Archivio di dicembre 2011

Monti, la politica, il sindacato e lo sviluppo economico

venerdì, 30 dicembre 2011

Monti 30122011

Buon natale alla Furbetteria Italiana

domenica, 25 dicembre 2011

Riflessioni natalizie:

– alcuni paesi europei stanno preparando un ritorno alle monete nazionali;

– lo spread fra titoli di stato italiani e tedeschi torna a viaggiare sopra i 500 punti, pari al 7% di rendimento, il che significa che il costo del danaro per famiglie ed aziende è salito oltre il 10% mentre solo all’inizio del 2011 era anche 6/7 volte più basso;

– la recessione italiana prevista per il 2012 si è manifestata già nel 2011 impedendo ogni previsione di crescita e/o di sviluppo economico nei prossimi mesi ed anni;

– il fallimento italiano appare talmente profondo da spaventare anche potenze mondiali come USA e Cina oltre che potenze europee del peso di Francia e Germania;

– duecento miliardi di evasione fiscale e quaranta miliardi di corruzione rappresentano un primato italiano di bassezze umane e di inciviltà impareggiabile in tutto il mondo occidentale;

– la prima azienda per fatturato in Italia è la Mafia SpA.

Cosa attendete ancora:

il certificato ufficiale di morte?

Tanti cari auguri, corrotti, mafiosi ed evasori fiscali.

Tanti cari auguri a chi pretende una amnistia o un indulto a causa del sovraffollamento volontario delle carceri italiane provocato ad arte dalla politica italiana con la chiusura di numerosi piccoli istituti penitenziari e la non ultimazione di quelli in costruzione, ovvero a causa degli impossibili ed inumani ritardi della (in)giustizia italiana.

Tanti cari auguri a chi tifa per le mafie e veste la casacca del potere pubblico.

Tanti cari auguri a chi non differenzia la propria monnezza e pretende di impedire la costruzione di termovalorizzatori nel prorpio territorio, abusando del territorio, delle risorse e della pazienza altrui.

Tanti cari auguri alla idiozia, alla illegalità e alla mafiosità.

Tanti auguri italia, affatto unita e coesa, se non per fottere il prossimo tuo.

Tanti cari auguri, Furbetteria Italiana:

anche quest’anno hai mantenuto in regime di schiavitù l’intero popolo sovrano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Istigazione a delinquere di stato: lo stato criminale e criminogeno

domenica, 18 dicembre 2011

Può uno stato di diritto scendere a patti con quelle parti sociali ed economiche definibili come l’anti-stato mafioso senza incarnare un comportamento favorevole alla difesa e alla tutela delle organizzazioni mafiose e contrario alla difesa degli interessi del popolo sovrano e della cittadinanza tutta?

Può uno stato di diritto subire e tollerare una evasione fiscale stimata in duecento miliardi di euro annui senza incarnare un comportamento traditore della tutela dei diritti e della difesa degli interessi di famiglie ed aziende cardini insostituibili del corpo sociale e di quello economico?

Può uno stato di diritto consentire alla propria struttura politica, burocratica ed amministrativa di arricchirsi illegalmente ed illecitamente di una corruzione valutata in quaranta miliardi annui senza che nessun politico, nessun burocrate e nessun amministrativo abbia mai denunziato un proprio collega per i reati di corruzione ed abuso di ufficio?

Può uno stato di diritto accettare e acconsentire che un sette volte Presidente del Consiglio dei ministri; otto volte ministro della Difesa; cinque volte ministro degli Esteri; tre volte ministro delle Partecipazioni Statali; due volte ministro delle Finanze, del Bilancio e dell’Industria; una volta ministro del Tesoro, dell’Interno, dei Beni Culturali e ministro delle Politiche Comunitarie, può uno stato sedicente democratico accettare che un tale senatore a vita giudicato dalla Corte d’Appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa ed accusato di “concreta collaborazione” con esponenti di spicco di Cosa Nostra possa essere prosciolto da tali gravissime accuse con un “non doversi procedere” a causa della (voluta, ricercata, ed infine, trovata) sopravvenuta prescrizione del reato sebbene si sia riconosciuta ed accertata la sua responsabilità e partecipazione in Cosa Nostra ed il favoreggiamento verso le attività illecite da essa svolte almeno fino alla primavera del 1980 senza che un tale stato si sia macchiato di alto tradimento del popolo sovrano e della giustizia?

