “fallimento cooperativistico”, un fallimento che viene visto e letto in molti modi differenti.
L’efficienza e l’efficacia amministrativa di una cooperativa deve fare, secondo la mia opinione, i conti con la latitudine e la longitudine del suo realizzarsi, del suo riprodursi.
Insomma, una cooperativa che preveda piani pluriennali di investimento e di lavoro produce uno scopo economico certo, assolutamente previsto, cercato e voluto.
Certo che le politiche di un paese come Israele che nel passato è stato riconosciuto come una delle più avanzate economie mondiali basate sulla conoscenza, l’inglese know how (knowledge economies), e con il più alto tasso pro capite di capital-risque (venture capital) globale nel segno del più gran numero di aziende quotate nella Quotazione automatizzata dell’Associazione nazionale degli operatori in titoli (Nasdaq) dopo gli Stati Uniti d’America, queste economie non possono essere parametrate sic et simpliciter alla condizione italiana.
Bisogna ricordare che, nei territori in cui i palestinesi coltivavano sì e no qualche albero di ulivo, l’insediamento e l’applicazione dell’ingegno israeliano hanno consentito la nascita e la crescita del primato mondiale agricolo nella produzione del pompelmo, che nella sua crescita, necessita di grandi quantità di acqua.
Ed occorre anche ricordare come sino alla metà degli anni ‘90 Israele riceva una quantità trascurabile di investimento straniero, investimento che invece decolla letteralmente solo dopo la profonda riforma della privatizzazione e della liberalizzazione del mercato del lavoro e del capitale.
Che sia di insegnamento agli avversari delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni del mercato del capitale e del lavoro italiano.
E sono sempre gli israeliani hanno inventato lo stimolo delle nuvole a mezzo bombardamento con ioduro d’argento sin dal 1961, un agente chimico che favorisce l’aggregazione delle molecole d’acqua per creare grandi gocce abbastanza pesanti da precipitare al suolo sotto forma di pioggia.
Il colosso comunista cinese aperto all’economia di mercato, che di cooperative ha dimostrato di sapere qualcosa, in questi giorni e su questo tema sembra fare sul serio:
qualche giorno fa Pechino fa ha annunciato un piano da un miliardo di yuan (circa 120 milioni di euro) per riuscire, entro il 2015, ad aumentare del 10% le precipitazioni nelle zone rese aride dalle siccità derivanti dai cambiamenti climatici.
Capirete bene l’ordine di grandezza di conoscenza e di applicazione di cui andiamo discorrendo.
Ma torniamo alle cooperative italiane ed al fallimento del loro modello.
Con tutti i privilegi di nicchia, le defiscalizzazioni e le agevolazioni nel costo del personale (cooperative di lavoro), le cooperative italiane dovrebbero reggere benissimo alla crisi economico-finanziaria, anzi, dovrebbero svettare come modello di riferimento da seguire per salvare una economia di mercato.
Se solo le coop italiane non si occupassero di politica partitica e sindacale, i risultati sarebbero molto differenti.
Ma dove differisce ancora il modello cooperativistico mondiale da quello italiano?
Beh, il dato identificativo italiano più deteriore è certamente quello dello stile di vita definito come un “bizantinismo” dallo stesso premier Mario Monti.
E questo bizantisnismo, ha prodotto nel tempo un sistema abominevole in cui l’efficacia e l’efficienza amministrativa sia nel pubblico che nel privato, siano state pesantemente condizionate da fattori estranei alla produzione di merci e servizi.
Perché il sistema cooperativistico italiano, laddove tutti sono padroni e nessuno è padrone, ha lasciato emergere un mondo di piccoli e grandi arbitrii ed abusi.
E allora, come si potrebbe mantenere inalterata l’intelligenza del modello cooperativo in un sistema alterato come quello italiano, laddove la ricerca di una sicurezza assoluta nel mondo del lavoro ha prodotto una devastante modifica degli scopi cooperativistici e non solo quelli?
Insomma, per evitare abusi ed arbitrii ed ottimizzare contemporaneamente le finalità cooperativistiche, andrebbe inserito un artificio anti-bizantino che imponga al momento della costituzione di una cooperativa, l’indicazione di una durata della Coop pari ad un anno solare e non ai soliti 99 anni inseriti per prassi.
Così, ad ogni scadenza annuale, il presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa deve garantire i risultati economici comuni promessi ai soci oltre che una efficiente ed efficace azione economico-amministrativa, se intende confermarsi presidente della prossima e “nuova” coop.
Dimostriamo così, infine, che ll precariato in Italia giova alla efficienza ed alla efficacia amministrativa come al normale andamento del mondo economico e del lavoro, così come avviene in tutto il mondo civile ed avanzato.
