Archivi per la categoria ‘sovranità popolare’

Esposto-Diffida contro il malgoverno dei rifiuti a Foggia

sabato, 16 maggio 2015

Sindaco di Foggia
Presidenza Consiglio Comunale di Foggia
Segreteria Generale Comune di Foggia
Comando Corpo Polizia Municipale di Foggia
Presidenza Giunta Regione Puglia
Presidenza e Direzione AMIU Puglia
Presidenza Amministrazione Provinciale di Foggia
Comando Corpo Polizia Provinciale di Foggia
Direzione Generale ASL di Foggia
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia
Prefettura di Foggia
Questura di Foggia
Comando Provinciale Compagnia di Foggia Arma dei Carabinieri
Comando Provinciale Compagnia di Foggia Guardia di Finanza

Oggetto: ESPOSTO ­ DIFFIDA

Il regime emergenziale (o di emergenza per evitare l’emergenza, paradosso tutto italiano) che serve solo ad eludere ed evadere obblighi, doveri ed osservanza delle norme e delle disposizioni in tema ambientale e di governo dei rifiuti è un regime divenuto invece prassi quotidiana.

Il ministro dell’ambiente ha recentemente dichiarato che le multe comminate ogni anno dalla Unione Europea all’Italia per il vergognoso (e interessato?) ritardo nel dovuto governo dei rifiuti, ivi compresa e non esclusa la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti, saranno pagate esclusivamente dai comuni e dalle regioni che non governano il ciclo dei rifiuti in maniera adeguata, corretta, dovuta.

Inutile dire che la città di Foggia rischia di vedere aumentare in modo importante la pressione fiscale che grava sui cittadini foggiani:

le multe sono nell’ordine di decine di milioni di euro ogni anno e saranno ripartite sui comuni malfunzionanti, in disservizio continuo ed in eterno ritardo ed avranno un peso importante, senza contare invece il danno che già ora ricevono i cittadini foggiani dal mancato recupero e riciclo dei rifiuti, cosa che invece comporta delle entrate per i comuni e non delle uscite.

Il presente ESPOSTO a DIFFIDA del sindaco di Foggia e di ogni altro attore responsabile del governo dei rifiuti a Foggia all’adempimento dei propri doveri, chiedendo inoltre che ogni ed eventuale addebito e/o danno ricevuto dalla amministrazione comunale foggiana e dagli amministrati cittadini foggiani per il mancato governo del ciclo dei rifiuti gravi su quegli amministratori e quei funzionari pubblici che non adempiranno al loro dovere, benché diffidati a farlo, e che creino conseguentemente a tale inadempimento, danno e nocumento all’ambiente foggiano e alle tasche dei cittadini foggiani.

Scritto, sottoscritto e inviato agli interessati e per conoscenza a chiunque abbia potere, funzione, competenza, controllo, vigilanza e dovere d’indagine secondo la normativa e la giurisprudenza italiana e della Legge n. 241/1990 (Procedimento amministrativo e diritto di Accesso ai Documenti amministrativi)
e successive modificazioni e dell’articolo 328 C.P. (Rifiuto e/o Omissione d’Atti d’Ufficio).

Ringraziando anticipatamente e doverosamente chiunque abbia il dovere e/o la volontà di impedire che il mancato governo dei rifiuti crei danni ad ambiente, territorio e popolazione foggiana, invio i più
sentiti saluti ed auguri per un proficuo lavoro.

Foggia, 20 maggio 2015 Gesualdo Gustavo

Esposto Pubblicato Qui

Il Welfare, la Crisi, la partitocrazia e Super Mario Monti

martedì, 10 aprile 2012

Il welfare italiano è tutto da rifare, poiché pieno di privilegi arroganti per i furfanti e totalmente privo di diritti per i cittadini:
siamo in pieno medioevo, ed in questa cosa, Monti non c’è.

Ma c’è invece tutta la partitocrazia che, invece di difendere famiglie ed aziende si è definitivamente compromessa in una Questione Morale Infinita, senza soluzione di continuità.

Qualcuno dice che in italia le leggi le fanno i fuorilegge.

Può darsi.

Certo è che questa casta politica, burocratica, partitocratica e sindacale rappresenta un freno potente contro ogni forma di liberalizzazione e di riforma in senso progressista.

Una sorta di coagulo di sottosviluppati trogloditi riuniti in caste abusa del potere pubblico a fini di arricchimento personale tramite la difesa ad oltranza, anche contro gli interessi dell’intero paese, di uno status quo impagabile da qualunque popolo civile, da qualunque comunità sociale.

In tutta questa follia incivile e mafiosa, il cambiamento è sempre stato punito, invece della dovuta punizione al male oscuro del paese.

Così sono caduti Benito Mussolini, Aldo Moro, Bettino Craxi, Umberto Bossi.

