Archivio di settembre 2011

Vilipendio – Considerare Vile

venerdì, 30 settembre 2011

Pretendo delle spiegazioni.

Ufficiali spiegazioni.

Voglio sapere se tutto questo è vero, se è vero che il capo dello stato si è arricchito in passato in questa maniera apparentemente fraudolenta, voglio sapere perché Giorgio Napolitano si è rifiutato in modo molto scortese ed arrabbiato di dare spiegazioni ad un giornalista tedesco che chiedeva doverosamente dei chiarimenti circa l’uso o il possibile abuso da parte del presidente Napolitano di danaro pubblico messo a disposizione degli europarlamentari a titolo di rimborso spese per i trasporti.

Voglio sapere tutto e voglio scuse ufficiali di Giorgio Napolitano, se, quel che appare da questo pezzo giornalistico della televisione tedesca che è stato censurato in italia, dovesse risultare vero, come pare.

Vilipendio:

dal latino vilipendĕre. Considerare vile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il crack italiano e La Divina Provvidenza

venerdì, 30 settembre 2011

La casta politica italiana, sempre più coinvolta in scandali corruttivi e di sospetti di connivenza se non addirittura di concorso, sia pure esterno, con le organizzazioni mafiose, resta immobile dinanzi al paventato fall out del sistema paese.

La causa fondamentale del crack italiano sta tutto nella rigidità del sistema economico e finanziario italiano, nella rigidità del mondo del lavoro (sia in ingresso come nel caso delle mancate liberalizzazioni delle professioni o del settore dei taxi, sia in uscita, nella impossibilità effettiva di licenziare un lavoratore dipendente, sia pubblico che privato), nelle assurde lentezze della macchina della giustizia italiana, nella incapacità da parte della casta politica italiana di governare il cambiamento e di varare realmente quelle riforme strutturali che il paese reale invoca ed attende ormai da decenni.

Attenzione, si usa il termine “realmente” a tutela del rischio tipico italiano:

l’annuncio di riforme strutturali, la loro programmazione, la loro approvazione ed il loro varo, a scapito di una effettiva e reale applicazione delle stesse.

Un trucchetto di cui la casta politica italiana abusa ormai da sempre, posticipando all’infinito la risoluzione dei problemi urgenti e gravi del paese, od approvando pacchetti normativi di riforme necessari quanto impopolari che però non incideranno mai effettivamente sul sistema paese, lasciando inalterati gli status quo della casta politica e di quella burocratica, veri e propri elementi di accelerazione del sistema evolutivo senza freni della spesa pubblica e del conseguente innalzamento del debito pubblico.

In buona sostanza, la casta politica italiana fa solo finta di governare il paese, lasciando invece intatto il sistema di abuso continuo ed aggravato del potere pubblico così come è sempre stato.

La fitta rete di corruttele che unisce politica e burocrazia, resta un esempio perfetto per la comprensione di questo fenomeno della democrazia bloccata volontariamente.

Si pensi infatti, che il paese non riesce a dotarsi di una adeguata normativa anti-corruzione a causa di una serie di veti incrociati fra maggioranza di governo ed opposizioni, che fanno registrare continui rinvii e bocciature da parte della casta politica nella approvazione del ddl anti-corruzione presentato dalla maggioranza di governo, ultimamente fermato dalle opposizioni al senato della repubblica e mai seriamente affrontato, sia nelle proposte della maggioranza che della opposizione.

Un teatrino politico che ha solo il compito di sollevare grossi polveroni di contrapposizione ideologica che trova invece improvvise unità della maggioranza di governo nel mentre si debba negare l’autorizzazione alle richieste di carcerazione per parlamentari, ministri ed ex ministri, sottosegretari e politici di spicco della coalizione politica di maggioranza o addirittura dell’opposizione (il caso Tedesco), spesso accusati di corruzione o addirittura di concorso in associazione mafiosa.

Tale condizione storica è conosciuta con il termine di “democrazia bloccata”, un sistema del potere pubblico bloccato ad arte per impedire la realizzazione e l’attuazione delle garanzie minime fondamentali di tutela dei cittadini, delle famiglie e delle aziende italiane, da sempre sottoposte ai vari ricatti di una casta politica che controlla ferreamente gli accessi ai poteri pubblici, agli incarichi pubblici, ai posti di lavoro pubblici.

