Archivio di agosto 2012

Sei un Fascista

venerdì, 31 agosto 2012

Tu sei un fascista!

Io sarei un fascista?

No, tu sei un fascista, non io:

io sono un democratico!

Non sbraitate troppo:

sarete accontentati entrambe.

E venne (tornò) il tempo del Bastone

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ma dove vai, Bagnasco?

mercoledì, 29 agosto 2012

Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale italiana:

”E’ ora di rifondare la politica e riformare lo Stato”

Gustavo Gesualdo, il cittadino X:

bene, allora, caro Bagnasco, inizia con l’opera pia di convincimento verso i farmacisti cattolici, i tassisti cattolici, i medici curanti cattolici, i medici specialisti cattolici, e tutte le categorie professionali, imprenditoriali ed autonome cattoliche che devono fare un passo indietro rispetto al loro benessere corporativo e famigliare, e favorire senz’altro riforme e liberalizzazioni che oggi invece contrastano duramente.

Inoltre, caro Bagnasco, dovresti far qualcosa anche in favore della casta politica, sindacale, burocratica, giornalistica e partitocratica, una classe dirigente di ispirazione cattolica assai malmessa, corrotta e mafiosa, ovvero sottomessa ed omertosa.

Poiché, caro Bagnasco, noi cittadini qualunque di gentaglia “pseudo-cattolica” come il cattolico dei cannuoli alla siciliana Totò Cuffaro non vorremmo vedere altro che l’esecuzione capitale in televisione, in apertura del telegiornale.

Per rifondare la politica serve pulizia morale e materiale, assenza di infiltrazione mafiosa e negazione totale alla corruzione.

Caro Bagnasco, conosci un cattolico che sia dotato di queste indispensabili caratteristiche?

Io no.

Per rifondare lo stato occorre sterminare le celluce cancerogene mafiose infiltrate al suo interno e collocate in posti chiave delle istituzioni e della burocrazia, cellule che abusano delle naturali e costituzionali difese del potere pubblico per occultare se stesse e la loro azione mafiosa.

Caro Bagnasco, conosci un cattolico che sia in grado di imporre la pena di morte per i comportamenti mafiosi, per i comportamenti corruttivi (sia passivi che attivi), per i comportamenti evasori del fisco e dei doveri morali e materiali, per i comportamenti usurai, e soprattutto, per comportamenti di complicità, di sostegno e di omertà al mondo della illegalità?

Io no.

Mancano le risorse umane, le qualità politiche indispensabili, le doti, sia morali che materiali irrinunciabili anche solo per affrontare la questione immorale italiana, compresa la questione che è la madre di tutte le questioni italiane:

la questione meridionale.

Ma dove vai, Bagnasco?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ignorare il Male equivale ad esserne complici

mercoledì, 29 agosto 2012

La mancanza di coraggio nello schierarsi in questo paese, è la sua più grave pena.

L’utopia in Italia, si avvera solo sotto dittatura.

La normalità si realizza in Italia esclusivamente sotto il dominio straniero.

In democrazia ed in piena libertà di scelta, coscienze troppo flaccide e deboli scantonano più volte al giorno, senza rendersi conto di essere divenute esse stesse, il male.

Sbagliano nella certezza che un frainteso perdono cristiano li libererà delle responsabilità, sicuri di non espiare alcuna pena per le loro colpe.

Mi spiace, ma è così.

Mi spiace, ma è la vocazione più antica e disperata di un popolo che non sa o non vuole crescere.

L’irresponsabilità regna, il comportamento mafioso si diffonde ogni giorno di più.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La restaurazione mafiosa

lunedì, 27 agosto 2012

Sub-Re Giorgio Napoletano attacca la magistratura inquirente che lo intercetta nelle indagini della vergognosa trattativa stato-mafia.

I giornalisti che scrivono di mafia e smascherano i “mafiosi insospettabili”, vengono denunciati (Antonio Mazzeo), Beppe Grillo e Antonio di Pietro, nelle dovute differenze, sono sotto attacco da parte della restaurazione partitocratico-mediatico-mafiosa:

sì, è iniziata la restaurazione mafiosa nelle istituzioni italiane.