Ognuno di loro, con volontà, obiettivi, modalità, effetti e prassi differenti ha tentato il cambiamento.

Ognuno di loro è stato politicamente ucciso per aver cambiato lo stato o solo per aver tentato di farlo.

Cosicché, in questo paese mafioso, usurato ed assai corrotto, “i peccatori” si salvano sempre, attraverso la loro cancerogena infiltrazione dello stato e di quei poteri che dovrebbero contenere gli eccessi e gli errori del potere politico (informazione, magistratura, sindacati, parti sociali, etc), mentre chi tenta il cambiamento “in meglio”, viene pomposamente redarguito con il solito: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Se rubi poco ovvero rubi senza essere autorizzato dal consociativismo delle caste mafiose, vieni scandalosamente additato come il solito moralista preso con le mani nel sacco.

Ma se rubi con il metodo mafioso consociativo, allora sei dei loro, e qualcuno farà la telefonata giusta al giudice giusto, per salvarti, o per ammazzarti, a seconda della convenienza del momento.

Ma, queste caste mafiose così attaccate alle poltrone del potere pubblico non molleranno mai la presa.

Occorre una nuova politica che chiuda il rubinetto delle carote ai membri di queste caste mafiose e lo apra in favore di cittadini lavoratori, delle famiglie, delle aziende.

Occorre un bastone per questa gente, non una carota, ma un lungo bastone nodoso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La cioccolata, la merda e lo sviluppo

sabato, 31 marzo 2012

Perché l’Italia non trova la strada per uno sviluppo che sia umano, politico, economico e finanziario?

Perché in questo paese la cioccolata ha deciso di non condividere più la merda.

Se chi ha responsabilità di governo non elimina la merda dal paese, la cioccolata o si isola e se ne frega, o se ne va in altri luoghi dove la cioccolata venga ricompensata da cioccolata e non da merda e dove la merda, non venga pagata come cioccolata.

Ed è tutto qui, tutto in questa svista l’empasse del paese, una svista che confonde i sensi:

stesso colore, ma non lo stesso sapore ed odore.

La casta politica ha il dovere di agire eliminando questa svista prodotta da un eccesso di benessere che ha privilegiato la merda, e non può ne deve chiedere maggiore partecipazione e coesione sociale ad una cioccolata ormai distaccata ed isolata dai maltrattamenti ricevuti.

La casta politica deve agire, deve ricondurre la cioccolata ad elemento principe da assaporare e deglutire e la merda a mero escremento da defecare.

Altrimenti è tutto inutile.

Altrimenti lo sviluppo non potrà insediarsi un un paese in cui si è commesso un grave errore di valutazione che si pretende paghino cioccolate estere e nazionali.

Non si può pagare la merda al prezzo della cioccolata e pretendere di pagare la cioccolata ad un prezzo di merda.

E men che meno, si può pretendere una fusione ed una coesione fra merda e cioccolata, poiché la cioccolata preferirebbe fuggire piuttosto che essere disciolta in un cesso.

Ed è tutta questa merda che frena lo sviluppo, più di ogni altra cosa.

E non è di alcun interesse che la merda sia maggioranza nel paese e possa prevalere con il pretesto democratico:

merda è, e merda resta.

Una maggioranza di merda non produce il cibo degli dei, ma solo tanta altra merda.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’eredità della Casta

giovedì, 29 marzo 2012

L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?

- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;

- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;

- una illegalità diffusa impareggiabile;

- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;

- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;

- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;

- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.

- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;

- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;

- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;

- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;

Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.

Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.

Questa è l’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Questione Meridionale, la Crisi Europea e il Modello Elvetico Europeo

mercoledì, 28 marzo 2012

Nella Svizzera di questi giorni, si dibatte politicamente e pubblicamente di una annessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica.

Il che, unito alle medesime ipotesi che riguardano due regioni del sud della Germania (Baviera e Baden-Württemberg), propone una interessante quanto affascinante ipotesi di una Nuova Europa che nasce e si estende basandosi sull’ormai consolidato modello elvetico di coabitazione italo-austro-franco-tedesca.

Quel che mi fa rabbia però, è vedere il sud migliore (per me, sicilia, calabria e campania le può anche inghiottire il mare, non ho alcun interesse al loro destino) che si compiace in idiozie di specie simil-culturali ed in finezze convegnistiche senza senso e senza nesso alcuno, allorquando si ergono sfide storiche di questa grandezza da analizzare e da affrontare.

La questione meridionale esiste e resiste:

non è stata nemmeno analizzata e valorizzata sul nuovo modello europeo che sta nascendo in Svizzera.

Dormite, ironizzate, compiacetevi pure:

vedrete che bel futuro vi attende.

Sarà il futuro che voi vi sarete costruiti.

Niente altro che quello.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Questione Morale e l’Etica nella Sicurezza e nella Legalità

mercoledì, 21 marzo 2012

Non esiste sicurezza senza legalità.

