Archivio di settembre 2015

Sono Bianco Cristiano ed Eterosessuale e Non mi Vergogno

mercoledì, 30 settembre 2015

Scriverò di seguito alcune notazioni su una manifestazione organizzata dalla CGIL (rossi) e da un certo numero di soggetti neri in data odierna a Foggia.

Mi son permesso di ironizzare su questa “colorata manifestazione” definendola una Manifestazione dei Rossi e dei Neri a Foggia, anche se c’è ben poco da ridere a causa dei fatti e della ipocrisia criminale che l’hanno originata.

(1)
La manifestazione è promossa a seguito della morte di un soggetto extra comunitario nero che, sorpreso insieme ad altri soggetti dai proprietari di un fondo agricolo e commercianti di prodotti ortofrutticoli a rubare i prodotti della terra, della fatica e del sudore del lavoro umano, per tutta risposta alle proteste dei proprietari li hanno aggrediti violentemente.
I due malcapitati aggrediti e derubati nella loro proprietà, in difetto di numero e di forze rispetto agli aggressori, fanno ricorso all’uso di un fucile per difendersi e scacciare i ladri violenti dalla loro proprietà.
Risultato dell’azione dei ladri violenti:
uno di loro muore ucciso dai colpi del fucile.
Si ritiene quindi che detta manifestazione sia a sostegno dei ladri violenti e non dei derubati e malmenati, usando la mera logica fenomenologica.
Annoto che questo fatto segue di poco da un un altro fatto di cronaca simile e non è quindi un caso isolato.
Annoto che pare che il fucile usato dai due malcapitati non fosse detenuto regolarmente.
Annoto che (a seguito di questo fatto?) pare che il prefetto di Foggia abbia ritirato un gran numero di licenze di porto d’armi per difesa personale.
Annoto che un soggetto che detiene un fucile illegalmente di solito non chiede l’autorizzazione al porto e alla detenzione di armi da fuoco.

(2)
Questi soggetti neri vengono introdotti clandestinamente dallo stato italiano il quale, addirittura, li va a prelevare in mare sui barconi dei mafiosi che li trasportano e li introducono illegalmente in Italia sin dalle sponde della Libia, paese dal quale salpa la gran parte di questi disgraziati.
Annoto che lo stato italiano introduce questi soggetti In Italia e in Europa in violazione ad ogni buona norma morale, statuale, di intelligenza, di civiltà e di logica razionalità, ma soprattutto, in violazione ai propri doveri inalienabili di Prevenzione Sanitaria e di Pubblica Sicurezza.
Annoto che parte delle istituzioni politiche e sindacali invita esplicitamente questi soggetti a invadere l’Italia procurando una ecatombe di disgraziati nel mar Mediterraneo, così abbandonati nel potere delle mafie che li traghettano.
Annoto che il viaggio viene pagato al costo di 4mila€ a persona.
Annoto che con 4mila€, nei paesi arabi e musulmani, si possono acquistare molti ettari di terra fertile, sottolineando che, nel caso del viaggio di una famiglia, questa cifra si moltiplica per il numero dei componenti e moltiplica conseguentemente la quantità di terra fertile acquistabile.
Annoto che questi disgraziati fuggono da guerre continue nei paesi arabi e islamici, dal terrorismo internazionale islamico (non cristiano, non buddhista, non induista, non ebraico, non taoista, ecc) e fuggono da una primavera araba che è stata inventata sempre dai politici e dai sindacalisti rossi per inneggiare alla modernizzazione e alla sopravvenuta civiltà araba e musulmana e che invece si è dimostrata il più grande fallimento epocale dei nostri tempi, foriera di guerre civili, esodi biblici, stermini, terrorismo, crimini e squilibri di ogni genere e grado.
Annoto che questa condizione di guerra continua massacra migliaia di cristiani in quei paesi, senza che ONU, NATO ed ONG (per esempio Emergency, che denuncia azioni umanitarie, ma viene accusata di mancanza di neutralità in politica estera – cosa fa con i danari pubblici e privati raccolti per azioni umanitarie: cure sanitarie o politica partitica? È una organizzazione umanitaria o un partito politico?) condannino o solamente denuncino tali stermini, veri e propri crimini di guerra.
Annoto che vi sono pugliesi che operano (come volontari o come lavoratori retribuiti?) grazie a questa invasione di clandestini visibili a Foggia tutti i giorni, e guarda un po, si muovono su automobili di Emergency in favore dei clandestini.
Annoto che notoriamente Emergency è schierata ideologicamente contro ogni guerra, ma trae ogni finanziamento e motivo di esistenza proprio dalle guerre.
Annoto che si può leggere una linea politica condivisa e riferibile alle sinistre italiane ed europee partigiana e ipocrita in favore di queste migrazioni a tutto discapito di principi inviolabili come:
sostenibilità ambientale
sostenibilità economica
sostenibilità sociale
sostenibilità del mondo del lavoro