Reprimere ogni segno di ribellione allo stato mafioso, questo il primo obiettivo della restaurazione mafiosa del 2012.

Peggio della stagione delle stragi mafiose, benchè nel medesimo disegno mafioso.

Pena di morte per i mafiosi e per i loro amici di merende.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lo stato ed il popolo italiano sono traditi, svenduti ed asserviti alle mafie

venerdì, 24 agosto 2012

La polizia speciale interforze della Divisione Investigativa Antimafia (DIA) e la magistratura speciale antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), entrambe impegnate mono tematicamente al contrasto delle organizzazioni mafiose italiane, entrambe volute, sognate e fortemente desiderate dai giudici assassinati dalle mafie Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, rappresentano il caposaldo contro l’azione delle mafie, l’unico argine alla sopraffazione delle mafie sullo stato.

Ed è per questo malcelato motivo che, i complici e gli affiliati alle mafie nelle istituzioni italiane stanno lentamente distruggendo la forza investigativa antimafia, attraverso azioni di contrasto ed attraverso atti politico-amministrativi di riduzione delle risorse stanziate e destinate alla lotta alla mafia.

Dopo aver distrutto il Pool Anti mafia, la casta politica più corrotta e mafiosa dell’intero globo terrestre, si prepara a rendere inermi anche la DDA e la DIA, per spianare la strada del potere pubblico all’anti-stato mafioso.

E fu questo anche il destino dell’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, le cui indagini svolte quella sul Policlinico Umberto I di Roma, sulle Asl di Castellammare di Stabia e di Vibo Valentia, sui test universitari per l’accesso alle facoltà di medicina e odontoiatria, sulle procedure di assunzione di personale ausiliario tecnico e amministrativo dell’Ufficio scolastico provinciale di Napoli, evidenziarono un sistema illecito ed illegale assai diffuso e condiviso:

l’Alto Commissariato anti corruzione fu dapprima privato dei trasferimenti e dei finanziamenti dello stato e poi fu desparecido in un accorpamento suicida, che lo dissolse nel nulla fermandone le indagini.

Dopo lo stop alle indagini anti corruzione dell’Alto Commissariato, ecco arrivare dalla casta politica italiana l’ennesimo stop alle indagini anti mafia di DIA e DDA, tramite una riduzione dei finanziamenti trasferiti dallo stato.

Ma proprio in un momento di crisi, questo fatto equivale a regalare lo stato repubblicano e democratico alle mafie, che rappresentano le uniche forze in grado di fare economia in questo momento.

Significa svendere sicuramente tutto il patrimonio statale italiano alle mafie, le uniche in possesso di quelle risorse economiche e finanziarie per acquistare azioni delle partecipate statali (industrie che costruiscono armi, aerei, elicotteri, ecc) ed immobili dello stato.

Anche un potenziale smantellamento delle società di servizi in settori strategici come quello della distribuzione del gas ad uso domestico, della raccolta e della gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani e del trasporto pubblico, conduce ad una maggiore infiltrazione delle organizzazioni mafiose nei gangli vitali del potere statale anche a livelli inferiori come quello municipale e della acquisizione di maggiore potere nel governo delle risorse strategiche ed indispensabili alla comunità italiana.

Così, le organizzazioni mafiose attaccano anche il potere privato italiano, infiltrandolo attraverso l’usura, proprio ora che gli istituti bancari e finanziari grandemente finanziati dallo stato negano l’accesso al credito alle imprese e alle famiglie italiane.

Così le organizzazioni mafiose stravincono la concorrenza con le imprese sane della imprenditoria italiana, ergendosi esse stesse a sistema economico e finanziario secondari, aprendosi strade alternative alla contrattualizzazione iperburocratica e politica attraverso la corruzione ovvero il do ut des dello scambio del voto:

consenso popolare che le mafie controllano perfettamente in sicilia, calabria e campania e determinante per la formazione di una qualunque maggioranza di governo contro l’assegnazione di appalti pubblici, di concorsi pubblici, di svendite del patrimonio pubblico.

Qui e adesso non è con la svendita del patrimonio pubblico alle mafie che si spezza il meccanismo di aumento della spesa pubblica e conseguentemente dell’innalzamento del debito pubblico.

