Archivio di luglio 2012

Mafia & Corruzione : limiti invalicabili allo sviluppo economico

martedì, 31 luglio 2012

Nella ricerca disperata di uno sviluppo economico, il governo italiano sembra aver dimenticato due grandi componenti negative della economia italiana:

la presenza delle organizzazioni mafiose e l’incredibilmente enorme presenza della corruzione nelle caste politica e burocratica.

Condite da una evasione fiscale quasi totale (il prelievo fiscale italiano proviene per ben l’80% da lavoratori dipendenti e pensionati) e da un costo del lavoro che produce invece i salari più bassi d’Europa, queste componenti negative impediscono lo sviluppo economico del paese.

Mi domando:

- 1 – vista la pericolosità sociale, umana, comunitaria, economica, finanziaria, della sicurezza e della giustizia delle organizzazioni mafiose, perché non si prevede la punizione del comportamento mafioso con la pena di morte e perché non si vede la presenza di un ministero anti-mafia a contrasto delle azioni mafiose con la costituzione di tribunali speciali;

- 2 – l’evasione fiscale non venga punita con la pena dell’eragstolo fine vita, riducendo contestualmente la pressione fiscale, al fine di condurre autonomi, professionisti, agricoltori, artigiani e industriali a pagare quelle tasse che, evidentemente essi non pagano e non hanno MAI pagato, con la contestuale nomina di un vice ministro ad hoc al contrasto della evasione ed elusione fiscale;

Un Paese Civile punisce i comportamenti negativi, lo Stato mafioso li premia

mercoledì, 25 luglio 2012

Ho chiesto ad un ex compagno di scuola migrato negli States da tempo, quale fosse la principale differenza fra gli stili di vita italiano e americano.

Ha risposto così:

negli states, chi sbaglia va giù, giù, giù, giù.

Ed io pensavo:

qui in Italia chi sbaglia va su, su, su, su.

Ecco dov’è la differenza fra un paese civile ed uno stato mafioso.

Ecco cosa è uno stato mafioso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Cronaca di un fallimento annunciato dell’Europa del sud

sabato, 21 luglio 2012

La Spagna sprofonda in una crisi grave, denunciando pubblicamente di non avere disponibili le risorse per i servizi pubblici.

Duri scontri fra manifestanti e polizia e grandi dimostrazioni di protesta contro il piano di Austerity del governo spagnolo, nonostante i 100 miliardi di euro già stanziati dall’Eurogruppo a sostegno della Spagna, di cui ben 30 disponibili a breve termine.

Spagna fallita, come la Grecia e in Italia, come il comune di Palermo ed il comune di Napoli e la regione Sicilia , prossima al commissariamento da parte del governo italiano a causa di un crack del bilancio dichiarato di 6 miliardi di euro, ma che in realtà, potrebbero essere 30 come 100, visto che nei bilanci pubblici italiani sembra esservi più di un qualche errore di “distrazione” nella compilazione.

La regione Sicilia conta un numero ingiustificato di dipendenti pubblici di ben 6 volte superiore a quello della regione Lombardia, non vedendo invece riconosciuti nella stessa grandezza gli elementi economici, sociali, politici ed industriali, sia in senso quantitativo che qualitativo.

L’Italia, trascinata dagli ultimi downgrade delle società di rating, cede su tutto il fronte, raggiungendo la soglia dei 504 punti di differenziale fra BTP e Bund Tedeschi mentre la borsa di Milano crolla del 4 per cento a fronte del 6 per cento perso dalla borsa di Madrid che mostra un differenziale a 612 punti fra Bonos spagnoli e Bund tedeschi.

Giù in picchiata le banche italiane, istituti sempre foraggiati dalle istituzioni italiane ed europee e mai veramente consolidati e ristrutturati verso una utilità economica, finanziaria e sociale in favore delle famiglie e delle aziende italiane, che continuano a vedersi negare mutui, finanziamenti e prestiti.

