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Il Welfare, la Crisi, la partitocrazia e Super Mario Monti

martedì, 10 aprile 2012

Il welfare italiano è tutto da rifare, poiché pieno di privilegi arroganti per i furfanti e totalmente privo di diritti per i cittadini:
siamo in pieno medioevo, ed in questa cosa, Monti non c’è.

Ma c’è invece tutta la partitocrazia che, invece di difendere famiglie ed aziende si è definitivamente compromessa in una Questione Morale Infinita, senza soluzione di continuità.

Qualcuno dice che in italia le leggi le fanno i fuorilegge.

Può darsi.

Certo è che questa casta politica, burocratica, partitocratica e sindacale rappresenta un freno potente contro ogni forma di liberalizzazione e di riforma in senso progressista.

Una sorta di coagulo di sottosviluppati trogloditi riuniti in caste abusa del potere pubblico a fini di arricchimento personale tramite la difesa ad oltranza, anche contro gli interessi dell’intero paese, di uno status quo impagabile da qualunque popolo civile, da qualunque comunità sociale.

In tutta questa follia incivile e mafiosa, il cambiamento è sempre stato punito, invece della dovuta punizione al male oscuro del paese.

Così sono caduti Benito Mussolini, Aldo Moro, Bettino Craxi, Umberto Bossi.

Ognuno di loro, con volontà, obiettivi, modalità, effetti e prassi differenti ha tentato il cambiamento.

Ognuno di loro è stato politicamente ucciso per aver cambiato lo stato o solo per aver tentato di farlo.

Cosicché, in questo paese mafioso, usurato ed assai corrotto, “i peccatori” si salvano sempre, attraverso la loro cancerogena infiltrazione dello stato e di quei poteri che dovrebbero contenere gli eccessi e gli errori del potere politico (informazione, magistratura, sindacati, parti sociali, etc), mentre chi tenta il cambiamento “in meglio”, viene pomposamente redarguito con il solito: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Se rubi poco ovvero rubi senza essere autorizzato dal consociativismo delle caste mafiose, vieni scandalosamente additato come il solito moralista preso con le mani nel sacco.

Ma se rubi con il metodo mafioso consociativo, allora sei dei loro, e qualcuno farà la telefonata giusta al giudice giusto, per salvarti, o per ammazzarti, a seconda della convenienza del momento.

Ma, queste caste mafiose così attaccate alle poltrone del potere pubblico non molleranno mai la presa.

Occorre una nuova politica che chiuda il rubinetto delle carote ai membri di queste caste mafiose e lo apra in favore di cittadini lavoratori, delle famiglie, delle aziende.

Occorre un bastone per questa gente, non una carota, ma un lungo bastone nodoso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Monti, Berlusconi, Napolitano e la casta politica italiana

lunedì, 14 novembre 2011

Il dado è tratto.

L’esecutivo tecnico Monti sostituisce l’esecutivo politico Berlusconi.

Obiettivo:

realizzare quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni del mondo del lavoro che urgono al paese e che nessun governo politico ha sinora mai realizzato, benché promesso.

Resta incomprensibile, essendo invariata la composizione della casta politica parlamentare, come sia possibile modificare, per esempio, una legge elettorale che promette attualmente un collegio ed una elezione sicura ad vitam ai parlamentari italiani.

Come anche non si comprende come e perché la medesima casta politica dovrebbe realizzare urgentemente quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni decretate dal governo Monti che la medesima casta politica non ha voluto realizzare con le decretazioni del governo Berlusconi, e proprio ad iniziare da quella decretazione anti-corruzione che più di ogni altra, assicura discontinuità alla peggiore evidenza della casta politica e burocratica italiana:

quella troppe volte e troppo spesso coinvolta in scandali corruttivi o in presunte connivenze e cointeressenze negoziali con le organizzazioni mafiose a danno della libertà dello stato italiano e dei suoi cittadini.

Ed è proprio questo l’aspetto che maggiormente incuriosisce nella transizione italiana contemporanea, posto che, dai vari interventi politici resi pubblici nel corso delle consultazioni del Capo dello Stato Napolitano, pare siano scomparsi problemi storici di grossa evidenza come il contrasto alle organizzazioni mafiose, la questione Morale, la questione Meridionale e la questione Settentrionale, per fare solo alcuni esempi che saltano agli occhi.

Ma così è scomparsa anche l’emergenza della così detta Monnezza Napoletana, della quale si è perduta ogni traccia, benché non ancora la presenza.

A meno che non si voglia ulteriormente deresponsabilizzare la casta dominante dinanzi alla crisi italiana, eludendo la realtà di una spesa pubblica impossibile e di un debito pubblico invalidante, e discutendo invece di una crisi che non pare trovare fondamento nella incapacità politica italiana nel dibattito politico attuale, ma sembra cercare motivi e responsabilità del default italiano in una più volte paventata e mai dimostrata incapacità francese, tedesca od europea, ovvero in una fantasmagorica onnipresenza giudo-plutaico-massonica da indicare a seconda del caso e della opportunità.

Come se l’illegalità diffusa, il lavoro nero, l’evasione fiscale, il cancro mafioso, la crescita della spesa pubblica e del conseguente indebitamento pubblico italiano, fossero responsabilità imputabili ai parlamentari ed ai capi di governo europei.

In questa ottica di de-responsabilizzazione politica, pare di assistere al solito teatrino italico dello scarica barile, nel quale i problemi del paese non vengono mai risolti, perché semplicemente essi sono ridotti alla “non esistenza” o ridotti al silenzio dalla classe dominante italiana, che controlla integralmente anche l’informazione, grazie ad una normativa anch’essa vetusta ed antiquata, bisognosa di una tempestiva e complessiva liberalizzazione dai “controlli politici” imposti da una normativa fascista che nessun parlamento repubblicano ha mai abrogato e riformato.

Per cui, d’un tratto, sono risolte senza fatica alcuna, questioni annose e dannose come quella delle presenza potente delle mafie nella società italiana che possiamo sintetizzare nel paradigma:

tutti mafiosi? Nessuno mafioso.

Ovvero : tutti corrotti? Nessuno corrotto.

Tutti indebitati? Nessuno indebitato.

Ma questo rappresenta un gioco assai pericoloso, poiché forzare il gioco adesso, equivarrebbe al veder comparire il Tilt nel gioco del Flipper, con l’oscuramento del piano di gioco e la sua immediata immobilizzazione.

E dopo il Tilt, come tutti sanno, non resta che attendere che appaia la scritta luminosa Game Over.

Ed il gioco è finito.

Per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il governo Berlusconi, la casta, il do ut des e gli anni del dolore e del terrore

giovedì, 13 ottobre 2011

Si avvicina ogni giorno di più la resa dei conti all’interno della maggioranza di governo italiana.

Le spaccature si presentano ormai numerose, sia verticali fra gruppi politici che orizzontali, fra gli stessi partiti politici che sostengono il governo e la loro base popolare ed elettorale.

Questa condizione di frammentazione e di immobilismo politico, mette fine al cosìddetto populismo berlusconiano, fratturando in modo definitivo il rapporto fra un premier in grado di influenzare molta parte del mondo dell’informazione, sia pubblica che privata ed un popolo sempre più indignato ed arrabbiato, a causa della evidente incapacità dimostrata dalla classe politica italiana di offrire strategie di uscita e di contrasto alla attuale crisi economico finanziaria, irrimediabilmente sfociata e deteriorata in una cristi politica e strutturale di un paese mal educato all’approccio con il consenso elettorale, visto quasi sempre nei termini del do ut des:

il voto dietro corresponsione di un posto di lavoro, perlopiù di tipo pubblico o privato convenzionato o privato sottoposto alla estorsione del consenso politico e/o burocratico;

il voto dietro corresponsione di un appalto pubblico;

il voto dietro creazione artificiale di condizioni favorevoli ad una azienda o settore professionale e del lavoro o ad un gruppo di aziende ed un gruppo corporativo.

