Archivio di novembre 2015

Serve un nuovo Gesù Cristo che provveda al bene di tutti e si faccia crocifiggere. Di nuovo. E per sempre.

martedì, 24 novembre 2015

Gesù Cristo non poteva che essere ebreo o italiano, non vi è dubbio alcuno.

Il tempo che viviamo è battuto da venti di guerra, una guerra adeguata alla globalizzazione del capitalismo e del terrorismo, del benessere come del terrore.

Come fare per capire, per trovare il bandolo di una matassa assai intricata come quella che subiamo oggi?

Beh, i latini non sbagliano mai:

cui prodest?

Tentiamo una analisi dissociata dal contesto raccontato dai giornalisti e dai politici partendo dai risultati.

Se la mano dell’uomo è guidata dall’interesse, allora i risultati ci condurranno alle mani che si contendono il potere nel terzo millennio.

Sarà dura e lunga, ma tentiamo lo stesso.

L’isolamento di Israele, l’espansionismo musulmano, l’aggressione al cristianesimo e la sconfitta del comunismo

1Israele non è mai stata isolata come oggi

La nazione il cui popolo ha dato origine alla religione cristiana subisce storicamente un attacco aggressivo e continuo.

Molti credono che gli ebrei, riuniti in una congregazione (nemmeno tanto segreta ed occulta) dominino il mondo ovvero lo abbiano dominato sino al secolo scorso.

Può essere vero se pensiamo che il nazismo provvide a sterminare gli ebrei, ma soprattutto ed in base alla nostra chiave di lettura, il nazismo si appropriò delle immense ricchezze degli ebrei:

l’interesse è conclamato.

Invero, pochi milioni di ebrei appaiono in punti chiave del governo finanziario (e non solo quello, ma gli ebrei sanno che controllando l’interesse finanziario, si governa l’umanità) globale, del commercio, dell’industria, del potere in genere.

Comprendo l’avversione dei molti invidiosi limitati e sottosviluppati di fronte ad una capacità umana aggregata ed unita inimitabile, capace, ricca, non solo di risorse.

Cristo, l’ebreo, fu crocifisso perché tradito, perché aveva ragione, perché per gli stolti incapaci di competere con la ragione e l’intelletto superiore è impossibile contrastare le idee di un illuminato se non con la violenza, uccidendo l’uomo che porta innanzi quelle idee, spezzando le gambe che sorreggono quell’inumano peso.

Credo quindi l’antisemitismo, molto in generale, un atto di umana invidia e gelosia che denuncia deficit assai gravi da parte di chi lo incarna:

terminata la strage, gli ebrei si sono sempre rialzati ed hanno sempre riconquistato il loro ruolo di guida (non solo spirituale) in questa umanità disunita e mal selezionata.

Dopo questa doverosa premessa, domandiamoci quali interessi si muovano dietro al nuovo isolazionismo ebraico, l’isolamento di Israele.

2L’espansionismo islamico globale

Nella poltrona più potente ed influente (buona la seconda, oggi) del globo siede un certo Barack Hussein Obama II, prova della resa del popolo americano dinanzi all’espansionismo musulmano.

No, non è stata una resa all’11 settembre del 2001 (o no?), ma una resa al potere e agli interessi che muovono il mondo:

il petrolio arabo e musulmano.

Certo, fa rabbrividire e riflettere la scelta di un “musulmano” come presidente degli states quando il terrorismo musulmano ha appena messo in ginocchio l’America.

Ma è quel che è accaduto.

Tutela degli interessi americani sopra gli interessi occidentali?

Forse.

Ma quel che conta è che da quando Obama ha messo un piede nella Casa Bianca, parecchie cose sono cambiate, in America e nel mondo.

Interessi musulmani guidano gli USA e l’isolamento israeliano ne è una conseguenza diretta:

impossibile avere un alleato come Israele quando ci si fa finanziare (in tutti i sensi) dai musulmani sauditi.

Un abile giochetto?

Resta una alleanza “dormiente” tra America e Israele in attesa che finisca il predominio del petrolio musulmano?

Intrigante ma difficilmente percorribile questa tesi.

Il risultato globale porta però ad un fatto certo:
Israele è isolata, avversata dai musulmani, dagli americani e dai russi.

Il progetto, l’interesse, la mission è compiuta.

Cui prodest?