Tutte le borse europee ed occidentali tendono al ribasso, tutte, tranne la Borsa di Francoforte che recupera quasi un punto percentuale, dimostrando che, avere una economia sana ed una politica responsabile, porta frutti importanti e soprattutto, normali.

Il coro che si leva da Italia e Spagna è il solito lamento anti europeo che scarica ogni responsabilità dei fallimenti nazionali sulla finanza europea pubblica e sui soliti e subdoli attacchi di fantasiose confraternite globali.

Occorre ricordare che, lo scudo anti-spread ed ogni altro automatismo utile a contenere i “rimbalzi” dello spread fra BTP e Bund, era stato legato ad una maggiore unione politica europea da parte della Germania, disponibile alla solidarietà nei confronti dei paesi del sud europa, ma a condizione che tale solidarietà sia controllabile e vigilata dagli stessi stati finanziatori:

il rischio di continuare a finanziare stili di vita insostenibili ed ingiustificati se non veri e propri modelli politici viziosi o corrotti, se non propriamente mafiosi, è infatti un rischio assai alto.

L’evidenza principale infatti, vede fallire tutti i paesi del sud Europa a causa delle gravi irresponsabilità politiche nazionali, della carenza di giustizia, della illegalità dilagante, della evasione fiscale e della carenza di buongoverno della cosa pubblica.

Il caso italiano è poi aggravato da una criminalità organizzata sconosciuta negli altri paesi europei che infiltra, ricatta ed affilia grandi numeri di amministratori e burocrati pubblici, notoriamente assai corrotti e condizionando pesantemente l’assegnazione degli appalti pubblici, dei finanziamenti èubblici e dei concorsi pubblici.

Il nodo politico-burocratico-amministrativo resta il più alto limite ad una apertura di linea di fiducia verso le istituzioni italiane, che appaiono troppo coinvolte in affari e trattative fra stato e mafia, fra legalità e illegalità.

Le voci più volte diffuse a proposito di una Unione Europea a due o più velocità, fanno intendere come le nazioni europee più forti, non si sentano in grado di assolvere sine die alle mancanze ed ai vizi dei paesi dell’europa del sud, tanto da far pensare che esse vedrebbero con favore ad un distacco di regioni mafiose come sicilia, calabria e campania dalla unione italiana, fatto che, tra l’altro, dimezzerebbe in un sol colpo la spesa pubblica italiana, ridurrebbe il relativo debito in brevissimo tempo e abbasserebbe il potere del mondo della illegalità sulle istituzioni italiane.

Anche le condizioni del mondo del lavoro italiano, la prevaricazione violenta dell’usura mafiosa che attanaglia le imprese italiane, il cuneo fiscale che rende i lavoratori dipendenti italiani i meno pagati d’Europa perché tartassati da tasse e imposte, l’assenza di mercati interni liberi dalla gogna politica e burocratica, molto spesso mezzo di imposizioni corruttive, l’elevata evasione fiscale, le truffe alla pubblica amministrazione come alle società di servizi e di merci private, anche tutte queste condizioni negative impediscono sviluppo e crescita.

Assicurare al popolo italiano condizioni di welfare sufficienti alla sopravvivenza in un tale caos politico-istituzional-mafioso, corruttivo ed evasivo, è certamente compito impossibile da assolvere.

Come pure assicurare libera competizione umana, sociale, politica, sindacale, economica e finanziaria è cosa impossibile in uno stato che consenta la maligna esistenza di organizzazioni mafiose che sono il primo agente politico-economico italiano, la prima società per fatturato in Italia e che rappresenti la più grande organizzazione criminale europea, e cioè, la sola ‘ndrangheta calabrese.

Figurarsi se tale sfilza di egregi primati fosse sommata anche ai “primati” della mafia siciliana e della camorra napoletana.

