Archivio di ottobre 2012

Amnistia & Indulto : la casta politica tutela e difende l’illegalità

mercoledì, 31 ottobre 2012

Ciclicamente la casta politica dei magnaccioni, dei fraudolenti, dei malversatori, dei corrotti, dei peculatori, dei falsi-ideologisti, dei corruttori, dei parassiti, degli usurpatori, dei contrattatori con le mafie, dei segretari amministrativi, dei tesorieri, dell’aumento della spesa pubblica, dei fondatori del debito pubblico, delle zecche parassitarie al sistema stato, dei traditori dello stato e del popolo sovrano, dei collaboratori esterni-interni con le mafie, dei venditori-scambiatori di posti di lavoro pubblici, della assegnazione di appalti pubblici decennali a rinnovo pluridecennale, dei porci fissati con i sesso o con le droghe od ossessionati da tutte e due le cose,

ciclicamente, questa monnezza mafiosa e corrotta, sia moralmente che materialmente, crea ad arte le precondizioni per riproporre ora una amnistia generale o parziale, ora la grazia, ora un indulto.

Infatti, se la casta politica continua a chiudere gli istituti di pena, a non costruirne di nuovi e a non utilizzare quelli comunque costruiti o esistenti ed abbandonati, appare ovvio, scontato e certo che il numero dei detenuti, in un paese così schifosamente amante della illegalità, continuerà a salire, salire, salire.

Di suo, la giustizia italiana con le sue impossibili lentezze, assicura anch’essa l’aumento continuo ed indeterminato della popolazione carceraria.

Così, casta politica e casta burocratica creano e non governano le condizioni di sovrappopolamento delle carceri italiane, al solo costo di poter ciclicamente offrire una via d’uscita dal carcere a chi delinque, a chi commette crimini, a chi è braccio armato del mondo della Illegalità, della Ingiustizia e della Insicurezza.

Sembra fatto apposta.

Ed io credo che sia fatto apposta per questo.

Quando si tratta di andare ad elezioni, la casta politica cerca voti, soprattutto dai criminali, concedendo loro l’uscita dal carcere evitando così di pagare il proprio debito con la società ai migliori e maggiori assassini della società italiana.

Vi lamentate del degrado?

Lo creano apposta.

Vi lamentate della ingiustizia?

La creano ad arte.

Vi lamentate della insicurezza?

La coltivano volutamente.

Vi lamentate della eccessiva diffusione della illegalità?

La producono scientemente.

Ma questa volta, se solo provano a liberare tutti i loro amici ed elettori dal carcere per inondare ancora una volta le piazze e le strade italiane di delinquenti consci della loro intoccabilità ed impunità, io li denuncio.

Ma non alla magistratura italiana, ma alle corti di giudizio superiore a quello italiano, da quello europeo in su.

Per questo taluni politici italiani vorrebbero staccare la spina dall’Europa:

per evitare un controllo ispettivo ed una vigilanza superiore.

Oltre che i bilanci pubblici e privati (falsi e truccati) italiani, è ora di sottoporre a sorveglianza anche ogni omissione od azione che distrugga il bene comune della sicurezza, della giustizia e della legalità, perpetrata da politici e burocrati.

Sarà meglio scrivere sentenze importanti che impediscano ad una politica ed una burocrazia troppo vili e servili dei poteri forti e dei poteri mafiosi di arrendersi alle imposizioni del mondo delle illegalità, di scendere a patti, condizioni e trattative con le organizzazioni mafiose ed il mondo delle illegalità diffuse.

Chiunque abbia intenzione di realizzare amnistie, grazie o indulti, sappia che il prezzo che sarà costretto a pagare potrebbe essere troppo alto e troppo al di sopra delle proprie istituzionali competenze e resistenze.

Stavolta, se aiutate ancora delinquenti e mafiosi, ve la faccio pagare cara:

dovrete spiegare ai popoli nord europei perché siete così vicini a chi sbaglia e lontani da chi soffre sacrifici immensi nel tentativo disperato e voluto, quotidiano e determinato di adempiere ai propri doveri di cittadinanza.

E non sarà gettando fango e costruendo prove e testimonianze inesistenti a carico di chi diffonde e propaganda verità scomode e scottanti che ne uscirete, stavolta.

La sfida per la legalità è lanciata:

fate il vostro gioco, “signori” e signore”, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Dio salvi l’America dalla furia di Sandy: Good luck America!

lunedì, 29 ottobre 2012

God save America from the wrath of Sandy

Dieu sauve l’Amérique de la colère de Sandy

Deus salve a América da ira de Sandy

Боже, храни Америку от гнева Sandy

上帝拯救美国桑迪的愤怒

Dios salve a América de la ira de Sandy

God save America vor dem Zorn von Sandy

אלוהים להציל את אמריקה מזעמו של סנדי

In bocca al lupo America!

