Archivio di maggio 2014

Cambiare l’Europa? Prima facciamo l’Italia.

mercoledì, 28 maggio 2014

Italia problema europeo o Europa problema italiano?

Italia problema europeo o Europa problema italiano?


Le posizioni italiane euroscettiche del no-euro e anti-europee sono incomprensibili.

Mi domando spesso come pretendono di criticare indirizzo politico europeo gli italiani che si dimostrano invece e da sempre perfettamente incapaci di governare, cambiare, riformare e liberalizzare l’Italia.

Ma l’emozione anti europea cresce nei deliri di taluni politici della casta, bocciati peraltro dalle urne, che hanno visto le posizioni italiane anti-euro non crescere, anzi decrescere al confronto di limpide vittorie francesi o inglesi dei loro corrispettivi.

Questa differenza esprime identità, risorse, crisi e deficit differenti, propri di ogni paese.

Il gap tutto italiano della illegalità diffusa, della mancata osservanza delle leggi, di un apparato della pubblica amministrazione che è vero e proprio peso per il Paese Reale invece che esserne risorsa, valore aggiunto e servizio accessibile, fruibile e competitivo, la presenza delle organizzazioni mafiose più potenti del mondo, una corruzione politica e burocratica spaventosa, queste e tante altre criticità sono tipicamente italiane e deve essere il governo italiano (che ne ha l’esclusiva competenza e responsabilità, peraltro) a governarle, appunto, deve essere il parlamento italiano a normalizzarle, regolarle, renderle funzionali e idonee alle esigenze di un paese complesso e avanzato come è l’Italia.

Ma la casta politica italiana è campione dello scarica-barile e nel deresponsabilizzarsi.

Così, le mancanze dello stato italiano vengono riversate in toto, come una montagna di letame puzzolente, sulle istituzioni europee.

Troppo facile:

le miserevoli condizioni e la crisi italiana sono responsabilità e doveri cui devono (e sottolineo “devono”) rispondere le classi dirigenti italiane, che hanno obbligo, dovere e assoluta responsabilità di governare e far rispettare le leggi senza essere palla al piede della economia e della finanza, senza opprimere e pesare in modo ingiustificato su PIL, economia reale, società, imprese e famiglie.

L’Unione Europea non è responsabile del debito pubblico italiano e della corruzione italiana (pari almeno al debito pubblico nel suo vero ammontare) anche se si vede costretta a rifinanziare il debito e subire gli effetti della criminalità italiana per timore che un eventuale crollo italiano trascini la UE in una crisi ingiusta e costosa, crisi che è spettro con il quale la classe dirigente politica e burocratica italiana ricatta e produce continue estorsioni alla classe dirigente dei paesi virtuosi europei, pretendendo che il vizio italiano venga pagato dalla virtù europea.

Alla faccia di quei politici italiani che affermano di battersi perché il merito venga riconosciuto e rispettato.

L’irresponsabilità dei politici italiani si schianta come macigno pericoloso sulla strada della costruzione di una unione Europea, potente, ricca, ben difesa, rispettata e condivisa.

Certamente sarebbe meglio risolvere (anche con l’aiuto da sempre offerto dai paesi virtuosi della unione) le criticità italiane, riformando lo stato e la pubblica amministrazione (richiesta continua ed appello costante della UE, sempre disatteso dai politici italiani) adeguandoli ad un modello meritocratico, responsabile, avveduto, amante della legalità e del rispetto di una legge che non deve invece essere strumento di depistaggio delle responsabilità e di una continua non risoluzione delle crisi, di incremento di una illegalità sempre più diffusa e difesa.

I politici italiani devono imparare che, le tasse si pagano e si devono pagare, ma non devono opprimere e tartassare il paese reale costringendolo a mantenere eserciti di parassiti criminali disposti a tutto pur di mantenere privilegi di casta preistorica, autarchica e autoreferenziale.

Certe posizioni ignoranti, arroganti, presuntuose e proterve che si manifestano nei paesi viziosi come l’Italia devono fare i conti con i problemi sociali, economici, del lavoro e dei disservizi pubblici (che sono causa ed effetto della illegalità e della evasione dei diritti e dei contributi fiscali e previdenziali in Italia), prima di avventurarsi nella governance europea.