Può uno stato di diritto produrre (volutamente) un disservizio impossibile nell’amministrazione della giustizia che favorisca certamente i cittadini con enormi possibilità economiche e finanziarie e si dimostri invece barriera inabbattibile nei confronti della difesa delle ragioni di quei cittadini che versano in condizioni economiche e finanziarie più deboli?

Può uno stato di diritto gravare ingiustamente per decenni di tassazioni e di imposizioni fiscali i settori più deboli dei lavoratori dipendenti e dei pensionati anziché distribuire equamente e proporzionalmente il peso dei costi dello stato pubblico?

Può infine, alla luce di queste ed altre immense ingiustizie sociali, uno stato di diritto definirsi tale, ovvero sarebbe meglio denudare il re e definire la repubblica italiana come la più colossale truffa ai danni di un popolo che sia mai esistita nell’intero pianeta?

Può allora, tutta questa merda restare impunita?

Può insomma questo continuo condono, può questa continua amnistia, può questo continuo indulto verso i comportamenti socialmente pericolosi su esposti ed altri e molti ancora essere definito come una infinita, continuata ed aggravata istigazione a delinquere da parte dello stato italiano, già definito come uno stato criminale, ovvero uno stato addirittura criminogeno?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La democrazia italiana non difende il popolo, ma il potere

domenica, 11 dicembre 2011

Cosa è accaduto?

Perché le democrazie nel mondo stanno tutte miseramente fallendo?

Come mai quando un sistema democratico incontra la crisi si dimostra incapace di contrastarla?

Semplice.

Perché un sistema democratico è troppo facilmente aggredibile dalla cattiva politica, dalle mafie, dalla corruzione, dalle invasioni religiose.

Così, dopo un certo tempo di regime democratico, il potere si incarna con i potenti e le istituzioni democratiche vengono infiltrate ed occupate definitivamente dai sistemi di potere aggregati in caste e corporazioni divenute ormai intoccabili ed al di fuori della sfera di influenza della legge.

Così, nei momenti di crisi, il potere pubblico viene usato per contrastare la crisi nei confronti dei potenti e non per difendere il popolo.

Ecco perché, ciclicamente, i sistemi democratici cadono e risorgono, non dopo aver pagato il prezzo di sangue richiesto da un popolo inferocito ed immiserito.

Ecco perché il costo della crisi oggi in Italia non lo pagano i corrotti, gli evasori fiscali ed i mafiosi, ma lo pagano i lavoratori probi, i cittadini lavoratori onesti, il popolo dei lavoratori derubati della sovranità e del potere.

Oggi è il tempo di cadere.

Per poi risorgere a nuova e migliore vita.

Nessun governo politico o tecnocratico potrà imporre alla politica e alla burocrazia italiana il dover essere, lo spirito di sacrificio ed il senso del dovere.

Occorre prima fare pulizia e tagliare drasticamente il magna magna generalizzato nella pubblica amministrazione.

Occorre farlo subito e senza guardare in faccia a nessuno.

E se il regime democratico non si dimostrerà in grado di dare risposte e garanzie alle richieste di giustizia sociale ed economica che provengono dal popolo, allora non sarà il popolo a soccombere, ma sarà questa inutile e troppo costosa democrazia della partitocrazia e della burocrazia a chinare la testa.

Mafie e corrotti devono essere estromessi dalla società, vanno puniti, perseguiti e, perché no, visto l’altissimo pericolo e allarme sociale che provocano, vanno perseguitati sino alla eliminazione totale dei fenomeni che li generano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Le due italie si allontanano sempre più

sabato, 10 dicembre 2011

il ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera affonda il dito nella piaga delle due italie e dichiara pubblicamente in sede parlamentare nel corso di un’audizione alla Camera sulle linee programmatiche del suo dicastero, parlando dei fondi comunitari europei per il Sud:

Entro l’anno rischiamo di perdere una quantità di miliardi pazzesca. In un momento di scarsità di risorse questo fatto sarebbe mortificante, colpevole e vergognoso.

Ancora una volta, il dito indice si punta ad indicare il mortificante stato neuro-vegetativo del sud italia, declassato a cassetta per le elemosine del resto del paese, base logistica per le infiltrazioni mafiose al nord, mortificazione continua e deprimente di tutto il paese.

Ma guai a dire che esiste una questione meridionale ovvero una conseguente questione settentrionale, o peggio, guai a dire che esiste una emergenza della monnezza napoletana (ma anche campana, siciliana, calabrese e romana) che non si è praticamente mai estinta negli ultimi decenni:

tali verità eterne verrebbero offerte al giudizio di un tribunale ….

