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Il terrone non piace a nessuno

domenica, 1 maggio 2016

Questa è una analisi fenomenologica del terrone e del suo essere sgradevole e respinto dalla società italiana.

Dopo decenni di dita puntate dal nord del paese sui modelli, gli stili di vita ed i comportamenti dei terroni, la conseguente nascita, crescita e affermazione della Lega Nord, assistiamo inermi e indifferenti alla implosione del sud Italia, proprio a causa dei comportamenti dei terroni.

La cronaca propone decine di casi quotidiani di vite spezzate, mortificate, piegate al caos che non a caso regna nel sud Italia.

Furbizie suicide, orgoglio ingiustificato, illegalità diffuse e condivise, organizzazioni mafiose, criminalità comune, corruzione morale e materiale, truffe, frodi e quanto più di peggio l’umanità possa immaginare alberga in Terronia.

Troppo poche, emarginate e/o esiliate, quelle energie umane diverse e differenti da questa cattiva umanità.

Non emergono, soffocano, non si difendono, si adeguano, si adattano peggiorando l’insieme, il risultato finale.

La situazione è ingestibile, ingovernabile, almeno nel rispetto delle libertà democratiche collettive e individuali, nel rispetto del diritto oggettivo e del diritto soggettivo.

Pare tutto perduto, pare abbiano vinto i terroni.

L’unico fatto nuovo è rappresentato dalle dichiarazioni di Roberto Saviano, scrittore di Gomorra e Guru dell’antimafia di sinistra.

Egli afferma che è meglio lasciar invadere il sud dagli immigrati clandestini, la cui invasione è vista come punto di rottura della intera condizione meridionale, unico e ultimo.

Saviano non lo dice, ma appare chiaro che indichi come migliore la qualità umana dell’immigrato clandestino rispetto a quella del terrone.

Così vediamo coincidere visioni opposte, contrapposte, avverse e alternative su una unica visione:

Terronia esiste, ed è irrecuperabile.

La destra e la sinistra unite e simmetriche, per una volta, puntano il dito contro i terroni, rei di degradare l’Italia e l’Europa in un abisso senza fondo, verso un suicidio collettivo.

Fine dell’analisi.

Gustavo Gesualdo

Esposto-Diffida contro il malgoverno dei rifiuti a Foggia

sabato, 16 maggio 2015

Sindaco di Foggia
Presidenza Consiglio Comunale di Foggia
Segreteria Generale Comune di Foggia
Comando Corpo Polizia Municipale di Foggia
Presidenza Giunta Regione Puglia
Presidenza e Direzione AMIU Puglia
Presidenza Amministrazione Provinciale di Foggia
Comando Corpo Polizia Provinciale di Foggia
Direzione Generale ASL di Foggia
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia
Prefettura di Foggia
Questura di Foggia
Comando Provinciale Compagnia di Foggia Arma dei Carabinieri
Comando Provinciale Compagnia di Foggia Guardia di Finanza

Oggetto: ESPOSTO ­ DIFFIDA

Il regime emergenziale (o di emergenza per evitare l’emergenza, paradosso tutto italiano) che serve solo ad eludere ed evadere obblighi, doveri ed osservanza delle norme e delle disposizioni in tema ambientale e di governo dei rifiuti è un regime divenuto invece prassi quotidiana.

Il ministro dell’ambiente ha recentemente dichiarato che le multe comminate ogni anno dalla Unione Europea all’Italia per il vergognoso (e interessato?) ritardo nel dovuto governo dei rifiuti, ivi compresa e non esclusa la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti, saranno pagate esclusivamente dai comuni e dalle regioni che non governano il ciclo dei rifiuti in maniera adeguata, corretta, dovuta.

