Archivio di febbraio 2012
sabato, 25 febbraio 2012
Il gruppo Benetton alla conquista del Sud America come General Contractor.
Hanno appena messo le mani sulle autostrade cilene.
Se avessi interessi in borsa, venderei immediatamente tutto ciò che è italiano e comprerei tutto ciò che è Veneto.
I veneti procedono da soli alla conquista del mondo, scaricando italiani, calabresi, lombardi, siciliani, napoletani e padani in un sol colpo.
I veneti sono realmente un altro popolo, diverso e differente da tutti gli altri popoli che compongono la fallimentare nazione italiana.
Viva il popolo veneto, viva la loro capacità imprenditoriale, viva la loro intraprendenza, viva la loro fuga da ogni cosa sia in odore di stile di vita italiano.
Quello stile di vita troglodita e sottosviluppato, mafioso e corrotto, evasore ed usuraio che sta annegando disperatamente nel mare del cambiamento, al timone di una dirigenza sociale, politica, economica, burocratica e finanziaria che urla disperatamente:
abbandonare la nave, abbandonare la nave!
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
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sabato, 25 febbraio 2012
Resto dell’avviso che, in questo strano ed anormale paese, gioverebbe la sperimentazione.
Da dove iniziamo?
Beh, potremmo cominciare dall’uso dei comici nel governo del paese e l’uso dei politici nei teatri comici italiani.
Dovremmo poterne trarre profitto tutti in tempi ragionevolmente brevi.
Ovvero potremmo esalare l’ultimo respiro tutti insieme, appassionatamente, in unica grande risata.
Siamo messi talmente male che una comica provocazione ha più successo di una riforma del sistema.
Ma non potevo nascere tedesco, americano, svizzero?
Lì almeno sanno come distinguere un comico da un pagliaccio.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
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venerdì, 24 febbraio 2012
Gli ultimi dati ufficiali indicano che in italia, la corruzione non dovrebbe essere inferiore ai 60.000.000.000,00 (sessanta miliardi) di euro annui e l’evasione fiscale non inferiore a 200.000.000.000,00 (duecento miliardi)di euro annui.
Il dato va preso ovviamente con le pinze e l’uso del condizionale pare d’obbligo, visto che solo pochi mesi fa, si stimava la corruzione in italia pari a “soli” 40.000.000.000,00 (quaranta miliardi) di euro nel solo anno 2011.
Probabilmente, il dato effettivo (che sfugge ovviamente ad un calcolo ufficiale) è di gran lunga più importante, supportando coloro i quali ipotizzano che il debito pubblico italiano non sia altro che la sommatoria delle corruttele e non dei debiti contratti per garantire servizi efficienti ai cittadini-lavoratori-consumatori-contribuenti.
Intanto, il fenomeno dell’usura si presenta come l’attività economica più redditizia nel paese con un fatturato di 40.000.000.000,00 (quaranta miliardi) di euro, fagocitando nei soli ultimi tre anni ben duecentomila imprenditori, ma anche famiglie, commercianti, piccole e medie imprese con un volume di danaro “movimentato” superiore di ben quattro volte a quello già ricco del famigerato racket del pizzo.
In un teatro di guerra in cui, la Mafia Spa risulta essere il maggior agente economico italiano, primeggiando fra le imprese italiane per fatturato e profitti realizzati, la sommatoria fra corruzione, evasione fiscale ed usura dovrebbe offrire maggiori valori che quelli sopra riportati, di gran lunga, maggiori.
Se pur volessimo adottare il dato di una corruzione annua pari a 60 miliardi di euro, dovremmo arrenderci ad una terribile e temibile evidenza secondo cui, è come se ogni cittadino italiano, compresi i neonati appena giunti in questa valle di lacrime e quelli che invece hanno già un piede nella fossa cimiteriale intascassero una tangente di 1.000,00 euro pro-capite ogni anno.