L’insensibilità con cui si muove la classe dirigente meridionale spaventa ancor più delle mafie e del parassitismo fannullone nel sud.

Sempre alla caccia di deresponsabilizzazioni totali, mai nel governo effettivo dei territori che si è candidata a governare, mai all’attacco a tesata bassa dei fenomeni mortali della corruzione politica e burocratica e della invadenza mafiosa.

La questione meridionale?

Non è vero, sono tutte fandonie razziste, calunnie belle e buone dirette a mortificare gratuitamente il meridione.

Al danno di un meridione completamente degradato e fallito, si aggiunge la beffa di un non-governo o di un mal-governo delle classi dominanti meridionali, le uniche responsabili di ciò che accade quotidianamente.

E per carità, guai a parlar di secessione con un capo dello stato napoletano convinto, meridionalista indefesso ed anti-nord affermato.

La cosa peggiore di questa maligna condizione che impone al nord del paese una “convivenza della sudditanza e della schiavitù” è l’ignoranza estrema che la anima, l’arroganza e la presunzione impunita di politici meridionali che, con questi atteggiamenti e comportamenti falso-unitari ed avverso-secessionistici, dimostrano di non capir nulla di politica, di economia e di finanza.

La considerazione che sfugge assolutamente a tanta ignoranza è che, specie in un momento storico congiunturale come questo, sarebbe il meridione italiano a beneficiare maggiormente di una divisione del paese, di una sua separazione consensuale fra nord e sud.

Sarebbe il sud ad attirare ingenti finanziamenti dall’estero e non il nord, a causa dei differenti stili, livelli e costi di vita, che vedono primeggiare il sud sotto il profilo dei più bassi costi economici, finanziari e del lavoro.

La capacità di intercettazione di momenti importanti dello sviluppo economico di paesi come gli USA, la Cina e l’India nel mondo europeo si sposerebbe alla perfezione con il modello meridionale, piuttosto economico e con dinamiche perfette per investitori che volessero mettere un piede in Europa con finanziamenti davvero interessanti.

Molto probabilmente un sud così, attirerebbe importanti finanziatori anche dal nord Italia come dal nord Europa.

Ma per avviare questo straordinario volano industriale nel sud, bisognerebbe abbandonare il troppo condiviso parassitismo scansafatiche e fannullone, buono solo a spendere, sprecare e ladrocinare i danari che questo sud pretende dal nord, senza fornire in cambio alcunché.

E questa sarebbe la solidarietà meridionale, questa la coesione sociale sulla quale si fonda l’unità nazionale?

Beh, con questi presupposti non si va da nessuna parte e non si difende alcuna dignità nazionale unitaria, ma la si offende invece, opprimendo territori e popoli produttivi e laboriosi in favore di territori e popoli pigri e svogliati, fannulloni e sfaticati.

Molto meglio per i meridionali un bel posto di lavoro pubblico sotto casa che un posto di lavoro in una fabbrica a 40 chilometri di distanza, non è vero?

E certo, perché i settentrionali che lavorano invece a queste condizioni cosa sarebbero:

degli schiavi e dei succubi innocenti della mentalità mafiosa meridionale?

No, non ci siamo.

Siamo ancora molto lontani da una presa d’atto della classe dirigente meridionale del fallimento dello stile di vita meridionale, impagabile da chiunque, specie da un nord con l’acqua della crisi alla gola.

O la classe dirigente meridionale fa un passo indietro ed avvia una seria ed approfondita considerazione dell’analisi offerta in questo post, oppure la spaccatura fra nord e sud emergerà in modo purtroppo assai violento, suffragato dalla disperazione delle famiglie e delle aziende in crisi, oppresse e dissanguate da eserciti di connazionali che impongono un diktat irricevibile:

fratelli d’italia, schiavi del sud, dovrete spezzare la vostra schiena in un lavoro duro e faticoso per produrre quella ricchezza di cui noi abbiamo diritto (questa poi: siamo alle comiche solidaristiche) e che dobbiamo sprecare senza alcun controllo, critica o rivendicazione.

E se non vorrete stare a questo gioco, allora noi vi chiameremo razzisti.

Se non è estorsione questa, se non è oppressione questa …

L’Italia naviga verso un destino atroce, denso di sacrifici che una parte del paese si rifiuta di affrontare in prima persona, mentre la politica non vuole offrire vie d’uscita a questa situazione molto pericolosa, che può essere esemplificata in una pentola a pressione che, avendo raggiunto e superato la soglia massima di pressione sopportabile, venga spinta ugualmente ben oltre il massimo della pressione consentita e venga privata di ogni valvola di sicurezza, di ogni uscita di sicurezza all’aumento indiscriminato e costante della pressione interna.