Ai musulmani per le loro mire espansionistiche pagate con il petrolio e i finanziamenti alla politica americana del clan Clinton e l’influenza che le immense ricchezze petrolifere saudite (e non) hanno sui mercati finanziari;

ai russi che rincorrono il dominio del petrolio (e dei suoi snodi ed oleodotti nel Mar nero) sin dalla contesa della Georgia cristiana (ortodossa) con la Russia per il porto di Poti, sul mar Nero, porto di libero scambio fra Georgia ed Emirati Arabi Uniti.

Chi controlla il petrolio, controlla il mondo.

Peccato Israele non controlli i petrolio musulmano e coltivi pompelmi nei deserti in cui i palestinesi coltivavano sabbia.

Fatto sta, che oggi è capitato uno di quegli avvenimenti che i libri di storia indicano come fatto deflagrante di una guerra:

l’equivalente dell’assassinio delll’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo come fatto scatenante della Prima Guerra Mondiale.

Poco importa che sia morta anche la moglie di Francesco:

uomini di scorta e mogli cadono nel dimenticatoio di fronte all’immensità della storia.

Il fatto:

un aereo caccia-bombardiere russo viene abbattuto da un caccia turco.

Limiti:

– l’aereo russo cade 15 km all’interno del confine siriano e non in quello turco
– la Russia denuncia che quell’aereo bombardava un trasporto di petrolio venduto dall’ISIS alla Turchia.
– la Turchia afferma che bombardasse invece civili siriani.

Come vedete, il petrolio è l’interesse, la pista da seguire per capire.

Il sistema delle alleanze

La Turchia è la seconda potenza militare della NATO.

Ma la Russia è in Europa, al contrario di USA, Cina e musulmania.

Questo non è un fatto secondario nello scenario in cui si muove la risposta al terrorismo islamico condotta da Francia e Russia, in totale assenza (complice e colpevole) degli USA.

La provocazione dell’accadimento è evidente.

Sembra un pizzino di Obama:

o passi il governo dell’attacco all’ISIS “concordandolo” con USA e ONU (controllato dai musulmani sauditi) ovvero le “pugnalate alla schiena saranno la regola e non l’eccezione.

No, non chiedetemi se Obama persegue il contrasto al terrorismo islamico o addirittura lo controlli:

la mia risposta potrebbe essere fuorviante, ma la domanda è lecita.

Insomma insommina, gli interessi cominciano a delinearsi:

il mondo si spacca di nuovo in due schieramenti, ambedue interessati al controllo del petrolio musulmano (la Russia con l’Iran e l’America con l’Arabia Saudita) e della sua distribuzione in Europa.

Ecco un dato interessante:

il ruolo dell’Europa.

Assente.

L’Unione Europea non esiste che sulla carta:

non ha esercito comune, non ha strategie comuni, non ha una politica comune.

Penso che la vera battaglia in atto, il vero nodo centrale siano interessi contrapposti cino/russo-iraniani-hezbollah VS americano-sauditi-isis.

E penso anche che sia venuto il momento per l’Italia e per l’Europa di dire basta a questa sottomessa condizione, di opporsi alla divisione interna (dividi et impera) che provoca questa contrapposizione dualistica:

o con hezbollah o con isis.

Visto che il problema è musulmano, manderei a fanculo volentieri tutti i musulmani che si mostrano avversi alla persecuzione degli interessi italiani.

Una finestra aperta al dialogo nel mondo musulmano è certamente la Giordania, come potrebbe essere la vicina Libia, anch’essa divisa ad arte da americani, francesi e inglesi per impedire una autonomia italica ed europea nell’approvvigionamento di risorse strategiche energetiche.

Va detto che i soliti politichetti idagliani (nelle -bellissime- persone di berlusconi e napolitano, ambedue sospettati di aver aiutato l’antistato mafioso nell’infiltrare e vincere lo stato di diritto) vendettero il loro alla guerra in Libia in cambio della poltrona della BCE per Draghi, per coprire il magna-magna politico-affaristico-mafioso-corruttivo che la crisi finanziaria rischiava di svelare nel sistema malato e usuraio delle banche italiane.

I partiti politici idagliani hanno tutti mangiato come porci insieme alla mafia nel piatto del benessere italiano e dovrebbero essere severamente puniti per aver tradito il loro giuramento di difesa dello stato da interessi esterni ed avversi a quelli italiani (alto tradimento da punire con fucilazioni di massa, per intenderci sul grado di punizione esemplare da comminare a queste capre puttane vendute allo straniero).