Ed ora, che si dia fuoco alle polveri:
gli amanti di una impagabile sicurezza personale nelle prospettive del mondo del lavoro italiano e globale e della garanzia del posto fisso, più fisso di una crocifissione, possono aprire il fuoco di chi ha torto sapendo di aver torto, di chi non conosce che il proprio arido egoismo da contrapporre alla produttività, allo sviluppo economico e ad una diffusione della ricchezza così prodotta anche sulla base del merito oltre che della naturale solidarietà umana nel paese in cui si vive e del resto del mondo.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:articolo 18 statuto dei lavoratori, bizantinismo, CMR, concordato preventivo, Confcooperative, contratto a tempo determinato, contratto a tempo indeterminato, Coop, cooperativa, Cooperativa Muratori Reggiolo, cooperative di lavoro e produzione, fallimento, ioduro d’argento, IperCoop, israele, israeliani, Know-How, knowledge economies, lavoro precario, Lega delle Cooperative, mario, Mario Monti, Nasdaq, palestinesi, pompelmo, posto fisso, precariato, precario, stati uniti d'america, territori occupati, venture capital
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giovedì, 29 marzo 2012
L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?
- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;
- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;
- una illegalità diffusa impareggiabile;
- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;
- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;
- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;
- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.
- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;
- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;
- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;
- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;
Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.
Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.
Questa è l’italia.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:bettino craxi, casta burocratica, casta politica, casta sindacale, classe dominante, crisi economica, crisi energetica, crisi industriale, crisi politica, dc, degrado economico, degrado finanziario, degrado sociale, democrazia cristiana, disoccupazione, downgrade italia, esecutivo, evasione fiscale, fall out italia, fall out italy, fondo anti-crisi, forza italia, Giorgio La Malfa, giulio andreotti, governo, governo tecnico, IDV, illegalità diffusa, inoccupazione, italia, italy, lega nord, made in italy, Mario Monti, Massimo d'Alema, mondo del lavoro, organizzazioni mafiose, paese reale, partito repubblicano italiano, partito socialista italiano, PD, PDL, politica italiana, popolo sovrano, premier, pri, psdi, psi, pubblica amministrazione, ricerca scientifica, sel, Silvio Berlusconi, stato, stato di diritto, stato di fatto, udc, usura
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mercoledì, 28 marzo 2012
Nella Svizzera di questi giorni, si dibatte politicamente e pubblicamente di una annessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica.
Il che, unito alle medesime ipotesi che riguardano due regioni del sud della Germania (Baviera e Baden-Württemberg), propone una interessante quanto affascinante ipotesi di una Nuova Europa che nasce e si estende basandosi sull’ormai consolidato modello elvetico di coabitazione italo-austro-franco-tedesca.
Quel che mi fa rabbia però, è vedere il sud migliore (per me, sicilia, calabria e campania le può anche inghiottire il mare, non ho alcun interesse al loro destino) che si compiace in idiozie di specie simil-culturali ed in finezze convegnistiche senza senso e senza nesso alcuno, allorquando si ergono sfide storiche di questa grandezza da analizzare e da affrontare.
La questione meridionale esiste e resiste:
non è stata nemmeno analizzata e valorizzata sul nuovo modello europeo che sta nascendo in Svizzera.
Dormite, ironizzate, compiacetevi pure:
vedrete che bel futuro vi attende.
Sarà il futuro che voi vi sarete costruiti.
Niente altro che quello.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:annessione, Austria, Baden-Württemberg, Baviera, calabria, campania, Confédération Suisse, Confédération Svizzera, confederazione elvetica, Confederazione Elvetica Europea, Confederaziun Svizra, crisi economica, crisi energetica, Crisi europea, crisi finanziaria, crisi greca, crisi italiana, crisi politica, francia, germania, Giuliano Bignasca, gustavo gesualdo, il cittadino x, italia, Lega dei Ticinesi, lombardia, meridione, mezzogiorno, ministro della difesa della confederazione elvetica, Modello Elvetico Europeo, nuovo modello europeo, nuovo modello federalista, Opinion Leader, public opinion, secessione, separazione, sicilia, sud, ticino, Ueli Maurer
Pubblicato in Attualità, Cittadino Qualunque, Cittadino X, Eurozona, Insubria, Opinion Leader, Questione Europea, Referendum, blogger, casta politica, casta politico-burocratico-partitocratica, coesione sociale, confederazione elvetica, corruzione, costituzione italiana, debito pubblico, democrazia, democrazia bloccata, democrazia diretta, divorzio, downgrade, emergenza rifiuti, equitalia, evasione fiscale, fall out, federalismo, furbetteria italiana, giustizia, governatori regionali, governo, gustavo gesualdo, informazione, internet, istituzioni democratiche, libertà, monnezza napoletana, nord, organizzazioni mafiose, politica, politici italiani, pubblica amministrazione, questione calabrese, questione italiana, questione meridionale, questione morale, questione napoletana, questione settentrionale, questione siciliana, regioni, ricerca, riformismo, rinnovamento, scienza, scuola, secessione, sicurezza, sopravvivenza, sovranità popolare, storia, strategia energetica, sud, sviluppo economico, tangentopoli, territorialità, ticino, trasporti pubblici, unione europea, università, web | Nessun commento »
mercoledì, 21 marzo 2012
Democrazia Diretta, come in Svizzera e non questa pagliacciata della delega parlamentare:
il popolo è sovrano solo ed esclusivamente se esercita direttamente la propria sovranità.