Così, nei decenni, si è costruito un sistema che consente la perpetuazione personalistica delle presenze nelle poltrone del potere pubblico, fenomeno che viene spesso definito come “attaccamento morboso alla poltrona del potere”, attaccamento che consente la perpetuazione sine die di caste corporative che impediscono il rinnovamento generazionale del paese, impedendo il libero accesso ai giovani professionisti nel mondo delle professioni, ai giovani tassisti nel mondo del trasporto, ai giovani politici nel mondo del potere pubblico, e così via, in ogni settore, in ogni potere.

L’analisi storica di questo fenomeno fa comprendere meglio perché le migliori menti, le migliori braccia e le migliori gambe italiane, migrano continuamente all’estero, in rapida fuga da un paese immobile, sempre uguale a se stesso, gravemente aggredito dalla organizzazioni mafiose e dalla illegalità diffusa, fenomeni negativi che si estendono a macchia d’olio in tutto il paese.

La condizione generale di crisi economico-finanziaria globale dei nostri tempi, ha messo completamente a nudo questa condizione di blocco sociale, economico, professionale, comunitario, della ricerca e dello sviluppo di un paese che è ormai fermo al palo della decrescita da ben dieci anni, perlomeno.

Il rischio di crack italiano definitivo, aumenta di giorno in giorno, accompagnato da un crescente e diffuso sentimento di sfiducia da parte del mondo intero sulle capacità politiche e di governo italiane di trovare una via d’uscita.

Il fall out italiano appare ogni giorno più concreto, essendo le probabilità di rischio del fallimento italiano, direttamente correlate alla crescita della spesa pubblica e del suo debito pubblico.

Un rischio che, in pochi mesi, ha superato quello greco e quello spagnolo, portando in evidenza il rischio italiano come il rischio europeo, laddove un fall out greco potrebbe anche essere “digerito” dalla potenza economica e politica tedesca, sempre più leader europea indiscussa, mentre il fall out di un paese complesso come l’italia, segnerebbe anche la fine della unione europea, messa in profonda crisi di identità proprio dalle divergenze nate sulla obbligatorietà e sulla convenienza del salvataggio dei paesi meridionali e mediterranei europei.

Così, il fallimento annunciato italiano, resta a pesare sul piatto politico europeo in modo determinante, stante anche l’insolvenza dell’esecutivo italiano rispetto alle precise richieste delle autorità europee preposte al salvataggio della stessa italia.

Così, nel terzo millennio, appare sempre più evidente che, lo stile di vita italiano, sai un peso eccessivo per gli italiani come rappresenti un pasto indigeribile per i partner europei, chiamati a rispondere con il sacrificio dei popoli del nord europa, alla deficienza cronica , alla inettitudine, alla corruzione morale e materiale ed alla mafiosità italiana.

Vincerà un rinnovato senso di unità europea, ovvero deflagrerà questa europa nata e cresciuta come l’europa delle nazioni e della burocrazia, piuttosto che una europa dei popoli e della integrazione identitaria europea?

Servirà il fallimento italiano come monito perché gli abusi che sono alla base del crack italiano vengano definitivamente abiurati e non difesi e tutelati?

L’impressione più forte che si riceve da questa analisi è che un paziente, per quanto bravo, non può fare la diagnosi e trovare la cura per il proprio male patologico.

L’impressione è che, se le autorità europee non dovessero imporre in modo deciso ed ultimativo un cammino fatto di profondi sacrifici e di abbandono di quei comportamenti che aprono dubbi atroci sulla monumentale corruzione materiale e morale della casta politica e burocratica italiana, allora, il paziente diverrebbe un malato terminale inguaribile, ed andrebbe abbandonato al proprio destino.

Analisi ed impressioni a parte, l’unica certezza che salta agli occhi anche dell’osservatore meno attento è che non sarà mai capace questa casta politica e burocratica, ignorante, arrogante, egoista e presuntuosa, di mettersi umilmente al servizio del paese, dimostrando improvvisamente di avere quella voglia e quella capacità di fare, di riformare, di governare e di indirizzare il paese nella giusta direzione e in un clima di umiltà e di rispetto reciproco, umiltà che sinora, non ha dimostrato di avere, e soprattutto, di incarnare.

Dopotutto, un pallone gonfiato resta tale, come un mafioso resta un mafioso ed un corrotto resta pur sempre un corrotto.

Quali speranze si possono nutrire, allora?

«Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ‘l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate».

(Dante Alighieri – La Divina Commedia – Inferno, Canto III, vv. 1-9)

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La mafia in italia? Più viva e popolare che mai.

mercoledì, 28 settembre 2011

Ipotesi normativa anti – Blog : una svolta anti democratica ed illiberale

lunedì, 26 settembre 2011

Un bavaglio al giorno, toglie ogni libertà di torno.

Protesto per l’ipotesi di imbavagliare ogni attività di discussione, di comunicazione e di informazione offerta dai Blog Personali come lo è questo.

In discussione vi è una norma che metta il bavaglio ai blog ed ai social network, in modo da impedire la diffusione di ogni critica nei confronti della casta politico-burocratico-partitica italiana.

Io protesto indignato, io contesto oltraggiato.

Non mi tapperete mai la bocca, ne spegnerete mai la mia tastiera con un atto d’imperio o con l’abuso della forza e della coercizione pubblica e del potere pubblico.

Voi non abuserete ancora una volta del potere pubblico che piegate a interessi devianti del sistema democratico e della libertà di parola, dello scritto e della informazione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Downgrade Italia – italian government in trouble – italienischen Regierung in Schwierigkeiten

lunedì, 26 settembre 2011

Il governo italiano naviga in serie difficoltà dopo il downgrade che ha colpito l’intero sistema paese, il sistema bancario ed ultimamente, alcuni comuni importanti del nord (Milano, Bologna, Genova), alcune regioni (Sicilia, Emilia Romagna, Liguria, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia) e le due province di Roma e Mantova.

Le società di rating internazionale esprimono così il loro dissenso rispetto al modo di produrre spesa pubblica incontrollata e conseguente debito pubblico che crea notevoli imbarazzi al sistema economico e finanziario europeo, occidentale e globale.

Eppure il governo italiano pare proprio non accorgersi di quanto pericolosa sia la condizione in cui naviga un paese stressato e depresso come l’italia in un momento di crisi così grave e duraturo.

Le ultime esternazioni del ministro della Pubblica Amministrazione che fanno seguito all’ennesimo annuncio di misure in favore della crescita economica lanciato ieri dal premier, aprono un panorama piuttosto deludente rispetto alle scelte politiche che intende portare avanti il governo italiano.

Innanzitutto, non si fa alcuna menzione in tali misure preannunciate da un ministro del governo di una determinata, convinta e drastica diminuzione della spesa pubblica italiana, di come questa spesa debba essere drasticamente diminuita e di quali spese debbano essere eliminate o modificate dalle voci del bilancio statale.

In buona sostanza, la scelta governativa non sembra puntare alla riduzione della spesa pubblica e del debito pubblico italiano.

In riguardo alla semplificazione amministrativa, si addensano ombre e dubbi su quello che sembra l’ennesimo regalo di questa maggioranza di governo alla azione delle organizzazioni mafiose, attraverso la eliminazione della obbligatorietà della certificazione antimafia per le aziende che intendano partecipare a concorsi in appalti pubblici.

Detto questo, in un quadro di continui avvisi di garanzia e richieste di arresti per esponenti di spicco, ministri e parlamentari di questa maggioranza di governo, reati contestati che vanno dalla corruzione al concorso esterno in associazione mafiosa.

L’indicazione politica dell’esecutivo italiano che sembra emergere con più chiarezza è e resta quella di lasciare intatta l’enorme mole di spese, sprechi, abusi e costi della casta politica e di quella burocratica che gravano in maniera importante e pesante sul bilancio statale, sulla spesa pubblica e nell’innalzamento del debito pubblico.

Insomma, il governo italiano aumenta ulteriormente la pressione fiscale che attanaglia imprese e famiglie per continuare a spendere e sprecare questo danaro così faticosamente guadagnato e prelevato coercitivamente dallo stato, aprendo un forte dissidio interno che rischia di aggravare ancor più il distacco fra paese reale e pubblica amministrazione che, in italia, ha assunto una insolita equazione per cui, è il cittadino lavoratore, il cittadino imprenditore, il cittadino componente di una famiglia che è al servizio dello stato e non il contrario.

