Archivio di dicembre 2010

Anno nuovo, vita nuova

venerdì, 31 dicembre 2010

Alla vigilia di ogni capodanno, il sentimento umano si augura che dietro l’angolo di ogni fine d’anno, vi sia un cambiamento favorevole alla propria vita, alle proprie aspirazioni, al proprio benessere.

Ma un cambiamento non cammina sullo scambio di auguri per le festività di fine anno, poichè un cambiamento, che sia autentico, vero, radicale e produca nuove relazioni che assicurino efficenza e benessere, cammina solo sulle gambe degli uomini e delle donne che lo sorreggono, che lo incarnano, che lo interpretano.

Oggi esiste un movimento in tal senso in questo paese, forse per la prima volta, sicuramente all’interno della sua strada repubblicana e democratica.

Oggi, per la prima volta, vi sono uomini e donne che questo cambiamento lo stanno producendo, lo stanno realizzando.

In una democrazia fasulla e bloccata, tarata dal tarlo della corruzione e dal marcio della conservazione di poltrone e privilegi, oggi si muove un movimento politico che punta a cambiare radicalmente le regole democratiche, riformando le istituzioni e le stesse regole del gioco al fine di avvicinare il paese reale allo stato di fatto e di diritto.

Un cammino impervio, pieno di trappole e di contrasti formidabili, spesso violenti.

Ma il ciclone riformista non si ferma dinanzi a nulla, non si piega dinanzi a nessun gruppo di pressione o di potere, non si fa condizionare da pressioni interne od esterne al sistema paese.

In un cammino che resterà scolpito nei libri di storia, un gruppo di uomini e di donne verrà ricordato come l’unico vero governo che ha governato, l’unico vero riformismo che ha riformato, l’unica vera volontà popolare alla quale la peggiore casta politica della restaurazione conservativa abbia mai dovuto soggiacere e sottostare.

E’ un cammino di libertà, di benessere e di ricchezza che non sopporta alcun condizionamento.

E’ un cammino che viene continuamente contrastato dalle pressoni mafiose, dalle pressioni dei gruppi di potere, dalle pressioni della casta politica che tenta di conservare il potere che detiene ben saldo fra le mani, quel potere che invece serve per riformare e cambiare un paese che sembra immutabile e irriformabile, bloccato e timoroso di fronte ad ogni cambiamento.

E’ un cammino che porta a svolte epocali, mai raggiunte da nessun altro, oggetto di profonda invidia e di attacchi di violentissima gelosia da parte di coloro i quali non sono mai riusciti a cambiare alcunchè, ovvero, non hanno mai voluto veramente cambiare alcunchè.

E siamo alla vigilia di un nuovo anno.

E siamo alla vigilia di una rinnovata stagione politica riformatrice di regole, norme e prassi da dimenticare, da abbandonare.

La resistenza a tali cambiamenti è forte e interessata, continua e scorretta.

Ma non fermerà il cambiamento che è in atto.

Nessuno potrà fermarlo, poichè è un rinnovamento fortemente sostenuto dal popolo sovrano, che gode del consenso di famiglie ed aziende, di imprenditori e lavoratori dipendenti, per la prima volta uniti nello straordinario sforzo di cambiare le cose una volta per tutte, di traghettare un malridotto e malandato paese verso un futuro di certezze e di progresso.

Nessuno potrà fermarlo, poichè è già scritto che esso vincerà.

Inabbattibile, incontrastabile, indistruttibile.

Buon anno nuovo.

Una nuova vita ci attende dietro questo angolo temporale.

Una nuova società si salda in questo difficile cammino.

Un nuovo patto comune si rafforza sulla strada del riformismo.

Un nuovo paese nascerà alla fine di questo cammino, un paese civile, unito, forte, saldo e più ricco che mai.

Nonostante invidiosi e gelosi, biliosi e rancorosi, pre-potenti ed im-potenti.

Un nuovo paese nascerà:

con o senza di loro.

