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La Questione Meridionale, la Crisi Europea e il Modello Elvetico Europeo

mercoledì, 28 marzo 2012

Nella Svizzera di questi giorni, si dibatte politicamente e pubblicamente di una annessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica.

Il che, unito alle medesime ipotesi che riguardano due regioni del sud della Germania (Baviera e Baden-Württemberg), propone una interessante quanto affascinante ipotesi di una Nuova Europa che nasce e si estende basandosi sull’ormai consolidato modello elvetico di coabitazione italo-austro-franco-tedesca.

Quel che mi fa rabbia però, è vedere il sud migliore (per me, sicilia, calabria e campania le può anche inghiottire il mare, non ho alcun interesse al loro destino) che si compiace in idiozie di specie simil-culturali ed in finezze convegnistiche senza senso e senza nesso alcuno, allorquando si ergono sfide storiche di questa grandezza da analizzare e da affrontare.

La questione meridionale esiste e resiste:

non è stata nemmeno analizzata e valorizzata sul nuovo modello europeo che sta nascendo in Svizzera.

Dormite, ironizzate, compiacetevi pure:

vedrete che bel futuro vi attende.

Sarà il futuro che voi vi sarete costruiti.

Niente altro che quello.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia è finita in lacrime: ora è tempo di agire

lunedì, 5 dicembre 2011

Nelle lacrime in presa diretta del ministro Elsa Fornero, in queste lacrime, si manifesta tutto il fallimento italiano.

Cosa dire invece, delle decine e decine di anni di politica all’italiana e di politici italiani che hanno goduto di privilegi inauditi, consentendo comunque alla corruzione ed alle mafie di massacrare un paese che era una vera potenza economica mondiale, per ridurlo infine al difficile ruolo di capro espiatorio di tutti i mali globali e delle violente follie anti-globalizzaizone?

Ma la verità è che il debito pubblico italiano è colpa della politica italiana, è frutto della idiozia e della corruzione dei politici italiani, e non è invece colpa dell’Europa e nemmeno della tanto vituperata globalizzazione o del paventato cannibalismo massonico della finanza globale:

il pianeta ha una sola ed unica legge naturale ed economica, ed è la legge del più forte, dalle cui conseguenze nessuna politica e nessun politico italiano ha mai messo al riparo il proprio popolo ed il proprio territorio, salvaguardandolo, preservandolo, difendendolo.

La casta politica che avrebbe dovuto servire e difendere il paese da ogni prevedibile attacco, sia interno che esterno, non lo ha fatto, e non lo ha fatto di proposito.

Da questo momento in poi, si può con assoluta serenità affermare che l’italia non è più una nazione, ma rappresenta solo un inutile fardello, un pesante fardello intriso di corruzione e di mafiosità, un fardello che altri difendono solo per difendere se stessi, un fardello che pesa troppo sul capo di quegli innocenti che non amano la corruzione ed odiano le mafie, ma che sono costretti ed obbligati a subirle entrambe, quotidianamente.

L’italia, è fallita, l’italia è finita.

Con buona pace di chi non lo ha ancora capito e non lo vuole capire.

Con buona pace di chi urla di voler difendere in tribunale stili di vita allucinanti ed indifendibili, stili di vita che sono causa certa del fallimento della credibilità e del buon nome di un intero incolpevole paese.

Ma l’italia è finita, anche senza il loro inutile assenso.

Occorre però andare oltre questo fallimento, oltre questa sconfitta, bisogna spogliarsi della zavorra e volare alto.

Occorre distaccare quei territori che non sono ancora intrisi di corruzione e di mafiosità in modo irrecuperabile e bisogna immediatamente portarli in luogo sicuro, in territorio amico, nel fraterno abbraccio di una riconciliazione dei popoli del nord, dei popoli ticinesi e insubri.

Ma bisogna fare in fretta, poiché la corruzione e l’usura mafiosa è stata aizzata contro quei territori ad arte, in modo da diffondere e propagandare l’impressione che l’talia sia tutta mafiosa e tutta corrotta e quindi tutta irrecuperabile.

Bisogna farlo ora e bisogna farlo bene.

Occorre avviare una battaglia senza frontiere per difendere la libertà di quei popoli e di quei territori che dicono NO alla corruzione e dicono NO alla mafia.

Un battaglia di libertà, una battaglia di civiltà, una battaglia di diritto giuridica e naturale, ma una battaglia.

Basta cospargersi il capo di incenso e cercare insensatamente un capro espiatorio che si accolli tutto il male di tutti i mali che affondano i loro artigli nelle carni non italiane, ma incatenate e rese schiave italiane.

Ora o mai più.

Ora, e mai più.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X