Non parliamo poi dei comunisti, sconfitti dalla storia e dal capitalismo, che impera nell’ultima isola comunista del mondo, la Cina:

merde che sbraitavano nelle aule del potere per poi dividere la torta del malaffare e della corruzione di notte in stanze d’albergo, con tanto di prezzario ufficiale, un tot di lire a metro cubo costruito dai democristiani.

Merde incapaci anche di rubare mettendoci la faccia, ecco cosa erano i comunisti di casa nostra:

non meraviglia la loro estinzione.

3L’aggressione al cristianesimo

In tutta evidenza, l’isolamento degli israeliani accomuna l’isolamento italico ed europeo:

l’aggressione cui è sottoposta la Chiesa Cattolica ed il Cristianesimo è di inaudita ferocia.

Omosessuali, musulmani, rottinculo vari ed eventuali attaccano la famiglia naturale, l’eterosessualità, la monogamia.

Chi usa il kalashnikov, le cinture esplosive o i kamikaze, chi usa le penne ricaricabili dei giornalisti sempre e solo ultimi nelle classifiche globali per Libertà di Stampa, chi usa il porcile dei traditori politici corrotti e insaziabili, chi usa la mafia come nel caso di Enrico Mattei, che portò l’Italia alla leadership mondiale nel controllo del petrolio e che gli costò il tradimento mafioso italiano e la vita.

Chiunque sia e qualunque metodo utilizzi, è cacca, merda, feccia, fogna che si vende per poco e contribuisce grandemente a tenere divisa la propria comunità in favore dell’interesse straniero che così prevarica quello italiano.

Di nuovo americani e russi dividono gli italiani pagando tangenti corruttive sottobanco, offrendo comode poltrone in banche che hanno smembrato e dilaniato il sogno di una Italia leader globale di Enrico Mattei.

E di nuovo i traditori si dividono e dividono fazioni e tangenti.

Tutti traditori.

Per carità, una bella ripulita lo Stato del vaticano come quello italiano le meritano, ma l’uso degli scandali italiani come benzina da spargere sul fuoco delle divisioni interne è molto ben evidente nei riferimenti italiani della lobby gay, di quel che è rimasto del comunismo sconfitto dalla storia e dal capitalismo e dei musulmani:

hanno rotto grandemente il cazzo, tutti.

Adesso basta:

voglio essere italiano, qualunquista e scegliere di volta in volta con chi condividere interessi, risorse e benessere.

Me ne frego di tutto e di tutti.

E se proprio devo essere costretto a scegliere un mio simile, certamente questi non sarà un eterofobo, un musulmano assassino di cristiani o un comunista sconfitto:

se devo scegliere scelgo gli ebrei, i padri della cristianità, gli israreliani, miei simili in tutto e per tutto, o comunque molto dissimili dalle categorie di feccia su citate.

Ed è proprio dal popolo italiano o da quello israeliano che le merde si aspettano venga “il salvatore e rinnovatore della sua Patria” (Gandhi), “l’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare” (Pio XI), “il più grande legislatore fra i viventi” (Churchill), quello che si caricherà di tutti i peccati, si farà crocifiggere e pagherà il ticket per tutte le ruberie della casta politica globale.

E invece no, ve lo prendete in quel posto, dove vi piace prenderlo, ammasso da sodoma e gomorra (“È impossibile ottenere una condanna per sodomia da una giuria inglese. Metà dei giudici non crede che possa essere fisicamente compiuta, e l’altra metà la sta facendo” – Churchill)

Se nascerà sarà un leader che si inculerà questa massa di rincoglioni magnaccioni senza farli godere, ma privandoli di ogni forma di piacere e di attrazione per la vita:

il prossimo Gesù Cristo imporrà la giustizia divina, la giustizia del giusto, appunto.

Sarà qualcuno che selezionerà “chi è come Dio”, Mi-ka-El.

Sarà un guerriero che respingerà le orde del demonio all’inferno.

Ed avrà un esercito di uomini e donne inabbattibili angeli e principi con cui respingere la merda al suo posto:

nella fogna.