Sintesi

Se proprio non si riesce a creare sviluppo economico attraverso una drastica diminuzione della spesa pubblica e del debito pubblico con l’espulsione o la punizione di quelle regioni (sicilia, calabria e campania) che spendono troppo, amano l’illegalità ed hanno bilanci alquanto improbabili, allora l’unica vera alternativa resta l’eliminazione della forza delle organizzazioni mafiose imponendo la pena di morte per i comportamenti mafiosi e l’ergastolo fine vita per i reati di concussione, corruzione, abuso d’ufficio, abuso di potere, estorsione, truffa e usura.

Queste sono le uniche alternative al fallimento definitivo dell’Italia.

Bisogna scegliere:

fare un passo avanti nella culla della civiltà umana ed entrare in Europa a testa alta, ovvero rassegnarsi ad interpretare il ruolo di paese europeo di serie b o c, ovvero, di paese africano di serie a, liberarsi di livelli di inciviltà impossibili e di illegalità insostenibili, ovvero rassegnarsi ad essere per sempre sudditi delle caste mafiose, delle corporazioni mafiose e delle organizzazioni mafiose.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia fallisce nella monnezza napoletana

martedì, 17 luglio 2012

In pochi giorni, l’agenzia di Credit Rating Moody’s declassa di ben due livelli il debito sovrano e fa altrettanto con regioni, enti e finanziarie locali.

Il crack è di quelli senza ritorno, specie per città come quella di napoli, il cui rating è ormai prossimo alla valutazione junk, che significa rifiuto, scarto finanziario, monnezza, appunto.

Così si decreta l’ennesimo downgrade italiano, frutto di uno “stile di vita” e di un modello a-sociale errato e suicida:

quello napoletano.

Certa napoletanità infatti trascina il paese nel vortice del fallimento, guidandolo dalla Presidenza napoletana della repubblica, una presidenza che attacca a testa bassa la Procura della Repubblica di Palermo che inadaga le istituzioni italiane nella resa dei vertici istituzionali nella ormai famigerata “trattativa mafia-stato”, a seguito delle indicazioni provenienti da intercettazioni telefoniche che vedevano coinvolto il napoletano ministro dell’Interno e Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura nicola mancino ed il Colle del Quirinale, retto da un Capo dello Stato napoletano già ministro dell’Interno.

Invece di rendere pubbliche le intercettazioni telefoniche che sono alla base delle indagini della procura palermitana, il Quirinale adotta misure di tutela, di contrasto, di chiusura e di insabbiamento istituzionale che rendono impossibile al cittadino qualunque il verificare se i vertici istituzionali abbiano o meno tradito (Alto Tradimento) lo stato ed il popolo sovrano svendendoli alle Organizzazioni mafiose.

Mentre aleggia sulla Italia contemporanea quel “Mafiosen” di Angela Merkel, adottato con una rinnovata misura del rigore nei confronti dell’Italia all’indomani dell’annuncio del rientro in politica di silvio berlusconi.

Se ne trae una complessiva sensazione di durezza nei confornti di un paese assai corrotto e mafioso come è l’Italia, paese che pretende di non ricevere i controlli di una superiore unità politica europea che possa controllare i bilanci pubblici e limitare l’abuso del potere pubblico.

Ora la corda politica è molto tesa e rischia di spezzarsi nel fallimento dell’intero paese.

Alcuni provvedimenti riporterebbero certamente ed in breve tempo l’Italia fra le grandi potenze mondiali.

I provvedimenti sono questi:

1 – esclusione dall’Italia delle regioni sicilia, calabria e campania;
2 – adozione della Pena di morte per i comportamenti mafiosi, per la corruzione politica e burocratica.

Ma un vertice istituzionale che aggredisca la Procura di Palermo, Oggi come Ieri, ha sin troppo timore di quel che accadrebbe se i comportamenti mafiosi fossero eliminati e duramente puniti:

sarebbe la fine di ogni trattativa, la fine dell’equilibrio disegnato fra stato e mafie, ogni verità salterebbe fuori, ed il potere pubblico, griderebbe vendetta per tutti gli abusi e le prevaricazioni subite.