Altrimenti è tutta un pagliacciata.
Nel caso italiano, si può introdurre il sistema della Democrazia Diretta solo previa eliminazione delle regioni sicilia, calabria e campania dall’italia:
altrimenti con la democrazia diretta la mafia governerebbe direttamente, facendo anche a meno della corruzione dei politici mafiosi.
Basta con le menzogne e le prevaricazioni:
basta con le furbizie e le frodi, le corruzioni e le mafie, basta con il teatrino della politica italiana che non decide mai nulla per non scontentare nessuno, soprattutto i mafiosi;
basta con uno stato ed una casta politica vile, che invece di eliminare mafia e mafiosi, cerca accordi e patti di non belligeranza con essi in vergognose trattative stato-mafia, trattative che hanno tradito quei servitori dello stato più esposti nella lotta alla mafia, servendoli su di un piatto d’oro alla vendetta del potere mafioso.
Democrazia Diretta previa estirpazione ed eliminazione totale e definitiva della cultura mafiosa, delle sue radici, delle sue origini e delle sue propaggini:
Pena di Morte per i mafiosi ed Ergastolo a Vita (fino all’ultimo giorno di vita, senza sconti, nemmeno per motivi umanitari o di salute) in regime di carcere duro agli amici di merende dei mafiosi e per i collaboratori e sostenitori delle organizzazioni mafiose.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:calabria, camorra napoletana, campania, Confédération Svizzera, confederazione elvetica, Confederaziun Svizra, democrazia diretta, democrazia indiretta, il popolo è sovrano, italia, mafia siciliana, n'drangheta calabrese, organizzazioni mafiose, politica, Potere Mafioso, sicilia, sovranità popolare, svizzera, ticino, trattativa stato-mafia
Pubblicato in Attualità, Cittadino Qualunque, Cittadino X, Opinion Leader, Oppressione Napoletana, Questione Europea, blogger, casta politica, casta politico-burocratico-partitocratica, coesione sociale, corruzione, costituzione italiana, democrazia, democrazia bloccata, democrazia diretta, evasione fiscale, furbetteria italiana, giustizia, gustavo gesualdo, informazione, internet, istituzioni democratiche, libertà, organizzazioni mafiose, politica, politici italiani, pubblica amministrazione, questione calabrese, questione italiana, questione meridionale, questione morale, questione napoletana, questione settentrionale, questione siciliana, sicurezza, sovranità popolare, storia, web | Nessun commento »
martedì, 20 marzo 2012
Riflessioni sul concetto di Super Uomo.
Il Super Uomo di Friedrich Wilhelm Nietzsche non è l’equivalente del concetto di uomo forte, ma è invece certamente quello di Super-amento del concetto di uomo.
La transizione da animale-scimmia a soggetto razionale e raziocinante, intelligente e sensato è ancora ferma al livello umano, troppo umano.
L’uomo (inteso come essere umano, non me ne vogliano le donne) è un momento di passaggio:
deve andare oltre se stesso, oltre il bene ed il male fatti o ricevuti, oltre il vestito troppo stretto dell’essere umano, troppo umano.
Il Super-amento di tale evoluzione dell’essere umano è la tesi del Super Uomo.
Quella dell’uomo forte ne è invece l’antitesi.
Tutto il resto è frutto dell’ignoranza.
Spiegate tutto questo all’erbivendolo, rendetelo partecipe e cosciente del suo limite.
Accendete una luce, due luci, tre luci di speranza nel super-amento dell’uomo.
Accendete le luci della ragione e della razionalità.
Accendete il mondo con l’avvento del Post Uomo.
L’Essere Umano deve andare oltre se stesso.
L’Umanità ha il Dovere di andare oltre se stessa.
Altrimenti l’Essere Umano resterà un animale molto istintivo ed intuitivo con l’aspirazione di Essere Intelligente.
E basta.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:Die Super Mann, Dio è morto, erbivendolo, Friedrich Wilhelm Nietzsche, gesualdo gustavo, gustavo gesualdo, il cittadino x, Il Super Uomo, la volontà di potenza, nichilismo, oltre uomo, Opinion Leader, Plus Man, Post uomo, spirito dionisiaco, The Super Man, Über-Mensch, Übermensch, Welch erbärmlich Grauen fasst Übermenschen dich!
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