Lo stato, la pubblica amministrazione, non intende recedere e rinunziare a nessuna delle prebende, a nessuno dei privilegi, a nessuna poltrona del potere pubblico, a nessun posto fisso ed intoccabile di lavoratore dipendente pubblico, facendo ricadere invece tutte le spese e gli addebiti della crisi sul paese reale, ormai stanco di trascinarsi un baraccone così inutile, dannoso e costoso come è quello della pubblica amministrazione italiana, sia sotto il profilo politico che burocratico.

Il governo italiano decide così di non ottemperare alle richieste dei mercati internazionali e delle sovrastrutture economico-finanziarie come la BCE e le società di rating che chiedono insistentemente liberalizzazioni e riforme strutturali oltre che mere privatizzazioni.

Al governo italiano non interessa affatto diminuire la spesa pubblica o il debito pubblico (che continuano infatti a crescere, mese dopo mese), ma interessa esclusivamente salvaguardare e tutelare i politici indagati dalla magistratura per ipotizzati delitti (violazioni del codice penale), mantenere intatti lo status quo delle caste politica e burocratica e massacrare invece l’economia italiana ed il paese reale, quelli che producono la ricchezza necessaria al paese con il duro lavoro quotidiano e la grande difficoltà di avere una classe dominante oppressiva e repressiva.

Almeno sino a quando la BCE interromperà gli acquisti sui BTP italiani e le società di rating internazionali declasseranno ulteriormente un paese che sembra sempre più condotto verso l’autodistruzione da parte di chi ha spergiurato invece di salvaguardarne e difenderne interessi e obiettivi sociali, comunitari, economici e finanziari.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Governo italiano: ultimi atti di pura follia

domenica, 25 settembre 2011

In questi giorni, assistiamo agli ultimi ingloriosi attimi di vita della maggioranza parlamentare che sostiene l’ormai insostenibile (s)governo berlusconi.

Questi attimi, restano conditi dalle idiozie più incredibili e dalle follie più impensabili.

Che dire del ministro delle finanze europeo più anti europeo di tutti, l’italiano giulio tremonti che dichiara pubblicamente il suo auspicio di lunga vita alla Unione Europea?

Forse il ministro si è finalmente accorto che è la UE l’unica via di uscita dalla crisi italiana, nella speranza che l’elemosina richiesta dal governo italiano di massicci acquisti di BTP incontri la carità dei popoli del nord europa, chiamati a salvare in solido tutti i paesi euro-mediterranei, colpiti dal comune e diffuso morbo del mal governo e della malversazione del denaro pubblico e dell’abuso del potere pubblico.

Che dire del governo italiano che, chiamato urgentemente dai governi europei, dai mercati internazionali e dalla Banca Centrale Europea a diminuire drasticamente la spesa pubblica ed il relativo debito pubblico, dopo ben quattro inutili manovre finanziarie riesce invece ad aumentare la spesa pubblica, anziché diminuirla?

Che dire dei continui voti parlamentari di salvataggio per membri del governo o parlamentari della maggioranza di governo coinvolti in losche faccende di corruttele, abusi e connivenze e condivisioni con le organizzazioni mafiose?

Sembrerebbe attualmente l’unico indirizzo dell’esecutivo italiano salvare dalla galera ovvero impedire la rimozione di ministri e parlamentari chiamati dalla magistratura a rispondere di gravi reati in violazione del codice penale vigente.

Nella misera condizione in cui versa la casta politica dominante in italia oggi, si può certamente disperare che tali qualità umane e politiche siano in grado di salvare alcunché, se non i propri interessi ed le proprie poltrone del (pre)potere pubblico.

Il salvataggio europeo invocato a gran voce dal governo italiano, si allontana sempre più, scacciato da atroci dubbi di connivenze politico-mafiose e dall’immobilismo dell’esecutivo più folle della seconda repubblica.

Gli ultimi atti di questo governo risultano essere assai irragionevoli, spesso irrazionali, in ogni caso contrari all’interesse del paese e opposti alla tutela delle famiglie e delle aziende italiane.

La stessa organizzazione sindacale degli industriali italiani attacca ormai apertamente un esecutivo assai imbarazzante, protagonista delle più illusorie promesse elettorali di libertà economica e nel contempo, dei più grandi e gravi fallimenti nel campo delle liberalizzazioni e della realizzazione effettiva di quelle riforme strutturali che servono al paese per liberarsi dei legacci estorsivi di certa politica e di certa burocrazia che impediscono alle aziende italiane di mantenere fette di mercato importanti maturate in decenni di duro lavoro di costruzione di marchi, immagine e qualità produttiva ed aziendale.