E allora sarà meglio che affondi questa Italia, che bruci, che si smaterializzi nella povertà d’animo di quei connazionali che si comportano da schiavisti, violenti oppressori, anche se nelle falsi vesti di democratici totali.

Della democrazia questi signori han capito poco e male.

E della questione morale, ancor meno.

Soprattutto male.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Corruzione ed Evasione: la truffa del debito pubblico italiano

giovedì, 8 dicembre 2011

Il debito pubblico italiano, frutto esclusivo della corruzione politica e burocratica e della evasione fiscale, continua a preoccupare l’economia e la finanza globalizzata.

L’agenzia di rating internazionale cinese Dagong Global Credit Rating ha ieri declassato il debito pubblico sovrano della repubblica italiana da A – a BBB, con un outlook negativo, il che, per un paese avanzato e complesso come è l’Italia, equivale a ridurre la valutazione finanziaria (ma anche e soprattutto di tenuta economica e politica del paese) ad un livello che porta l’Italia al di fuori del giro delle grandi potenze economiche mondiali.

L’Italia è fuori dal grande giro che conta, con un futuro che promette solo peggioramenti, sacrifici immensi e dolorose perdite di potere d’acquisto, potere contrattuale e peso politico.

Il rischio di contagio della crisi italiana, mette in pericolo l’intera Eurozona.

Infatti il giorno successivo al downgrade italiano e la minaccia da parte dell’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s di declassare l’intera eurozona, ecco arrivare il declassamento effettivo del rating francese da AA- ad A+.

La situazione europea, ed in particolare la condizione italiana, appaiono sempre più critiche e pericolose.

L’Italia, in particolare, è ormai solo ad un passo dal vedersi valutati i bond italiani (BOT e BTP), emessi a garanzia e rifinanziamento del debito pubblico sovrano al valore della mera carta sulla quale sono stampati.

L’indicazione del rating italiano a BBB infatti, porta il bond italiano ad un passo dalla definizione di “junk bonds” (titolo spazzatura), così come è definito nella Bond Rating Definition:

AAA and AA: High credit-quality investment grade

AA and BBB: Medium credit-quality investment grade

BB, B, CCC, CC, C: Low credit-quality (non-investment grade), or “junk bonds”

D: Bonds in default for non-payment of principal and/or interes

Il declassamento ulteriore del debito sovrano italiano porterebbe ad un indirizzo di disinvestimento e di non investimento in titoli italiani.

Sarebbe la certificazione di morte della repubblica italiana, sarebbe la realizzazione del completo fallimento dell’entità statuale italiana, sia come unità politica che come unità economica e finanziaria.

Ma il passo è più breve di quel che si pensi.

Esiste infatti un debito pubblico italiano nascosto fra le pieghe dei bilanci (e fuori da essi) locali, regionali, provinciali e comunali, compreso e soprattutto l’universo delle società pubbliche e pubblico-private di “presunto servizio pubblico” locale.

La domanda giusta è:

le agenzie di rating internazionale hanno dati ed informazioni analitiche su questo debito pubblico grande quanto quello sovrano?

Le agenzie di rating sono a conoscenza che il debito pubblico italiano è frutto esclusivo della corruzione politica e burocratica e della evasione fiscale?

Le agenzie di rating sono a conoscenza del fatto che il 90% dei grandi appalti pubblici italiani viene aggiudicato alle organizzazioni mafiose?

Inoltre, perché dovrebbe pagarlo il popolo italiano questo debito pubblico costruito con la corruzione politico-burocratica?

E perché dovrebbe pagarlo un francese piuttosto che un tedesco o un olandese il debito pubblico italiano della truffa organizzata e continuata?

E perché lo stato italiano non rende pubblici i dati sulla partecipazione al prelievo fiscale?

Quanto partecipano effettivamente al prelievo forzoso fiscale i lavoratori dipendenti ed i pensionati?

E quanto gli artigiani?

Quanto i commercianti?

Quanto i professionisti?

Quanto gli industriali?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento – Italy drags Europe into fall out – Italien zieht Europa in den Herbst heraus – L’Italie traîne l’Europe en tomber

martedì, 6 dicembre 2011

Il tentativo europeo di salvare l’italia dal suo fallimento rischia di trascinare in un fall out terribile l’intera Eurozona.