Inutile dire che la città di Foggia rischia di vedere aumentare in modo importante la pressione fiscale che grava sui cittadini foggiani:

le multe sono nell’ordine di decine di milioni di euro ogni anno e saranno ripartite sui comuni malfunzionanti, in disservizio continuo ed in eterno ritardo ed avranno un peso importante, senza contare invece il danno che già ora ricevono i cittadini foggiani dal mancato recupero e riciclo dei rifiuti, cosa che invece comporta delle entrate per i comuni e non delle uscite.

Il presente ESPOSTO a DIFFIDA del sindaco di Foggia e di ogni altro attore responsabile del governo dei rifiuti a Foggia all’adempimento dei propri doveri, chiedendo inoltre che ogni ed eventuale addebito e/o danno ricevuto dalla amministrazione comunale foggiana e dagli amministrati cittadini foggiani per il mancato governo del ciclo dei rifiuti gravi su quegli amministratori e quei funzionari pubblici che non adempiranno al loro dovere, benché diffidati a farlo, e che creino conseguentemente a tale inadempimento, danno e nocumento all’ambiente foggiano e alle tasche dei cittadini foggiani.

Scritto, sottoscritto e inviato agli interessati e per conoscenza a chiunque abbia potere, funzione, competenza, controllo, vigilanza e dovere d’indagine secondo la normativa e la giurisprudenza italiana e della Legge n. 241/1990 (Procedimento amministrativo e diritto di Accesso ai Documenti amministrativi)
e successive modificazioni e dell’articolo 328 C.P. (Rifiuto e/o Omissione d’Atti d’Ufficio).

Ringraziando anticipatamente e doverosamente chiunque abbia il dovere e/o la volontà di impedire che il mancato governo dei rifiuti crei danni ad ambiente, territorio e popolazione foggiana, invio i più
sentiti saluti ed auguri per un proficuo lavoro.

Foggia, 20 maggio 2015 Gesualdo Gustavo

Esposto Pubblicato Qui

Il Welfare, la Crisi, la partitocrazia e Super Mario Monti

martedì, 10 aprile 2012

Il welfare italiano è tutto da rifare, poiché pieno di privilegi arroganti per i furfanti e totalmente privo di diritti per i cittadini:
siamo in pieno medioevo, ed in questa cosa, Monti non c’è.

Ma c’è invece tutta la partitocrazia che, invece di difendere famiglie ed aziende si è definitivamente compromessa in una Questione Morale Infinita, senza soluzione di continuità.

Qualcuno dice che in italia le leggi le fanno i fuorilegge.

Può darsi.

Certo è che questa casta politica, burocratica, partitocratica e sindacale rappresenta un freno potente contro ogni forma di liberalizzazione e di riforma in senso progressista.

Una sorta di coagulo di sottosviluppati trogloditi riuniti in caste abusa del potere pubblico a fini di arricchimento personale tramite la difesa ad oltranza, anche contro gli interessi dell’intero paese, di uno status quo impagabile da qualunque popolo civile, da qualunque comunità sociale.

In tutta questa follia incivile e mafiosa, il cambiamento è sempre stato punito, invece della dovuta punizione al male oscuro del paese.

Così sono caduti Benito Mussolini, Aldo Moro, Bettino Craxi, Umberto Bossi.

Ognuno di loro, con volontà, obiettivi, modalità, effetti e prassi differenti ha tentato il cambiamento.

Ognuno di loro è stato politicamente ucciso per aver cambiato lo stato o solo per aver tentato di farlo.

Cosicché, in questo paese mafioso, usurato ed assai corrotto, “i peccatori” si salvano sempre, attraverso la loro cancerogena infiltrazione dello stato e di quei poteri che dovrebbero contenere gli eccessi e gli errori del potere politico (informazione, magistratura, sindacati, parti sociali, etc), mentre chi tenta il cambiamento “in meglio”, viene pomposamente redarguito con il solito: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Se rubi poco ovvero rubi senza essere autorizzato dal consociativismo delle caste mafiose, vieni scandalosamente additato come il solito moralista preso con le mani nel sacco.