Se pur volessimo adottare il dato di una evasione fiscale annua pari a 200 miliardi di euro, dovremmo arrenderci ad una egualmente terribile e temibile evidenza secondo cui, è come se ogni cittadino italiano, compresi i neonati appena giunti in questa valle di lacrime e quelli che invece hanno già un piede nella fossa cimiteriale evadessero contributi fiscali pari a una cifra di di 3.333,33 (numero periodico) euro pro-capite ogni anno.
Impressionante, vero?
Ma non è mia intenzione impressionare, spaventare o divertire alcuno.
Sia pure mi domandi e domandi alle autorità competenti se, posto che in italia il fenomeno della corruzione sia talmente dilagante da essere egli stesso sistema-paese, non fosse il caso di depenalizzare gli atti di violenza nei confronti di concussori e corrotti, come pure nei confronti degli autori del delitto di abuso d’ufficio.
Insomma, il solito burocrate o politico mi impone e mi estorce la solita tangente?
Bene, io per tutta risposta gli spacco la faccia, devasto il suo viso a furia di calci e pugni offerti senza alcuna pietà, e vedo riconosciuto questo mio comportamento come un comportamento non perseguibile e non punibile dalla legge e dalla giustizia italiana.
Mi pare un equo indennizzo per un popolo che venga quotidianamente massacrato da fenomeni come la concussione, la corruzione e l’abuso d’ufficio.
Come pure mi pare doveroso ritenere che, l’omicidio di un usuraio come quello di un mafioso che sia commesso da un cittadino costretto a subire l’usura e/o la violenza mafiosa, non debba essere ritenuto un comportamento perseguibile e punibile dalla legge e dalla giustizia italiana.
Mi pare un equo indennizzo per un popolo che venga quotidianamente massacrato da fenomeni come l’usura e la mafia.
Uccidere un mafioso o un usuraio non è reato, direbbe qualcuno.
Come pure spaccare il viso di un corruttore e di un corrotto come di chi abusi del potere di un ufficio pubblico, sarebbe evidentemente il trionfo e l’affermazione di una giustizia legale, giudiziaria, sociale, politica, finanziaria ed economica assai giusta ed equilibrata, che difenda il cittadino dalla usurpazione della sua sovranità, usata poi come mazza coercitiva da parte delle caste mafiose, delle corporazioni corrotte e delle mafie usuraie.
E poi:
volete mettere la soddisfazione e l’indubbio deterrente che una tale azione offrirebbe alla tutela dello stato democratico e del suo popolo di cittadini oppressi e usurati a volontà e senza limiti dalla classe dirigente politica e burocratica più corrotte e mafiose dell’intero globo terrestre?
Senzadubbiamente.
P.S.
In alternativa resto in attesa del versamento di euro 6.000,00 annui a compensazione della corruzione italiana (1.000,00 euro a persona per i sei membri della mia famiglia = 6.000,00 euro) e la detrazione annua di euro 19.999,98 annui dal pagamento delle tasse (per effetto di 3.333,33 euro di evasione fiscale per ogni cittadino italiano sempre moltiplicata per i sei membri di cui è composta la mia famiglia).
Aggiungerei anche un indennizzo forfettario pari a 100.000.000,00 di euro per la perdita di immagine della mia famiglia nel mondo civile occidentale a causa della inarrestata presenza dei fenomeni della corruzione, della concussione e dell’abuso di ufficio, un analogo indennizzo per la perdita di immagine della mia famiglia nel mondo civile occidentale a causa dello scandalo continuato ed aggravato della Monnezza Napoletana ed un ulteriore ed analogo indennizzo a causa della presenza onnipotente delle organizzazioni mafiose nella società e nella economia del paese.
Infine, un ulteriore indennizzo, pari a 1.000.000.000,00 di euro da commisurare per ogni membro della mia famiglia a causa della inefficienza cronica ed acuta della pubblica amministrazione e dei servizi da essa offerti in regime di monopolio.