Se avranno dimostrato di saper prima fare una Italia forte e libera, civile e potente, allora questi politici e questi burocrati potranno ambire a governare ed amministrare il destino di altri popoli che sono oggi e da sempre, forti e liberi, civili e potenti.

Prima facciamo l’Italia e gli italiani, se ne siamo capaci.

Se ne sono capaci.

Gustavo Gesualdo
alias il cittadino “X”

Riflessioni a Tastiera Aperta – 27 maggio 2014

martedì, 27 maggio 2014

Cosa serve sapere?
E cosa cambia se so?
So di vivere, so di morire.
Ma se non vivo, cosa serve morire?
Se non volo, a cosa servono le ali?

Senza finanziamenti pubblici o privati,
senza tangenti e corruttele,
senza alleanze mafiose e con salario a metà:
quella di Beppe Grillo è vittoria, non sconfitta.

La casta vorrebbe Grillo finito, mafie vorrebbero Grillo finito, corrotti vorrebbero Grillo finito.
Io no.
Ma perché?
Perché no.

Gruppo dirigente? Cosa dirige, il traffico? Se si ha consenso si DEVE governare, tagliare spesa e cuneo, riformare.

Vivo in una città dove genitori di ragazzi maleducati aggrediscono un parroco durante funzione pubblica sul sagrato.
Vivo è eufemismo:
odio.

Ecco, è a questo punto che io mi perdo e non mi riconosco più in questa comunità: qui resto solo, deluso, arrabbiato.

Cosa loro è, visto dalla loro parte, cosa nostra:
evidente errore di interpretazione della res publica in salsa mafiosa.

Politici specchio dei cittadini?
Ne sono loro espressione, esatta rappresentanza, identica essenza, perfetta coincidenza.
Lo so, lo sento, lo pago.

Identità del sentire è sensibilità rapportata alla esperienza e valorizzata con intelligenza: cosa non comune in Italia

Siamo rimasti in pochi, troppo pochi per cambiare qualcosa: ma soffriamo terribilmente, come se fosse colpa nostra.

E si lamentano se l’Italia ha una immagine poco dignitosa nel mondo … guardate e stupite che fenomeni da baraccone …

Tutti mafiosi, nessuno mafioso, tutti corrotti, nessuno corrotto. Evidente errore di interpretazione della democrazia.

Battuta degenere, che rappresenta povertà interiore, insicurezza estrema ed esterna un nulla che deve rapportarsi per esistere.

Italiani chiedono a UE di cambiare indirizzo, ma sono incapaci di cambiare, liberalizzare, governare e riformare l’Italia.

Renzi è più forte e più impotente che mai:
senato e province sn ancora lì, nessun taglio a cuneo e spesa, né riforme o liberalizzazioni

Vergogna italiani, vergogna: più di 2 anni per vedere un video in aula e pluriomicida francesco schettino a piede libero per strage della Costa Concordia.

La Russia dello zar Putin attacca, aggredisce e invade un paese della Unione Europea.
Chiedo immediato intervento della NATO e dell’ONU.

E allora, se tanto mi da tanto, addio centrodestra:
questo Berlusconi non ha capito niente di quello che sta accadendo nel paese.

Cosa credevate, di poter affrontare lealmente chi non è leale, onesto, corretto e fedele allo stato, pur avendo giurato fedeltà ad esso?

La politica di padre in figlio, di generazione in generazione: una cosa che doveva scomparire con i dinosauri e invece impera (Raffaele Fitto).

Non è dire quello che si pensa il problema della sinistra italiana, quanto è invece il “fare”. Cosa fate?

bah, Michele emiliano che fa i complimenti a Raffaele Fitto :
altro che larghe intese e convergenze parallele, questa è la casta.

bah, Silvio Berlusconi che tira la volata elettorale a Matteo Renzi :
altro che larghe intese e convergenze parallele, questa è la casta.

Matteo Renzi ha vinto con un forte consenso conservatore, termine contrario a quello di rottamatore.

E come lo cambiate, lo riformate e lo liberalizzate un paese che non vuol cambiare nulla, che è conservatore?

In una parola, un paese conservatore, nel peggiore dei sensi che ha il termine pur dignitoso di conservazione.