Good luck America!

Gustavo Gesualdo

Riflessioni a tastiera aperta – 28 ottobre 2012

domenica, 28 ottobre 2012

La politica?
La mia passione, la mia maledizione, la mia unica infelice soddisfazione.

Sarà anche autunno, ma a me, pare più una feconda primavera.
Tutte le piante in fiore per una seconda impollinazione “fuori programma”.
Anche gli uccelli si sono riprodotti ancora ed ancora.
Periodo fecondo.
Anche per me.
Grandi e piccoli cambiamenti in vista.
Senza pregiudizi e senza ripensamenti:
chi sta con me, sta con me.
Chi non cista, va per la sua strada.
Io sto percorrendo la mia.

Chiarisco un punto fondamentale che viene spesso frainteso nella vita di questo paese.
Sicurezza e Giustizia sono fatti inseparabili della vita di uno stato veramente liberale, avanzato e democratico.
Sicurezza e Giustizia sono due facce della stessa medaglia:
la Legalità.
Chiunque volesse dividere il popolo fra adepti della sicurezza e adepti della giustizia, lavora per rendere impossibile la loro fusione nel concetto primario della Legalità.
Avete capito meglio ora, come mafiosi, evasori, usurai, corrotti e corruttori sottomettono un intero paese al mondo della Illegalità?
Dividendo e dilaniando sicurezza e giustizia, e ponendo ideologicamente i rispettivi operatori, l’un contro l’altro armati.
Questa è mafia, questo è un comportamento mafioso.
Pena di morte per i comportamenti mafiosi.

Vado letteralmente in bestia quando tentano di collocarmi con o contro una parte politica, sociale, partitica.
Io non sono un imbecille, non più, mai più.
Siete schiavi dei vostri pregiudizi ideologici?
Problemi tutti vostri.
Io ho finito di fare la scimmia da passeggio di “chiunque”.
Perché “chiunque” non si solleva nemmeno alla altezza minima indispensabile della mia caviglia.

Mafiosi, corrotti, evasori fiscali e usurai:
Pena di Morte.
E l’Italia riparte.
Altrimenti diparte.

Voglio un ministro anti mafia, anti corruzione, anti usura ed anti evasione fiscale.
Chiedo troppo?
E la pena di morte per punire mafiosi, corrotti, usurai ed evasori?
Un paio d’anni di questa cura e si riparte alla grande!

Varese: muore operaio schiacciato da una pressa in azienda. Era già in pensione e lavorava in nero.

I soggetti che rischiano la vita nel mondo del lavoro non sono certo i manager o gli imprenditori:
muore operaio schiacciato da una pressa, era già in pensione ma lavorava ancora, in nero, in nero, in nero, in nero.
Squinzi, Camusso, Bonanni e Angeletti: vaffa, vaffa, vaffa, vaffa.

Il presidente di Confindustria Squinzi: le imprese muoiono di fisco.

Falso:
l’80% dell’introito fiscale dello stato italiano proviene da lavoro dipendente (sia pubblico che privato) e pensionati, con buona pace di casta politica e sindacale.
Anche il cuneo fiscale non colpisce direttamente il reddito delle aziende, ma quello dei lavoratori dipendenti, che si vedono ridurre drasticamente il salario da una imposizione pesante alla fonte, caso unico nel mondo occidentale.

Smart City: a Varese e Monza arrivano i pali della luce con connessione wi fi gratuita e super veloce e ricarica per le auto elettriche.

A Foggia è già molto che il palo tradizionale della illuminazione pubblica ci sia e sia funzionante, altro che connessione wi fi gratuita ad altissima velocità e ricarica super veloce delle batterie per le auto elettriche (che non ci sono).

Crisi: Monti, Italia deve somigliare sempre di piu’ a una buona famiglia.

Delle indicazioni di Monti, questa è quella che non troverà alcuna realizzazione:
io, come la stragrande maggioranza delle persone che non sono nate e cresciute nello stile e nel modello di vita della sicilia, della calabria e della campania, mi sento estraneo e incompatibile, e non trovo nulla da condividere affettivamente e familiarmente con lo stile di vita della sicilia, della calabria e della campania.
Anche perché “codesti stili di vita moderati” risultano inconciliabili ed incompatibili con le necessarie “riforme radicali”.
Moderati … eufemismo post-bizantianano.

Zdenek Zeman: «Agnelli ha ragione, il calcio va riformato. Lo dicono tutti, non solo lui. Un altro discorso da fare è che hanno avuto in mano il calcio per 20 anni e non hanno fatto niente per migliorarlo».

Zdenek Zeman risulta essere l’unico vero sportivo nel mondo dilaniato e degradato dello sport italiano.