in Italia e in Europa.
Annoto che se tali soggetti clandestini vengono introdotti in numeri importanti in realtà come il meridione, dove lo stato, l’economia reale, la crisi, la mafia, il vizio, le truffe, le frodi e la corruzione non offrono lavoro sufficiente per dare la piena occupazione agli italiani.
Annoto sembra il ovvio che questi clandestini siano istigati da chi, ideologicamente, li ha invitati e fatti entrare a delinquere per sopravvivere, ignorando del tutto una loro (im)possibile integrazione.

(3)
Mi domando perché una manifestazione in favore di un ladro violento e non una manifestazione di sostegno ai due italiani aggrediti e picchiati perché hanno difeso il diritto alla inviolabilità della Proprietà Privata, quel diritto che in Italia, insieme a tantissimi altri diritti, non viene garantito e tutelato.
Annoto che a luglio 2015 ho viaggiato su mezzi pubblici nella provincia di Foggia per tre settimane, ogni giorno, raccogliendo i timori e le paure di quei pochi viaggiatori italiani che frequentano atterriti quei mezzi e degli autisti di quei mezzi pubblici, costretti ad imporre ai cittadini italiani il pagamento del biglietto dovuto per il viaggio e costretti ugualmente a trasportare clandestini violenti e arroganti privi del dovuto biglietto.
Annoto che le campagne foggiane sono stracolme di clandestini che lavorano in nero o rubano agli agricoltori e agli allevatori per sopravvivere, creando una condizione pericolosa di violenza collettiva e personale che sfocia in casi come quelli di cui stiamo trattando, nella pace assoluta degli organi pubblici di controllo e di vigilanza sul lavoro che qui nel sud è sempre e solo nero, sottopagato, malpagato, non pagato.

(4)
Nonostante la CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) si fregi del titolo di “Italiana” appare evidente che gli interessi che cura sono affatto italiani.
Non si pongono nemmeno il dubbio che la parte da tutelare potessero essere quei due lavoratori italiani, quei due agricoltori italiani selvaggiamente aggrediti, picchiati e derubati nella loro proprietà sol perché si sono opposti ad un furto.
No, non si pongono il dubbio e sostengono con molto pregiudizio razziale una parte non italiana che crea disordini pubblici, violenze private, mercato nero del lavoro e mantegono in stato di sudditanza e di oppressione quelle parti della popolazione italiana come quella foggiana, ormai minima minoranza nelle campagne rispetto alla stragrande maggioranza nera, musulmana e clandestina (introdotta illegalmente da uno stato che omette i propri doveri primari) che li deruba e li violenta e poi manifesta se un cittadino italiano per difendersi gli spara e li uccide.