L’agenzia internazionale Standard & Poor’s, infatti, ha messo sotto osservazione (creditwatch negative) i rating di ben 15 Paesi di Eurolandia in previsione di una moderata recessione che colpirà l’Eurozona nel 2012, eccetto l’Italia, naturalmente, per la quale si prevede invece una recessione di ben altro spessore durata e misura.

I popoli europei cominciano a porsi domande interessanti sul futuro dell’euro, sia inteso come concezione politica, che geografica, che economica e monetaria.

Un cittadino tedesco infatti, non riesce a comprendere perché egli debba sacrificare il credito internazionale della potenza economica tedesca ed i suoi personali e familiari interessi per salvare l’italia, un paese che fallisce miseramente a causa della corruzione politica e burocratica dilagante (fenomeno assolutamente fisiologico nel resto d’Europa che vede invece nell’utilizzo dei finanziamenti e nella gestione degli appalti pubblici cifre percentuali prossime alla totalità delle somme erogate per l’italia) e della oramai potentissima holding mafiosa italiana, prima azienda italiana per fatturato, in grado di assicurarsi il 90% dei grandi appalti pubblici italiani.

Un cittadino tedesco, ovvero un cittadino francese non riesce a comprendere perché con il sacrificio dei popoli francese e tedesco si dovrebbe salvare un paese che è ormai integralmente preda delle mafie e della prassi corruttiva:

se agli italiani piace vivere al di sopra delle loro possibilità, il cittadino europeo non comprende affatto perché debba essere chiamato a fare sacrifici enormi per pagare i debiti insoluti italiani, frutto non della crisi o della sfortuna, ma figli di uno stile di vita assolutamente errato, gravemente degradato, assai incivile e soprattutto, affatto considerabile come un “modello ed uno stile di vita europeo”.

Simili con i simili.

Questa è la prima regola di ogni aggregazione umana, di ogni popolo, di comunità sociale, di ogni paese e di ogni nazione civile che sia degna di questo nome.

Ma la similitudine difetta invero e, soprattutto nella parte più meridionale dell’italia, laddove lo stile di vita pare abbandonare decisamente le vesti europee e si copre di comportamenti assai deplorevoli e devastanti per la società italiana, come l’incredibile vicenda della Monnezza napoletana, ancor oggi sottoposta al vaglio attento delle istituzioni e della azioni europee, preoccupate della incapacità italiana di governare un semplice ciclo dei rifiuti in alcune regioni come ovviamente la Campania, ma anche la Sicilia, la Calabria ed ultimamente anche la regione Lazio, che ospita addirittura la capitale italiana, Roma.

A dire il vero, è tutta l’Europa del sud che si dimostra afflitta da questa degenerazione e maleducazione incivile, anche se, il caso italiano, si arricchisce di due fattori difficilmente eguagliabili in tutto il mondo civile:

l’elevazione della corruzione a sistema di vita e l’affermazione del metodo mafioso come regola generale.

Il cittadino tedesco resta sempre più perplesso dei sacrifici che dovrà sopportare per consentire ad un tale degrado umano di sopravvivere.

In effetti, l’attuale governo italiano ottiene un certo successo nelle borse mondiali proprio grazie al sostegno soprattutto di Francia e Germania, che attraverso la BCE stanno garantendo il debito pubblico sovrano italiano, la solvibilità italiana e la stabilità italiana.

Anche la FMI corre in soccorso del premier Monti, generando un nuovo clima di fiducia nella ormai fallita unità ed integrità italiana.

Eppure qualcosa non quadra ancora in tutta questa vicenda, nonostante i dubbi del cittadino tedesco, di quello francese e di quello europeo in generale.

Vediamo di eviscerarli questi fenomenali dubbi, uno per uno.

– Mafia, Corruzione ed Evasione Fiscale -

Il premier Monti non elenca mai queste due piaghe italiane nelle sue apparizioni pubbliche, pare che per Mario Monti, corruzione e mafie non esistano in Italia.

Infatti pare scomparso dal programma di questo governo ogni provvedimento anti-mafia ed anti corruzione.

Strano, alquanto strano, effettivamente.

Se mafia e corruzione sono fenomeni in grado di muovere enormi ricchezze in Italia, non si comprende perché il premier Monti non vada a cercare il recupero delle cifre da capogiro che rappresentano il giro d’affari di corruzione e mafia in Italia invece di massacrare ancora una volta famiglie ed aziende italiane, che sono state già gravemente ferite dalla crisi e dallo stato di mafiosità imperante e di libertà assente in cui versa l’economia italiana.