Diritti TV, atti criminali di berlusconi in mediaset

Questa, resterà una sentenza storica (4 anni la condanna e 3 anni l’interdizione dai pubblici uffici) sull’operato e sul comportamento di berlusconi:
con la sua innata e spiccata «naturale capacità a delinquere»

Mario Monti:
“Moderato non e’ un aggettivo adatto a descrivere ciò di cui politicamente c’e’ bisogno in Paesi come il nostro oggi:
non c’è affatto bisogno di politiche moderate, c’è bisogno di politiche di cambiamento radicali, di riforme radicali”.
“Nella mia personale visione queste politiche” radicali ” è più probabile che vengano poste in atto quando si supera in gran parte la distinzione, storicamente di grande importanza, tra destra e sinistra”.
“un Paese che resta indietro, prima ancora di porsi il problema di una distribuzione più o meno uniforme del reddito e della ricchezza, deve porsi il tema di come non restare troppo indietro, il tema della modernizzazione e della competitività, che e’ il tema delle riforme strutturali”.

Dedicato a coloro i quali rincorrono un moderatismo che non c’è più e di cui non c’è più bisogno.
In queste dichiarazioni del premier Mario Monti vi è talmente tanta esperienza politica da cancellare legioni e generazioni di adepti della casta politica italiana in un sol colpo.
E lo definiscono ancora un “tecnico”:
un evidente errore di analisi e di interpretazione politica.

Appello di al Qaida ai musulmani: rapite occidentali anti-Islam

Appello di Gustavo Gesualdo agli occidentali:
radete al suolo tutti i villaggi tribali talebani nel mondo, nido maligno di riproduzione delle milizie fondamentaliste islamiche, il nuovo ed antico male assoluto del pianeta Terra.

Trattativa Stato-mafia : il governo è parte civile

Finalmente un governo che ha il coraggio minimo sufficiente per difendere il popolo sovrano e lo stato democratico dalla aggressione e dalla infiltrazione di viltà assolute del tradimento elevate a istituzioni flaccide ed incapaci di tutelare l’interesse nazionale.

Sulla mafia Grillo continua a prenderla alla larga (…): «La mafia non è più in Sicilia, ce l’avete mandata al Nord, nella Lombardia di Formigoni». Però anche a Corleone Beppe Grillo riempie la piazza del municipio laddove Nello Musumeci, il candidato del Pdl, non aveva raccolto più di un centinaio di persone.
Emanuele Lauria sulla campagna elettorale di Beppe Grillo in Sicilia, la Repubblica

L’ho già scritto (in momenti non sospetti) che il grande successo di piazza di Grillo in sicilia coincide con il pensiero di chi vede un travaso di “consenso potenzialmente mafioso” proprio da berlusconi a grillo, e queste affermazioni di grillo mi danno ragione:
tenta disperatamente di cancellare il timbro mafioso dal consenso che preleverà dalle mafie siciliane.
Come tutti, grillo dimostra di volere solo il consenso, per il mero accesso al potere pubblico.
Per farne che?
Per aumentare lo spreco del danaro pubblico in sicilia e per dare un lavoro da forestale ad ogni siciliano che ancora non
lo ha?
Per alimentare cultura del parassitismo e dell’aumento della spesa pubblica e del debito pubblico?
Complimenti Beppe Grillo : sei già finito, ancor prima di iniziare.

Della collusione fra mafie e politica

Pena di morte per i mafiosi e per i politici che si affidano a loro, comprano voti da loro, chiedono sicurezza a loro invece che alle istituzioni.
Squallide mezze cartucce “politiche” in cerca d’autore, devono trovare la giusta punizione nella decapitazione in pubblica piazza a mezzo ghigliottina.

Nichi Vendola risponde ad un giornalista che lamneta l’ennesimo scippo barese e leccese ai danni di Foggia:
basta con la cultura del lamento a Foggia
“Questa è una malattia di voi foggiani, questo modello di domande vi espone ad una cultura del lamento. E’ una cosa lesiva dei cittadini di Capitanata che non meritano tutto questo. I foggiani hanno un policlinico che oggi è considerato uno dei poli d’attrazione della mobilità passiva delle altre regioni verso la Puglia. Dal 1995 al 2005 abbiamo avuto una crescita esponenziale dei pugliesi che andavano a curarsi fuori. Negli ultimi anni, invece, abbiamo bloccato la crescita del turismo sanitario, e ci troviamo con un aumento vertiginoso di extra regionali che vengono a curarsi a Foggia come a Lecce e a Bari. Finiamola di criticare anche le cose belle di questa nostra regione’.

Nicola Vendola svela il tallone di Achille di “certi foggiani”, molti foggiani, quei troppi foggiani che infestano la magnifica terra della provincia di Foggia come in una antica tragedia greca, validando il motto imperituro che recita:
fuggi da Foggia, non per Foggia, ma per i foggiani.