Grillo ha sbagliato a perdere verginità politica schierandosi a sinistra con Berlinguer.
Qualunquismo non ha parte politica.

Il perdono è viltà travestita da coraggio

cani sguinzagliati a raccogliere voto antiberlusconismo per portarlo a conti fatti al berlusconismo

se siamo ridotti ad attendere che altri cadano per noi rialzarci, allora siamo ridotti male, molto male.

Tanti voti in un Pd debole e vile, incapace di riformare e liberalizzare, tagliare e licenziare sono uno spreco incredibile.
Tempo sprecato.

Continuo a pensare che un movimento euroscettico non dovrebbe prendere poltrone e stipendi da Unione Europea.

Per arretrare, occorre avanzare.
Renzi e il gambero che ha promesso eliminazione senato e province ed è arretrato sino a salvarle entrambe.

Renzi non ha avuto nemmeno il coraggio minimo necessario di mettersi in gioco e di candidarsi.
Vile oltre che idiota.

Renzi è forte e non lo sa;
Berlusconi ha perso e non lo sa;
Grillo non ha né perso né vinto e non lo sa.
Questa è l’Italia che non sa.

Un insicuro al governo di un paese che pretende sicurezza: siamo fregati, non conosce nemmeno limiti sua forza e/o debolezza.

La maggioranza c’è ed ha vinto le elezioni: cosa aspetta? Immobile come Letta? Non deve far finta di governare, ma governare.

Nessuno strumentalizzi religione per violentare popolo e privarlo di libertà di agire per propria tutela e difesa:
nessuno ne ha il diritto.

Credete che abbiano vinto i progressisti alle elezioni?
No: ha vinto la più vecchia e becera conservazione avversa al cambiamento.

Lascia ammutoliti il vuoto e il nulla che circondano la conservazione italiana:
il cambiamento è stato fermato e credono di aver vinto

Come si risolvono problemi e crisi in Italia? Non si risolvono. Si integrano nel sistema

Ha vinto partito del non voto, che è primo partito in Italia e in Europa.
Questo è unico dato serio.
Resto è avanspettacolo.

Per adesso è solo dittatura del comunismo: un comunista impera in Russia e un comunista impera in Italia.

Se ne devono andare tutti:
il tempo è scaduto e l’oste della storia chiede pagamento del conto.
Tempo scaduto.

Battuti in politica estera da un assad e putin, europei sn scettici:
abbiamo guerra alle porte e nessun esercito europeo pronto a difenderci

Errore europeo è stato fondare europa dai vertici invece che dai popoli:
il vuoto politico è di rappresentanza e lo spazio di manovra è finito.

Mi spiegate quale altro paese del mondo che si autodefinisce democratico impone la censura e l’esilio ad una idea politica?

a Foggia si cammina su tappeti di propaganda elettorale e promotori presidiano ingressi urne elettorali

Trasferimento mafie a nord completato.
Risolte in un colpo questione meridionale, morale e settentrionale.
Tutti mafiosi, nessuno mafioso.

Pane e pallone. Poi quando si tratta di governare il proprio come l’altrui destino, vincono sempre mafiosi e corrotti.
Vi sarà una relazione?

Continuiamo a fare finta che non esista una questione meridionale per tener contento qualche bacucco incipriato e impolverato.

Quando popolo ragiona con stomaco o con cuore invece che con testa, le classi dirigenti non hanno ben governato quel popolo

Goduria leggere i lamenti dei berlusconiani che piangono per storture sistema politico che subisce B, come se non fosse stato B la politica.

“Napoli, scoperti quattro falsari: sequestrati 8 milioni di euro”
Volevano uscire dall’euro e stampare una moneta locale, taroccata, napoletana

Mio Dio, che squallore. Che propaganda terroristica senza dignità: demonizzare sempre e comunque non è politica

La tessera del pane è terminata?
No problem: avviata azienda del contrabbando di voti propone tessera falsa, ma autentica

Putin andava fermato prima, sula via di Damasco. Ora è stretto il passaggio a Est

Thailandia: sciolto il senato.
Almeno loro ci sono riusciti a sciogliere il senato, noi no.
Il senato ha sciolto l’Italia e suoi governi.