Questo è il cancro che sta ponendo fine al sistema economico italiano:

il parassitismo e l’abuso di potere elevato a sistema messo in atto dalle caste corporative del potere pubblico, sia politico-partitiche, che sindacali e burocratiche.

In un sistema statuale soggetto alle corporazioni e non al diritto ed al merito, si insinua perfettamente la logica di infiltrazione mafiosa, anch’essa in grado di condizionare grandemente il consenso popolare offrendolo in cambio di favori politici, di appalti pubblici, di posti del potere pubblico in cui insediare stabilmente gli amici degli amici, concorrendo in modo preferenziale nel sistema economico sano del paese, distruggendone l’economicità industriale, condizionandone l’aspetto finanziario, erodendo ed infiltrando dal di dentro quelle aziende e quelle società produttive messe in seria difficoltà da un sistema politico burocratico malato e da un sistema bancario e finanziario inadeguato ed immaturo, infiltrandosi ancor più sino a ricattare prima e sostituirsi poi al soggetto economico e produttivo sano, attraverso il sistema della usura.

Le maggioranze di governo che hanno sostenuto i vari governi Berlusconi si sono presentate come fautrici di quelle liberalizzazioni del sistema e delle sue corporazioni baronali e mafiose (professionali, finanziarie, della formazione scolastica ed universitaria, del lavoro, etc) che strozzano il cuore ed il motore produttivo italiano da sempre.

Il fallimento maggiore di Silvio Berlusconi e di Umberto Bossi, i veri leader dei principali partiti che sostengono la maggioranza dell’attuale esecutivo, sta proprio nella fine del cosìddetto decisionismo berlusconiano, declino decisionista che porta a quell’immobilismo politico che ha da sempre caratterizzato l’agire politico italiano della prima repubblica, vera e propria arma elettorale, politica e di governo del berlusconismo.

La fine del populismo e del decisionismo berlusconiano e fa emergere il vero mondo del potere pubblico italiano, profondamente corrotto ed incapace, distruttore di ogni merito e salvatore di ogni parassitismo.

La fine del sogno riformatore, liberale e liberista della politica berlusconiana, apre di nuovo il baratro del peggior incubo italiano:

l’abuso del potere pubblico a fini personali e di corporazione e non in favore della tutela degli interessi dei cittadini, dei lavoratori, degli imprenditori, come delle famiglie e delle aziende italiane.

Questa visione parassita del sistema pubblico era proprio il primo atto di denunzia della politica berlusconiana, quella politica che prometteva di spezzare queste logiche mafioso-corporative che dissanguano il paese ed arricchiscono caste di parassiti senza alcun merito.

Quel che resta di un ventennio di politiche liberali e riformiste è solo la polvere dei continui scandali politici, il peso della irrisolta questione morale e meridionale, del crescente malessere alla base della questione settentrionale.

Con la caduta del berlusconismo e del bossismo, si chiude un ciclo storico di grandi promesse seguite da enormi fallimenti politici, aprendo una porta sul nulla pericoloso di svolte autoritarie, popolari o verticistiche che siano.

Il popolo è stanco e profondamente provato, indignato ed oltraggiato dall’emergere della corruzione politica e burocratica sia morale che materiale generalizzata ed incontrastata, gravato dal peso impossibile di corporazioni che di fatto impediscono ogni liberalizzazione, ogni riforma, ogni diminuzione dello status quo politico, sindacale e pubblico in generale.

Le innumerevoli ingiustizie cui è gravato il popolo italiano conducono sempre più a reazioni di protesta popolari spontanee e/o organizzate, facendo emergere una indignazione che si preannuncia anche maggiore (e peggiore) di quella che si manifestò nell’era di Tangentopoli, quella era storica che produsse la nascita di due movimenti politici innovativi che promettevano il cambiamento del paese e che invece, sono stati assimilati e digeriti dal male oscuro di cui soffre da sempre il paese:

l’abuso del potere pubblico a fini personali e di corporazione e non in favore della tutela degli interessi dei cittadini, dei lavoratori, degli imprenditori, come delle famiglie e delle aziende italiane.

L’italia è divenuta così il paese delle “patacche pubbliche”, di quei poteri pubblici che sono stati deviati e piegati al livello di personaggi senza scrupoli e senza meriti che non sanno far altro che tirar fuori patacche e distintivi e chiedere l’intoccabilità o appellarsi alla persecuzione politica.

Non si è riusciti a far emergere a livello di partecipazione al potere pubblico i poteri economici sani e naturali come quello positivo delle lobby, offrendo invece come unico fattore di mediazione e di risoluzione politica quello delle segreterie partitiche e personali e quello delle associazioni segrete pseudo-massoniche della corruzione elevata a sistema, aprendo la strada ad una corsia preferenziale in favore delle organizzazioni criminali politico-burocratiche del prepotere pubblico e delle organizzazioni mafiose, ormai regine incontrastate della economia e della finanza.

Il fallimento è totale e grave, anche perché, nonostante l’evidente debacle del sistema paese, le corporazioni politica e burocratica continuano a salvare solo se stesse dalla crisi, divenendo esse stesse protagoniste ed autrici del peggior massacro di diritti e di doveri della storia democratica e repubblicana italiana.

Una ecatombe disastrosa che continua a generare crescita della spesa pubblica, decrescita e depressione economica, aumento del debito pubblico sovrano.

Il do ut des elevato a sistema sociale, tutte le inaccettabili prevaricazioni della casta dominante e la caduta verticale di consenso verso quei soggetti politici che avevano promesso il cambiamento strutturale e la salvezza da un fallimento annunciato del paese, ebbene tutte queste condizioni divengono oggi il vero nodo da risolvere, il vero problema da eliminare.

E quando si usa il termine “eliminare” in momenti storici come quello attuale, c’è di che avere paura, a torto o a ragione.

Poiché questi si preannunciano come gli anni della miseria e della fame, come gli anni della indignazione e della rabbia popolare, come gli anni della resa dei conti fra stato di diritto e paese reale.

Benvenuti nell’era del dolore e del terrore, benvenuti nel tempo in cui ogni cosa tornerà al suo posto, ogni pezzo del puzzle, nel suo ordine naturale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La truffa politica alla napoletana: promettere sempre, mantenere mai

domenica, 17 luglio 2011

Cosa unisce l’intera casta politica italiana è certamente la sua ferrea volontà di raggiungere e mantenere il potere pubblico con tutti i mezzi possibili ed immaginabili.

Sul come si possa arrivare a conquistare la maggioranza del consenso elettorale le notizie che raccontano di rischieste più o meno esplicite di voti a componenti delle organizzazioni mafiose e gli accordi cui sono costrette le forze politiche deboli e vili con le mafie, descrivono un impietoso scenario di bassezze umane e politiche che vanno dallo scambio voto – favori politici (appalti pubblici, posti di lavoro pubblici, etc) sino a condizioni di vero proprio cointeresse politico-mafioso, ben raccoglibili nella frase del premier che impedì la candidatura del ministro napoletano Mara Carfagna alla poltrona di sindaco di napoli per non doverla consagnare alla camorra, come fosse già evinto che, un cittadino napoletano, ancorchè ministro della repubblica, non sia in grado e non abbia qualità sufficienti per resistere alle tentazioni delle sirene mafiose.