(5)

Occorre comprendere che vi sono intere parti del territorio foggiano ed italiano che sono totalmente in mano a soggetti clandestini, richiamati da un lavoro che è solo nero, o da una militanza di base nelle mafie locali, nazionali e internazionali.
Altresì, occorre comprendere che detti clandestini non contribuiscono ad alcuna spesa sanitaria e/o farmaceutica e vanno in giro per le ASL con almeno due operatori di Emergency, che pretendono per questi soggetti l’assoluta gratuità delle prestazioni sanitarie (saltano anche le file e la burocrazia cui i cittadini italiani devono invece sottostare), viceversa pagate regolarmente dai cittadini pugliesi.
Annoto che sono pugliese e non ho un lavoro e che la regione Puglia mi nega l’esenzione dal ticket per le prestazioni sanitarie, assicurandola invece a migliaia di clandestini non pugliesi che non hanno mai contribuito fiscalmente ad esse.
Annoto che questa invasione di clandestini è stata favorita e garantita in Puglia dal governatore gay Vendola, quello che ha deciso che io debba pagare le mie cure e loro no, quello che offre ambulatori specialistici ospedalieri per i danni creati alla salute dall’essere gay, quello che ha riempito di Cara e di Cie la Puglia, soffocando i pugliesi in una preponderante e prepotente presenza di clandestini.
Annoto che l’assistenza garantita ai clandestini è finita nelle indagini di Mafia Capitale:
i clandestini sono un business per tutti, tranne che per i lavoratori e i disoccupati italiani e pugliesi, i cittadini e i padri e le madri di famiglia italiani e pugliesi, avversati dalla lobby gay, che toglie ogni garanzia di cura alle famiglie che sono in gravi e serie difficoltà, sol perché sono famiglie naturali unite in matrimonio.

(6)
Considerazioni Finali
Mi scuso per l’excursus un po frettoloso e dinamico, proiettato in molte direzioni e verso le molte responsabilità omesse, tradite e ipocritamente derise, fraintese e violate ma qui e adesso di ingiustizie nei confronti di italiani, bianchi, cristiani ed eterosessuali se ne commettono in gran quantità.
Trattiamo di un vero e proprio mobbing riferibile ad una parte umana, politica, sindacale, assistenziale e umanitaria ben definita, ipocrita, demagogica e anti-italiana, molto interessata al business creato dai clandestini e affatto interessata a garantire servizi essenziali, cure sanitarie, prevenzione sanitaria, ordine pubblico, pace sociale e economia reale alla cittadinanza pugliese e italiana che sia:
bianca
cristiana
eterosessuale
.
Lungi da me invocare un orgoglio bianco, un orgoglio cristiano, un orgoglio eterosessuale:
sono persona troppo seria per partecipare a manifestazioni come quella oggetto di questo post (per i motivi che mi pare di aver grandemente chiarito), come quelle alla Mecca (che uccidono centinaia di fedeli per una evidente incapacità organizzativa), o come quelle manifestazioni carnacialesche dell’orgoglio gay.
Il mio pride è in stile occidentale, nordico, le cose di cui sono orgoglioso le vivo nel mio intimo, nel mio privato, in modo riservato e civile.
Io non sostengo ladri violenti e picchiatori aggressivi:
io difendo cittadini italiani, miei simili, lavoratori della terra e commercianti costretti a difendersi da chi li aggredisce, da chi tutela chi li aggredisce e da chi cerca consenso e business da chi li aggredisce.
A tutta questa “bella” gente e con tutto il rispetto, invio il mio:
non è nel mio interesse.
In questo mondo in cui si scatenano forze del male musulmano,
in questo mondo dove minoranze potenti come le lobby gay aggrediscono le democrazie imponendo elitismo antidemocratico a maggioranze democratiche desovranizzate,
in questo mondo dove si manifestano con orgoglio le persone sbagliate per le cose sbagliate,
in questo mondo cristianofobo ed eterofobo,
in questo mondo in cui essere bianco è diventata una colpa,
in questo mondo dove l’affermazione d’essere normale viene tacciata di razzismo,
in questo mondo che criminalizza chi difende la propria Terra, il proprio Lavoro il colore della pelle (se è bianca) e la sessualità (se è normale),
in questo mondo sottosopra, io dico che non mi vergogno di essere
Bianco Cristiano ed Eterosessuale.
E vaffanculo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Io sto con i miei simili
Io sto con Abele
Io sto con Ferdinando e Raffaele Piacente

Il disservizio come prassi amministrativa

venerdì, 18 settembre 2015

Foggia è una città disservita, violata, abusata, violentata, derubata.