« …Samek indica Mikael che sostiene Israele, lo difende e ne attesta la rettitudine. Se non fosse per lui, che parla bene nei nostri confronti, non saremmo più al mondo ma egli dice al Santo, benedetto Egli sia: “Israele professa l’Unità proclamando: “Chi è come Dio?” (mi ka E-l)”, come è scritto: Chi è come Te fra gli dei, o Signore (Es15.11) … Mikael domina tutti i (gli angeli) principi »

Mikael domina tutti i (gli angeli) principi

Mikael domina tutti i (gli angeli) principi

Mikael
alias
quello che tornerà e vi metterà in riga, caini
E questa volta, non si farà crocifiggere, ma crocefiggerà tutti i caini

Questa è la vita, questa è la morte

domenica, 1 novembre 2015

Si nasce, si cresce, si da per scontato l’aiuto dei genitori.

Arriva il giorno in cui ne perdi uno o rischi di perderlo.

E ti si apre una realtà ben diversa davanti:

non ci saranno per sempre, non saremo adolescenti per sempre.

Quando li perdi entrambi, capisci cosa è la morte e comprendi cosa è la vita.

In tale sconquasso emotivo puoi perdere la bussola, credere che il tempo a disposizione sia poco, puoi agire per il male per soddisfare le esigenze personali, nella dimensione in cui “tanto, la vita è breve, dobbiamo cogliere quanto più possibile”.

Forse questa inclinazione era latente, forse no, forse era scritto che si sarebbe percorso la strada dell’incoscienza e della irresponsabilità, scusati e giustificati da una vita “troppo breve”.

Forse è solo una questione genetica o di carattere o di educazione.

Io credo che sia una scelta, oscurata al cuore e alla mente da numerose giustificazioni palliative autoindotte.

Io credo che si scelga in ogni caso.

Io credo, appunto.

E la vita è tutta qui:

credere.

Devi credere che la vita umana sia intelligente e debba essere regolata e vissuta in maniera intelligente.

Poi ti guardi intorno e vedi il nulla, il vuoto, vedi tutto, tranne la presenza di una intelligenza.

I furbi si credono intelligenti, gli stupidi si credono intelligenti, gli scaltri si credono intelligenti, gli arrivisti e gli scalatori sociali si credono intelligenti.

Ai miei occhi non è così.

Credo di sapere cosa sia l’intelligenza, credo di averla incontrata e in modo traumatico, da vicino, molto vicino.

In quinta elementare il mio maestro, stanco della mia irrequietezza e disattenzione mi invia al medico scolastico che si rivolge a sua volta ad un collega psicologo per una valutazione del caso.

Sono stato sottoposto a test su test:

QI per l’intelligenza e test di valutazione e misurazione della cosiddetta seconda intelligenza, la fantasia.

Il risultato fu comunicato ai miei genitori, oltre che al mio maestro (bravissima persona, devota al suo lavoro, mai in congedo per malattia: era al lavoro, al suo posto a scuola anche quando divenne padre).

L’intelligenza risultava essere quella media di un diciottenne (io avevo nove anni in quel tempo) e la fantasia sfuggì ad ogni valutazione e misurazione:

fu definita come “non misurabile”, “infinita”.

Fu un trauma.

In quei tempi, ogni diversità era guardata con sospetto, una grande diversità veniva quindi celata, nascosta, quasi con vergogna.

Ho vissuto dimenticando quel trauma, nascondendolo, quasi come fosse una colpa.

Ora che l’esperienza mi aiuta a capire, a comprendere, a misurare e valorizzare la mia persona con il mondo circostante, con gli altri diversi da me, oltre me, intorno a me, ora che ho un lume che illumina il buio, mi accorgo che non sono io ad essere cieco, ma gli altri a vivere al buio, costringendo in questo buio anche me.

Oggi che ho perduto mio padre, dopo aver perduto mia madre in modo lento e traumatico (quattro tumori in ventisei anni), mi sento libero dai pesi, dal dovere del silenzio, mi sento libero da una colpa che non ho, ma che ho pagato come tale.

Rifletto, valuto, ricordo.

E mi domando:

perché sono così come sono?

Qual’è il destino di una persona come me, in un paese come questo?

Come può una intelligenza imprigionata esprimere tutta se stessa all’interno di una educazione severa, un imprinting di umiltà assoluta, in un sistema dove vince la violenza, la furbizia, la prevaricazione, l’amore per l’illegalità, la devozione per caino e l’odio per Abele?

Come posso usufruire della mia capacità di prevedere il futuro grazie alla facoltà di valutare molto rapidamente scenari che sfuggono ai più, alla capacità di razionalizzare tutto, anche e soprattutto la vita e la morte?

Io non ho paura di morire o di come morire, ma temo di aver paura di vivere.