E visto che siamo in tema di resa dei conti, un indennizzo forfettario una tantum per la sperequazione fiscale cui sono soggette le famiglie numerose in questo paese che non provvede, sia pur promettendolo costantemente in sede di tornate elettorali, alla formazione di un coefficiente contributivo che tenga presente che uno stipendio base di mille euro/mese per una persona sola è certamente sufficiente, ma che lo stesso stipendio per un padre o una madre di famiglia, ancor più se numerosa, non è equo e nemmeno socialmente ed economicamente corrispettivo.
Ovviamente, riferendo tale quoziente familiare alle famiglie strettamente italiane, per non offrire (come al solito) un insperato aiuto a chi sbarca in italia con armi, bagagli e decine di mogli e di figli da far mantenere al prossimo suo considerando altresì che, se la Sua Religione gli consente di avere un numero infinito di mogli e di figli, mi sembra più che giusto che si rivolga conseguentemente all’origine ed alla causa del proprio male, e quindi al Suo Dio, per il relativo mantenimento di mogli, figli e nipoti, parenti e affini, armi e bagagli compresi.
Ovviamente, desidero anche ottenere il licenziamento in tronco con perdita del diritto alla pensione e alla assistenza sanitaria gratuita per i corrotti, i parassiti, gli scansafatiche, i raccomandati e di tutti quegli immeritevoli che si vedono corrispondere un analogo corrispettivo al mio, senza averne sudato nemmeno un euro, mai.
Personalmente, io non sono più disposto a mantenere e/o sopportare più nessuno:
io voglio vedere riconosciuti i miei diritti, compresi e non esclusi quelli di vivere serenamente e dignitosamente.
Di tutti gli altri, non me ne frega (rispettosamente) un bel nulla.
Sono disposto ad offrire tanto rispetto tanto quanto me ne si rivolge.
Chiamatela pure:
la mia “coesione sociale” e familiare ad uno stato di diritto condizionato grandemente da mafiosi, usurai e corrotti.
E basta così.
Almeno per il momento.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Tag:abuso d'ufficio, abuso di potere, articolo 18 statuto dei lavoratori, cittadini, concussione, confindustria, corrotto, corruzione, ddl anticorruzione, debito pubblico italiano, decreto anti corruzione, diritti, diritti e doveri, doveri, downgrade, evasione fiscale, famiglie numerose, fisco equo e proporzionale, gustavo gesualdo, il cittadino x, impunità, italia fallout, Italian public debt, lavoratori dipendenti, Licenziamento, mafia, monnezza napoletana, non punibilità, Opinion Leader, opinione pubblica, pizzo, politici corrotti, popolo, public opinion, quoziente familiare, racket, res publica, sindacato dei lavoratori, sindacato delle imprese, stato di diritto
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martedì, 21 febbraio 2012
La logica la professionalità e la conoscenza sono tutto in un mondo civilmente, socialmente ed economicamente avanzato.
L’assenza di logica e/o di conoscenza crea questioni storicamente irrisolte, perenni vincoli che impediscono la crescita sociale, economica e civile di intere popolazioni, assoggettandole ad un futuro di scarsa qualità e di inefficienza, mettendo in serio pericolo la vita delle persone.
Chi governa una nave in assenza di logica applicata, conoscenza tecnica approfondita, professionalità comprovata, spirito di servizio e di sacrificio, affonda la nave e uccide delle persone volontariamente quanto coscientemente.
Se si svolge il proprio dovere in modo inefficace e non professionale, se si lavora in assenza di logica applicata e non si dispone di una adeguata ed approfondita conoscenza tecnica, se si ritrova un carrello in un tunnel ferroviario dell’alta velocità e si offre un altissimo pericolo per la vita delle persone.
Chiunque si rifiuti di usare la logica applicata ed una conoscenza tecnica approfondita, è un pazzo furioso, un potenziale assassino.
Chi ha il dovere di selezionare, formare, abilitare, vigilare e di controllare questi pazzi assassini e non adempie a tale dovere, è un loro complice:
è complice di un assassino, di uno stragista.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
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giovedì, 16 febbraio 2012
Chi non contrasta il male,
non è il bene,
ma solo un altro male.