Si prospetta una estate in cui migliaia di migranti sbarcheranno ogni settimana in Italia.
Respingere? Selezionare? Zitto, razzista! … evvabbè…

Apparteniamo a generazione boom demografico conseguente a boom economico. Casta nn ha governato boom.
E se casta non ha governato boom economico,figurarsi se casta riesce a governare crisi economica.
Politica è crisi: non soluzione.

Anche le mafie hanno compreso potere strategico del settore energetico.
Lo Stato no: continua a dipendere da strategie esterne.

Gravi incendi divorano Stati uniti d’America:
(1) è cambiata strategia terroristi islamici;
(2) è cambiato il clima in modo pericoloso.

Beppe Grillo è smart ,
Matteo Renzi è scrapped ,
Silvio Berlusconi è over.

Renzi raddoppia e rilancia: faremo, risolveremo, cambieremo, riformeremo.

Berlinguer fallì la sua battaglia politica morale :
chi e cosa vi consente di credere che farete quel che lui non ha fatto?

Mario Borghezio : l’Italia agli italiani.
Matteo Salvini : l’Italia deve essere unita.
Gustavo Gesualdo : Quale puntata mi son perso?

Le mafie uccidono senza pistole: ti rendono asociale, ti emarginano, ti tolgono il lavoro e la voglia di vivere. Bang, bang.

Ennesima Frode della casta:
cambiati parametri misurazione PIL per creare ripresa che non c’è e restare in rapporto deficit-PIL sforandolo.

governo immobile irrita indignazione popolare

paura di un tribuno internettiano e di un tribunale del popolo del web?
Ma, allora, è internet il mondo reale!

In USA hanno innalzato limite scientifico di obesità per diminuire numero eccessivo di americani obesi.
In Italia aumentano PIL con sommerso e illegale per curare crisi.

In Italia esiste una sorta di pressione fiscale non ufficiale,occulta,non documentata o documentata a parte, come nel caso delle inutili e costosissime camere di commercio

Gli altri hanno tanto potere su di noi (e sui nostri marchi e prodotti), quanto noi ne concediamo loro di avere.
Colpa nostra.

Mi domando : come mai è sempre differente l’affluenza al voto nei cosiddetti “seggi volanti” o “seggi a domicilio”?
mumble, mumble ….

Mi domando: ma quanti saranno i cassonetti di rifiuti che conterranno schede elettorali dopo il “libero” voto?
mumble, mumble ….

Liberalizzare immediatamente con atto di imperio esecutivo del governo autorizzazioni taxi:
lo stato è più forte di tutto e tutti o non è.

La Sicurezza è arte, professione, limite invalicabile, tranquillità sociale e non stipendio sicuro a fine mese.

Liberare economia reale da peso intollerabile di spesa pubblica insostenibile: tagli a cuneo e spesa, riforme, liberalizzazioni.

Ogni giorno,più volte al giorno, si ha notizia di salvataggio centinaia di migranti.
Attendo speranzoso notizia che informi salvataggio Italia.

Se alfano è unica speranza prenoto viaggio per morte dolce in Svizzera.

Solo in Italia si cura la crisi peggiore con il solo ottimismo: governo immobile deraglia paese in fallimento vizio.

L’uomo che non guarda al passato non merita un futuro diverso da quello che ha già vissuto.

Se fossi di destra avrei non pochi problemi e dubbi ad identificarmi. Non vedo nulla che soddisfi spirito liberale o conservatore. Vedo Nero

Se leader paesi viziosi non risolvono crisi e vizio a casa loro, dovranno subire scelte esterne realizzate in casa loro.

Alla fine cerino resterà in mano a popolo sovrano: politica incapace governare paese crea fuochi fatui.

Alle aziende che sopravvivono alla crisi servono mercati diversi da nostro: massacrato da malapolitica, burocrazia, ingiustizia

Buddismo e Cristianesimo sono due religioni umane, profondamente ed umanamente umane.
Troppo umane per questi tempi inumani.

Grave errore è stato abbandonare la fonte di energia nucleare:
espone la giovane Europa agli umori dei prepotenti di turno.

Risorse fuggite estero Stop paese complicato da povertà Stop mafie, corruzione e usura valorizzate al massimo Stop

Controllo reciproco di prossimità tra casta politica e casta burocratica è primo passo verso efficienza PA.