Il governo italiano è completamente isolato, sia all’interno che all’esterno del paese, restando ancora aperti ed irrisolti i nodi centrali della diminuzione della spesa pubblica, dell’aumento dell’efficienza nella pubblica amministrazione e della drastica diminuzione del debito pubblico italiano, in continua ascesa, come pure la medesima spesa pubblica.

Sono molte le questioni morali che uccidono questo governo, questioni che pesano moltissimo sul futuro del paese, unito o diviso che sia.

E se le sinistre italiane non offrono molte speranze di maturazione politica e di governo, di contro, l’attuale maggioranza di governo offre uno spettacolo deprimente e degradato di cosa non si debba fare per salvare il salvabile.

La follia regna sovrana nella casta politica italiana, imprimendo ad un paese stressato e immiserito, una spinta letale verso il proprio fallimento.

Un fallimento che deve i suoi maggiori punti di sostegno alla inazione della casta politica piuttosto che all’azione negativa della crisi economica in atto.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

I neutrini ed il segreto dell’universo

venerdì, 23 settembre 2011

I neutrini (il neutrino è una particella elementare con massa molto piccola, il cui nome fu coniato da Enrico Fermi ad indicare un neutrone molto più piccolo. E’ un fermione, è privo di carica elettrica e di colore, è insensibile alla forza elettromagnetica e alla interazione nucleare forte, mentre interagisce con la forza di gravità e risente dell’azione nucleare debole) potrebbero contenere molte risposte alle incognite della scienza umana.

La ricerca si indirizza su particelle elementari per ottenere un valore di riferimento assoluto nella misurazione dell’universo:

se esiste una particella che viaggia sempre alla stessa velocità nell’universo, senza mai diminuirla o aumentarla o deviarne la direzione, potremmo avere di fronte la risposta alla domanda:

l’universo è finito o è infinito?

Se esistesse una particella priva di massa, essa viaggerebbe molto probabilmente per sempre alla stessa velocità e nella stessa direzione, consentendo l’ipotesi che esista un universo infinito entro il quale una particella potrebbe viaggiare infinitamente.

Ovvero, una particella con massa molto piccola ed insensibile alla forza elettromagnetica che viaggiasse oltre la velocità della luce, potrebbe viaggiare per tempi molto lunghi, tanto da poter ipotizzare in relazione a questi tempi, la grandezza dell’universo e conoscerne così, i suoi limiti.

Per questo i neutrini sono al centro della ricerca mondiale da qualche decennio, poiché da essi si spera di poter rubare il segreto dell’universo nel quale viviamo.

Downgrade italia : Standard & Poor’s taglia il rating italiano

martedì, 20 settembre 2011

Fallimento annunciato

A dire il vero, il preannunciato taglio del rating italiano lo attendevo per il 17 settembre, conseguentemente alla estromissione di Unicredit Banca e Intesa Sanpaolo dall’Euro Stoxx 50, avvenuta in data 15 settembre ed alla ridicola comica politica delle manovre finanziarie annunciate. modificate, eliminate, ritirate, ripetute, di cui nessuna ha colto nel segno delle richieste dei mercati internazionali e dei paesi europei “amici” dell’italia, quelli che sarebbero chiamati a rispondere del debito pubblico italiano in caso di default definitivo del sistema paese italia.

Invece è oggi Standard & Poor’s a determinare l’annunciato downgrade italiano, nonostante il tentativo di intimidazione partito proprio nei confronti delle due più importanti agenzie di rating internazionale (Moody’s e Standard & Poor’s) proveniente dalla Procura della repubblica italiana di Trani che aveva avviato un fascicolo sulle due agenzie americane, sotto la spinta di denunce generiche di associazioni di consumatori italiane e di un loro omologo greco, denunce che favoleggiano di un «atto criminoso organizzato dalla mafia finanziaria internazionale».

Ma il tentativo italo-greco di contrasto giudiziario (ma guarda caso, proprio i due paesi maggiormente a rischio default in Europa) non ha intimidito le agenzie di rating, che hanno continuato ad analizzare i continui errori del governo italiano nel rispondere alle richieste esogene al sistema italia che chiedevano una significativa contrazione della spesa pubblica (che invece è aumentata!), contenimento e diminuzione del debito pubblico, varo effettivo delle riforme strutturali, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, indirizzi peraltro già contenuti nel programma della maggioranza di governo e puntualmente quanto volontariamente disattesi dalla casta politico-burocratico-partitocratica italiana.