Ma se rubi con il metodo mafioso consociativo, allora sei dei loro, e qualcuno farà la telefonata giusta al giudice giusto, per salvarti, o per ammazzarti, a seconda della convenienza del momento.

Ma, queste caste mafiose così attaccate alle poltrone del potere pubblico non molleranno mai la presa.

Occorre una nuova politica che chiuda il rubinetto delle carote ai membri di queste caste mafiose e lo apra in favore di cittadini lavoratori, delle famiglie, delle aziende.

Occorre un bastone per questa gente, non una carota, ma un lungo bastone nodoso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’eredità della Casta

giovedì, 29 marzo 2012

L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?

- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;

- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;

- una illegalità diffusa impareggiabile;

- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;

- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;

- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;

- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.

- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;

- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;

- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;

- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;

Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.

Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.

Questa è l’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Questione Meridionale, la Crisi Europea e il Modello Elvetico Europeo

mercoledì, 28 marzo 2012

Nella Svizzera di questi giorni, si dibatte politicamente e pubblicamente di una annessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica.

Il che, unito alle medesime ipotesi che riguardano due regioni del sud della Germania (Baviera e Baden-Württemberg), propone una interessante quanto affascinante ipotesi di una Nuova Europa che nasce e si estende basandosi sull’ormai consolidato modello elvetico di coabitazione italo-austro-franco-tedesca.

Quel che mi fa rabbia però, è vedere il sud migliore (per me, sicilia, calabria e campania le può anche inghiottire il mare, non ho alcun interesse al loro destino) che si compiace in idiozie di specie simil-culturali ed in finezze convegnistiche senza senso e senza nesso alcuno, allorquando si ergono sfide storiche di questa grandezza da analizzare e da affrontare.

La questione meridionale esiste e resiste:

non è stata nemmeno analizzata e valorizzata sul nuovo modello europeo che sta nascendo in Svizzera.

Dormite, ironizzate, compiacetevi pure:

vedrete che bel futuro vi attende.

Sarà il futuro che voi vi sarete costruiti.

Niente altro che quello.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ennesimo scandalo napoletano

mercoledì, 21 marzo 2012

Sedici giudici tributaristi delle Commissioni tributarie napoletane accusati di essere al servizio della camorra napoletana.

Otto tra funzionari e impiegati della commissione tributaria provinciale e di quella regionale.

Un componente dell’ Autorità garante per il contribuente della Campania.

Un noto docente universitario di Diritto tributario della Università pubblica Federico II di napoli.

Un corollario di avvocati e commercialisti.

Un “mercimonio delle sentenze”, così ha definito questo sporco intreccio affaristico-mafioso il giudice delle indagini preliminari.

Resto ancora allibito (ma non certamente sorpreso) nell’assistere ai profondi sconvolgimenti sociali ed economici che investono gli apparati della Pubblica Amministrazione italiana, scandali che vengono svelati dalla pregevole azione della Direzione distrettuale antimafia e dalla Magistratura Ordinaria.

Il senso di marcia è sicuramente quello giusto.

Ma, a proposito di giustizia e di morale, mi domando:

1. cosa ha prodotto un simile squallore?

2. chi ha consentito che questo accadesse?

3. quale radice porta la responsabilità umana, civile, morale e professionale di tutto questo?

4. raccolte le mele marce dall’albero, quali frutti porterà quest’albero nel futuro?

5. perché dovrei sentirmi coeso e concittadino con tutto questo schifo quotidiano?

6. qual tipo di politica malata ha chiuso gli occhi o favorito o concorso o, addirittura, dato vita ad un tale schifo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il potere mafioso usurpa la Sovranità del Popolo nella democrazia indiretta

mercoledì, 21 marzo 2012

Democrazia Diretta, come in Svizzera e non questa pagliacciata della delega parlamentare:

il popolo è sovrano solo ed esclusivamente se esercita direttamente la propria sovranità.