Educare demolendo sessualità normale e naturale è attacco al cuore della educazione civica.
Non esiste terzo sesso in natura: è costruzione ideologica.

In Italia non si fa selezione ingresso ma buttafuori in discoteche e si fa selezione ingresso per università per buttare fuori.

Caro Beppe Grillo, ti scrivo: il lavoro rende liberi

lunedì, 26 maggio 2014
arbeit macht frei

arbeit macht frei

Questo paese ti deve molto, Beppe.

Io mi riconosco in te, nel tuo cammino, nella tua volontà.

Tu, come me, hai dovuto imparare che combattere il male porta alla negazione del lavoro, perché Caro Beppe Grillo, arbeit macht frei, il lavoro rende liberi e questi maledetti usurpatori tolgono il lavoro agli uomini e alle donne liberi:

li uccidono così, senza colpo ferire.

Ed è togliendo il lavoro al popolo italiano che essi lo costringono alla illegalità, alla criminalità:

o ti omologhi al male usurpatore del bene, o ti lasciano senza lavoro, la prima ed unica libertà degli esseri umani.

La tua eterna battaglia per la libertà è stata sempre incompresa, non apprezzata, non condivisa e per tutti questi motivi e nonostante i tuoi formidabili e mirabili sforzi, incompiuta.

L’Italia è quel bellissimo paese per il Bene del quale le persone come te e come me (con le dovute proporzioni) ci hanno rimesso lavoro, sonno e salute.

Ma il belpaese è arredato malissimo, da una popolazione difficile e viziosa, pigra e indolente, conservatrice e miope.

Amano il danaro guadagnato molto facilmente, rubando, frodando, truffando, rapinando, estorcendo, ricattando, corrompendo, usurando, mafiosando e infiltrando il potere pubblico, per piegarlo e abusarlo per fini di piccole botteghe oscure, mai trasparenti, oneste, fedeli, leali e corrette solo formalmente ad uno stato che non è mai presente, ma participio passato, appunto.

Ho tentato di avvertirti e più volte che, cambiare, riformare e liberalizzare questo strano e non normale paese dall’interno del Sistema, osservandone le regole antidemocratiche, è semplicemente impossibile.

Governare gli italiani non è impossibile, ma è inutile.

Ci arrendiamo alla evidenza che fu di Giolitti prima e di Mussolini poi.

Ma fu anche di Mattei.

Ho coniato per te uno slogan:

di Beppe Grillo ce n’è uno, tutti gli altri fan nessuno.

Credo che queste parole raccontino meglio di qualunque altra cosa lo stato di fatto, di diritto e dell’arte della miserevole condizione in cui questo paese, piegato nel fango da decenni ci continue fughe dei cervelli più intraprendenti, delle migliori gambe e braccia, è ridotto alla dittatura di caste e corporazioni che hanno gioco facile, troppo facile nel conservare e abusare il potere pubblico.

Non siamo in molti, non siamo sufficienti, non ai fini di una democrazia bloccata, eterna incompiuta e paraculata in ogni modo e ogni giorno da parte di chi avrebbe dovuto difenderla e realizzarla.

Hanno occupato la pubblica amministrazione e lo stato, hanno impedito l’esercizio dei diritti costituzionali, hanno aggredito e sottomesso i poteri di esercizio del potere, di controllo del potere e di rappresentanza del potere.

Qui non esiste un quarto potere:

è tutto un potere unico, disgraziato, maledetto, infetto, putrefatto.

Ogni libertà è stata enunciata e subito dopo, impedita.

Sono pochi i cittadini che continuano a battersi a creare speranze disperate, a tentare di ribaltare questa latrina e riassegnare valore ai valori e ai comportamenti positivi e dannazione ai disvalori, ai sotterfugi alle compagnie trasversali, alla negligenza di chi ha un dovere, esercita un potere ed una funzione pubblica e invece tradisce, impunito ed impunibile, condiviso e difeso.

In Italia l’unica volontà associativa è quella a delinquere e chi non si allinea o tenta di cambiare questa triste realtà illiberale e antidemocratica, si ritrova attaccato e mobizzato proprio da quello stato comunitario e legale che si intende difendere e tutelare, valorizzare e rilanciare, sviluppare e avanzare.