Sul come invece si conservi tale potere raggiunto con il contributo di simili mezzi vergognosi, non vi è alcun dubbio:

procedere nell’iter tecnico-giuridico per il perseguimento di quelle riforme come il Federalismo Fiscale, procrastinadone invece l’effettiva e completa realizzazione in tempi futuri piuttosto lontani, potendo così scaricare la responsabilità del non raggiungimento di tali promesse riforme su condizioni future non prevedibili e non previste.

Così, la casta politica impedisce il regolare alternarsi delle forze politiche al governo del paese, inchiodandosi alle poltrone del potere, piegando tutto e tutti alla continuazione di un potere che diviene esclusivamente fine a se stesso, e mai e non più fine al raggiungimento della realizzazione dei programmi elettorali.

In sintesi si può disegnare un triste panorama politico ed umano nel quale, le partitocrazie che raggiungono il potere pubblico, evitano subdolamente di raggiungere quegli obiettivi programmatici promessi in campagna elettorale il cui eventuale raggiungimento, svilirebbe ogni altra motivazione di esistenza e resistenza al potere, così come, il raggiungimento degli obiettivi e degli scopi associativi dei partiti e dei movimenti politici, segnerebbe la fine della esistenza stessa dei partiti e dei movimenti, per raggiunto scopo sociale.

Così, si rimanda artatamente ogni obiettivo raggiungibile, continuando a prometterne il raggiungimento, pur rimandando contestualmente sine die la loro effettiva realizzazione.

Questa filosofia deriva direttamente dalla prassi della prima repubblica in pieno stile democristiano, all’interno della cui ispirazione si raccomandava strettamente di promettere un “sì certo e convinto” a coloro i quali si avvicinassero al potere pubblico per ottenere un appalto pubblico o la vittoria in un pubblico concorso ovvero un qualsiasi favore, negandone successivamente la realizzazione di un tale evento, poichè una volta raggiunto l’obiettivo di quei potenziali elettori, non sarebbe stato più possibile indirizzarne e condizionarne il voto ed il consenso.

Uno squallore schifoso trasformato in procedura politica di governo, un vomito umano eretto a prassi politica di riferimento attraverso il male assoluto dell’italia:

la raccomandazione politica degli immeritevoli portatori di voti e di consenso, costituiti a futura dirigenza burocratica a sostegno di questa immonda casta politica.

Questa è la casta politica italiana, questa la loro miserevole condizione umana e politica, questa è la loro classica truffa alla napoletana:

promettere sempre e mantenere mai, occupare il potere con qualsiasi mezzo per non rinunciarvi mai più.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’orizzonte degli eventi, la democrazia bloccata, la speranza delusa ed il punto di non ritorno

venerdì, 15 luglio 2011

Analizziamo i fenomeni, gli eventi e le condizioni che coinvolgono l’italia in questi tempi.

Il peso di un debito pubblico importante, una spesa pubblica che sembra non trovare alcun freno, una volontà politica non sufficiente a cambiare effettivamente lo status quo delle caste, delle corporazioni, delle organizzazioni mafiose e dei gruppi di potere che risultano capaci di indirizzare le scelte politiche e di sottomettere ogni esecutivo.

Il debito pubblico in continua crescita viene solo e a malapena contenuto, senza intaccarne mai le misure e gli elementi che sono alla base della sua maligna evoluzione.

La spesa pubblica non fa alcun riferimento al merito dei funzionari preparati, onesti, leali e corretti, ma persegue solamente le follie politiche che inseguono e comprano il consenso, invece di interpretarne le volontà e soddisfarne le esigenze popolari.

Lo prova la nuova stabilizzazione dei cossìddetti precari del comparto scuola, nella misura di circa 67.000 nuove assunzioni a tempo indeterminato di soggetti che in pratica non potranno mai essere puniti o licenziati se il loro comportamento e la loro produttività non si dimostrassero almeno al livello della media dei paesi occidentali ed europei.

In una scuola pubblica che in italia vede già impegnati ben 1.500.000 addetti (divenuti tali con l’ultima stabilizzazione di più di 70.000 precari da parte dell’ultimo governo Prodi) ed il cui impegno di risorse umane la vede eleggere al primo posto nella incredibile classifica europea delle aziende con il più alto numero di addetti e nonostante un risultato di effcienza e di produttività che la vede invece classificata negli ultimi posti del mondo, non solo europeo ed occidentale, vediamo ancora impegnate notevoli risorse e speranze occupazionali abusive.

Evidentemente questo è stato il ticket pagato dal governo per ottenere il voto favorevole delle opposizioni politiche alla manovra finanziaria.

Il risultato complessivo dell’analisi sulla spesa pubblica vede ancora concorrere una insostenibile condizione di parcheggio di disoccupati e di inoccupati cronici e di abuso della pubblica amministrazione come ammortizzatore sociale invece che come amministrazione erogatrice di servizi efficienti e competitivi che rispondano alle esigenze dei cittadini, cosa che non risulta affatto in itinere in questi tempi, come nel passato anche recente, come nel putativo futuro di una entità statale caduta in una profonda e forse, irrebersibile crisi.

Le battaglie del ministro Renato Brunetta nei confronti del fannullonismo, delle conurbazioni del degrado civile, sociale ed economico calabro-campane e dei precari (definiti giustamente dallo stesso ministro come “l’italia peggiore”), del lassismo e dell’assenteismo sul luogo di lavoro nella pubblica amministrazione avevano disegnato in qualche modo una prassi del governo, procedimento che è stato invece moderato, frenato, impedito.

Il freno maggiore alla corsa della spesa pubblica doveva essere una riforma fiscale che tagliasse ogni spreco ed ogni eccesso pubblico, consentendo una immediata lettura del buongoverno o del cattivo governi delle pubbliche amministrazioni, una riforma fiscale che venne definita come il “federalismo fiscale” e rinviata nella sua completa attuazione al 2019.

Qui si ha il dovere di evidenziare come sia praticamente impossibile con una resistenza così forte e potente delle caste e delle corporazioni che effettivamente governano il paese, portare ad una autentica riforma delle entrate e della spesa nel settore pubblico a tutti i livelli che incida sullo status quo e sull’arricchimento delle caste e delle corporazioni del potere.

A tal proposito, si rinvia alla già citata stabilizzazione dei precari che non servono a nulla e a nessuno (non vi è alcuna esigenza effettiva da coprire, anzi, l’attuale enrome ed inutile forza lavoro della scuola pubblica andrebbe almeno dimezzata se non ridotta ad un terzo dell’attuale per avvicinarla ai modelli europei), ed al ricatto imposto dalle corporazioni professionali che hanno deviato profondamente il senso e il valore della liberalizzazione delle professioni, riducendola ad una mera frase scritta su di un pezzo di carta e resa impossibile nella realtà, dimostrando nel contempo di avere un potere assoluto e tempestivo di condizionamento del potere esecutivo.

A tutta questa serie di analisi dei fenomeni e delle condizioni che pesano evidentemente sulla vita quotidiana di famiglie ed aziende oggi come ieri in italia, va aggiunta la formidabile aggravante di uno stato centralista ed accentratore, di una illegalità estremamente diffusa, di una corruzione che sfonda ogni termine di paragone con lo stesso scandalo di Tangentopoli (essendosene dimostrata la sua perfetta continuazione organica e non certo interruzione inorganica al sistema), ed infine, ma non certo finale nella classifica dei condizionamenti che stanno massacrando lo stato di fatto come lo stato di diritto italiano, l’imperativo del potere mafioso, di quelle organizzazioni criminali di stampo mafioso che hanno dimostrato di saper condizionare il voto popolare anche al di fuori di quelle regioni dalle quali traevano storico radicamento, sino ad insidiare il potere economico e finanziario sin nel cuore della ricca Lombardia, nella sua capitale finanziaria milanese, che è oggi tragicamente divisa in aree di influenza mafiosa delle famiglie e delle cosche mafiose, molto ben precise, contornate e determinate.