Dedicato agli omertosi, agli omissivi, ai complici, ai succubi, agli arrendevoli.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x
Tag:bene, gustavo gesualdo, il cittadino x, male
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lunedì, 13 febbraio 2012
Abolizione dell’articolo 18 e licenziamento anche senza giusta causa?
Ci sto, mi piace.
Si può raggiungere un buon compromesso:
riduzione dell’orario di lavoro (come è già in Francia e Germania) e salario minimo garantito per tutti
contro
la possibilità di licenziare parassiti, fannulloni, raccomandati senza cervello e senza alcun merito, scansafatiche figli di papà e di mamma, assenteisti a vita, scrocconi professionisti, doppiolavoristi in nero, scioperati, finti malati e falsi invalidi, sfaccendati e sfaticati vari ed eventuali che ammorbano ed aggravano in modo insostenibile il mondo del lavoro, sia pubblico che privato.
Vi piace?
A me sembra un ottimo affare.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
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lunedì, 13 febbraio 2012
Pare proprio scritto da qualche parte che i grandi talenti musicali (e non solo) vivano uno squilibrio profondo con l’abuso di farmaci, alcool e sostanze stupefacenti.
Whitney, non si è sottratta a questa “triste tradizione”.
Addio anche a te, Whitney:
abbi pace.
Ecco un elenco di grandi, grandissimi talenti musicali che, in un modo o nell’altro, si sono spenti a causa del loro “maledetto talento”.
Andrew Roy Gibb, Andy Gibb (Bee Gees) infiammazione del miocardio dovuta ad un’infezione virale dopo anni di abusi di alcool e droghe
Karen Carpenter (The Richard Carpenter Trio-The Carpenters): complicazioni cardiache a seguito di anoressia nervosa
Sam Cooke (“il re del soul”): ucciso con un colpo di arma da fuoco da Bertha Franklin, direttrice del motel Hacienda a South Los Angeles
Marvin Pentz Gay Jr, Marvin Gaye: ucciso dal padre con un colpo di pistola
Kurt Donald Cobain , Kurt Cobain (Nirvana): suicidio con colpo di fucile
Luigi Tenco: suicidio con colpo di pistola
John Winston Ono Lennon, John Lennon: assassinato da un malato di mente di nome Mark Chapman con quattro colpi di pistola
Lewis Brian Hopkin Jones, Brian Jones (The Rolling Stones): trovato annegato nella sua piscina. Abusava di alcool e droghe
James Douglas “Jim” Morrison, Jim Morrison (Doors): trovato privo di vita nella vasca da bagno. Abusava di droghe e di alccol
Chesney Henry “Chet” Baker Jr., Chet Baker: caduto da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam, probabilmente sotto l’effetto di droghe
John Simon Ritchie, John Simon Beverley, Sid Vicious (Sex Pistols): overdose da eroina, figlio di madre tossicodipendente
Janis Lyn Joplin, Janis Joplin: trovata morta nella stanza di un motel di Hollywood, per overdose di eroina
Stephen “Steve” Maynard Clark, Steve Clark (Def Leppard): overdose di droghe e alcool
Mark Feld, Marc Bolan (T-Rex): overdose di erba mentre guidava
James Marshall “Jimi” Hendrix, Jimi Hendrix: overdose di droga. Soffocamento da rigurgito durante il sonno
John Henry Bonham, Bonzo, John Bonham (Led Zepopelin): overdose di alcool. Soffocamento da rigurgito durante il sonno
Paul Dedrick Gray, Paul Gray (Slipknot): overdose di morfina e fentanile
Whitney Elizabeth Houston, Whitney Houston: affogata nella vasca da bagno a seguito di overdose di farmaci e alcool
Michael Joseph Jackson, Michael Jackson: arresto cardiaco, dovuto ad un’overdose di Propofol e benzodiazepine
Elvis Aaron Presley, Elvis Presley: arresto cardiaco da abuso di farmaci (14 medicinali)
Cass Elliot, Ellen Naomi Cohen, Mama Cass (The Mamas & the Papas): trovata morta nella sua stanza d’albergo a Londra, apparentemente per un arresto cardiaco
Grazie a tutti voi, miti intramontabili, per aver lasciato un bellissimo ed indelebile segno nelle nostre vite con le vostre magnifiche invenzioni emotive.