Auguri.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

La Lega delle riforme e la casta conservatrice

martedì, 21 dicembre 2010

Una vasta fetta del parlamento italiano si è messa di traverso alle riforme che urgono al paese per uscire dal vicolo cieco in cui la crisi economico-finanziaria lo ha chiuso.

Ancor oggi è scoppiata la bagarre al Senato della Repubblica a causa della presentazione della riforma dell’università presentata dal ministro Gelmini.

Le baronie e le signorie che vivono benissimo succhiando e sprecando ricchezza dello stato non vogliono che vengano avviate quelle riforme che l’attuale governo e la sia pur risicata maggioranza che lo sostiene tenacemente difende.

Tali riforme infatti, sono frutto della tutela delle istanze di cambiamento che provengono dal popolo sovrano e vanno nella direzione della tutela degli interessi di imprese e famiglie italiane.

Ma gli interessi di famiglie e aziende italiane sono avversati tenacemente da una vasta pletora parlamentare che le vuole impedire.

Questa pletora non è altro che la parte peggiore della casta politico-burocratica italiana, tutta protesa a difendere egoisticamente i propri interessi e gli interessi dei propri affiliati, dei propri coscritti e delle loro “fulminanti” carriere realizzate all’ombra del debito pubblico italiano, della maggiore pressione fiscale del mondo occidentale e di uno dei deficit peggiori dei paesi industrializzati.

Questa “zavorra” è ciò che impedisce al paese di uscire dalle paludi aquitrinose e fangose nelle quali è scivolato.

A questa casta corporativa non interessa nulla che il mondo della produzione sia sganciato dal mondo della ricerca universitaria e non importa nulla che il mondo della ricerca universitaria sprechi enormi energie finanziarie nel tenere in piedi atenei, sedi universitarie, facoltà e corsi di laurea che assorbono tutte quelle energie che dovrebbero invece andare esclusivamente nella direzione della ricerca, poichè a questa insulsa corporazione conservatrice appendicolare e parassitaria, non interessa nulla della università come luogo di ricerca a sostegno della produzione di beni e di servizi di qualità, ma risulta invece molto interessata all’università come industria generalista e generalizzata di lauree facili quanto inutili e di posti lavoro ben pagati ed assolutamente poco od affatto faticosi.

Il tutto a spese di quelle imprese e di quelle aziende italiane che producono quella ricchezza che queste baronie e queste signorie vogliono così insulsamente distruggere e sprecare.

Il tutto a danno del settore produttivo del paese che, al minimo fugge a delocalizzare altrove i propri siti produttivi, ed al massimo, viene costretto alla evasione fiscale, al fine di impedire lo sperpero e lo spreco di quel danaro pubblico e di quella ricchezza da loro così faticosamente prodotta, così inverecondamente dissipato e dilapidato, estorto e disciolto in un dispendio di energie vitali per imprese e lavoratori italiani, al solo ed infimo fine di assicurare un posto di lavoro “sicuro” ed uno stipendio “regalato” alle folte schiere di coscritti di codesta casta indecente.

Ecco svelato il motivo per cui è quasi impossibile riformare e cambiare questo paese, il motivo per cui l’evasione fiscale ha un “fondamento ragionevole” e per cui le migliori menti e le migliori aziende fuggono a gambe levate.

Volete salvare il paese?

Dovete sovrastare gli interessi di questa casta politico-burocratica che vuol portare il paese allo scontro frontale, nelle piazze e nelle strade, nelle sedi parlamentari e nelle poltrone istituzionali.

E’ una sfida mortale, una sfida epocale.

Non si può perdere questa occasione unica e storica per cambiare finalmente un paese che ambisce a tornare ad essere uno dei paesi più ricchi ed avanzati del pianeta terra.

Un paese che vuol prendere il volo, un popolo che ha bisogno di gettare la zavorra che lo trattiene ingiustamente al suolo.

Osare per credere.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il senno perduto e la ragione smarrita

lunedì, 20 dicembre 2010

Ogni periodo storico è stato caratterizzato da vincende ed accadimenti che ne hanno profondamente segnato il senso ed addirittura coniato il nome.