La stessa vicenda della eterna emergenza rifiuti campana meglio conosciuta come quella della monnezza napoletana, lascia ben comprendere quali limiti gravosi abbia lo stato nella difesa e nella tutela degli interessi nazionali rispetto al degrado sociale, civile ed economico che vivono molte aree del meridione d’italia, degrado che accende serie e pesanti ipoteche sul futuro della intera collettività, senza che mai nessuno ne sia costretto a pagare veramente ed effettivamente il costo ed a risarcirne il danno ingiusto causato a tutta la società, a tutta la collettività, in nome di una identità nazionale che non esiste e non è mai esistita storicamente.

Resta infatti iscritta nella storia di questo paese una identità legata molto più agli scandali ed alle evenienze e conseguenze negative dei comportamenti illeciti ed illegali, condivisi ed incarnati, piuttosto che da segni significativi di valore a se stante, fondante e fondente di identità estremamente differenti, inconciliabili ed incompatibili fra di loro.

Quel che resterà scritto nei testi di storia di questo paese resta infatti la storia di una prima repubblica assai corrotta e ricolma di dubbi pesanti su condizionamenti ideologici contrapposti, imposti ad arte alla base di una “democrazia bloccata” che è servita esclusivamente a far arricchire in modo indecente poteri, potentati e caste politiche di un certo colore e di una certa colorazione, lasciando inalternativo a se stesso il sistema del potere.

Quel che resterà scritto nei testi di storia di questo paese resta infatti la storia di una seconda repubblica nata dalle ceneri della prima, andata in fiamme sull’onda della indignazione popolare contro il fenomeno malavitoso della “corruzione eretta a sistema istituzionale e democratico” e cresciuta nella speranza di un vero cambiamento sorretto da nuove forze politiche che offrivano differenti visioni future e promettevano cambiamenti epocali.

Entrambe queste repubbliche denunciano pubblicamente invece, limiti grossolani di attaccamento al potere in quanto tale e non di effettive volontà riformatrici, sventolate al vento della indignazione popolare ed ora sotterrate insieme ai rifiuti tossici, nascoste e disconosciute.

La vera differenza fra le due repubbliche sta nel fatto che la prima, era pienamente cosciente di essere profondamente corrotta e non si è sottratta al suo destino di punizione che passò attraverso le vicende delle mani pulite e di tangentopoli.

La vera differenza sta proprio in questa presenza di ipocrisia di cui soffre terribilmente questa seconda repubblica, nata sotto il segno della moralizzazione, del cambiamento e del riformismo e consclusasi in questi giorni con la resa incondizionate di quel berlusconismo foriero di speranze e di benessere per tutti e di quel leghismo che doveva smarcare il nord dalla schiavitù del sud e che invece oggi ne resta imprigionato proprio ad opera della dirigenza leghista, che ha deciso di salvare il sud ed il potere di questo governo al costo di un disinteresse assoluto per il nord, per il suo territorio e per il suo popolo, accettando compromessi sempre più stringenti con la dirigenza meridionale del partito berlusconiano, tutta orientata a ricattare i leghisti con un federalismo che serve solo come trampolino di lancio del loro potere personale nei prossimi anni, serve solo come assicurazione a garanzia della loro vecchiaia politica.

La differenza fra la prima e la seconda repubblica infine, è nella razionale continuazione di un sistema scandaloso di gestione del potere pubblico, inchinato e prono alla difesa esclusiva degli interessi di caste politiche e di corporazioni sociali e professionali che puntano alla loro esclusiva salvezza e garanzia.

Tale differenza fa quindi apparire la diversa numerazione fra prima e seconda repubblica solo come un accessorio, un orpello estetico:

nella sostanza nulla è cambiato, sia nella gestione che nell’abuso del potere pubblico, sia nella questione morale che in quella settentrionale (ampiamente tradita) e quella meridionale (pozzo nero dentro il quale spariscono enormi entità di danari pubblici).

Questi signori al governo sono degni figli dei craxi come degli andreotti, dei forlani come dei fanfani.

Questi signori hanno profondamente tradito ogni promessa elettorale, ogni orizzonte degli eventi, hanno mantenuto volontariamente bloccata l’alternanza democratica al fine di restare al potere per sempre, hanno deluso la speranza di chi ha creduto nel vento moralizzatore e riformatore che oggi non spira più, assassinato alle spalle dalla volontà infinita di potere di cui sembrano ebbri.

Il punto di non ritorno verso un futuro denso di incognite e di miseria per questa italia è ormai stato sorpassato, volontariamente soprassato da una casta politica, burocratica e partitocratica che resta essa stessa, il primo e più grande limite e difetto dell’intero paese.

L’improvvisa condivisione di intenti e di forze politiche intorno alla manovra finanziaria del governo, ha scoperto le carte della pletora politica italiana, pronta a sostenere e difendere se stessa contro gli interessi di aziende e famiglie italiane.

Questo rappresenta un punto di non ritorno assoluto per l’italia, che assegna la massima sfiducia verso l’intera casta politica da parte del popolo sovrano e contestualmente la massima sfiducia dei mercati esteri, assai preoccupati che un tal governo scandaloso del paese, sia in grado di mettere rimedio ai danni provocati dalla sua stessa incapacitàe non volontà di cambiare alcunchè.

Siamo molto vicini alla resa dei conti.

L’oste della storia sta preparando il conto da pagare e si ode nell’immaginario collettivo, un tintinnar di monete che rimbalazano sul selciato, lanciate da indignati e sempre più disperati cittadini frodati, non tutelati, dissanguati e immiseriti da una casta politica che non pare meritare proprio più di qualche centesimo di euro.

Di elemosina.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Sicurezza nel nuovo mondo fa rima con Privata

venerdì, 6 maggio 2011

Un tempo venivano definiti come mercenari, al soldo del potente di turno.

Oggi, sono sempre più utilizzati anche dai governi per azioni di sicurezza internazionale, affiancati agli eserciti regolari.

Sono i Contractor, specialisti della sicurezza.

Il caso più conosciuto in italia è quello di Fabrizio Quattrocchi, componente italiano di una compagnia militare privata che agiva in Iraq, dove fu assassinato dai suoi rapitori cui disse prima di morire la famosa frase:
“toglietemi la benda dagli occhi, vi faccio vedere come muore un italiano”.

Fabrizio Quattrocchi, Medaglia d’oro al valor militare.

Oh, pardon, al valore civile ….

I contractor sono molto utili alle milizie governative, poichè essi svolgono il lavoro sporco di ogni guerra, senza lasciare segni e tracce sulle bandiere nazionali.

Nei soli territori afgano ed iracheno per esempio, dal 2001 fino a giugno 2010 il numero dei soldati Usa morti in battaglia sono stati 5.531, con 16.210 feriti, mentre i caduti in combattimento fra i contractor sono stati oltre 2.000 e 44.152 i feriti.

Si tratta di una escalation di morte:

per il teatro delle due guerre prese in considerazione, nel 2003 i contractor morti erano solo il 4% del totale, salgono al 40% nel biennio 2008/2010, e superano il 53% dei deceduti in combattimento dal 2010 ad oggi.

Come vedete, le guerre odierne non le combattono più le milizie governative.

L’Italia, spinta da questo nuovo indirizzo militare mondiale, sta approntando una nuova normativa che autorizzerà l’uso di contractor per assicurare la sicurezza delle navi mercantili italiane, in specie contro il pericolo sempre maggiore della pirateria.

Un salto di qualità notevole, per un paese nel quale era sinora illegale la figura del contractor.