Ma non è lo stato il problema, quanto sono gli italiani che lo incarnano.

Barbigli e barlumi di impegno nuovo e civile si intravvedono in qualche espressione pubblica, ma sono anch’essi ostacolati e contrastati come non mai e la mancata condivisione popolare rende inutile ogni sforzo, ovvero fine a se stesso, improduttivo.

Sai cosa hanno fatto, questi porci maledetti?

Hanno esteso le mafie a tutto il paese, da sud a nord la palma impera.

Il fine?

Semplice:

se tutti sono mafiosi, nessuno è mafioso, se tutti sono corrotti, nessuno è corrotto, se tutti sono usurai, nessuno è usuraio.

Ecco la volontariamente fraintesa regola democratica della maggioranza dei numeri.

Questa condizione propone una evidente incompatibilità del sistema democratico con l’essenza della italianità così espressa.

Hai capito ora, che solo l’oste della storia potrà cambiare qualcosa?

Solo una forza storica intransigente può riparare qualcosa, cambiare qualcuno.

Punizione dei comportamenti negativi, contrasto assoluto ai comportamenti negligenti e premio per i comportamenti positivi:

solo questo potrà salvare il salvabile.

Credi ancora sia possibile tutto questo?

Credi che si potrà cambiare chi non vuol cambiare nulla?

Io credo di no, almeno a queste condizioni e in questo sistema.

Ma io, al tuo confronto, sono nessuno, un orpello indesiderato della realtà, un osservatore e un analista che è incapace di formulare un modello di cambiamento che sia accettabile e accettato dallo squallore che lo circonda.

E poi, sai che ti dico, caro Beppe?

Credo che chi non merita di essere salvato, non vada salvato contro il suo volere.

Deve volerlo.

E se non vuole, deve subirlo.

Non spenderò certo un attimo del mio tempo, della mia intelligenza e delle mie risorse per loro.

Basta regali:

devono imparare a camminare da soli.

Ed io sono stanco di fare l’esempio vivente di quello che loro non vogliono essere.

E tu?

Hai qualche nuova idea in più?

Il tuo amico Casaleggio ne ha?

La mia curiosità mi invita a cercare ancora soluzioni, ma la mia ragione mi dice che è del tutto inutile.

Specie gratis et amore dei.

Specie solo contro tutti.

Spero tu sia migliore di me e riesca dove io ho fallito e laddove ho smesso di tentare.

Boia chi molla?

No, boia sono solo questi mafiosi di merda:

io voglio essere Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre detto l’Incorruttibile, non voglio salvare più nessuno, ma solo mandarlo alla ghigliottina per aver distrutto il passato, il presente e il futuro della mia terra, per aver privato i miei figli di ogni speranza che non sia una inutile religione suicida o la condanna eterna a vivere male, peggio, ogni giorno di più.

E tu?

Cosa credi di poter ancora tentare che non hai tentato per salvare un paese che in gran parte ti odia?

Come credi di convincere chi detiene il potere della tua buona fede quando sono proprio loro che ti demonizzano e ti lanciano contro i cani e i servi del male?

Il male è il male e un bene che non si difende è solo un altro male.

Tu, cosa vuoi essere?

Un altro come loro?

Vuoi integrarti e omologarti al male o credi sia venuto il momento di affermare il bene al di là di ogni male, di portare l’italianità oltre la latrina nella quale si è volontariamente e comodamente infangata?

Sino a che punto vuoi o puoi spingerti e quale prezzo sei disposto a pagare ancora per fare quel che c’è da fare?

Perché ogni scelta ha un prezzo come ogni oppressione ha un limite e non dovrebbe mai tentare di aumentare il prezzo della sua conservazione e sopravvivenza oltre l’umanamente accettabile.

Poi viene l’istinto di conservazione ed io non ho mai visto forza più grande di quella contenuta in un normale essere umano violentato e privato oltre ogni misura.

Ed io, non ho paura di loro:

alcuna paura.

E loro, lo sanno.

E lo temono.

Come temono te.

Per lo stesso motivo.

Buona fortuna e buona scelta.

Tienimi informato.