Gli anni sono quelli di fango o quelli di piombo, nel nostro recente passato.

Ma come potremmo definire questi folli anni contemporanei?

Forse come gli anni de “Il senno perduto e la ragione smarrita”?

O forse come gli anni degli “abbattimenti”?

Il muro di Berlino abbattuto dalla caduta della contrapposizione ideologica e dal fallimento del socialismo reale?

Le grandi statue di Buddha di Bamiyan abbattute dalla follia dei talebani, i musulmani iconoclasti per eccellenza?

Le Twin Towers colpite più volte e cadute sotto il peso dell’odio e della violenza del terrorismo fondamentalista islamico?

Forse è vero, il filone dell’abbattimento è più coerente con i nostri anni.

Abbattere Silvio Berlusconi è più facile che provare a contrastarlo sul piano della ragione e delle competizione politico-amministrativa.

Abbattere il leghsimo è l’unico modo per fermare il contrasto alle mafie, il cambiamento del paese, il riformismo federalista.

Abbattere l’uomo o la donna che sorregge alti ideali, condivisi e vincenti, risulta essere una prassi piuttosto consolidata negli ultimi tempi, anche in Italia.

Forse questi sono gli anni dell’abbattimento e della rottamazione, forse sono solo gli anni delle nanofollie di uomini impazziti per il potere che non hanno mai avuto e che agognano invece di raggiungere da sempre, forse sono gli anni dell’impazzimento generalizzato, o solo gli anni in cui divengono adulte legioni di generazioni senza maturità alcuna, di folle di inetti e di incapaci a costruire alcunchè e dediti alla sola vocazione della distruzione e dell’appagamento del proprio enorme egoismo, affatto giustificato, specie se relazionato alle capacità umane e politiche del distruttore di turno.

Sono gli anni del tradimento facile, gli anni del rinnovamento generazionale fallito, gli anni del facile ricorso alla violenza, sia verbale che di fatto, sia espressiva che silente.

Sono gli anni in cui solo popoli abituati a tirare avanti in ogni condizione ed a non mollare mai possono rendersi protagonisti del fare e del governare.

Sono gli anni in cui chi ha ricevuto tutto quel che ha in eredità e non ha mai dovuto sacrificarsi per costruire alcunchè, deve scegliere la strada della violenza per ottenere quel che gli viene negato, non conoscendo esso alcun altro modo di raggiungere la soddisfazione delle ambizioni personali.

E come sempre, quando ad incontrarsi sul ring sono due pugili le cui capacità agonistiche, fisiche e tecniche risultino molto differenti, accade che il meno preparato, il meno intelligente, il meno furbo, il meno educato, il meno efficente dei due, fa ricorso a metodi di comportamento inusuali, improvvisati, piuttosto irriflessivi e violenti, o meglio, che incitino più o meno esplicitamente alla violenza:

di fronte ad una tecnica pugilistica impenetrabile, ecco spuntare la lama di un coltello per colpire a tradimento chi eccede le proprie capacità.

Ecco, questi sono i nostri anni.

Ecco, questi sono i nostri tristi anni infelici.

Gli anni traditi degli uomini che non divennero mai adulti, gli anni degli eterni provocatori, di quegli uomini sempre in attesa di un eventuale errore dell’avversario, poichè assolutamente incapaci di abbatterlo facendo uso dei prorpi mezzi.

Questi sono i nostri anni.

Questi sono gli anni della nostra vita.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mai mula’ tegn dur

sabato, 18 dicembre 2010

In Italia, negli ultimi lustri, i partiti presenti già nella prima repubblica, si sono affacciati alla seconda senza guardare al futuro.

E così abbiamo subito la saga degli sdoganamenti.

I partiti comunisti si son sentiti in dovere di apparire meno comunisti di quanto non fossero, i democristiani meno democristiani di quanto non fossero, i socialisti meno socialisti di quanto non fossero, i democratici di sinistra meno di sinistra di quanto non fossero, i fascisti meno fascisti di quanto non fossero.