Ma le caste corporative che effettivamente governano il paese hanno impedito ogni sostanziale modifica del loro status quo, ogni possibile perdita di potere e di ricchezza raggiunto sinora, aprendo la strada al downgrade di tutto il sistema paese.

La casta dominante non ha varato nessuna manovra “lacrime e sangue” che diminuisse di almeno la metà l’enorme, inutile ed ingiustificato numero posti di lavoro pubblici, delle poltrone, dei privilegi e dei costi della casta politica, condannando così l’italia ad un fallimento annunciato.

Ed è proprio un fallimento annunciato e non contrastato del sistema italia quello di cui assistiamo oggi.

A vuoto sono andati i richiami continui e pressanti delle agenzie di rating internazionale, della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea, e di autorevoli leader politici e di governo europei che richiamavano il governo italiano al proprio dovere, come pure numerosi e continui sono stati i moniti indignati partiti dalle parti sociali come il potente sindacato degli industriali italiani e le numerose grida allarmate provenienti dal libero mondo del web, a partire proprio da questo blog.

Ma la casta politica ha fatto finta di non udire il grido di dolore che partiva dal basso e nemmeno i richiami provenienti dall’alto, ed ha praticato procedimenti inutili che avevano il solo scopo di procrastinare e ritardare le scelte difficili e coraggiose che il momento imponeva.

Con tali comportamenti, la casta si è resa colpevole e responsabile in toto di questo fallimento annunciato, come pure ha contribuito grandemente e gravemente alla continua e massiccia perdita di credibilità del sistema italia, già depresso dalla continua e dilagante corruzione politica e burocratica, dalla oppressione e dai condizionamenti delle numerose organizzazioni mafiose operanti in tutto il territorio italiano, dalle ampie fette di mercato economico e produttivo illecite o illegali, dal mondo del lavoro nero, dalla intollerabile pressione fiscale che grava su famiglie ed aziende italiane, dalla enorme evasione fiscale che grava sui conti pubblici, dall’impossibile degrado delle società meridionali e napoletana in particolare, responsabile di gran parte della caduta di credibilità del paese, anche a causa della infinita emergenza della monnezza napoletana e della extra territorialità concessa ai napoletani in tema di rispetto della legge.

Ora, il sistema esogeno a quello italiano ha fatto la prima mossa, declassando il rating italiano e limitando l’acquisto dei BTP italiani.

La casta politica italiana è avvisata:

ogni errore d’ora in poi, sarà pagato da chi lo commette.

La casta politica italiana è avvisata:

il popolo non può essere raggirato ancora, nemmeno una volta, mai più.

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto
l’Incorruttibile

Il governo italiano è socialmente pericoloso?

lunedì, 19 settembre 2011

Si ripetono gli appelli di autorevoli esponenti politici e di governo europei al governo italiano perchè dimostri maggiore coraggio e intraprenda una profonda e convinta aggressione del debito pubblico italiano.

Le misure chieste al governo italiano vengono puntualmene disattese.

Nulla si muove sul terreno delle liberalizzazioni come delle privatizzazioni, nessuna riforma strutturale del paese viene effettivamente varata, nessun indice importante della spesa pubblica viene intaccato o diminuito.

Ancora nulla in tema di normativa anti corruzione, nulla sulla diminuzione della spesa pubblica relativa ai costi della politica come anche nulla si è fatto per diminuire la spesa pubblica e migliorarne l’efficienza nei servizi.

Sembra quasi che il governo italiano assuma di proposito atteggiamenti e comportamenti negligenti o dannosi per l’interesse pubblico, come pure appare evidente che l’immobilismo e l’inazione dell’esecutivo rispetto alle richieste che provengono dai mercati internazionali come dai paesi amici europei assuma un significato sinistro, una tacita espressione di volontà negativa.

Pare sempre più evidente, ogni giorno più evidente, che l’azione e/o l’omissione del governo italiano corrisponda ad una volontà negativa che procura danno al sistema paese, alla sua economia, alle sue aziende, ai suoi nuclei famigliari, ai suoi cittadini, al suo popolo sovrano.