Incredibile la quantità di disservizi che le pubbliche amministrazioni, sia locali che nazionali, offrono alla cittadinanza foggiana.

Tenterò di farne una notazione, per offrire a chi ama la propria città di cogliere i motivi per scuoterla e a chi non la ama e non la rispetta, i motivi per andare altrove a fare il nulla che incarnano.

Il caldo opprimente ed afoso di questi giorni ha svelato come, nelle scuole foggiane, manchi una qualsiasi forma di deumidificazione, climatizzazione, condizionamento e ventilazione nelle aule in cui i nostri figli sono obbligati ad essere presenti.

Alcuni alunni sono svenuti, altri, hanno mostrato i segni di una prolungata e pericolosa esposizione a temperature torride, come nel caso della mia figlia più piccola, che ha subito una epistassi (o rinorragia: è un’emorragia delle fosse nasali che può essere originata da un colpo di calore) proprio questa mattina.

Mi sono informato da una delle insegnanti delle condizioni in cui si svolgono le lezioni nelle aule e mi è stato riferito che sono difficili a causa dell’eccessivo calore.

A dire il vero, ho scelto per i miei figli più piccoli quella scuola primaria proprio perché è situata di fronte alla villa comunale, polmone verde necessario per respirare ossigeno e non scarico delle auto, che a Foggia, emettono molto spesso scarichi puzzolenti decisamente fuori dalla norma.

Altresì, ho scelto quella scuola perché mi fido della dirigente.

Ed ho scelto quella scuola anche perché le finestre delle aule non sono esposte direttamente alle intemperie e ai raggi solari, protette come sono da balconate profonde e coperte.

Nonostante questo, le temperature all’interno non siano tollerabili per molto tempo in questo periodo in cui i cambiamenti climatici dimostrano quanto sia pericoloso giocare con i delicati equilibri che mantengono la nostra atmosfera idonea alla presenza della vita nel pianeta Terra.

Non voglio nemmeno pensare alle temperature che si sviluppano invece in scuole primarie le cui finestre sono direttamente esposte ai raggi solari e non sono protette da tende od oscuranti.

Ho infatti letto di numerosi malori lamentati da concittadini foggiani e subiti dai loro figli a scuola, malori arrivati sino allo svenimento dei poveri bambini così malamente sottoposti al calore.

Mi sono offerto di acquistare dei ventilatori da mettere a disposizione delle aule che ospitano i miei figli nella loro scuola, ma mi è stato risposto che non sarebbero utili, in quanto il carico energetico massimo consentito dal contratto di fornitura energetica non li sopporterebbe.

Figurarsi se sopporterebbe dei climatizzatori.

Inutile dichiarare la mia indignazione di fronte al fatto che, comunali o statali che siano, le scuole non siano affatto considerate da chi ne compete, nemmeno nella normale considerazione che, per climatizzare le aule di dette scuole, occorre una quantità di energia che i loro contratti di erogazione dei servizi energetici non prevedono e non sopportano.

Chissà se i sindaci, i provveditori agli studi, i prefetti, gli assessori regionali con delega alla scuola, compreso e non escluso il ministro dell’istruzione riescono a lavorare senza climatizzatori nelle loro stanze.

E allora:

non vedo perché dovrebbero farlo gli insegnanti e gli alunni, che sono operatori primari e fruitori finali del servizio della pubblica istruzione.

Sappiamo tutti che la politica è autoreferenziale e vive di privilegi, ma io sarei orientato a non corrispondere a questi signori e signore gli stipendi, i salari, le indennità e i rimborsi spese e con queste risorse, mettere in sicurezza gli edifici scolastici, ammodernarli, informatizzarli e climatizzarli secondo le proprie esigenze didattiche.