Il pregiudizio politico tipicamente italiano nell’affidare incarichi e funzioni di natura pubblica a privati è antico, e risale al timore che, come nel caso del fascismo, un partito politico possa dotarsi di una polizia come di in esercito privato per prevalere nella lotta politica.

Un pregiudizio idiota, che ha impedito sinora al nostro paese di utilizzare tutte le strategie moderne contro i pericoli alla sicurezza, sia interna che esterna del paese.

Ma finalmente, qualcosa sembra muoversi in tal senso, con il riconoscimento della figura del contractor per la sicurezza delle nostre navi mercantili.

Per quanto riguarda la sicurezza interna del paese, invece, resta immutata la normativa italiana che nega l’esistenza di un comparto della Sicurezza Privata, come pure nega l’esistenza di una Polizia Privata.

Infatti, il comparto delle Vigilanza Privata come pure la figura della Guardia Particolare Giurata, sono lasciati in una sorta di limbo giuridico che vede le guardie giurate agire in un momento come semplici operai muniti di pistola, in un altro, come incaricati di pubblico servizio (dalla legge), ed in altri momenti ancora come pubblici ufficiali (dalla giurisprudenza della cassazione), creando un pasticcio giuridico e legislativo che mette in pessime condizioni nello svolgimento del loro servizio ben 50.000 guardie giurate italiane, che ma vengono definite e tutelate chiaramente come agenti di polizia privata.

Qual’è la differenza?

Eccola:

se una Guradia Giurata intervieve e sventa una rapina uccidendo uno o più rapinatori, si becca l’accusa di omicidio volontario plurimo, mentre se ad intervenire in egual modo è un agente di polizia giudiziaria, gli danno una bella medaglia.

In realtà, una modifica della normativa nel settore della sicurezza privata c’è stata, ma solo nei confronti degli investigatori privati, cui è stato concesso (finalmente!) di produrre prove nell’ambito del processo penale, cosa negata in precedenza.

La normativa della sicurezza privata in Italia, è in fervida attività ed in movimento.

Bisogna adeguare con celerità la legislazione italiana alle nuove sfide cui il nostro tempo ci chiama.

Occorre riconoscere lo svolgimento di attività di milizia privata come pure l’attività di polizia privata, per far concorrere dignitosamente l’operato pubblico e quello privato, nella corsa verso la garanzia di una sempre maggiore sicurezza dei cittadini e del territorio italiano.

Bisogna solo prendere atto della realtà, senza nemmeno ipotizzarne una futura.

Poichè il termine Sicurezza in Italia, come nel mondo odierno, fa sempre più rima con Privata, svolgendo altresì un ruolo di sano antagonismo e di stimolo con la tradizionale Sicurezza Pubblica, oltre che di maggiore garanzia e tutela dei diritti dei cittadini.

Una sana e ordinata concorrenza in qualsiasi settore umano, produce sempre e solo ottimi risultati sotto il profilo della efficacia e della efficienza dei servizi offerti, e provvede ad offrire inoltre una ampia gamma di soluzioni ai più disparati bisogni di sicurezza, sia dei cittadini e delle famiglie italiane, sia del mondo delle imprese e del lavoro.

Bisogna solo ratificare uno stato di fatto ed una esigenza reale in una normalizzazione legislativa che ne garantisca l’uso regolare e ne inibisca invece ogni abuso, come è sempre giusto che sia quando si tratta della tutela e della garanzia di un valore primario come la Sicurezza.

Gesualdo Gustavo
alias
Il Cittadino X

Neo-fascismo e fronte Anti-riformista

giovedì, 31 marzo 2011

Bagarre alla Camera dei Deputati e nella piazza antistante.

Ogniqualvolta alla Camera dei Deputati si avvia un nuovo procedimento legislativo riformatore, ecco spuntare come funghi i conservatori ed i provocatori del rinnovato movimento social-nazionalista italiano.

Gli estremi si toccano?

No, si alleano, si fondono.

Il rinnovato spirito nazionalista delle sinistre socialiste incontra il mai sopito social-nazionalismo finiano, per divenire un novello fascismo, dai soliti metodi, però.

Fini in aula abusa del suo potere istituzionale provocando ad arte quella maggioranza di governo che egli stesso ha tradito ripetutamente, alla vigilia di ogni grande rinnovamento, di ogni sforzo verso il cambiamento, di ogni animo e spirito riformista.

Fuori dall’aula, gli alleati del social-nazionalista Fini, attendono ministri (incauti, a dire invero) della maggioranza per aggredirli al suono di termini come “fascisti” e “ladri”.

La sinistra nazionalista e socialista si scatena, rigurgitando il peggio di se stessa.

L’altro attacco, contemporaneo e sovrapposto, parte da quel governatore pugliese naufragato in una marea di scandali nella gestione delle nomine e degli appalti regionali pugliesi.

Anche questo attacco, grossolano e fascista, rientra in una ottica di tambureggiamento delle riforme in itinere, al solo fine di impedirne il varo, la realizzazione.

In tema di riforma della giustizia poi, scintille di attrito potente scoccano ovunque.

Il premier Berlusconi viene sottoposto a continue chiamate in tribunale, mentre, e guarda il caso, la posizione del presidente della Camera Gianfranco Fini rispetto alla indecente vicenda truffaldina della casa di Montecarlo, viene giudicata da quella giustizia oggetto di riforma come “penalmente irrilevante”.

Stessa sorte, e guarda ancora che caso, tocca al governatore pugliese Vendola, attinto da scandali che lo vedevano coinvolto in indagini di concussione nel governo sanitario regionale pugliese, e che ha visto la sua posizione e quella del suo capo di gabinetto, stralciata ed abbandonata dal filone centrale che coinvolge il suo assessore alla sanità Tedesco (all’epoca dei fatti) del Partito Democratico, salvato dapprima in calcio d’angolo dalla “promozione” al ruolo di intoccabile parlamentare e poi, dalle scelte fatte in giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato della Repubbica.

Fini e Vendola (FLI e SEL), sembrano stati arruolati al ruolo di esercito di liberazione nazionale rivoluzionario, esercito molto sfortunato nelle aule parlamentari, ma altrettanto fortunato nelle aule dei tribunali, a quanto pare.

Ma cosa produce, come risultato, l’unione in matrimonio di un comunista come Vendola e di un nazionalista come Fini?

Beh, signore e signori, ecco a voi la nuova visione massimalista italiana del social-nazionalismo.

Come?

Avete già sentito questa definizione?

Beh, può darsi.

Ma era meglio conosciuta con il termine di Fascismo, ovvero, nella versione germanica del nazional-socialismo, era meglio conosciuta come Nazismo.

L’inversione dei termini nazionalista e socialista (comunista, per chi non conosce la storia europea), sviluppa un modello piuttosto di un altro, ma entrambe riscuotono più di un viso stupito ed inorridito ad accoglierli.

Insomma, a seconda che sopra vi sia Fini e Vendola sotto, otteniamo il nazional-socialismo, e nel caso contrario sia Vendola sopra di Fini, otteniamo il social-nazionalismo.

In ambedue i casi, come potete ben vedere, scompare il termine popolo (sovrano).

Si ha come la sensazione che, la casta prepotente della restaurazione conservativa in Italia, abbia fatto un vero e proprio patto con il diavolo per impedire che si varino le riforme necessarie alla sopravvivenza di famiglie ed aziende italiane.

E mentre il Partito Democratico rimpiange la ormai perduta roccaforte napoletana, devastata da una politica immonda e puzzolente, piange l’arresto in flagranza di reato da parte della Polizia di Stato a Palermo (mentre incassava una tangente), del parlamentare regionale PD più suffragato della Sicilia, e mentre tutto il mondo intero cade sulle spalle del Partito Democratico, il suo leader Bersani è costretto ad un ruolo subordinato alla coniugazione neo-fascista Fini-Vendola, ormai proiettata verso una politica antagonista provocatrice e prevaricatrice devastante, che abusa di ogni strumento istituzionale e locale per affermare che è la Lombardia, la regione più mafiosa d’Italia, ovvero che i corrotti sono gli altri.