Scandalo corruttivo Finmeccanica: Orsi attaccato alla poltrona

Orsi risulta illicenziabile, se non corrispondedogli una buona uscita di milioni e milioni di euro.
Beh. non c’è problema:
diciamo ai servizi di offrire a Orsi ed ai manager pubblici infedeli come lui un buon caffè.
Miscela Sindona.

Della segretaria particolare di Bersani Zoia Veronesi indagata e della etica della gratuità della politica

Toh, gli zoppi zoppicano, i ciechi non vedono, i sordi non sentono, i muti non parlano.
Anche a sinistra.

Richard Mourdock della destra conservatrice e repubblicana americana:
“Una donna che resti incinta dopo uno stupro non deve abortire, l’unica eccezione è il caso di pericolo per la vita della madre. Penso che anche quando la vita comincia in quell’orribile situazione che è lo stupro, si tratti di qualcosa che Dio ha voluto che accadesse”

Delle destre conservatrici nel mondo, resta ben poco, mentre di destre moderne e socialmente condivise, non si vede ancora traccia.
Eppure, gli osservatori mettevano in guardia dalla improvvisa crescita nei consensi delle destre sulle sinistre in Europa e nel mondo.
Ma sono riusciti ad auto-affondarsi, nonostante tutto.
Un mondo delle destre incapace di esistere e di sopravvivere a se stesso:
tutto da rifare.

“Documenti riservati della Polizia di Stato a disposizione di Anonymous, che ha bucato per settimane inosservata dagli archivi della Polizia di Stato.”

E adesso, chi paga per questo fatto gravissimo?
Di chi è la responsabilità?
Dov’è la trasparenza?
Dov’è la tutela e la difesa?
Andiamo bene.

L’Fbi: “Il Ku Klux Klan non c’entra : Sharmeka si è data fuoco da sola”

Non ho voluto commentare subito questa notizia perché c’era qualcosa che non quadrava.
Ed infatti, la ragazza di colore ritrovata dalla Polizia Locale avvolta dalle fiamme si era data fuoco da sola, simulando l’attacco razzista del Ku Klux Klan.
Di razzisti ne esistono ancora, certamente, ma è la massa di idioti e di esaltati nel mondo che mi preoccupa di più.

Samuele Caruso : massacra di coltellate l’ex fidanzata ed uccide a coltellate la sorella, Carmela Petrucci

Quante donne vengono ammazzate e sottoposte ad ingiustificate violenze morali e materiali in sicilia a causa della menomazione mentale di “certi uomini” subnormali e razzisti nei confronti delle donne, così come lo sono gli uomini mussulmani?
E se i siciliani hanno di questi comportamenti diffusi e condivisi, perché la sicilia non emigra in africa in qualche stato mussulmano?
Simili con i simili.
Chi si somiglia, si piglia.

Reminiscenze – Mario Monti Premier

lunedì, 22 ottobre 2012

Non ho mai sbagliato una analisi ed una progettualità oltre che una (pre)visione politica nella mia vita.

Ed era il 24 febbraio del 2008 quando immaginai Mario Monti premier italiano.

Se fossi nato in Germania sarei il Cancelliere.

Sono nato in Italia è non vado bene nemmeno per fare il portavoce di un fessacchiotto politico da quattro soldi, arrogante, ignorante e presuntuoso.

Comunque sia e qualunque futuro mi attenda. Mario Monti premier lo immaginai così:

L’economista Mario Monti:

“In Italia troppi privilegi nessuno tocca le lobby”

… sono loro a creare prezzi più alti e minore crescita …

Questo signore, rappresenta il miglior candidato possibile a guidare l’Italia fuori dalla grave crisi nella quale si trova ma, ovviamente, i partiti lo ignorano semplicemente, manifestando così l’odio e l’invidia che nutrono avverso quelle personalità capaci di spezzare le catene che la casta partitocratica utilizza per imbrigliare ed impoverire il paese.

Lobby e mafia:

ecco il grave ed irrisolto problema dell’italietta moderna.

A scanso di equivoci, denuncio di non avere nulla contro le lobbies in quanto tali, ma debbo anche pubblicamente esporre quanto le lobbies italiane siano generalmente indegne di un paese civile a democrazia ed economia avanzata quale é il nostro, ma sono sicuramente più degne di un paese africano o sudamericano.

Ed esse, per questa scarsa qualità intrinseca, rappresentano il più grave problema dell’Italia contemporanea, problema che non trovate affrontato in nessun programma di nessun partito politico italiano.

Premier Monti e ministro della giustizia Imposimato.

Queste sarebbero le due certezze sulle quali poggiare la rinascita italiana.

C’è nessuno che abbia il coraggio di osare tanto?