In effetti non è paura, ma rigetto:

non competo con chi non sa nemmeno quel che dice, non ha idea delle conseguenze di quello che fa o non fa, di quello che ritiene essere il giusto.

Non perdo il mio tempo a spiegare a chi non capisce o non vuol capire:

ho imparato che è del tutto inutile, ma anzi, dannoso, controproducente.

Non perdo il mio tempo con una umanità di incoscienti e irresponsabili.

Ma li capisco:

un trauma emotivo come quello che io ho raccontato può inibire l’emersione della personalità adulta, di una coscienza evoluta, di una capacità di credere.

Credere, appunto.

E torniamo al credere.

In cosa credo?

In passato ho creduto nella umanità, in un umanesimo fatto di bene, responsabile e maturo, inesistente nella realtà.

Ho combattuto per questo credo, ed ho perso il mio tempo, ho perduto:

questa umanità è risibile, ridicola, malfatta, malata, incapace di andare oltre se stessa, di crescere, di credere.

L’oltre umano, il super umano, quella filosofia tanto avversata da una umanità incapace di prendere coscienza dei propri limiti e di SUPERarli è cosa respinta al fine di giustificare il loro essere limitati, valorizzare il loro modo di essere.

Comprendo che la mia esperienza e la mia testimonianza di vita provano l’inutilità di lottare ad armi pari con tanta stupidità e furbizia.

Il dialogo è l’unica arma dei limitati per controllare esseri superiori, per avere ragione della ragione, per dare torto al vero.

Quindi, il dialogo è la morte dell’impegno per quelli come me.

Come?

Sono un razzista?

Non esistono gli esseri superiori?

Siamo tutti uguali?

Ecco l’attacco, ecco il mobbing verso chi non è come loro, ecco la criminalizzazione della ragione incarnata, della intelligenza superiore.

Comprendo altresì che, un leader che possa avere capacità superiori non potrà mai trovare incarnazioni capaci di realizzare le sue visioni, le sue ragioni, i suoi progetti.

Comprendo i limiti che impediscono a questa umanità di SUPERare se stessa.

Ma non la giustifico, affatto.

Per quanto stupidi, essi “sentono” quale sia la verità.

La nascondono, la celano, la attaccano, ma non possono evitarla.

Sono talmente stupidi da non capire che sono essi stessi a provare quel che dico quando mi attaccano, che valorizzano ciò che criminalizzano.

Per loro esiste un solo modo per realizzare una nuova umanità, una nuova illuminazione, una nuova evoluzione:

credere.

Qualcuno salterà alle conclusioni e pontificherà:

“credere, obbedire, combattere”, lo abbiamo già conosciuto questo sistema!

Infatti:

non esiste un periodo in cui questo paese è cresciuto paragonabile a quello in cui il popolo credeva, obbediva, combatteva.

Basta tirare una linea prima e dopo quel periodo per accorgersi che l’Italia la fecero i massoni, ma gli italiani e il sistema italiano lo crearono i fascisti.

Ogni singolo atto umano contemporaneo è infatti regolato e vissuto secondo i fondamenti dettati dai latini e dettati dal fascismo.

Non lo sapete?

Informatevi, poiché il deficit intellettuale può essere compensato con la conoscenza.

Ma studiare è del tutto inutile, quando ogni cosa è governata dalla corruzione materiale e morale e non dal merito.

Basta entrare nel giusto gruppo umano per non aver timore della galera, della punizione, dell’errore umano eretto a dogma assoluto.

Basta avere la giusta tessera in tasca e la laurea, la carriera e il successo sono garantiti.

Basta accettare il dialogo per essere vincenti, quel dialogo che serve solo ad uccidere l’intelligenza, la ragione.

Questa è la vita.

Questa è la morte.

Io non so cosa farò.

Ma so benissimo cosa c’è intorno a me:

poco o nulla di utile ad un futuro migliore.

E questo, ha più a vedere con la morte che con la vita, essendo la morte l’unico limite alla vita, essendo questa umanità un limite alla sopravvivenza di se stessa.

Lobby di furbetti approfittano di questa condizione e raggiungono il potere, in qualche modo.

E come essi usano quel potere è la più grande prova della loro inutilità:

usano il potere per conservare il potere e non per impedire le crisi e risolvere i problemi.

Perché se risolvono i problemi della umanità, si domandano, perché l’umanità dovrebbe consegnare loro ancora il potere per perpetuarlo?

Questa è la vita.

Ed è uno schifo invivibile.