Non esiste legalità senza giustizia.

Non esiste giustizia senza etica.

Non esiste etica senza morale.

Insomma, la sicurezza è una questione morale.

E non la possono impugnare corrotti, mafiosi e loro amici di merende.

Poiché la dilagante presenza della corruzione e infiltrazione delle mafie rappresenta la più grande Questione Morale Italiana.

Nessuna politica e nessun politico ha il diritto di dividere un paese ed un popolo imponendo di scegliere fra sicurezza e legalità, fra forze dell’ordine e magistratura:

esse sono la stessa cosa e possiedono la stessa natura morale dell’ordine pubblico, dell’essere pubblico, dell’essere civile.

Un popolo, non è un agnello sacrificale da immolare sul posizionamento elettorale o da spartire, come si fa con una tangente, nelle “riserve di caccia” del consenso popolare.

Il popolo è una cosa seria:

il popolo è sovrano.

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto
l’Incorruttibile

Ennesimo scandalo napoletano

mercoledì, 21 marzo 2012

Sedici giudici tributaristi delle Commissioni tributarie napoletane accusati di essere al servizio della camorra napoletana.

Otto tra funzionari e impiegati della commissione tributaria provinciale e di quella regionale.

Un componente dell’ Autorità garante per il contribuente della Campania.

Un noto docente universitario di Diritto tributario della Università pubblica Federico II di napoli.

Un corollario di avvocati e commercialisti.

Un “mercimonio delle sentenze”, così ha definito questo sporco intreccio affaristico-mafioso il giudice delle indagini preliminari.

Resto ancora allibito (ma non certamente sorpreso) nell’assistere ai profondi sconvolgimenti sociali ed economici che investono gli apparati della Pubblica Amministrazione italiana, scandali che vengono svelati dalla pregevole azione della Direzione distrettuale antimafia e dalla Magistratura Ordinaria.

Il senso di marcia è sicuramente quello giusto.

Ma, a proposito di giustizia e di morale, mi domando:

1. cosa ha prodotto un simile squallore?

2. chi ha consentito che questo accadesse?

3. quale radice porta la responsabilità umana, civile, morale e professionale di tutto questo?

4. raccolte le mele marce dall’albero, quali frutti porterà quest’albero nel futuro?

5. perché dovrei sentirmi coeso e concittadino con tutto questo schifo quotidiano?

6. qual tipo di politica malata ha chiuso gli occhi o favorito o concorso o, addirittura, dato vita ad un tale schifo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il potere mafioso usurpa la Sovranità del Popolo nella democrazia indiretta

mercoledì, 21 marzo 2012

Democrazia Diretta, come in Svizzera e non questa pagliacciata della delega parlamentare:

il popolo è sovrano solo ed esclusivamente se esercita direttamente la propria sovranità.

Altrimenti è tutta un pagliacciata.

Nel caso italiano, si può introdurre il sistema della Democrazia Diretta solo previa eliminazione delle regioni sicilia, calabria e campania dall’italia:

altrimenti con la democrazia diretta la mafia governerebbe direttamente, facendo anche a meno della corruzione dei politici mafiosi.

Basta con le menzogne e le prevaricazioni:

basta con le furbizie e le frodi, le corruzioni e le mafie, basta con il teatrino della politica italiana che non decide mai nulla per non scontentare nessuno, soprattutto i mafiosi;

basta con uno stato ed una casta politica vile, che invece di eliminare mafia e mafiosi, cerca accordi e patti di non belligeranza con essi in vergognose trattative stato-mafia, trattative che hanno tradito quei servitori dello stato più esposti nella lotta alla mafia, servendoli su di un piatto d’oro alla vendetta del potere mafioso.

Democrazia Diretta previa estirpazione ed eliminazione totale e definitiva della cultura mafiosa, delle sue radici, delle sue origini e delle sue propaggini:

Pena di Morte per i mafiosi ed Ergastolo a Vita (fino all’ultimo giorno di vita, senza sconti, nemmeno per motivi umanitari o di salute) in regime di carcere duro agli amici di merende dei mafiosi e per i collaboratori e sostenitori delle organizzazioni mafiose.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Oggi come ieri

sabato, 17 marzo 2012

Governare gli italiani non è difficile:

è inutile.

L’evidenza di questa affermazione di Benito Mussolini è sotto gli occhi di tutti, quotidianamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La corruzione politica ed il finanziamento illecito ai partiti

sabato, 17 marzo 2012

L’Italia è l’unico paese al mondo in cui tutti sanno che i politici rubano, sia per il proprio arricchimento personale che per quello del partito, della fondazione o del movimento di appartenenza.

Tutti ladri?

Nessuno ladro.

Tutti corrotti?

Nessuno corrotto.

Questa è l’italia peggiore.

Non certo i precari.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X