Intanto mi domando:

ma quali eccelse esperienze, facoltà e capacità avranno sottomesso le cariche istituzionali italiane ad una dittatura napoletana, campana e siciliana in tutti questi anni?

Chi ha tradito e chi ha difeso il popolo?

Ed è stato un basso, un medio ovvero un Alto Tradimento?

E soprattutto:

chi mai pagherà con la propria vita per tutto questo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La violenta aggressione omosessuale

lunedì, 16 luglio 2012

Mi fa pena.

Mi fa pena vedere soggetti omosessuali ed eterofobi rivendicare violentemente una normalità eterofoba a danno dell’istituto e del matrimonio, della unione di un uomo e di una donna con finalità riproduttive e fondanti la famiglia.

Invece di percorrere la pur giusta e doverosa strada del riconoscimeto di coppie che nulla hanno a che vedere con l’istituto del matrimonio e l’istituzione di una famiglia normale, essi aggrediscono con malcelata gelosia ed invidiosa violenza le coppie eterosessuali e chiunque non ceda al ricatto eterofobo degli omosessuali.

L’editto omo-violento è chiaro, lampante:

chiunque non ceda immediatamente ad un riconoscimento giuridico all’interno dell’istituto del matrimonio delle coppie omosessuali viene indicato pubblicamente come cavernicolo, troglodita, omofobo, disadattato e non normale.

Ma io non desidero soggiacere per aprirmi ad una “innovazione” materiale molto pericolosa per la salute fisica e mentale come l’omosessualità.

Insomma, se non fai quel che pretende con violenza la lobby dei ricchioni, sei un diverso, un non normale.

E tutto questo, in misura di un frainteso modello di civiltà della tolleranza.

Non è che se un nuovo modello sessuale si afferma fra la popolazione, questi, sulla scorta della forza dei numeri, possa divenire un modello imposto e non criticabile.

In tal caso dovrei pensare che l’aggressione eterofoba dei ricchioni sia commisurabile ad analoghe e maligne aggressioni sociali come quella mussulmana, che pretendono di modificare radicalmente la tradizionale tolleranza occidentale in una sorta di depandance dell’Islam o della frociaggine più sfrenata proprio attraverso quel metodo democratico che distingue le libere democrazie occidentali dal resto del mondo.

E mica è scritto da qualche parte che, essere ricchioni o mussulmani crei automaticamente obblighi di riconoscimento sociale, morale, giuridico al solo costo di un frainteso senso della civiltà e soprattutto, della libertà?

Ogni libertà ha un costo, mentre per ricchioni e mussulmani sembra invece che esistano solo diritti e privilegi, e mai doveri e rispetto delle posizioni terze.

Sembra di avere a che fare con dei bambini cui venga rifiutato un giocattolo.

Io, a questo gioco, non ci sto.

E visto che tutta questa violenza origina dalla mancanza di rispetto degli eterosessuali da parte dei ricchioni italiani, allora faccio un passo indietro e mi riprendo il mio rispetto, la mia educazione civica e civile e torno alla definizione di omosessuale più tradizionale.

Per me, da oggi in poi, un omosessuale è un ricchione che adotta stili di vita sessuale socialmente e sanitariamente pericolosi.

I visto che froci e ricchioni io li tollero per educazione civica e civile, se aggrediscono con violenza anche solo verbale tutto ciò che sono e quello in cui credo, per me possono e devono andare a prenderselo in quel posto da un’altra parte.

Questa non è politica, questa non è tolleranza, questa non è democrazia:

questo è terrorismo sessuale, sociale e politico.

E come tale, verrà trattato dal sottoscritto d’ora in poi.