Il cittadino X.

Ecco il link originale

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 14 ottobre 2012

domenica, 14 ottobre 2012

Regione Lombardia, formigoni, berlusconi, alfano

Il siciliano alfano continua ad influire, un giorno in una direzione, il giorno dopo nella direzione opposta alla precedente, nelle questioni interne alla regione Lombardia.
Un siciliano, con tutto quel che significa la regione sicilia, può influire nelle questioni lombarde?
Uno che non riesce a normalizzare la propria regione sicilia, con quale arroganza pretende di impartire indirizzi politici in altre regioni?
Come pretende il siciliano alfano di governare politicamente le scelte lombarde, quando non sa impedire le scelleratezze regionali tipicamente siciliane dei suoi siciliani Cuffaro & Lombardo?

Prima il Nord, ovvero prima il peggio del sud?

Ora sarà il Veneto ad essere il punto di riferimento italiano.
Così come avrebbe dovuto essere da sempre, visti i risultati.

Leggendo dell’ennesimo episodio di violenza gratuita e violazione della legge da parte di immigrati extra-comunitari

Volendo pur rispettare i diritti fondamentali dell’uomo e della donna, mi dite perché dovremmo consentire un continuo degrado sociale delle nostre comunità al costo di un diritto alla immigrazione altrui che si trasforma in un diritto alla devastazione socio-economica nostra?
Ma, vi rendete conto che tanti di questi immigrati han confuso il nostro paese per un territorio dei senza legge, dei senza doveri, dei solo diritti e privilegi (forse anche a ragione ed a seguito del cattivo esempio ricevuto)?
E il danno (non solo biologico) inferto alle popolazioni residenti, il degrado civile ed il disagio sociale derivanti, chi lo valuta, chi lo esamina, e soprattutto, chi lo paga?

Della “normalità foggiana”

Foggiani:
non sono normali.
Ne volete una prova?
Instaurato un regime di parcheggio a pagamento urbano (eccetto per i residenti) di strisce blu, i foggiani evitano il pagamento parcheggiando l’auto ovunque:
attraversamenti pedonali, passi carrabili, scivoli per accesso ai marciapiedi per disabili, angoli delle strade, incroci, ecc.
La soluzione foggiana per un problema foggiano?
Punire pesantemente a mezzo processo verbale (magari non applicando la tolleranza dei 2/6 del massimo) chi tenta di evitare il pagamento del parcheggio, devastando ed impedendo così, con un parcheggio selvaggio pressoché impunito, la libera circolazione di pedoni e autoveicoli?
No, troppo intelligente, troppo razionale, troppo normale.
I foggiani vogliono l’eliminazione delle strisce blu.
Fuggi da Foggia …..
…. di corsa e senza guardarti indietro, mai più.

Dell’andare, del tornare, del restare, del ripartire e del fuggire

Maledetto il giorno in cui sono tornato, maledetto quel giorno in cui ho deciso di venire in questa latrina incivile.
Ma avrò ragione di voi e della vostra stupidità.
Garantito.
Nessuno ha la testa più dura della mia:
sino a quando resto a Foggia, le mie proproste avranno vita e gambe su cui camminare.

Fuggi da Foggia, non per Foggia, ma per i foggiani

Sarà meglio introdurre un po di sana teutonica razionale intelligenza a Foggia, visto che quel che c’è si crede più furbo di quel che è..

Della Unione Europea

Esiste una questione di fondo irrisolta:
entriamo in Europa sol perchè ci conviene ovvero perché vogliamo parteciparvi?

Della Evasione Fiscale

Ma vai via squinzi e di’ ai tuoi iscritti di PAGARE le TASSE:
l’80% del gettito fiscale in Italia proviene da lavoro dipendente e pensionati.
Vergognatevi, banditi travestiti da persone per bene!

Della assicurazione alla Fiat Punto della Municipale di Foggia che costa 5.300 euro all’anno

Stamane son passato in auto dinanzi al municipio di Foggia, dove era parcheggiato il carro attrezzi per la rimozione della auto, ho abbassato il finestrino, mi sono accostato ed ai due vigili (non chiamateli poliziotti, per carità) ho urlato:
e questo, così grande cosa costa di assicurazione annuale, trentamila euro??!!??
Ma attenzione: l’assessore competente (un ex dirigente della Polizia di Stato, un “tecnico”) dichiara:
tutto legale e regolare.
Ha già imparato come si fa politica a Foggia ….

Mai letto Platone; ma osservo che avrei potuto scrivere quel che ha scritto, tanto lo condivido

“… Allora la gente si separa da coloro cui fa colpa di averla condotta a tanto disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza, che della tirannide è pronuba e levatrice.
Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.
E prima che nel sangue, nel ridicolo.”
Aristone, detto Platone

Delle Trattative fra stato e mafia e dei Tradimenti dle Popolo Sovrano

Se qualcuno pensa di uscir fuori dalle proprie responsabilità per il rotto della cuffia, si sbaglia.
Questa brutta faccenda, avrà ripercussioni dolorose e imprevedibili.