Sembra quasi un danno provocato volontariamente, un danno voluto dalla casta dominante dle paese, che pretende di impedire ogni taglio allo status quo della casta politica e di quella burocratica, responsabili dei gravi costi che aumentano la spesa pubblica e fanno correre il debito pubblico.

E se una tale ipotesi fosse verificabile, fosse dimostrabile, allora, non si tratterebbe questo, di un comportamento socialmente pericoloso, un comportamento che procuri un danno volontario al bene pubblico cui ha giurato invece fedeltà, a quella res pubblica che questo governo sembra portare alla autodistruzione?

La casta dominante italiana, il governo italiano, non avrebbero così, un comportamento socialmente pericoloso?

O socialmente pericoloso sono solo quei cittadini oltremodo indignati che urlano la loro indignazione in ognimodo possibile, affinchè chi di dovere, adempia al suo solenne giuramento?

Ma il potere è insidioso ed è pericoloso in se, soprattutto se si sente in pericolo.

Così, socialmente pericolosi potrebbero essere dichiarati tutti quei cittadini che, come il sottoscritto, denunciano quotidianamente la propria indignazione e le malefatte di una classe dirigente che, essa sì, si dimostra veramente pericolosa, collettivamente pericolosa, comunitariamente pericolosa, economicamente pericolosa, finanziariamente pericolosa, politicamente pericolosa, socialmente pericolosa.

Ma va da se che un potere pubblico patologicamente ammalato difenderà solo e sempre la propria classe dirigente, anche contro l’interesse di quel paese che ha giurato di difendere.

Poiché i simili, stanno con i simili.

Regola base di ogni aggregazione umana, comprese le caste corporative, le classi dominanti e le cosche mafiose.

Simili con i simili.

Ed io, non sono loro simile.

E per questo, corro il rischio del loro essere socialmente pericolosi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Arbeit macht frei – work sets you free – il lavoro rende liberi

lunedì, 19 settembre 2011

Il lavoro rende liberi, il lavoro rende umani, il lavoro rende uguali, il lavoro fa dei ragazzi e degli infanti immaturi, degli uomini e delle donne, degli adulti forti e uniti, decisi e determinati, mai vili ma coraggiosi, sempre attenti al valore del fare, del lavorare, del sudare, del rischiare per avere in cambio il pane quotidiano e quella ricchezza necessaria per vivere in modo onesto e dignitoso, per assicurarsi una discendenza ed una prosecuzione nel tempo.

Questo insegna il mondo del lavoro, a questo educa il lavoro, a questo serve il lavoro, oltre l’aspetto produttivo in senso stretto.

Vi sono paesi nei quali per generazioni e generazioni si è abiurato il lavoro, quello che sporca le mani, quello che sporca le scarpe, quello che impolvera i volti, quello che costa energie e sacrificio.

Il risultato è quello cui assistiamo leggendo la quotidiana decadenza del mondo europeo ed occidentale, preso d’assalto da orde di non occidentali, di non europei, di non cristiani e di anti cristiani che assolvono a quel lavoro che i giovani mai divenuti adulti non vogliono imparare.

L’esempio italiano è quello in cui le mortificazioni, le devianze e gli abusi subiti dal mondo del lavoro appaiono maggiormente evidenti.

In italia la casta dominante infatti, non è stata selezionata in base alla proprie capacità, ai sacrifici affrontati, al sudore versato, ai rischi corsi, ma è stata selezionata per decenni e decenni secondo il metro della familiarità (assimilazione del medesimo metodo di corporazione a fondamento delle organizzazioni mafiose italiane, fondate sul concetto di famiglia, di cosca familiare), assumendo esclusivamente familiari, affini ed iscrittti al partito ed al sindacato nella pubblica amministrazione (creando così il più grande esercito di lavoratori dipendenti pubblici inefficienti e fannulloni di tutte le pubbliche amministrazioni dell’intero pianeta), succedendo al governo della res pubblica di padre in figlio, abusando del potere pubblico per creare enormi patrimoni e ricchezze inaudite senza versare mai il relativo costo richiesto dal mondo del lavoro, quello vero, quello serio:

il sacrificio.

Così il mondo del lavoro e della produzione in italia (sia pubblico che privato, purtroppo, poiché la casta ha invaso anche la sfera del mondo privato, condizionandone negativamente le scelte ed estorcendone le ricchezze) è divenuto il mondo del lassismo e dei raccomandati, un mondo patologicamente ammalato, abusato come ammortizzatore sociale e diretto da legioni di inutili e lavativi, che però appartengono o sono iscritti alla giusta “famiglia” o cosca, o casta corporativa, segreta o meno che sia.