Che spettacolo squallido, vergognoso ed indecente.

Signore e Signori, questo è il teatrino politico italiano.

Questo, è il possibile ritorno al metodo politico fascista, per raggiungere il potere ed impedire le riforme del paese.

Il prossimo passo?

I tribunali speciali, quelli che condannano gli avversari ed assolvono gli alleati.

Come?

Secondo voi, esistono già?

E allora, ditelo ….

“Avanti o popolo tuona il cannone
rivoluzione, rivoluzione
avanti o popolo tuona il cannone
rivoluzione vogliamo far.
Rivoluzione noi vogliamo far”

Signore e Signori,
benvenuti in Italia.

Welcome, to the real world.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Politica filo araba + social nazionalismo = antisemitismo?

lunedì, 28 marzo 2011

Era il tempo del secondo sgoverno Prodi, quando alla tutela degli affari esteri italiani sedeva il vicepresidente del Consiglio e ministro della repubblica Massimo D’alema, l’attuale presidente del COPASIR (Comitato Parlamentare di Controllo sui Servizi Segreti), l’organo di controllo parlamentare sui servizi segreti italiani.

Il ministro degli esteri dell’epoca D’alema sosteneva a spada tratta una impossibile politica filo-araba, sia italiana che europea, convalidando e sostenendo l’azione della forza politica palestinese Hamas (Movimento di Resistenza Islamico”), organizzazione palestinese di ispirazione religiosa islamica a carattere politico e paramilitare il cui statuto, prescrive nientemeno che, la distruzione totale dello stato democratico di Israele.

Contribuiva a sostenere questa politica fallimentare e pericolosa l’allora Presidente della Camera Fausto Bertinotti, il comunista Bertinotti.

Un altro comunista, il neo governatore della regione Puglia Nichi Vendola, si faceva fautore e sostenitore convinto di stati e paesi canaglia del mondo arabo.

Erano gli anni del rinato orgoglio comunista, anni che videro arrivare al Colle del Quirinale, il primo comunista della storia repubblicana, Giorgio Napolitano.

Erano gli anni degli scandali che tuonavano in Calabria su vicende mai veramente chiarite che scuoterono la credibilità del potere statale e misero in evidenza un oscuro potere delle organizzazioni mafiose calabresi, scandali che coinvolsero e travolsero il premier Prodi ed il suo sgoverno del paese.

Il governatore pugliese fu molto attivo nel perseguire questa insana politica filo-araba, portandosi addirittura in visita ufficiale in Siria, a Damasco, per concludere accordi di collaborazione che prevedevano investimenti economici in Siria sostenuti dal danaro pubblico dei cittadini italiani.

Era anche il tempo in cui la sinistra italiana era movimentista, antagonista, antimilitarista, ambientalista estremista, antinuclearista e, soprattutto, pacifista, con vessilli arcobaleno che mostravano festanti la parola PACE al loro centro.

Quella bandiera non sventola più su quei pacifisti negli odierni bombardamenti sulla Libia, niente più vessilli arcobaleno, non più sventolata la parola pace.

E fu proprio la Siria che, sospettata di essere il mandante dell’omicidio del ministro libanese Gemayel leader del partito cristiano maronita, innesco quella catena di violenze che fu alla base dell’ennesima implosione dello stato democratico del Libano e che diede inizio ad un lungo percorso di sangue e di violenze sfociato nella attuale crisi degli stati islamici arabi di questi giorni.

Ancora guerre, guerriglie, insurrezioni armate nel mondo arabo.

E noi, costretti a pagarne le conseguenze che portano migliaia e migliaia di profughi a bussare alle porte di casa nostra.

Ma come al solito, come sempre nella oscura politica italiana, nessuno paga per gli errori commessi, nessuno viene chiamato a rispondere di politiche che non avrebbero mai dovuto esistere.

Ma io penso, con forza e con ragione, che occorra ricordare pubblicamente questi madornali errori.

Esiste la necessità di riflettere sulle conseguenze tragiche e violente che, indirizzi di governo nazionale e regionale del passato, hanno avuto sulla condizione attuale di stati arabi islamici, quasi tutti esplosi od implosi sotto il peso di un pensiero ideologico aberrante a sostegno di dittature feroci e mostruose, violente ed arcaiche, assolutamente contrarie alla libertà dei popoli e alla democrazia degli stati.

Sognatori del potere comunista nel Mediterraneo e nel mondo, riciclati nazionalisti del tricolore.

Un altro pericolo si affaccia al nostro tempo da “questa politica”:

la fusione delle identità socialiste e delle identità nazionaliste.

Il social-nazionalismo della politica filo-araba.

Un bel guazzabuglio, un brodino preriscaldato primordiale, un innesco pericoloso a sentimenti che legano il peggio di quella politica sconfitta dalla storia che risponde al nome di comunismo unita ad un novello sentimento nazionalista che espone il tricolore al contrario e non sa nemmeno quale identità nazionale rivendicare.

Quella repubblicana e democratica?

Quella social-nazionalista di stampo fascista?

Quella nazional-socialista di stampo nazista?

Quella delle violente dittature degli stati etici religiosi che passeranno alla storia come stati-canaglia?

Dimmi da dove vieni.

E saprò chi sei, da dove vieni, e dove conduce la tua strada.

Che non è la mia.

E non lo sarà mai.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Cittadino “X”: fra Blogger e Opinion Leader

martedì, 1 marzo 2011

Il Blog de Il Cittadino X riprende la sua attività ed è subito un successo, anche superiore al passato, se possibile, confermandosi come una Opinion Leadership internazionale, soprattutto a stelle e strisce.

Resto sempre stupito quando leggo l’elenco dei visitatori al mio Blog:

è impressionante.

4.924 visitatori italiani

721 statunitensi

36 britannici

28 svizzeri

24 tedeschi

23 spagnoli

21 francesi

18 russi

16 cinesi

e poi argentini, guatelmatechi, olandesi, austriaci, sloveni, australiani, coreani ….

Ecco un piccolo resoconto delle visite, molto piccolo.