Il benservito alla casta politica da Super Mario

Mario Monti: abbiamo fatto riforme sofferte ma siamo più popolari dei partiti che non le avevano fatte.

Dell’Italia repubblicana e democratica, liberale e mafiosa

Un titolo de l’Espresso del 1956:
«Capitale corrotta, nazione infetta»
Un titolo de La Repubblica del 2012:
«Politica corrotta, economia infetta»
Dalla nascita della repubblica Italiana ad oggi, nulla è cambiato.
Tangentopoli non è stata una stagione, ma una intera repubblica del malaffare, della malversazione, del dominio mafioso e della tutela dei delinquenti.

Il ministro della Giustizia Paola Severino:
siamo di fronte a una seconda Tangentopoli

Il Cittadino X, Gustavo Gesualdo:
no, non siamo di fronte ad una seconda Tangentopoli o ad una terza Repubblica;
è sempre la stessa repubblica della corruzione e delle tangenti, la medesima da ben 64 anni.

Così muore la democrazia: per abuso di se stessa

giovedì, 11 ottobre 2012

“Quando la città retta a democrazia si ubriaca, con l’aiuto di cattivi coppieri, di libertà confondendola con la licenza, salvo a darne poi colpa ai capi accusandoli di essere loro i responsabili degli abusi e costringendoli a comprarsi l’impunità con dosi sempre più massicce d’indulgenza verso ogni sorta d’illegalità e di soperchieria;
quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per poter continuare a vivere e ad ingrassare nel fango;
quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio;
quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi dal rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità;
quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato;
quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine, c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto, e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?

In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri;
in cui tutto si mescola e confonde;
in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi;
in cui i rapporti fra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche compiacenze nelle reciproche tolleranze;
in cui la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo sulle gambe di chi le ha più corte;
in cui l’unico rimedio contro il favoritismo consiste nella reciprocità e moltiplicazione dei lavori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventino complici;
in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell’anarchia, e nessuno è più sicuro di nulla, e nessuno è più padrone di qualcosa perché tutti lo sono, anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui e i rifiuti si ammonticchiano nelle strade perché nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli;
in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe in armi a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo?

Ecco, secondo me, come nascono e donde nascono le tirannidi. Esse hanno due madri.

Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia.

L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi.

Allora la gente si separa da coloro cui fa colpa di averla condotta a tanto disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza, che della tirannide è pronuba e levatrice.

Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo.»

Platone

Memento Audere Semper

giovedì, 4 ottobre 2012

Qualcuno spesso interpreta la mia impazienza come rabbia o come qualcosa d’altro.

Ma non è rabbia:

è timore, è paura.

Paura di non riuscire a cambiare tutto quel che va cambiato prima che giunga il mio momento.

In effetti, e proprio per questo motivo, io non ho paura della morte, ma ne temo l’inflessibilità.

Ora o mai più.

Fare, fare, fare, finché ne abbiamo il tempo.

Memento Audere Semper; Ricorda di osare sempre.

Prima che il tempo a tua disposizione scada.

Vivi come se dovessi morire oggi, pensa come se non dovessi morire mai.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Università & Produttività: una difficile conciliazione

martedì, 2 ottobre 2012

Non capisco, proprio non capisco.

Come fa una Università ad essere completamente sganciata dalla vocazione del territorio in cui insiste e dalla occasione che il tempo le offre?

Mi spiego meglio.

Siamo a Foggia, città difficile, realtà degradata, socialità disagiata.

Eppure esistono vocazioni territoriali che attendono solo di essere potenziate ed attrezzate dalla ricerca universitaria per imporsi ed invadere i mercati interni ed esterni alla Capitanata, interni ed esterni alla Puglia, interni ed esterni all’Italia.

Un esempio su tutti balza ai miei occhi e calza alla esemplificazione:

se in questo territorio le potenzialità in agricoltura sono rappresentate anche da farine (pane e pasta) olive (olio) e uve (vino), perché mai nella Università di Foggia non si avviano piani di ricerca e corsi di studio specifici in questi settori, avviando un universo di studi completo e complesso, la cui unicità potrebbe essere anche definita come l’Università della Pasta, del Tarallo e del Pane, del Vino e dell’Olio, del Pomodoro e degli Ortaggi?

Dalla selezione del seme alla analisi dei terreni, dalla piantumazione alla germogliazione, dalla crescita del virgulto alla pianta matura, dalla fioritura alla produzione del frutto, dalla raccolta alla conservazione e/o trasformazione, dalla commercializzazione alla distribuzione dal packaging alla qualità effettiva e di immagine del prodotto.