Perché una famiglia italiana deve vedere ancora una volta mortificato il proprio futuro pensionistico, e deve essere costretta obtorto collo a subire un ulteriore aggravamento della già eccessivamente gravosa pressione fiscale (per chi le tasse le paga, ovviamente)?

Per fare forse un piacere alle famiglie e alle aziende mafiose?

Ed a quale titolo e con quale presunzione arrogante si impone un analogo sacrifico alle famiglie ed alle aziende tedesche e francesi?

Perché i sempiterni mali italiani li debbono sempre pagare i soliti fessi e mai i soliti furbi, li pagano sempre le famiglie e le aziende sane ed invece mai e poi mai viene addebitato un euro o lira che sia alle famiglie e le aziende mafiose, alle famiglie dei politici e dei burocrati corrotti ed incapaci?

E perché non si approfitta oggi della favorevole posizione derivante dalla crisi in atto per cancellare una volta per tutte mafia e corruzione dal vocabolario corrente italiano?

- L’illegalità diffusa, i ritardi e le assenze della Pubblica Ammininstrazione, le lentezze burocratiche e la (in)giustizia italiana –

Parliamoci chiaro:

la delocalizzazione delle aziende italiane all’estero, la fuga dei cervelli italiani all’estero ed il mancato ingresso di finanziatori esteri in Italia sono fenomeni sociali, economici ed umani mortali che non possono essere addebitati alla sola presenza delle potentissime organizzazioni mafiose ed al pur dilagante fenomeno corruttivo, ma fanno i conti con una illegalità assai diffusa e purtroppo in molti casi anche tollerata, se non addirittura sostenuta e condivisa, come pure gli impossibili ritardi o le vere e proprie assenze del servizio pubblico incarnato dalla Pubblica Amministrazione sia locale che nazionale, come anche le intollerabili lentezze burocratiche ed amministrative che pare siano messe lì apposta per invitare (meglio dire per estorcere) il malcapitato a superarle con una tangente corruttiva, come pure l’incredibile giustizia italiana, che uno studio del CNR definì come tra le più arretrate d’Europa, appunto.

Tutta questa matassa di fenomeni italiani assai intrecciati fra di loro rende impossibile una vita normale delle famiglie e delle aziende che decidessero di intraprendere l’avventura della vita terrena ovvero l’alea di una attività imprenditoriale in Italia.

Eppure, anche quelle soluzioni che urgono per eliminare tali ingorghi appaiono come assenti ingiustificate nell’azione del governo Monti, che di liberalizzare e riformare il mondo del lavoro e della vita in questo paese anormale, pare abbia dimenticato l’urgenza ed addirittura, l’esistenza.

Nessuna riforma strutturale, ne tanto meno, alcuna liberalizzazione delle professioni, delle arti e delle attività sottoposte a licenze pubbliche si impone nell’agire dell’esecutivo italiano:

il paese non viene così ammodernato e reso competitivo sul piano internazionale.

– La Spesa Pubblica, il Parassita Pubblico ed il Debito Pubblico –

L’imponente massa di dipendenti pubblici e di cariche politico-amministrative che gravano pesantemente sulla spesa pubblica come nella costruzione del debito pubblico, avvisano il presente che non è possibile tentare il salvataggio del paese in queste condizioni di spesa pubblica indecente e soprattutto, improduttiva e parassita.

Ma anche in questo caso, il governo Monti, l’attuale esecutivo italiano in carica, non offre alcuna soluzione di riduzione drastica ed immediata della spesa pubblica e di contenimento del debito pubblico che passi attraverso un salasso doveroso e necessario della pubblica amministrazione, elemento indicato fra le concause primarie del fallimento italiano nel suo peso e nella sua inefficienza cronica e conclamata.

Se l’Inghilterra per venir fuori dal rischio di downgrade e di fall out avviò anch’essa dopo aver cambiato governo una notevole riduzione della spesa pubblica taglia di ben 81.000.000.000 di sterline e la perdita di circa mezzo milione di posti di lavoro, ma programmando un rientro in sostanziale pareggio dei conti pubblici entro l’attuale legislatura, non si comprende perché l’Italia, causa e movente del paventato fallimento europeo e del prossimo possibile downgrade di ben 15 paesi europei, non debba imporre altrettanti sacrifici.