Perché pagare questi danari a pubblici amministratori e rappresentanti del popolo sovrano che del popolo sovrano se ne fregano in maniera così scandalosa, mettendo a rischio anche la salute di giovanissime vite compresa la regolarità e la continuità didattica scolastica?

I cambiamenti climatici impongono provvedimenti seri ed urgenti, ma questi signori pare navighino in un mondo a noi sconosciuto e le cui finalità pubbliche sfuggono.

Anche le improvvise ed abbondantissime precipitazioni atmosferiche del ciclo idrologico, divenute eccessive e pericolose per la incolumità pubblica a causa della tropicalizzazione climatica nel nostro paese, non trovano adeguate misure di prevenzione, anzi, non trovano alcuna prevenzione.

La raccolta e la canalizzazione delle acque meteoriche (pioggia) a Foggia, in caso di piogge torrenziali non ha la capacità di soddisfare gli improvvisi e ordinari eventi pluviali che un clima sub-tropicale prevede, specie nella stagione estiva.

Bastano trenta minuti di precipitazioni atmosferiche intense per vedere l’intera rete fognaria foggiana andare in tilt e interi quartieri invasi dalle acque che non vengono raccolte e causano disagi notevoli e in qualche caso, possono rappresentare pericolo per la popolazione.

Ma nessun politico o burocrate foggiano ha pensato di riprogrammare la rete fognaria foggiana alle sopravvenute esigenze di raccolta e canalizzazione delle acque piovute in gran quantità dal cielo.

Men che meno, soggetti privati e/o pubblici han pensato di approfittare di questi eventi per raccogliere e riutilizzare codeste acque, apportando un significativo risparmio economico e finanziario del prezioso bene dell’acqua.

Per non parlare della metà delle acque trasportate dall’Acquedotto pugliese e “smarrite” nel mancato governo delle tubature, che “perdono” letteralmente.

Foggia ha una posizione geografica che la vede al centro della seconda pianura per estensione in Italia, dopo la Padania (per questo motivo io mi son preso la licenza di indicare la Daunia come la PaDaunia), ma le acque piovute cercano sempre una uscita e se non la trovano, allagano.

In zone collinari o montuose come nel sub appennino dauno o nel gargano invece, la spaventosa forza di queste acque acquista potenza e devastano tutto ciò che incontrano.

Morale della storia:

la prevenzione del rischio climatico, prevenzione del rischio idrico, prevenzione del rischio idraulico, prevenzione del rischio idrogeologico è uguale a zero a Foggia e in tutta la capitanata.

I nostri amministratori non si sognano nemmeno di porre queste questioni nei programmi elettorali, figurarsi nel governo del territorio.

Nemmeno quando sono obbligati a farlo, come nel caso dei Piani delle Coste.

Vedremo mai i politici prendere sul serio le loro responsabilità e le nostre esigenze?

Vedremo mai i politici governare il territorio, le scuole e le città secondo il principio del buon padre di famiglia?

Se un rischio mette in pericolo la mia famiglia, cosa faccio?

Lo prevengo.

Se un pericolo mette in pericolo il territorio e la cittadinanza, cosa fanno i politici?

Ecco, questa mi sembra la domanda giusta:

cosa (non) fanno?

E se nulla fanno, a quale titolo incassano regolarmente le relative indennità?

Se io non lavoro, il mio datore di lavoro non mi paga.

Se loro non amministrano, a cosa servono?

Certo che all’arrivo della prossima stagione estiva nessun problema, nessuna crisi e nessuna esigenza dei cittadini e del territorio verrà curata e governata e nella certezza che essi continueranno ad incassare immeritati stipendi, cari concittadini, vi auguro e mi auguro che nostri figli abbandonino queste terre nel loro futuro, auguro che abbandonino un luogo dove la speranza in una vita civile e ben servita è negata, benché lautamente pagata.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X