Le forti frizioni ed i contrasti fra la magistratura inquirente e le massime istituzioni italiane (napolitano, d’ambrosio e mancino) nella ipotesi del gravissimo reato di alto tradimento nella trattativa fra lo stato e le organizzazioni mafiose e che avrebbe avuto come conseguenza la riduzione della carcerazione dura del 41 bis a carcerazione normale per centinaia di pericolosi mafiosi, offre uno spaccato di non trasparenza nelle posizioni di alcune istituzioni italiane e degli uomini che le ricoprono nella lotta alla mafia:

chi intende eliminare le mafie non scende vilmente a patti con esse tradendo così il popolo sovrano.

Roma e Milano, in quanto rispettivamente capitale politica e capitale economica del paese, subiscono un attacco feroce da parte della infiltrazione mafiosa, che non esista a trasformare in luoghi da far west le strade e le piazze cittadine, al fine di affermare il potere e la violenza mafiosa.

Tutto questo, è inaccettabile.

Solo la punizione dei comportamenti mafiosi con la pena di morte e la punizione dell’ergastolo fine vita per i complici e gli affiliati mafiosi nelle istituzioni potranno essere argine sufficientemente solido per consentire all’Italia di divenire e di evolversi come un paese normale nella civiltà europea ed occidentale.

Poiché non vi potrà mai essere un qualunque sviluppo economico in tali condizioni di degrado civile, istituzionale e politico.

Poiché non vi potrà mai essere democrazia repubblicana e libertà personale, individuale e collettiva in presenza delle mafie.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

15 agosto 2007, Ferragosto : Strage di Duisburg

mercoledì, 15 agosto 2012

15 agosto 2007: Strage di Duisburg

Un evento mafioso che gli italiani stanno pagando molto caro, tutti i giorni, da quel giorno.

Il tentativo della mafia italiana di affermare il proprio (pre)potere mafioso nel cuore dell’Unione Europea e della Germania.

Un evento mafioso che la Germania non perdonerà mai alla mafia italiana.

Lo stato italiano, pressato dalle autorità tedesche che chiedevano un immediato perseguimento degli autori della “strage di Ferragosto”, scende a patti ancora una volta con i boss mafiosi e paga le “informazioni” ricevute con soldi e sconti di pena.

E se tutto questo risponde a verità, la “pena” da pagare è la mia, quella di un cittadino qualunque, dinanzi a tanto schifo.

La trattativa stato-mafia è quindi uno stato di continua osmosi?

La trattativa stato-mafia non è quindi un episodio isolato?

Pena di morte per i mafiosi, per i funzionari pubblici e per le autorità statali che svendono quotidianamente lo stato italiano ed il popolo sovrano ai mafiosi.

Uccidere un mafioso non è reato, Pena di Morte per i mafiosi.

Buon Ferragosto, mafiosen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Francesco Schettino : non hai le palle

mercoledì, 1 agosto 2012

A partire da oggi, secondo una sentenza della Suprema Corte di cassazione italiana è reato dire a qualcuno che non ha le palle.

La sentenza così motiva:

dire “non hai le palle”, “Insinua debolezza di carattere e di determinazione, oltre a significare mancanza di virilità”.

Ora, personalmente di questa sentenza, me ne frego.

Perché me ne frego?

Perché il piacere di dire ad un vile che è un vile, non me lo toglierà mai nessuno.

francesco schettino, sei solo un senza palle, tu, non hai le palle, tu, non le hai mai avute le palle, tu, non le avrai mai un paio di palle da vero uomo.

Con tutto il rispetto per le vere donne (sempre più) che hanno le palle come i veri uomini (sempre meno).

E adesso, la magistratura dell’ingiustizia idagliana potrà anche perseguirmi, quella stessa magistratura che non ha prescritto il carcere per il pluriomicida senza palle francesco schettino e quella stessa magistratura che, dopo qualche mese di arresti domiciliari, ha deciso che un senza palle come francesco schettino dovesse essere rimesso in libertà, in affronto a tutti i deceduti italiani e stranieri morti a causa della viltà e dell’essere senza palle, appunto, di francesco schettino.

Essere un senza palle, uccide:

digli di smettere.

Perseguitemi pure:

ne sarò onorato ed orgoglioso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X