L’Italia deve urgentemente tagliare l’enorme e spropositato numero di posti di lavoro pubblici in una quota che va da un terzo sino ed oltre la metà dei suoi dipendenti pubblici, come pure deve urgentemente asciugare drasticamente ogni aspetto dell’intervento statale nella vita del paese (imponendo la regola che ognuno paga per i propri errori – esempio: paghino i napoletani il costo ed il danno della loro ingovernata monnezza e non tutti gli italiani indiscriminatamente, comprese e soprattutto quelle popolazioni che invece governano virtuosamente il loro ciclo dei rifiuti come la loro amministrazione locale ), ogni presenza ossessiva e devastante del pubblico nel privato.

Eppure, di queste misure, non si trova alcuna traccia nel governo Monti, affacciatosi alla ribalta con una misera manovra di appena 24 miliardi di euro, derivante da pochissimi tagli alla spesa pubblica e troppi aumenti della pressione fiscale sui soliti fessi, visto che chi le tasse le evadeva prima della crisi, non le pagherà certamente oggi, che la crisi c’è e si sente.

Insomma, l’ingiustizia sociale di cui si veste l’azione del premier Mario Monti, si scontra con le altisonanti e roboanti indicazioni di indirizzo politico del suo esecutivo alla coesione sociale e alla giustizia sociale preannunciate dal Monti stesso.

Oltre ovviamente alla “strana dimenticanza” della esistenza di mafie e corruzione in quantità industriali in un paese di furbetti che tace alla solidaristica e generosa Europa che esiste un altro debito pubblico italiano grande almeno quanto il primo, nascosto ed originato dal malgoverno locale, regionale, provinciale e comunale.

E allora torna la domanda iniziale:

perché un cittadino tedesco, un cittadino francese o un cittadino europeo dovrebbe sacrificare il proprio futuro rovinare la serenità e compromettere la stabilità delle proprie famiglie come delle proprie aziende per salvare una tale ecatombe di guai e di difetti incorreggibili ed incorretti che si definisce come l’Italia?

Ma se l’Italia non procede per prima lungo la strada dei tagli e delle riforme, delle liberalizzazioni e della pulizia morale, perché il cittadino europeo dovrebbe essere costretto a pagare il conto delle mafie e dei corrotti?

Interrogato il morto, nessuno rispose.

Ovviamente.

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento, ma forse sono molti i cittadini europei ed italiani affatto inclini a pagare il conto di una casta politica allucinante, sulla quale si è potuto fondare un impero della illegalità e della punizione ingiusta della meritocrazia fatto di politici e burocrati corrotti e di mafiosi molto ricchi e potenti.

E se la politica e la burocrazia sono corrotte, che paghino loro il debito pubblico che si è costruito per saziare il loro infinito appetito.

Che paghino le classi dirigenti italiane il prezzo della loro incapacità e/o disonestà.

Senzadubbiamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia è finita in lacrime: ora è tempo di agire

lunedì, 5 dicembre 2011

Nelle lacrime in presa diretta del ministro Elsa Fornero, in queste lacrime, si manifesta tutto il fallimento italiano.

Cosa dire invece, delle decine e decine di anni di politica all’italiana e di politici italiani che hanno goduto di privilegi inauditi, consentendo comunque alla corruzione ed alle mafie di massacrare un paese che era una vera potenza economica mondiale, per ridurlo infine al difficile ruolo di capro espiatorio di tutti i mali globali e delle violente follie anti-globalizzaizone?

Ma la verità è che il debito pubblico italiano è colpa della politica italiana, è frutto della idiozia e della corruzione dei politici italiani, e non è invece colpa dell’Europa e nemmeno della tanto vituperata globalizzazione o del paventato cannibalismo massonico della finanza globale:

il pianeta ha una sola ed unica legge naturale ed economica, ed è la legge del più forte, dalle cui conseguenze nessuna politica e nessun politico italiano ha mai messo al riparo il proprio popolo ed il proprio territorio, salvaguardandolo, preservandolo, difendendolo.

La casta politica che avrebbe dovuto servire e difendere il paese da ogni prevedibile attacco, sia interno che esterno, non lo ha fatto, e non lo ha fatto di proposito.

Da questo momento in poi, si può con assoluta serenità affermare che l’italia non è più una nazione, ma rappresenta solo un inutile fardello, un pesante fardello intriso di corruzione e di mafiosità, un fardello che altri difendono solo per difendere se stessi, un fardello che pesa troppo sul capo di quegli innocenti che non amano la corruzione ed odiano le mafie, ma che sono costretti ed obbligati a subirle entrambe, quotidianamente.

L’italia, è fallita, l’italia è finita.