Gustavo Gesualdo, alias il cittadino “X”

PS
So che temi che la ghigliottina che tenti di costruire contro corrotti e mafiosi essi tenteranno di usarla contro di te, perché è così che essi agiscono e fermano il cambiamento, ma credo anche siamo arrivati ad un punto di svolta.
Temo le vie per arrivare ad una soluzione che risolva si sian chiuse ancor più.
E si dovrà per forza inventare qualcosa di diverso per fermare questo male molto bene difeso.
Un asse esterno va sottoscritto, ma la via di Damasco che conduce a Mosca è quella sbagliata.
Berlino o Pechino.
O tutte e due.
Stavolta però, nella ricostruzione di Roma, deve essere Caino a perdere.
Altrimenti siamo sempre allo stesso punto.
Nessuno tocchi Abele.
Morte a chi uccide il proprio fratello:
se qualcuno deve morire, questa volta non deve essere Abele.
Se qualcuno deve morire, deve essere colui che vive uccidendo il prossimo suo.
In qualunque senso lo si voglia intendere, compresa la morte mafiosa dei giusti, quella morte che toglie lavoro e diritto a chi pretende rispetto.
Questa volta fottiamo Giuda e salviamo Gesù Cristo.

Indirizzo politico e/è normalizzazione della illegalità

venerdì, 23 maggio 2014

Sapete come si risolvono i problemi e le crisi in Italia?

Non si risolvono.

Si integrano nel sistema.

Una normalizzazione di questo tipo appare molto più che evidente:

se il sistema giustizia non funziona, disfunziona o funziona male riempiendo le aule dei tribunali di rinvii e prescrizioni invece di giustizia e sentenza e riempiendo a dismisura le carceri italiane (creando così ad arte una continua emergenza sovraffollamento carceri utile a giustificare provvedimenti come lo svuota-carceri, la depenalizzazione dei reati, l’indulto e l’amnistia), allora sarà meglio normalizzare questa situazione depenalizzando, indulgendo, scarcerando e cancellando pene e reati, quei pochi che la prescrizione assassina o la corruzione non uccide in culla.

Un altro esempio significativo riguarda la revisione dei criteri che formano l’indice PIL (Prodotto Interno Lordo) italiano:

l’ISTAT, seguendo le linee guida di Eurostat è riuscita a far inserire (normalizzare) nel PIL nazionale italiano tutta l’economia sommersa in un sol colpo, dal traffico (illegale) di droghe alla prostituzione (legale), dal contrabbando di alcool (illegale) a quello delle sigarette (illegale).

Nulla cambia se queste attività, illegali o legali che siano, siano fedeli contribuenti fiscali, previdenziali e dei doveri:

l’importante è normalizzare (lo definiscono “armonizzare”) il Sistema.

Così, l’indirizzo politico sta normalizzando anche la questione morale, la questione mafiosa, la questione meridionale e la questione settentrionale:

mal comune, mezzo gaudio, se mafia, corruzione e illegalità è anche al nord, oltre che al sud, allora tutti sono mafiosi, corrotti, criminali e nessuno è mafioso, corrotto e criminale.

Che colpo da maestri:

in un sol colpo hanno risolto tutti gli atavici problemi da tipico paese vizioso e procedono verso una armonia della normalizzazione che costituirà una maggioranza democratica criminale, ma legale.

Ora sapete cosa salva e cosa tiene unito questo paese:

l’illegalità in una veste formale di legalizzazione legalitaria.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”

La Parabola dell’Ottimismo che cura la Crisi

venerdì, 16 maggio 2014


In Italia, dopo decenni di decrescita, stasi e recessione, la casta politico-istituzionale continua ad annunciare una ripresa o ripresina che non è mai iniziata, una inversione di tendenza del Prodotto Interno Lordo che il governo, il parlamento e la giustizia italiane non hanno mai costruito, mai garantito, mai assicurato, mai assecondato, mai difeso, mai tutelato.

In effetti, il paradosso di questa “parabola” per creduloni è proprio il fatto che la crisi italiana ha radici storiche proprie, evidenziate dal mancato governo del paese, dalla mancata giustizia (non solo giudiziaria, ma anche sociale e civile), da mancate ipotesi di reato da parte del legislatore che hanno il sapore della miopia acuta, della paura cronica, della incapacità politica e legislativa, relativa ed assoluta.