Altrimenti è tutta un pagliacciata.

Nel caso italiano, si può introdurre il sistema della Democrazia Diretta solo previa eliminazione delle regioni sicilia, calabria e campania dall’italia:

altrimenti con la democrazia diretta la mafia governerebbe direttamente, facendo anche a meno della corruzione dei politici mafiosi.

Basta con le menzogne e le prevaricazioni:

basta con le furbizie e le frodi, le corruzioni e le mafie, basta con il teatrino della politica italiana che non decide mai nulla per non scontentare nessuno, soprattutto i mafiosi;

basta con uno stato ed una casta politica vile, che invece di eliminare mafia e mafiosi, cerca accordi e patti di non belligeranza con essi in vergognose trattative stato-mafia, trattative che hanno tradito quei servitori dello stato più esposti nella lotta alla mafia, servendoli su di un piatto d’oro alla vendetta del potere mafioso.

Democrazia Diretta previa estirpazione ed eliminazione totale e definitiva della cultura mafiosa, delle sue radici, delle sue origini e delle sue propaggini:

Pena di Morte per i mafiosi ed Ergastolo a Vita (fino all’ultimo giorno di vita, senza sconti, nemmeno per motivi umanitari o di salute) in regime di carcere duro agli amici di merende dei mafiosi e per i collaboratori e sostenitori delle organizzazioni mafiose.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Uno stato immorale, un Cittadino Qualunque e “La Patente” di Pirandello

lunedì, 19 marzo 2012

A seguito del recente richiamo ad una maggiore moralità da parte del capo dello stato italiano Giorgio Napolitano nell’agire politico ed umano dei partiti, rifletto che:

1 – Al napoletano Giorgio Napolitano, Presidente della Commissione Costituzionale a Bruxelles un giornalista della tv tedesca contesta in questo video di “fare la cresta” sui rimborsi delle spese di trasporto assegnati dalla Unione Europea ai parlamentari in quanto, chiedeva ed otteneva rimborsi di 800,00 euro per volo e ne sosteneva realmente solo 90,00, sempre per ogni volo e con un arricchimento ingiusto ed immorale di ben 700,00 euro per ogni volo effettuato dal Signor Napolitano, più o meno quel che guadagna un cittadino italiano che si affacci oggi al mondo del lavoro come corrispettivo di un mese intero di fatiche e di sacrifici.
Interpellato, Giorgio Napolitano per tutta risposta minaccia di chiamare la polizia per allontanare il giornalista e la troupe televisiva tedesca, come ben documentato dal filmato.

2 – Questo documento pubblicato dalla tv tedesca in prima serata è stato censurato e mai trasmesso in italia.

3 – Cosa penseranno i tedeschi, gli olandesi, i danesi, gli inglesi, i francesi, gli americani, i cinesi, gli indiani, i canadesi, gli asutraliani e gli europei tutti se, dopo questo episodio quantomeno increscioso e mai chiarito ne giustificato, lo stesso Giorgio Napolitano sia stato eletto Capo dello Stato Italiano dalla casta politica italiana?

A buon intenditor, poche parole.

Uno stato immorale non è una entità astratta fatta di illazioni e delazioni, di vilipendi e di immoralità, ma è uno stato democratico che ha rappresentanti ben definiti ed individuati, tramite i quali si rappresenta e si proietta l’immagine del Paese nel mondo intero.

Uno stato immorale è fatto di uomini e donne immorali che compiono azioni immorali sotto la copertura dell’omertà mafiosa di uno stato prevaricato ed abusato da una immorale casta dominante che abusi continuamente del potere pubblico.

Uno stato immorale che ama i condoni, gli indulti, le amnistie, le grazie e condanna invece certamente chi osa sollevare il capo e urlare queste verità ponendosi come soggetto a disposizione per vendette e rivalse da parte di un tal prepotere, abusivo ed immorale, così provocato.