La creazione di un marchio unico di garanzia dei prodotti della Capitanata assegnato dall’Università alle aziende più virtuose.

Una Fiera Campionaria, la prima Fiera di filiera del settore agro-alimentare associata alla creazione di un grande marchio di qualità garantito dalla Università e beneficiato solo dai produttori che si sono integrati nel ciclo universale degli studi e della ricerca avanzata applicata.

Insomma, quanto pensate conti l’Università del Vino in Francia nella qualità e nella commercializzazione dei vini francesi?

Perché un produttore di vini francesi offre al mercato le proprie fantastiche bottiglie dal packaging design innovativo a prezzi affatto economici mentre i produttori di vino pugliesi inviano il loro mosto a quintali e tonnellate a prezzo irrisorio nel nord Italia e dell’Europa?

E perché non inserire nel programma, anche una facoltà dedicata alla trasformazione del latte ed alla creazione di mozzarelle e di formaggi?

Quale latte, quale enzima, quale stagionatura, quale marchio di garanzia, quale sicurezza alimentare?

Non sembra sufficiente tutto questo ad avviare un serio programma dedicato alla Università dell’Uva e del Vino e dell’Olio (ca 40% produzione nazionale è pugliese), tanto per cominciare?

L’Ottobre Dauno, manifestazione fieristica campionaria ormai ridotta a mero mercato commerciale sarebbe felicissima di adottare la dicitura di Fiera del Vino e dell’Olio.

La Fiera Internazionale dell’Agricoltura sarebbe felicissima di sposare la campionaria espositiva derivante dalla ricerca universitaria dell’agroalimentare prodotto nella seconda pianura per estensione in Italia dopo la pianura Padana.

E se tutto prendesse piede, perché non un movimento univoco verso una campionaria del packaging design, una della produzione del pane e della pasta, delle mozzarelle e dei formaggi prodotti da latte di animali podolici?

Cosa ne è della magnifica razza garganica?

Superata dalla concorrenza sleale dei laboratori genetici capaci di triplicare o quadruplicare la produzione del latte di altre capre?

E perché l’Università di Foggia, pur rispettando la magnifica genetica dei caprini garganici, non avvia una ricerca che salvi una magnifica razza in via di estinzione (so di un allevamento alle pendici del Gargano, in agro vicino a San Marco in Lamis, che conta poche centinaia di esemplari) e consenta all’allevatore innamorato della propria terra e delle proprie razze animali, di competere con mercati sempre più aggressivi e globalizzati?

Insomma, perché non si riesce a congiungere e condividere gli interessi e le vocazioni del territorio dauno con una Università caduta dall’alto della politica e mai veramente divenuta territoriale, innamorata delle genti, del territorio e delle tradizioni in cui vive e insiste?

E che dire della possibilità di istituire una facoltà dedicata alla formazione delle Polizie Locali, Municipali e Provinciali, con associati corsi di studio di criminologia, di polizia urbana, di sicurezza pubblica e privata, di vigilanza privata?

Eppure, proprio l’Università di Foggia, possiede una ex Scuola di Polizia di Stato, quella della Caserma Miale, già caserma del reparto Celere.

Si presume che le lezioni di tiro statico, tiro operativo, tiro veloce in quella caserma fossero effettuate in gallerie del tiro progettate e realizzate ad arte., si presume che quella ex scuola di polizia sia il teatro adatto, perfetto e migliore possibile per una nuova scuola della formazione della sicurezza.

Il dato più rilevante, nel caso si cogliesse quest’altra occasione qui offerta e proposta, deriva dalla possibilità, in breve tempo, di assicurarsi un notevole numero di soggetti vincitori di concorso pubblico di Polizia Urbana, Locale, Municipale e Provinciale del centro sud d’Italia, pronti ad essere inviati dal proprio datore di lavoro per un periodo di formazione da effettuarsi (a pagamento) in quella magnifica ed accogliente sede della Sicurezza Privata.

Ma si potrebbe ottenere molto di più se si organizzassero corsi di studi universitari per la certificazione della capacità tecnica di amministrare e dirigere un istituto di vigilanza e di formazione correlata per le Guardie Particolari Giurate, allo stato attuale abbandonate in un totale stato di “formazione fai da te” molto pericolosa, se riflettiamo sul dato che si tratta di un esercito di ben cinquantamila soggetti che lavorano in condizioni elevate di pericolo e di stress, armati di arma da fuoco e poca o nessuna qualificazione professionale.

E perché non raccogliere l’onda eccezionale di interesse che riscopre la criminologia investigativa, sia quella reale che quella televisiva?