Fine del messaggio.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Sussidiarietà Verticale e Controllo di Prossimità Orizzontale

giovedì, 12 luglio 2012

Nella Pubblica Amministrazione italiana esiste un controllo dei lavoratori (qualora sia veramente effettuato e diretto) verticale, ovvero una corrispondenza fra chi esegue un ordine di servizio relativo ad un servizio offerto ai cittadini ed il gradino superiore che dovrebbe essere responsabile dei carichi di lavoro, delle responsabilità e delle incongruenze e problematiche relative alla buona conduzione dell’ufficio o dello sportello deputato alla erogazione di servizi.

Di fronte a realtà diffuse nelle quali malapolitica e cattivo sindacalismo consentono in strutture pubbliche chedieci/dodici persone si assumano il carico da lavoro di 200/300 altri dipendenti affatto interessati alle sorti della istituzione che garantisce mensilmente la sopravvivenza attraverso il versamento di un sicuro salario mai veramente meritato, biosogna arrendersi alla eidenza che, i lavoratori maggiormente disponibili, leali e coscienziosi, sono costretti, sotto ricatto, ad assolvere ai carichi di lavoro di tutti, senza che il gradino superiore, se ne interessi più di tanto:

il dirigente infatti, preferisce fare pressioni anche eccessive sui bravi lavoratori piuttosto che farle sulla massa di scansafatiche e parassiti che infestano la PA, perché i parassiti, sono stati messi lì sotto raccomandazione politica, alto-burocratica o sindacale, e sono intoccabbili e non caricabili di lavoro.

Anzi, se messi sotto pressione, faranno un più largo abuso della indennità di malattia, di assenze ingiustificate e di manifesto rifiuto di variazioni nei carichi da lavoro.

Per questa categoria parassita della Pubblica Amministrazione, l’unico vero atto corrispettivo per la loro infedeltà è il licenziamento, in tronco e senza preavviso, con un taglio netto anche al trattamento di fine rapporto ed alla pensione.

La questione irrisolta resta sempre la stessa:

solo un collega può saprere quanto lavora o non lavora un altro collega.

Così, il controllo di prossimità orizzontale, resta il primo ed efficace reciproco controllo che garantisca risultati soddisfacenti e che premi il merito e la produttività.

L’alternativa sarebbe quella di mettere un Carabiniere ed un Finanziere in ogni angolo ancor recondito del mondo del lavoro.

E questo, sarebbe impossibile da attuare.

Ecco che, le pur troppe delusioni del controllo sussidiario, possono essere completate solo da un controllo di prossimità in senso orizzontale, al fie di rompere una omertà di casta e di corporazione identica a quella della organizzazione mafiosa.

E non solo nel mondo del lavoro, ma anche e soprattutto, della pubblica amministrazione, della burocrazia e della politica italiana.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Attentato mafioso a Brindisi: bruciano le prove, scompaiono i complici

lunedì, 9 luglio 2012

Le prove vanno in fumo ed i complici spariscono nell’ombra del depistaggio di stato in abuso del potere pubblico.

Sin dal primo momento ho sostenuto, affermato e urlato che l’attentato esplosivo di Brindisi nel quale ha perso la vita la 16enne Melissa Bassi e che ha procurato il ferimento di altre cinque ragazze innocenti, era un attentato terroristico mafioso.

E ne sono sempre più convinto, mentre osservo il depistaggio dello stato mafioso italiano che vuol cancellare ogni prova che conduca alle organizzazioni mafiose.

Infatti, non si riesce a sapere nulla sui complici di Vantaggiato e sulle motivazioni del suo gesto, mentre a Roma, nella sezione scientifica della Polizia di Stato, un “incendio accidentale” distrugge proprio un reperto dell’attentato di Brindisi.

Le Autorità si affrettano a dichiarare che il reperto “era stato comunque già analizzato e repertato. La sua distruzione quindi non pregiudicherebbe il suo valore investigativo”.

Il che cristallizza la prova di quel reperto ad un foglio di carta e non più ad una successiva analisi di controllo del reperto.