I giovani sono così cresciuti senza mai divenire adulti, spaventati dal sacrificio di avere una compagna od un compagno con cui condividere tutto, ricchezza e povertà comprese, terrorizzati dall’idea di avere dei figli e quindi, delle responsabilità che impongono sacrifici innumerevoli ed enormi, mai ripagati e soprattutto, amorevolmente donati.

Così, questo enorme asilo dell’infanzia a cielo aperto che è divenuta l’italia affronta un futuro denso di nubi nere e funeste con una casta dominante incapace ed una classe dirigente affiliata e sottomessa a ordini di valori ed interessi affatto conciliabili con quelli dell’interesse nazionale o della tutela e difesa degli interessi dle popolo sovrano.

Deficienti maleducati, idioti senza alcuna intelligenza, incapaci senza senso comunitario alcuno rappresentano l’essenza della dirigenza comunitaria italiana, di questa aggregazione inumana ed incivile oltre che maleducata di inetti assai pericolosi, di sciocchi egoisti senza senno, di stipendiati molto lautamente che non lavorano mai, che non producono alcunchè di socialmente rilevante, di pubblicamente utile, di unitariamente incollante.

Questa accozzaglia di uomini e donne mai nati, di mogli e mariti mai divenuti, di padri e di madri senza figli, questa accozzaglia di imberbi egoisti ignoranti ed arroganti, questi esseri umani malnati e maleducati, esattamente questa casta corporativa rappresenta il problema da risolvere, il nodo da sciogliere, il contrario del senso dello stato, l’esatto opposto del signficato di politica al servizio dei cittadini.

Ancor oggi, la continuazione perpetua della casta familiare delle cosche al potere è perfettamente leggibile nello schieramento degli emergenti:

immaturi che non hanno mai lavorato un solo giorno della loro vita.

Un tempo, vi erano famiglie baronali e potentati economici familiari che per mantenere il contatto con la realtà introducevano i propri figli a generazioni alternate nella amministrazione dell’industria di famiglia, non senza averli inseriti segretamente com semplici operai nei processi produttivi, nel più assoluto anonimato, per poter toccare con mano il peso del lavoro, il sacrifico e la fatica che il lavoro impone, l’effettiva o manacata collaboraizone degli operai alle strategie aziendali.

Ma questo metodo, questo esempio, non è stato seguito dalla casta i cui raccomandati di famiglia venivano inseriti in banca direttamente nei consigli si amministrazione e non a partire dal livello operativo bamcario di base: lo sportellista.

Così le banche han smesso di capire cosa avveniva al loro interno ed hanno perso ogni indirizzo, ogni utilità.

Così anche il governo, i poteri e le funzioni esecutive della pubblica amministrazione a tutti i livleli della cosa pubblica è oggi affidato a generazioni di inutili parassiti.

Il lavoro rende liberi, certo.

Ma non è questo il caso italiano, certamente.

In italia il lavoro viene abusato al solo fine di sottomettere i meritevoli ed i capaci al giogo degli inutili e dei parassiti, con la conseguenza che ogni governo è oggi senza significato, senza senso, senza direzione, appunto, avendo letto la casta della nomina a direttore il solo lauto stipendio, i privilegi connessi e i carichi di lavoro inesistenti, invece di leggervi sacrificio personale e spirito di servizio.

Per questo motivo l’italia non si salverà:

perchè non è più in grado di cambiare se stessa in modo evolutivo e normale, se non in modo anormale e rivoluzionario.

Perchè ormai solo una sanguinosa rivoluzione civile potrebbe cambiare le cose, anche se non si vede in qual senso, mancando quelle qualità materiali e morali degli uomini e delle donne maturi, selezionati sin dai tempi della scuola per avere un ruolo nella società che sia compatibile con le proprie capacità e meriti, mancando assolutamente una classe dirigente che conosca il senso ed il valore della leadreship.

Non vi sono leader in italia, ma solo boss.

E questo racconta bene la miserevole condizione italiana e dice tutto sulle inesistenti qualità che sorreggono chi gestisce il potere, che definiscono chi governa il destino.

Non vi sono pastori, non vi sono guide, non vi sono leader in italia, ma solo boss regrediti al livello animale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X