Archive del 6 febbraio 2019

Il Reddito di Cittadinanza – Analisi e Definizione

mercoledì, 6 febbraio 2019

Interviene il reddito di cittadinanza nel sistema italiano

Vediamo chi interessa e perché

Interessa tutti, ma proprio tutti

Sostiene tutto, ma proprio tutto

Compresi mafiosi, corrotti e pregiudicati

Non vi è infatti alcuna selezione per categorie che rappresentano un serio pericolo sociale ed economico letale per il nostro paese, per la sua unità e per la sua integrità sociale, legale, morale e materiale

Il provvedimento interessa in misura massiccia il meridione, con tutte le sue idiosincrasie e furbetterie, individuali o collettive che siano

Chi nasce, cresce e vive nel meridione sa benissimo che nelle categorie a reddito zero si nascondono gli autori di truffe e frodi, criminali, mafiosi e corrotti, furbetti, parassiti, veri ricchi che compaiono a reddito zero, tutti preventivamente avvisati da studi legali e commerciali molto ben pagati di spogliarsi di ogni avere per non vedere sequestrato un patrimonio creato in piena illegalità

Ne sanno qualcosa le compagnie di assicurazione, costrette a elargire indennizzi su incidenti falsi e aumentare i premi in maniera insostenibile, premi che qualche furbetto vorrebbe far pagare ad altri cittadini di altre regioni italiane non asfissiate e depresse dal fenomeno

Della serie:

noi fottiamo, tu paghi e se ti opponi, sei un razzista

Un ricatto inaccettabile, una estorsione mafiosa

Ovviamente, i mistificatori di tali realtà produrranno critiche a tali affermazioni, adducendo una crescente presenza del fenomeno truffaldino e furbettino anche al nord, così come sia ben visibile una crescita esponenziale delle mafie del sud al nord

Ecco appunto

Si dimentica troppo facilmente che codesti fenomeni nascono e crescono nel sud e vengono esportati al nord

Quali modifiche apporta un provvedimento come quello del reddito di cittadinanza in un sistema che vive di provvedimenti e aiuti dello stato?

Beh, appare come un ulteriore possibilità di arricchimento per i furbi, non certo per gli onesti, abituati a non celare i propri redditi o a produrre redditi in modo illecito e/o illegale.

Ecco una analisi che aiuterà a capire meglio alcuni concetti sopra esposti

Andiamo alla definizione di reddito:

“Il reddito, in economia, può essere definito come un flusso di ricchezza durante un periodo di tempo. Rappresenta in pratica il divenire di componenti economici attribuito ad un dato periodo di tempo.” (Wikipedia)

Andiamo alla definizione di rendita:

“Rendita è una variabile di flusso finanziario legata a più di un periodo. La rendita è un’entrata costante ad intervalli di tempo regolari per un certo orizzonte temporale.” (Wikipedia)

Come potrete apprezzare, oltre al significato insito, il reddito si coniuga con “economia” mentre la rendita si coniuga con “finanziario”

Ecco che anche la definizione di reddito di cittadinanza viene svilita di ogni senso:

dovrebbe essere una rendita di cittadinanza e non un reddito

Non ho fatto questo esempio a caso

Nel sud il reddito praticamente non esiste, compromesso come è da una economia asfittica e svilita di forza perché messa in concorrenza con soggetti che non osservano le regole e non sono concorrenti economici leali:

come può un bar serio ed onesto competere con la miriade di bar che nascono come funghi nel sud e che gli operatori della sicurezza e della giustizia indicano come “lavatrici” del riciclaggio del danaro sporco?

Non può, soccombe, come tutte le altre attività economiche serie, oneste, leali, corrette

E come è possibile produrre danaro sporco?

1) Mediante la Corruzione, elemento diffuso attraverso il quale politici e burocrati corrotti condizionano l’accesso al mondo del lavoro e del consenso, compreso e non escluso il mondo del giornalismo e dei concorsi pubblici;

2) mediante i proventi di organizzazioni criminali mafiose e comuni, entrambe interessate a riciclare immense ricchezze prodotte in maniera illegale, risorse che tali organizzazioni spendono in parte per la corruzione di politici e burocrati, al fine di evitare il perseguimento delle azioni illecite;

3) mediante la elusione o violazione o l’aggiramento delle norme che impediscono ogni forma di arricchimento illecito, di truffe e frodi alle compagnie di assicurazione, all’INPS, all’INAIL, di mendaci dichiarazioni atte a diminuire o azzerare il reddito, non pagare il fisco, la contribuzione fiscale e pensionistica

Detto questo, occorre aggiungere che la ‘ndrangheta calabrese risulta essere la maggiore impresa italiana per fatturato, battendo anche i colossi imprenditoriali onesti del nord (e vi sorprendere se Fiat FCA e Luxottica delocalizzano centrali manageriali e finanziarie?)