Tutto cristallizzato in una prova che non è più una prova, ma si è trasformata in un foglio di carta con scritto su qualcosa.

Prima o poi, mi farebbe piacere incontrare il capo della intelligence italiana, per dirgli di persona quanto siano elementari le capacità di depistare dei professionisti della intelligence italiana.

Un depistaggio che definirei addirittura banale, quasi che, chi lo avesse messo in opera, volesse urtare appunto la sensibilità di qualche intelligenza, per accendere un riflettore in più su una vicenda che si avvia ad una fine vergognosa.

Insomma, sembra leggere un messaggio del tipo:

hey, italiani, io ricevo ordini, e non posso che eseguirli, ma questa porcata è troppo grossa, ed io ho volontariamente lasciato disperse briciole di verità a disposizione di quelle menti libere che vorranno opporsi all’ennesimo depistaggio ed insabbiamento eseguito in abuso del potere pubblico e nel disinteresse del popolo sovrano.

Ma, sapete, l’Italia è anche quel paese in cui un capitano di nave da crociera può assassinare impunemente decine di persone che erano nella sua responsabilità, restare qualche mese ai domiciliari (violati il giorno di Pasqua senza alcuna punizione) e poi essere rimesso in libertà per affermare sedicente che egli non è codardo, vile e vigliacco, ma egli è un eroe.

Non so voi, ma io son stufo di tutta questa mafia.

Se avete sensibilità e coraggio sufficiente ed amate la libertà più di ogni altra cosa, occupatevi vi prego, di queste ingiustizie predestinate, di questi omicidi continui ed aggravati della libertà e della sovranità del popolo italiano.

Volete continuare ad essere sudditi del potere mafioso o desiderate la cittadinanza civile?

Volete essere uomini e donne liberi, o caporali di giornata?

Questo è il tempo delle scelte, il momento dell’azione, non quello del silenziatore omertoso di vili che ficcano la testa sotto il terreno credendo così che il male che sta uccidendo tutti e tutto non lo colpirà o che, più semplicemente, le urla di dolore dei caduti sotto i colpi delle mafie non raggiungano le loro orecchie immerse nella terra.

Chi ha paura, è già morto.

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.

La soluzione unica o la unica soluzione per annullare la questione mafiosa in Italia?

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Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Schettino, vile e codardo pluriomicida è libero: mai in carcere

giovedì, 5 luglio 2012

Nella migliore tradizione napoletana e nel più completo rispetto della tempistica e del metodo mafioso, il vile codardo pluriomicida Francesco Schettino viene rimesso in libertà dalla ingiustizia idagliana, posto che sinora, Schettino non aveva neppure scontato un sol giorno nelle patrie galere, ma aveva dimorato nella sua comoda casa, permettendosi addirittura una fuga di piacere per il pranzo pasquale.

Beh, mancava solo l’ennesimo abuso del rito cristiano del perdono per un tale codardo ed assassino.

Ovviamente, il tutto avviene in un silenzio piuttosto colpevole, complice ed omertoso della informazione idagliana, che dovrebbe invece accogliere inorridita e in un mare di proteste la notizia della messa in libertà di un tal gaglioffo, vile e codardo, le cui mani sono lorde del sangue di tantissime morti innocenti.

Ma in idaglia, mafioso non mangia mafioso, e così via.

Anzi, talune testate riportano addirittura la contraffatta pubblicità di uno schettino eroe, che avrebbe salvato con coraggio ed intelligenza, migliaia di passeggeri.

Ma che schifo di paese è mai questo?

Quali squallidi figuri amministrano la (in)giustizia in Italia?

Quali uomini codardi e capitani pluriomicidi governano le navi nel mare nostrum?

Chi ha formato e chi ha addestrato gli uni e gli altri?

Chi li ha laureati e chi li ha selezionati?