Infatti resta incredibilmente impunito il reato di comportamento mafioso (punito solo nella sua forma associativa, sfidando l’articolo 27 della costituzione che afferma che la responsabilità penale è personale, e non associativa o concorsuale solamente), come resta impunita l’usura, la corruzione, l’evasione fiscale ed ogni altra violazione di legge.

A onor del vero, il legislatore condivide tale responsabilità con la magistratura, chiusa in continue lotte politiche intestine affatto utili se non propriamente dannose al rendere giustizia, ad assicurare la certezza del diritto e della pena, salvo i casi di quei cittadini che osassero criticare il loro sistema giudiziario deficitario e contrario al raggiungimento dei principi costituzionali, salvo richiamare la costituzione per impedire ogni cambiamento al sistema stesso, in virtù di una autonomia che è divenuta essa stessa potere nel potere, potere sopra il potere, prepotere che pretende un primato mai enunciato e garantito.

Ovviamente, essendo la crisi italiana figlia della cattiva conduzione delle caste dirigenti italiane, prime fra tutte, quella politica, quella burocratica, quella sindacale e quella manageriale pubblica, non è possibile che tali caste corporative modifichino e cambino il sistema in virtù di una perdita di potere da esercitare a fini non meglio estrinsecabili e della perdita di quella impunità e intoccabilità delle caste della prescrizione cronica e acuta e della modifica del loro status quo di caste infiltranti il potere pubblico, nella medesima forma e forse con gli stessi fini delle organizzazioni criminali mafiose:

al fine di abusare del potere pubblico per scopi e fini di parte, di corporazione, di casta, personali e famigliari, di cosca, insomma.

Ecco come la casta politico-istituzionale resta imbrigliata in una eterna promessa mai esaudita di eliminare le cause che sono alla origine della crisi stessa, che si poggia su comportamenti politici e d istituzionali errati e abusivi, forse anche illeciti ed illegali, anche se formalmente ineccepibili.

Un esempio:

ordinare di distruggere le intercettazioni telefoniche che coinvolgono il capo dello stato nelle cosìddette “trattative stato-mafia” è un fatto formalmente ineccepibile, con tanto di bollo e di lacca;
ma tale atto non contribuisce a eliminare il dubbio che le istituzioni italiane si siano arrese patteggiando la resa e il tradimento dello stato che dovevano difendere proprio con il maggior nemico, con quelle mafie che sono definite per la loro pericolosità democratica come “anti-stato”;
anzi, tali comportamenti distruttivi e depistanti confermano la volontà di non essere trasparenti, leggibili, corretti sino in fondo, onorabili in ogni senso;
atti ineccepibili quanto pericolosi.

Quindi, sappiate che in Italia, la crisi, la curano con l’ottimismo, sperando che la crisi passi senza alcuna modifica del sistema, che i mafiosi decidano improvvisamente di suicidarsi in massa, che i corrotti (politici & burocrati) vengano incarnati da subitaneo e fulminante senso dello stato e tutti questi elementi di origine della crisi divengano improvvisamente sostenitori sfegatati della Etica della Responsabilità.

Ma, non abbiate timori in tal senso:

grazie alla autoreferenzialità costruita e consolidata nel tempo dalle caste dirigenti italiane, si garantisce una autarchia dittatoriale assoluta mascherata nel bocciolo di una democrazia repubblicana solo formale, completamente bloccata, sicuramente incompiuta ed abusata, certamente infiltrata e deviata.

Non cambierà nulla perché chi deve cambiare le cose, non ha interesse, volontà, capacità, moralità, coraggio, razionalità, intelligenza, civiltà e dignità sufficienti per cambiare.

Adda Passà ‘a Nuttata, Adda Passà sta’ Crisi.

Sì, aspetta e spera:

chi di speranze vive, disperato muore in un paese così corrotto, mafioso e anormale.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Preghiera a San Francesco

mercoledì, 14 maggio 2014

Questa breve preghiera/poesia ha fatto vincere il premio d’onore ad un concorso per piccoli poeti edizione 2007 al mio primo figlio, alla età di 7 anni.

A voi il giudizio.

“San Francesco, santo protettore,

a te, chiedo un favore:

da’ a tutti i cattivi un cuore,

e poi, riempilo d’amore,

per vedere, se il Signore,

toglie il mondo dal dolore.”