Con buona pace di chi non lo ha ancora capito e non lo vuole capire.

Con buona pace di chi urla di voler difendere in tribunale stili di vita allucinanti ed indifendibili, stili di vita che sono causa certa del fallimento della credibilità e del buon nome di un intero incolpevole paese.

Ma l’italia è finita, anche senza il loro inutile assenso.

Occorre però andare oltre questo fallimento, oltre questa sconfitta, bisogna spogliarsi della zavorra e volare alto.

Occorre distaccare quei territori che non sono ancora intrisi di corruzione e di mafiosità in modo irrecuperabile e bisogna immediatamente portarli in luogo sicuro, in territorio amico, nel fraterno abbraccio di una riconciliazione dei popoli del nord, dei popoli ticinesi e insubri.

Ma bisogna fare in fretta, poiché la corruzione e l’usura mafiosa è stata aizzata contro quei territori ad arte, in modo da diffondere e propagandare l’impressione che l’talia sia tutta mafiosa e tutta corrotta e quindi tutta irrecuperabile.

Bisogna farlo ora e bisogna farlo bene.

Occorre avviare una battaglia senza frontiere per difendere la libertà di quei popoli e di quei territori che dicono NO alla corruzione e dicono NO alla mafia.

Un battaglia di libertà, una battaglia di civiltà, una battaglia di diritto giuridica e naturale, ma una battaglia.

Basta cospargersi il capo di incenso e cercare insensatamente un capro espiatorio che si accolli tutto il male di tutti i mali che affondano i loro artigli nelle carni non italiane, ma incatenate e rese schiave italiane.

Ora o mai più.

Ora, e mai più.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

I governi democratici e lo spionaggio di massa

sabato, 3 dicembre 2011

L’ormai famigerato sito Wikileaks pubblica l’elenco, nazione per nazione, delle società che offrono strumenti di intercettazione, di controllo e di spionaggio, i dettagli e la descrizione accurata di tali strumenti e di come funzionano ed interagiscono fra loro.

Clliccando qui , avrai accesso ad una pagina del sito di Wikileaks che si presenta come una mappa del mondo.

Cliccando ancora sul nome di uno stato, comparirà una finestra che elenca i nomi delle società che producono i mezzi tecnologici oppure offrono direttamente il beneficio indiscutibile di questi mezzi di spionaggio di massa.

Il Grande Fratello, quello di George Orwell (pseudonimo dello scozzese Eric Arthur Blair) e non quello spettacolo miserabile offerto in tv dalla Mediaset, annuncia da tempo che le libertà individuali e fondamentali dell’uomo sono in pericolo, accerchiate da una tecnologia sempre più capace di spiare contemporaneamente ogni singolo cittadino in ogni suo ambito più privato e riservato (automobile, casa, ufficio, telefono cellulare, web, e-mail, social network, etc) .

Bene, anzi male:

oggi sappiamo che quella tecnologia esiste e che essa viene quotidianamente utilizzata dai governi dei paesi democratici per ….

spiare i terroristi? spiare i mafiosi? spiare gli assassini, gli stupratori, i pluriomicidi?

No, no: nulla di tutto questo.

Altrimenti mafiosi, politici corrotti, pluriomicidi e stupratori e violentatori di ogni genere e grado sarebbero facilmente individuati e tempestivamente puniti.

No, no, oggi sappiamo che quella tecnologia esiste e che essa viene quotidianamente utilizzata dai governi dei paesi democratici per spiare i cittadini qualunque, i cittadini X, voi insomma, me insomma, me e tutti i liberi cittadini come me.

Una notizia che non era del proprio inaspettata, ma che causa comunque molto malessere.

Fa male perché denuncia che le democrazie occidentali sono profondamente malate, della patologia da abuso del potere pubblico applicato contro i cittadini e non del buongoverno del potere pubblico applicato a tutela e garanzia degli interessi dei cittadini,

Questa degradata condizione di controllo antidemocratico ed illiberale delle popolazioni nasce all’indomani dell11 settembre 2001, allorquando non si andò troppo per il sottile nel condurre una campagna di spionaggio mondiale e capillare che potesse offrire una qualche misura di prevenzione rispetto al nuovo nemico mondiale:

lo spettro del terrorismo fondamentalista islamico.

ma da allora, i “governi democratici” hanno fatto dell’abuso una regola ed hanno diretto questa arma potentissima nel controllo dei popoli e nel contrasto alle critiche ed alle opposizioni interne.

Pericoloso crinale questo:

dove muore la libertà, non nasce più l’erba …

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X