Non vi dimeticheremo.
Mai.
Gustavo Gesualdo
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martedì, 7 febbraio 2012
“Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano?
Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?
Un personaggio così lo si conosce in vacanza al mare.
E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla.
In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti.
Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé.
Anche Francesco Schettino voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio.
D’accordo, questa era una mossa davvero scorretta.
Abbiamo da tempo perso l’abitudine di mobilitare stereotipi culturali nei giudizi espressi nei confronti dei nostri vicini.
E’ considerato un modo retrogrado o, peggio ancora, razzista (anche se, tanto per rimanere in tema, non è del tutto chiaro fino a che punto l’italianità possa già di per sé costituire una razza).
Il carattere nazionale è un po’ come le disparità fra i sessi.
Anche se sono state abolite da tempo, nella vita quotidiana ci andiamo a sbattere continuamente contro.
Basta trascorrere un solo pomeriggio all’asilo per mettere in discussione tutto ciò che la pedagogia illuminata ci ha insegnato sulla costruzione sociale del genere maschile e femminile. Effettivamente c’è tutto un mercato clandestino che campa in maniera più che discreta sulla differenza tra Marte e Venere e su come affrontarla.
A tale istruzione per l’uso fa da pendant la guida turistica che ci introduce nelle caratteristiche proprie, e quindi nella tipicità, di una cultura straniera. In qualche modo, almeno mediaticamente, continua a nascondersi in noi l’unno.
Sono soprattutto i tedeschi ad avere un problema con le attribuzioni culturali.
Per esempio gli inglesi ci considerano da sempre non particolarmente dotati di senso dell’umorismo, nonostante anni di satira e cabaret di artisti importanti come Mario Barth, o Achtung Kabarett, Hagen Rether.
I francesi, invece, prendono in giro la cucina britannica e i belgi la presunta avarizia degli olandesi.
Noi conosciamo il carattere nazionale solo in senso negativo, come autoaccusa.
Appena saltano fuori da qualche parte un paio di ragazzi che sbraitano stupidità, imperversa sulla stampa il sociologo ed esperto in conflitti Wilhelm Heitmeyer, e spiega perchè la pace sociale sia in pericolo (“situazione esplosiva”) e che incombe una ricaduta.
In un modo o nell’altro, fino ad oggi è rimasto in noi l’unno che aspetta solo di tornare a battersi.
E stranamente funziona sempre.
Non occorre scomodare la genetica, per arrivare alla conclusione che le nazioni si distinguono tra loro.
Esistono infatti motivi climatici e anche la lingua ha la sua importanza.
Normalmente questo è secondario, ma nessuna politica dovrebbe basarsi sulla considerazione che le frontiere conservano il loro significato solo in senso figurato.
Cosa può succedere quando per motivi politici si trascura la psicologia dei popoli, lo evidenzia la crisi monetaria, che in questi giorni abbiamo perso di vista solo perchè “l’uomo nel castello” ha accentrato tutta l’attenzione su di sé.
Lo scoglio davanti alla nave qui sono i tassi d’interesse del mercato.
Difetto congenito dell’euro?
La camicia di forza per culture diverse
Se ora dappertutto si parla delle diverse capacità di prestazione dei paesi, allora questo è un modo pulito per affermare che alcuni stereotipi hanno, invece, la loro fondatezza.
Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante diverse culture economiche nella camicia di forza di un’unica moneta.
Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso.
Adesso si cerca disperatamente una soluzione. La risposta della cancelliera è che tutti diventino come noi.
Si vedrà come andrà a finire.
Le nazioni possono cambiare.
Questa, volendo, è la consolazione.
Gli italiani duemila anni fa dominavano su un impero che si estendeva dall’Inghilterra all’Africa.