United States New York, NY
United States New York, NY
United States Chicago, IL
United States Phoenix, AZ
United States Seattle, WA
United States Dallas, TX
United States Seattle, WA
United States Chicago, IL
United States Phoenix, AZ
United States Dallas, TX
United States Phoenix,
Italy Varese, IT
Italy Senago, IT
Italy Castellazzo Bormida, IT
United States Houston, TX
United States Seattle, WA
Brazil ~ Brazil
Sweden Lund, SE
Italy Stazzano, IT
Canada Saint Catharines, CA
Brazil Jacareí, BR
Poland Stara Iwiczna, PL
Italy ~ Italy
United States Cabot, AR
Germany ~ Germany
Germany ~ Germany
Italy Soci, IT
Italy Varese, IT
Italy Triggiano, IT
Italy Rome, IT
United Kingdom Maidenhead, GB
Italy Sesto San Giovanni, IT
Latvia ~ Latvia (Lettonia)
Italy Milan, IT
Italy Fregona, IT
Italy Vercelli, IT
Italy Viareggio, IT
Italy Carnago, IT
Italy ~ Italy
Italy Milan, IT
Italy Sava, IT
United States Fort Worth, TX
United Kingdom Manchester, GB
Italy Bologna, IT
Fiumicino, IT
Italy Correggio, IT
Italy ~ Italy
Italy Reggio Calabria, IT
Italy Bergamo, IT
Italy Montanaro, IT
Italy Busto Arsizio, IT
Italy Francavilla Al Mare, IT
Italy Modena, IT
United States Mountain View, CA
Italy Rome, IT
Italy ~ Italy
Italy Arezzo, IT
Italy Valenzano, IT
Italy Parma, IT
Italy Florence, IT
United Kingdom Slough, GB
Italy Cerro Maggiore, IT
Italy ~ Italy
Canada Toronto, CA
Italy Bedonia, IT
Garda, IT
Italy Rome, IT
Italy Artegna, IT
Italy ~ Italy
Italy Volvera, IT
Italy Campomorone, IT
Italy Rezzato, IT
Italy Capua, IT
Italy Valenza, IT
Italy ~ Italy
Italy Prato, IT
Italy Muggiò, IT
United States ~ United States
United States Palo Alto, CA
Italy Milan, IT
United States Palo Alto, CA
United States Dallas, TX
Dallas, TX
United States Seattle, WA
Brazil ~ Brazil
Turkey Istanbul, TR
Italy Venice, IT
Italy Trieste, IT
Brazil ~ Brazil
Italy Pergine Valsugana, IT
Lecce, IT
Italy Castel San Giovanni, IT
Italy Rho, IT
United States Seal Beach, CA
Italy Civitavecchia, IT
Italy Novate Milanese, IT
United States ~ United States
Italy Milan, IT
United Kingdom Edinburgh, GB
United States Palo Alto, CA
Italy Delebio, IT
Germany ~ Germany
Italy Busto Arsizio, IT
Italy San Severino Marche, IT
United States ~ United States
Italy Delebio, IT
Germany Heinsberg, DE
Heinsberg, DE
Italy Milan, IT
Australia ~ Australia
Italy Rome, IT
United States Palo Alto, CA
Italy Toscolano Maderno, IT
Italy Foggia, IT
Italy Verona, IT
Thailand Bangkok, TH
Singapore Singapore, SG
Brazil ~ Brazil
Italy Como, IT
Ukraine Chernigov, UA
Italy Palermo, IT
Rome, IT
Italy Schio, IT
Italy ~ Italy
Italy Rome, IT
Italy Milan, IT
Italy Grùmolo, IT
United States Palo Alto, CA
Italy Milan, IT
Italy Milan, IT
Riga, LV
Germany ~ Germany
Brazil ~ Brazil
Korea, Republic of Seoul, KR
Italy Milan, IT
Italy Soci, IT
Italy Vicenza, IT
Italy Rome, IT
United States Gresham, OR
United States Houston, TX
Estonia Tallinn, EE
Italy Milan, IT
Italy Moncalieri, IT
Cremona, IT
United States Seattle, WA
Germany ~ Germany
Italy Brescia, IT
Italy Cesenatico, IT
Italy Gorla Maggiore, IT
Italy Genova, IT
Italy Milan, IT
Russian Federation Moscow, RU
South Africa Johannesburg, ZA
Italy Bruino, IT
Italy Bari, IT
Italy Rome, IT
United States Palo Alto, CA
United States Dallas, TX
Inowroclaw, PL
Italy Ragusa, IT
Italy Milan, IT
Ecuador Guayaquil, EC
Japan ~ Japan
United States Palo Alto, CA
Colombia Villavicencio, CO
United States Bloomington, IL
Italy Rome, IT
Sri Lanka Colombo, LK
Loja, EC
Korea, Republic of Seoul, KR
United States Redwood City, CA
United States Los Angeles, CA
United States Los Angeles, CA
United States Los Angeles, CA
United States Los Angeles, CA
United States Los Angeles, CA
United States Los Angeles, CA
United States Los Angeles, CA
Italy Alezio, IT
Italy Avola, IT
Turkey Izmir, TR
United States Pittsburgh, PA
Italy ~ Italy
Italy Cologno Monzese, IT
Italy Selargius, IT
Italy Bari, IT
United States ~ United States
United States Palo Alto, CA
Italy ~ Italy
Mariano Comense, IT
United States Chicago, IL
Italy Cinisello Balsamo, IT
Italy Forlì, IT
Poland Slubice, PL
Italy Scafati, IT
Denmark Allerød, DK
Italy Cagliari, IT
Brazil ~ Brazil
Italy Milan, IT
Slovenia Secovlje, SI
Italy Foggia, IT
Italy Milan, IT
Russian Federation Saint Petersburg, RU
Italy San Vendemiano, IT
Brazil ~ Brazil
United States Dallas, TX
United States Dallas, TX
Italy Milan, IT
United States Palo Alto, CA
Taganrog, RU
Italy Albano Laziale, IT
Italy San Martino Buon Albergo, IT
Bangladesh Dhaka, BD
United States Dallas, TX
Netherlands ~ Netherlands
Italy Eraclea, IT
Ireland Athlone, IE
Italy Carcare, IT
Italy Malnate, IT
Ukraine Mykolayiv, UA
Vietnam Hanoi, VN
Macedonia Skopje, MK
United States ~ United States
~ Italy
Italy Civitella Di Romagna, IT
Italy Rome, IT
Italy Desio, IT
Lebanon Beirut, LB
United States Overland Park, KS
Italy Gavirate, IT
France Roubaix, FR
Italy Treviso, IT
Panama ~ Panama
Italy Urbino, IT
Italy Brugherio, IT
United States Palo Alto, CA
~ Italy
Italy Milan, IT
Italy Mestre, IT
United States ~ United States
Italy ~ Italy
Italy Verona, IT
Italy Senorbì, IT
United States Chicago, IL
United States Palo Alto, CA
Italy Turin, IT
Brazil Rio De Janeiro, BR
Italy Rome, IT
Indonesia Wilayah, ID
Italy Milan, IT
Chivasso, IT
Italy Turin, IT
Italy Vigonza, IT
Italy Varazze, IT
Italy Nichelino, IT
Italy Valmadrera, IT
United States New York, NY
Italy Gallarate, IT
Italy Santo Stefano Belbo, IT
Italy Cormano, IT
Italy Milan, IT
Italy Bergamo, IT
Italy Milan, IT
United States Cupertino, CA
Italy Milan, IT
Italy Verona, IT
Italy Sesto San Giovanni, IT
United States Palo Alto, CA
Italy Gualtieri, IT
Italy Garbagnate Milanese, IT
Italy ~ Italy
Los Angeles, CA
United States Los Angeles, CA
Italy Cocquio Trevisago, IT
Italy Genoa, IT
Italy ~ Italy
Italy ~ Italy
Italy Parma, IT
United Kingdom Maidenhead, GB
Russian Federation Taganrog, RU
Italy Varese, IT
Italy Chioggia, IT
Italy Centro, IT
Italy Cinisello Balsamo, IT
Italy Foggia, IT
Italy Pignone, IT
Italy Treviso, IT
Italy Salzano, IT
Palo Alto, CA
Singapore Singapore, SG
United States Redmond, WA
Russian Federation Saint Petersburg, RU
Japan ~ Japan
Italy San Vendemiano, IT
United States ~ United States
Italy Nuoro, IT
United States Palo Alto, CA
Brazil Blumenau, BR
France Roubaix, FR
United States Wadena, MN
Italy Milan, IT
United States Palo Alto, CA
United States Palo Alto, CA
Italy Urbisaglia, IT
Italy Esine, IT
Djaména, TD
Spain Madrid, ES
China Beijing, CN
Italy Biella, IT
Italy Naples, IT
Italy Varese, IT
Italy Pontinia, IT
Italy Brescia, IT
Italy Catania, IT
Italy ~ Italy
Italy ~ Italy
United States ~ United States
Italy Latina, IT
Italy La Spezia, IT
Italy Modena, IT
Italy Caserta, IT
Italy Torre Santa Susanna, IT
Egypt Cairo, EG
Hornchurch, GB
Spain Madrid, ES
Italy Spinea, IT
Italy ~ Italy
Italy Varese, IT
Italy Milan, IT
France Roubaix, FR
United States Palo Alto, CA
United States Palo Alto, CA
Vigonovo, IT
Switzerland Dübendorf, CH
United States Brooklyn, NY
United States Palo Alto, CA
Brazil Recife, BR
Thailand Bangkok, TH
Brazil Goiânia, BR
Russian Federation Saint Petersburg, RU
Indonesia ~ Indonesia
Italy Vernio, IT
Russian Federation ~ Russian Federation
Italy Rome, IT
Italy Milan, IT
Italy Treviso, IT
Canada Kelowna, CA
Italy Rubiera, IT
Italy Rome, IT
Burgas, BG
Russian Federation Taganrog, RU
Slovenia Portoroz, SI
Italy Ozzano, IT
United States Bakersfield, CA
Italy Napoli, IT
Italy Voghera, IT
Italy Turin, IT
Russian Federation Moscow, RU
Italy Rome, IT
Italy Montelabbate, IT
Italy Piazzola Sul Brenta, IT
Italy Varese, IT
United States Palo Alto, CA
United States Los Alamitos, CA
Italy Casalpusterlengo, IT
Chicago, IL
Italy Prato, IT
Italy Monterotondo, IT
Georgia Tbilisi, GE
Italy Castello, IT
Italy Druento, IT
Italy Carini, IT
Latvia Riga, LV
Italy Ravenna, IT
United States ~ United States
United States ~ United States
United States ~ United States
Netherlands Amsterdam, NL
Indonesia Jakarta, ID
Italy Notaresco, IT
Netherlands Amsterdam, NL
Italy ~ Italy
Philippines ~ Philippines
United States Chicago, IL
Italy Monopoli, IT
Italy Bari, IT
Italy Milan, IT
Asolo, IT
Argentina La Plata, AR
Italy Salerno, IT
France Roubaix, FR
Indonesia ~ Indonesia
Italy Rome, IT
Italy Golasecca, IT
Germany Duisburg, DE
United States Bloomington, IL
Italy Saronno, IT
United States Apo, AE
Italy Varese, IT
United States Palo Alto, CA
Italy Volvera, IT
Milan, IT
France Bastia, FR
Italy Arezzo, IT
United States Seattle, WA
Germany Salzgitter, DE
Germany Berlin, DE
Brazil Goiânia, BR
Brazil São Paulo, BR
South Africa ~ South Africa
Hungary Budaörs, HU
Brazil ~ Brazil
Brazil Almirante Tamandaré, BR
Russian Federation Ufa, RU
Värmland, SE
Indonesia Jakarta, ID
Slovenia Ljubljana, SI
United States Bloomington, IL
Russian Federation Moscow, RU
Italy Modena, IT
Italy Busto Arsizio, IT
Italy ~ Italy
United States ~ United States
Italy Milan, IT
United States Chicago, IL
Italy Palazzolo, IT
Italy Teramo, IT
United States Palo Alto, CA
Italy Treviglio, IT
Treviglio, IT
United States ~ United States
Italy Genoa, IT
Italy Vimodrone, IT
Brazil ~ Brazil
Italy Milan, IT
United States Columbus, OH
United States Cupertino, CA
Australia ~ Australia
Italy Vicenza, IT
Ireland Clonmel, IE
Italy Busto Arsizio, IT
Italy Montevarchi, IT
~ Brazil
Italy Pantigliate, IT
Italy Porto Ceresio, IT
Lithuania ~ Lithuania
Italy Giugliano In Campania, IT
Italy Genoa, IT
Thailand Bangkok, TH
Italy Marmirolo, IT
Italy ~ Italy
Italy Milan, IT
Italy Nova Milanese, IT
Italy Milan, IT
United States Dallas, TX
Italy ~ Italy
Italy ~ Italy
United States Bayville, NJ
Italy Rome, IT
Lodz, PL
Italy Cernusco Sul Naviglio, IT
Italy Milan, IT
Italy Casoli, IT
Italy Ozzano, IT
Indonesia Jakarta, ID
United States Bloomington, IL
Bulgaria Sofia, BG
Czech Republic Prague, CZ
India ~ India
Italy Milan, IT
Brazil ~ Brazil
Russian Federation ~ Russian Federation
Italy ~ Italy
Italy Brescia, IT
United States Dallas, TX
Russian Federation Moscow, RU
Italy Vigevano, IT
Rome, IT
Ukraine Odessa, UA
United States ~ United States
Russian Federation Ufa, RU
Italy Prato, IT
Italy Bergamo, IT
United States Stevens Point, WI
Ireland Dublin, IE
Italy Marmirolo, IT
Italy Cagliari, IT
Italy ~ Italy
Italy ~ Italy
Sweden Stockholm, SE
Italy Bagnacavallo, IT
Switzerland Bulle, CH
Italy Urgnano, IT
Italy Milan, IT
Italy Acqui Terme, IT
Italy Milan, IT
Italy Bergamo, IT
Italy Rome, IT
Castellammare Di Stabia, IT
Italy ~ Italy
Italy Rimini, IT
Italy Oleggio, IT
United States Palo Alto, CA
Italy Imola, IT
Italy Rome, IT
Italy Trissino, IT
Italy Origgio, IT
Italy Mantova, IT
Italy Melegnano, IT
Italy Mogliano Veneto, IT
Italy Saronno, IT
Italy Candelo, IT
Italy Lurate Caccivio, IT
Italy Vanzago, IT
Italy Milan, IT
Italy Florence, IT
Italy Genoa, IT
Kuwait Kuwait, KW