Ma la vera domanda da porsi è questa:

chi pagherà per la perdita verticale di credibilità del sistema di controllo navale italiano e chi pagherà per la inutile e, per certi versi, cercata e voluta morte di decine di viaggiatori-passeggeri-turisti a bordo della Costa Concordia?

Beh, un po come tutte le tragedie idagliane, anche questa si avvia ad una conclusione senza trovare e punire un colpevole, un reo, un assassino, un lurido e vile codardo che venga rinchiuso vita natural durante in una cella penitenziaria, a scontare i suoi evidenti deficit professionali e le sue imperdonabili insufficienze e deficienze (in)umane.

Ma è proprio questo che avviene da decenni in Italia:

si premia chi non merita e si procede irrazionalmente verso scelte che producono un sicuro fallimento.

Lasciate perdere le massonerie e le paventate lobby bancarie:

in Italia vi è abbastanza merda da lordare ed infettare il mondo intero.

francesco schettino presidente della repubblica italiana subito!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il merito e la razionalità sono presidi fondamentali anti mafia

giovedì, 5 luglio 2012

Due notizie attraggono la mia attenzione, cagionando domande intelligenti cui sento che occorra dare risposte.

La prima, mi riconduce al malgoverno municipale nelle società di servizi a Foggia.

Certa volontà politica e lobbistica di cagionare il fallimento delle società di servizio comunale (AMGAS e AMICA) era ben chiara e visibile da anni a Foggia.

AMGAS fu fatta implodere volontariamente attraverso la moltiplicazione dei consigli di amministrazione di società utili solo a depauperare la ricchezza prodotta e gestita, devastare i bilanci e innalzare le situazioni debitorie.

Ma nessuna punizione è stata prevista, comminata e prescritta per gli ex amministratori di AMGAS a causa delle numerose devastazioni commesse nell’amministrazione della cosa pubblica comunale e locale.

AMICA implode oggi in un crack pilotato dalla dirigenza burocratica, come si evince dalla odierna sospensione del dirigente di AMICA, coinvolto pesantemente nello scandalo giudiziario delle indagini negli indirizzi politici e nelle azioni burocratiche che provocarono il fallimento della società DAUNIA AMBIENTE deputata alla raccolta differenziata

Perfettamente leggibile è il disegno mafioso di impedire la raccolta differenziata a Foggia come la camorra ha fatto per decenni a napoli e in tutta la campania.

Ma Foggia non è napoli e la Puglia non è la campania.

Almeno ancora, e chissà per quanto.

E torna alla mente una importante polemica nella esclusione dal concorso al ruolo di dirigente di AMICA di un soggetto che fu definito troppo bravo, troppo preparato e troppo meritevole in quel ruolo chiave nello scottante settore del ciclo dei rifiuti.

Vincere un concorso pubblico e sentirsi dire che invece si verrà esclusi dalla selezione perché troppo bravi e meritevoli deve essere la peggiore delle umiliazioni che una pubblica amministrazione possa infliggere ad un cittadino.

Ma, alla luce della sospensione del dirigente ATAF e del suo comportamento, si comprende un po meglio qual tipo di dirigenti pretendono casta politica e burocratica, caste e corpoorazioni mafiose, e organizzazioni mafiose:

immeritevoli ed irrazionali, ciechi, muti e sordi, come le tre famigerate scimmiette.

La seconda notizia è ancor più sconcertante, e concerne lo sfratto ingiunto a famiglie di poliziotti in una area edificata in Legge Gozzini ed abitata esclusivamente da famiglie di poliziotti, per far posto a famiglie bisognose in cui però vivono pregiudicati e soggetti socialmente pericolosi.

A me, questa storia non va giù.

Non si sfrattano famiglie di agenti di Polizia pensionati o non più appartenenti alle FFOO senza un criterio logico selettivo e soprattutto, razionale.

Non si mette in mezzo ad una strada un onesto e leale servitore dello stato.