I tedeschi, nel frattempo, hanno difficoltà a garantire il traffico ferroviario quando c’è troppa neve e ghiaccio.
Talvolta ci vuole, infatti, molto tempo per sfatare alcuni stereotipi.
A volte più di una generazione.
Jan Fleischhauer”.
Ma il signor Jan Fleischhauer sa che il citato capitano Schettino è napoletano e non italiano?
Poiché il prosieguo del suo scritto cambierebbe grandemente il suo oggetto finale se così fosse.
Non lo stereotipo italiano alla gogna della storia e del volgere generazionale, bensì lo stereotipo e lo stile di vita malato e deteriorato napoletano alla ghigliottina dell’umanità.
Agli occhi di un tedesco, come di un europeo come di un occidentale la differenza fra un italiano ed un napoletano non sembrerà così importante, ma in italia, tale differenza è sostanziale e vitale.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x
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domenica, 5 febbraio 2012
Giulio Andreotti dinanzi alla Commissione per le Autorizzazioni a Procedere che voterà la richiesta dei giudici di Palermo di sottoporlo ad indagine per associazione mafiosa:
“Io mi sono trovato in tanti anni ad avere una rappresentanza internazionale.
Un paese che si lasciasse prendere per il naso da un referente della mafia non acquista credibilità di fronte all’opinione pubblica all’estero.
Quello che accade, non getta discredito solo su di me.”
La credibilità italiana, ridotta oggi al lumicino, è stata definitivamente compromessa dall’agire di Giulio Andreotti come da quello di Silvio Berlusconi, anch’esso più volte sospettato od indagato di essere compromesso con le mafie.
La verità è che la mafia ha sempre governato questo paese e lo ha fatto con il condizionamento elettorale, con il ricatto, con l’estorsione.
La verità è che sino a quando resteranno in questo paese regioni come la Sicilia, la Calabria e la Campania, uomini dalla smisurata ambizione personale malcelata sotto le mentite spoglie di un amore divino per il bene comune come Andreotti o come Berlusconi, troveranno il modo di raggiungere il potere con i voti controllati dalle mafie.
La verità è che sino a quando resteranno in questo paese regioni come la Sicilia, la Calabria e la Campania, questo non sarà un paese libero ed i suoi cittadini non vivranno in una autentica democrazia, vissuta in piena libertà di scelta.
Quella in cui viviamo, è la dittatura delle mafie.
Questa è la verità, piaccia o non piaccia.
Quando pensate alla verticale caduta di credibilità nei confronti dell’italia, dello stato italiano, della società civile italiana, del governo italiano, del Made in Italy, dovete pensare alla presenza delle organizzazioni mafiose e della loro enorme influenza sul governo del potere pubblico, sulla amministrazione della cosa pubblica.
Non per niente, le mafie vengono anche denominate l’anti-stato o Cosa Nostra:
esse sono antitetiche alla esistenza di uno stato democratico della cosa pubblica.
La verità e che sino a quando resterà in vita anche un solo mafioso, questo paese non sarà un paese civile, ne tanto meno, normale o democratico.
La verità è che uccidere un mafioso, non dovrebbe essere un reato, ma un dovere civico e civile.
Ed ora, ammazzatemi pure:
Sarà sempre meglio che dover sopportare questa quotidiana e storicamente affermata infamia mafiosa.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
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sabato, 4 febbraio 2012
Prendere l’abilitazione al comando di una nave in italia, prendere una laurea, vincere un concorso pubblico o un appalto pubblico è la medesima cosa:
tutta una pericolosa finzione.
Le navi affondano, i laureati non sanno lavorare, i concorsi pubblici li vincono sempre i soliti noti e i grandi appalti pubblici li vincono le organizzazioni mafiose.
Complimenti, proprio un Belpaese.
Der Spiegel:
«Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano?
Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?».
Forse dovremmo istituire il controllo con l’etilometro anche per gli ufficiali ed i comandanti delle navi?
Il link al video Vergogne Italiane – Gli Incidenti Navali
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
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