Immaginate quanto incida nella impoverita e impotente finanza ed economia meridionale un tale “portento” economico e finanziario

Credete forse che un soldato di questo colosso paghi le tasse, versi la contribuzione pensionistica?

Credete che codesto soldato, dopo aver fatto esplodere una bomba intimidatoria dinanzi alla saracinesca di un onesto commerciante, artigiano o industriale che rifiuta di pagare il pizzo, non viva di assegnazione di casa popolare, sostegni al reddito, forme di aiuto alle povertà?

Credete che codesto soldato paghi i farmaci, paghi l’assistenza sanitaria?

No, molto probabilmente esso nasconde la sua ricchezza in buste di plastica nera, farcite di danari che non vengono certo denunciati

Credete che nei porti turistici del sud qualcuno controlli, oltre al “legittimo proprietario”, anche chi usa gli yacht ivi custoditi?

Siamo proprio sicuri che al reddito dichiarato corrisponda una rendita corrispondente nel sud?

Basterà fare un giro in auto in città come Foggia, dove il reddito medio dovrebbe essere di circa 800,00€ pro capite e restare sorpresi nel vedere circolare numerose e costose automobili che non corrispondono a quel reddito e quindi evidentemente rinvenienti da rendite e/o redditi di tipo diverso ed oscuro, che sfuggono ai controlli

Sarà per motivi come questo che lo stato ha negli ultimi anni spostato le analisi sulla “capacità di spesa” (leggi rendita effettiva) invece del solito e inattendibile “reddito dichiarato”?

Ed è sulla base di codesto reddito dichiarato che si vuole sostenere le “fasce deboli” della popolazione?

Tra gli oppositori alla fatturazione elettronica e dell’uso esclusivo di carte di debito e di credito e prepagate si nascondono certamente molti di quei papabili usufruitori del reddito di cittadinanza che sono affatto poveri e affatto a reddito zero

Ora, mi domando:

chi ha scritto questo provvedimento, non conosce queste realtà?

Non sa egli che il mirino di questo sostegno potrebbe essere puntato sulle persone sbagliate?

Eppure, molti di loro sono meridionali, dovrebbero sapere

Conoscono benissimo queste condizioni permanenti e preminenti nella società e nella economia meridionale

Ripropongo la domanda iniziale:

quali modifiche apporta un provvedimento come quello del reddito di cittadinanza in un sistema che vive di provvedimenti e aiuti dello stato, di truffe e frodi, di elusioni ed evasioni, di dichiarazioni mendaci e mai controllate da nessuno?

Un aumento dei consumi?

Probabile

Ma chi userà quei danari, chi ne trarrà vantaggio?

Gli onesti?

O i soliti furbi?

Chi vogliamo premiare?

Chi vogliamo invece inibire, punire?

Non era forse meglio offrire sostegno alle pensioni sociali e di invalidità innalzandole permanentemente e non temporaneamente a livelli di civiltà accettabili?

Oppure è meglio continuare con incentivi che appaiono portare più risultati di propaganda che di sostanza?

Non sarebbe meglio tagliare decisamente su colossi insostenibili come la scuola italiana, maggior datore di lavoro europeo con i suoi quasi due milioni di addetti di cui la metà circa docenti?

E non era meglio utilizzare quella diminuzione di spesa pubblica pazza e disonesta per incentivare i servizi della Sanità, della Sicurezza e della Giustizia?

Oppure utilizzare questa riduzione della spesa pubblica per ridurre il cuneo fiscale, quel cancro che rende impossibile al datore di lavoro assumere con serenità e che rende non competitivo il costo del lavoro italiano con quello internazionale?

Voglio solo ricordare che un salario di 1.500,00€/mese nel cedolino parte da uno stipendio di circa 4.500/5.000 euro

In mezzo, c’è quella spesa pubblica che deve essere contenuta nei servizi non indispensabili e/o preminenti e invece potenziata nei servizi essenziali che attengono alla cura e alla protezione del cittadino

La ricerca?

I ricercatori?

Mah, un potenziamento della ricerca non può essere visto nella mera e mono oculare ottica di ammortizzatore di un mondo del lavoro reso asfittico dal cuneo fiscale

Serve altro.

Altrimenti si corre il rischio di costruire un altro disastro come la scuola, la formazione e l’università, visti più come riserva di lavoro per baroni e clientele piuttosto che servizio che possa riscattare l’Italia nel mondo.

Ora, la domanda è:

cosa volete fare?

Gesualdo Gustavo
alias
Il Cittadino X