Un bel corso di studi in criminologia che offra ai più di tremila iscritti all’ordine degli avvocati di Foggia di superare il limite della “lettera quando capita” e/o la gestione dell’incidente stradale, più meno veritiero che sia.

Una formazione che calzi anche agli investigatori privati abilitati alla ricerca di elementi di prova da utilizzare nel contesto di un processo penale.

Insomma, fondare una cultura ed una formazione adeguata e certificata oltre che garantita nel campo delle investigazioni e della sicurezza privata, una sorta di cittadella della sicurezza.

Da caserma Miale a Cittadella Universitaria della Sicurezza:

non male.

Immaginate quale giro d’affari produrrebbe una convenzione diretta con i sindacati rappresentativi degli istituti o singolarmente con ogni istituto ovvero con ogni guardia giurata (formazione su richiesta spontanea e volontaria) se questa università o facoltà della formazione della sicurezza e della vigilanza fosse istituita dall’Università di Foggia, che ha anche la straordinaria occasione di godere del possesso di una struttura perfettamente idonea all’uso e situata nelle immediate vicinanze delle altre strutture formative universitarie foggiane.

Una occasione, anche questa, da non perdere assolutamente.

Come finire questa lectio magistralis di un cittadino qualunque, del cittadino X?

Beh, io la terminerei con il cappero.

E già, dove lo vogliamo mettere, il cappero?

La Capparis spinosa infatti, cresce esclusivamente e spontaneamente su substrati calcarei, come quelli del Gargano, che ospitano anche delle bacche dalle quali si produceva un antico mirto garganico.

Notevole la produzione foggiana che però paga le sedicenti qualità di capperi più famosi e diffusi o solo meglio supportati, diffusi, commercializzati, propagandati o pubblicizzati.

Sarà la volta buona per far nascere un corso di studi anche nella creazione, diffusione e veicolazione migliore di messaggi mirati a creare un immaginario collettivamente condiviso dei prodotti e dei servizi della Capitanata?

E che cappero:

tanto lavoro per niente.

Voi credete veramente che anche una sola di queste provocazioni e progettazioni troverà terreno fertile nella ricerca universitaria foggiana, molto radical chic nei “Festival del Libro” e poco “cappero” nello sporcarsi le mani con il territorio che dovrebbe potenziare e servire?

Un tempo il Mirto era un liquore prodotto dalle bacche …. garganiche e pugliesi.

Oggi, il Mirto, nell’immagginario collettivo, è solo quello di Sardegna.

Dimostrazione del fatto che il prodotto agroalimentare, da solo e senza supporto scientifico e immaginifico, non va avanti in questo mondo moderno, globale e altamente selettivo.

Serve urgentemente una riconciliazione, anzi, una conciliazione fra territorio e strutture ed infrastruttre che del territorio dovrebbero essere al servizio.

Insomma, non si può avere l’arroganza di insegnare a produrre mozzarelle a gente che lo fa da secoli, da generazioni!

Occorre umiltà.

Occorre misura.

Occorre il cappero.

Per ora abbiamo solo una volpe, una volpe barese.

Chissà se si sarà già ambientata nel territorio foggiano o se ascolta ancora i richiami della vocazione territoriale barese.

Potrebbe anche nascere una nuova specie:

una scuola di polizia locale e della vigilanza regionale con sede in Foggia, ovvero una volpe barese podolica della Capitanata.

Come dire, salvare capra e cavoli e scoprire di non essere poi tanto diversi l’uno dall’altro.

Speriamo meglio per questo futuro comune.

Cappero!

Ma il futuro di ieri è oggi!

Accidenti come passa il tempo:

siamo già in ritardo!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Dossier di Libera sulla Corruzione in Italia

lunedì, 1 ottobre 2012

Ecco il link al download del Dossier 2012 sulla Corruzione elaborato da Libera

Per quanto mi riguarda, non posso che ribadire quale sia l’unica vera ed autentica via d’uscita dell’Italia dalle illegalità diffuse e imperanti, ormai maggioranza nel Paese.

Corruzione morale e materiale in primo luogo.

Ecco l’unica via d’uscita in tre articoli:

articolo 1

uccidere un mafioso, sia volontariamente che involontariamente, non è reato

articolo 2

i reati di:

comportamento mafioso,
associazione mafiosa,
evasione fiscale,
corruzione,
concussione,
abuso d’ufficio,
usura,
sono puniti con la morte per impiccagione in pubblica piazza

articolo 3

chiunque si renda complice o favorisca in qualunque modo un soggetto mafioso od una organizzazione mafiosa, sia che ne ottenga un utile diretto od indiretto o non ottenga alcun utile, ovvero agisca in sostegno o collaborazione in favore di un mafioso o di una mafia sotto ricatto o minaccia ovvero liberamente,
viene punito con la pena di morte a mezzo impiccagione in pubblica piazza.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X