Soprattutto, non si sostituiscono famiglie di poliziotti con famiglie di pregiudicati facendo coabitare il ladro e la guardia sotto lo stesso tetto.

Ma il massimo lo si raggiunge quando ci si avvede che non esiste una norma, come un indirizzo politico, che impedisca l’assegnazione di case popolari o statali (Gozzini) a famiglie nelle quali vivono soggetti pregiudicati e socialmente pericolosi.

Non si premia chi sbaglia e si punisce chi agisce contro l’illegalità se si vuole salvare il salvabile.

Ma pare che a Foggia il bene comune non sia più difeso da nessuno, se non offeso quotidianamente, in uno stato di indifferenza e di omertà generale.

Se potessi, farei eliminare la dicitura “nato a Foggia” dalla mia carta di identità, poiché me ne vergogno assai.

Il merito e la razionalità, continuamente battuti dalla indolenza, dalla omertà, dalla ignoranza e dalla arroganza, producono moltitudini di soggetti educati alla illegalità e alla mafiosità.

Ricordate bene e ricordate tutti che:

il merito e la razionalità sono elementi fondamentali anti mafia.

Distruggere il merito, premiare chi sbaglia e chi si rifiuta di usare la razionalità, significa essere mafiosi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Troppo immaturi per essere colti, troppo incivili per essere accolti.

domenica, 1 luglio 2012

Quel che manca in Italia?

Tante, tantissime cose importanti e fondamentali.

Ma se non si ritrova il senso della misura e il valore del rispetto, non vi potrà essere futuro.

Talvolta mi apro ad un sorriso di fronte agli infantili egoismi che vedo ingenuamente manifestarsi.

Poi mi rattristo, nell’osservare quanto sia lontana la meta della civiltà che taluni crederanno forse raggiunta stasera, al mero costo di una partita di calcio.

L’Italia non è altro che un immenso asilo nido all’aperto dove senso della misura e valore del rispetto sono esclusivamente orientati all’asservimento dello status quo mafioso, e non della comunità civile, sociale, economica, finanziaria, famigliare, aziendale, industriale, etc etc.

Nessuna cittadinanza attiva o passiva, ma solo sintomi di una pericolosa sudditanza, ammaliata e affascinata da canoni di un sottosviluppo piuttosto testardo, arrogante e presuntuoso, che offre lo spettacolo indegno di teatrini politici in cui il dialogo con altre nazioni europee si restringe a piccoli ricatti e grandi estorioni, in tipico stile infantile, in tipico spirito egoistico, in una crema purulenta di assenza di rispetto per il prossimo e di senso delle misure reciproche e delle loro valorizzazioni.

Come un bambino pretende il giocattolo dei suoi desideri con ogni mezzo che garantisca la mera soddisfazione egoistica, così, con il medesimo metodo umano, troppo umano, si osserva l’Italia tentare di competere nel mondo europeo, occidentale e globale.

Ancora troppo immaturi per essere colti.

Ancora troppo arretrati per essere accolti in un consesso comunitario multinazionale.

Ancora troppo avvolti in una tossicità mentale sin troppo condivisa che impedisce il mutamento, l’innovazione ed il rinnovamento.

E pretendono anche di imporre un indirizzo politico-economico a popoli che sono avanti a loro anni luce ….

Avranno cognizione della loro condizione?

Ovvero vivono in una realtà tutta loro, costruita sui gangli di una vocazione egoistica prettamente infantile e che nega loro il dono di un senso critico sufficiente per assaporare una realtà che sia scevra dalle loro impossibili aspirazioni di vita, dai loro impagabili stili di vita, dai loro insostenibili modelli di vita che pretendono invece resi possibili, pagati e sostenuti dal lavoro e dal grado di civiltà altrui?

Ma è accettabile che tutto questo avvenga in un clima di continua ed infantile pretesa estorsiva?

E per quanto ancora verrà tollerato tale ricatto estorsivo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X