Il tradimento perfetto

domenica, 27 febbraio 2011

L’appartenenza ad una civiltà, il principio della territorialità, l’identità culturale, la condivisione di uno stile di vita.

Violare tutto ciò, partendo da tutto ciò, rappresenta il tradimento perfetto.

Negli anni in cui il multiculturalismo manifesta tutti i limiti del fallimento, teorizzare politiche che favoriscano l’insediamento di soggetti che si sono rivelati assolutamente incompatibili con lo stile di vita liberale e democratico occidentale, rappresenta un attentato alla stessa sopravvivenza di un modello culturale:

il nostro.

Favorire l’accesso indiscriminato di immigrati incompatibili con il nostro modello culturale, affidare loro una naturalizzazione che non li integra ma li marginalizza, consegnare loro il dono della partecipazione al voto democratico, riproduce una politica che diserta il senso del dovere, rescinde il patto sociale, rinnega l’appartenenza ad un popolo, tradisce un intero sistema di regole, emargina uno stile di vita:

il nostro.

Ma svolgere questa azione politica, partendo proprio da concezioni identitarie, dalla tutela di prassi norme e costumi identitari, evidenzia una disconnessione impossibile, un paradosso delirante, un estremo insensato.

E’ la sintesi di un atteggiamento psicotico, di un comportamento alienato, di una volontà schizofrenica.

Agire in favore della alienazione del proprio simile, denuncia uno stato mentale alterato, profondamente snaturato, privo di riferimenti identitari condivisi.

E’ il tradimento perfetto.

E’ la diserzione volontaria.

E’ la falsità incarnata.

E’ la malafede fatta fede.

E’ il nemico da combattere, è l’antagonista da contrastare, è il sinistro da espellere.

E’ l’incarnazione e la personificazione del principio del male supremo, in contrapposizione a Dio, principio del sommo bene.

E’ il male assoluto, è il nostro primo aggressore, è il più grande traditore.

E’ colui che uccide il futuro:

il nostro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X