Venite pure avanti, vi aspetto a braccia aperte:

voglio che mi assegniate la Patente di Cittadino, cittadino con la C maiuscola.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’etica, la morale, la professionalità, il dio danaro e gli uomini veri

venerdì, 16 marzo 2012

Il Dio danaro non governa tutti gli uomini.

C’è ancora chi crede nell’essere umano.

Bravo Greg Smith, che si è licenziato dal colosso Goldman Sachs perché:

“disgustato dalla freddezza con la quale la gente parla di come truffare i clienti”.

Greg Smith, Manager e Vice Presidente del settore Trading, ha manifestato la propria contrarietà licenziandosi e scrivendo al New York Times una lettera di accusa del clima “tossico e distruttivo” che abusa della clientela bancaria considerata alla stregua di “pupazzi” (“muppets”) cui vendere i titoli che la banca non desidera più nel proprio portafogli.

La banca in questione è la famigerata Goldman Sachs, regina di Wall Street.

Levata di scudi dalla banca americana a tutela del servizio “di qualità” offerto alla propria clientela.

Ma l’erede della stessa Goldman, Henry Goldman III, bisnipote del fondatore Marcus Goldman dichiara in una intervista rilasciata a Business Insider che Greg Smith ha ragione e che “la cultura è peggiorata” dai tempi in cui la famiglia aveva il controllo diretto del colosso bancario americano.

“Ho pensato che l’articolo fosse un riflesso di Wall Street in generale”, aggiunge Marcus Goldman.

Paul Volcker, ex presidente della FED dopo 12 anni, ha commentato la lettera di Greg Smith definendola “forte, radicale”.

Sta di fatto che, da quando le banche hanno smesso di finanziare imprese che costruiscono beni o servizi per il cittadino globale ed hanno iniziato ad arricchirsi nel trading finanziario più spietato, l’economia mondiale ne ha risentito grandemente.

Il mondo intero sta collassando sotto il peso di una strutturazione economico-finanziaria che risponde esclusivamente al dio danaro, cui solo pochi uomini veri come Greg Smith, sanno dire di no.

E allora, viva gli uomini veri, che sanno rinunziare al proprio facile e sicuro arricchimento e mantenimento personale per affermare che un valore etico, una questione morale e la stessa professionalità, non sono strumenti inutili ad un arricchimento umano, utile, diffuso e sostenibile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lo stato mafioso

giovedì, 15 marzo 2012

Leggo le notizie e mi raggelo:

A Boscoreale, un piccolo centro del napoletano con ‎26.984 abitanti compresi neonati ed anziani sono stati scoperti 1.206 immobili fantasma come villette, magazzini, capannoni ed un albergo con piscina e parco attrezzato, il tutto per un mancato introito annuo stimabile in mezzo milione di euro di evasione fiscale.

Ricordo di aver letto anche che sette abitazioni su dieci a napoli non siano mai state denunziate e, conseguentemente, non esistano per il fisco.

Mi domando:

in regioni come la campania, la calabria e la sicilia, lo stato è uno stato democratico, repubblicano e sano oppure ci troviamo di fronte ad uno stato di fatto mafioso?

E mi domando ancora:

quale valore civico e civile, quale inclinazione sociale e comunitaria, quale indicazione offre il voto elettorale raccolto in queste regioni?

E rifletto:

quale maggioranza parlamentare e quale governo del paese hanno indirizzato decenni e decenni di classi dirigenti siciliana, calabrese e campana e quale valore aggiunto hanno apportato al Paese, quale il loro contributo sociale e quale il loro contributo politico, quale qualità e professionalità hanno apportato nella Pubblica Amministrazione e nella vita personale?

Ma soprattutto, quanto hanno inciso i voti determinanti raccolti in queste tre regioni nell’indirizzo politico nazionale e nella formazione della politica nazionale italiana dalla sua nascita sino ad oggi?

E con quali risultati?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X