Nessuno di loro ha cercato uno sbocco verso il futuro, ma ha solo tentato costantemente di sdoganare il peggio della loro essenza nella nuova repubblica, al solo fine di trasferire nella seconda repubblica anche la leadership della prima, rivista, ripulita e corretta da uno sdoganamento storico-politico.

Questa operazione ha garantito la sopravvivenza di dinosauri politici anti-storici come gianfranco fini, massimo d’alema, romano prodi, nichi vendola.

Questa operazione ha impedito alle nuove leve politiche di concorrere alla nuova leadership politica e di contribuire a costruire quell’ordine di valori che rappresenta idealmente un nuovo modello politico.

Ma sono stati fermati.

E così, è iniziata l’epoca della reazione a tale “tappo anti-storico”, che occludeva l’accesso al futuro di ogni formazione politica proveniente e rinvenente dalla prima repubblica.

Ed’ stato lo sdoganamento del fascista fini nel moderno e affatto liberale sempiterno delfino coronato dal kippah, del delfino sempiterno di qualcun’altro (prima di Almirante, poi di Tatarella ed oggi di Berlusconi), del traditore degli ideali della destra storica italiana per una collocazione moderata di centro, per poi tornare indietro e dichiarare che “la destra sono io”, per poi tornare ancora indietro e ridisegnare il “futurismo politico” unito violentemente ad una libertà che “certa destra” ha sempre contrastato, da quella stessa destra, che ne pretende la rappresentatività unica ed univoca.

Un tradimento dopo l’altro, uno sdoganamento dopo l’altro.

Ed ecco arrivare la reazione delle nuove leve a siffatta condizione di “politica bloccata”, ed ecco arrivare il benservito per codesti dinosauri politici che si credono ormai leggende storico-politiche immortali, ma che i libri di storia accenneranno appena come componenti di alcune fazioni politiche minoritarie ed ininfluenti.

Ed ecco arrivare la “rottamazione degli sdoganati”, per pensionare radicalmente una intera dirigenza politica che si crede immortale, per offrire al paese un futuro realmente diverso dal passato, a cominciare dalle persone che lo incarnano.

Questa operazione di sdoganamento ha incontrato un nuovo fronte politico veramente nuovo, a partire dall’epopea berlusconiana ed il conseguente berlusconismo e dall’ormai storico superamento delle ideologie e della loro contrapposizione anche violenta in virtù del “regime del buon governo, del riformismo e della sana amministrazione” avviato dalla ormai leggendaria storia di un movimento politico a-partitico ed anti-ideologico:

la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

Questo “incontro” con il nuovo che avanza nel paese, sembrava almeno inizialmente resistere al canto delle sirene che invocavano potere senza il relativo consenso elettorale, così come avveniva nella prima repubblica della democrazia bloccata e ricattata da piccoli gruppetti parlamentari che dettavano legge con lo zero virgola qualcosa di ago della bilancia parlamentare.

Ed è la storia del passato incarnato dai casini e dai fini, ambedue sdoganati e salvati dalla caduta della prima repubblica ed ambedue autori dei tradimenti politici più contestati nelle maggioranze del cdx, come la storia dei d’alema e dei prodi nel csx, traditisi a vicenda e senza pietà alcuna per il bene comune e l’interesse del paese.

Ora, questa restaurazione conservativa della prima repubblica, tenta l’attacco mortale al nuovo che vanza nel paese, tenta di fermare le riforme che urgono al paese, tentano di impedire quei cambiamenti poloitico-istituzionali e normativo-costituzionali, che servono al paese per uscire velocemente dalla crisi economico-finanziaria che lo assilla, ma che decretano la fine di ogni prassi e procedura come di ogni leadership che provenga dal passato, un passato che questo nuovo paese nascente vuole assolutamente dimenticare.

Questa politica parruccona e irresponsabile attacca ora il governo del paese, creando aqd arte una crisi politica artificiale ed irreale, per tentare, per l’ultima volta, di impedire il cambiamento del paese e di invertire la marcia del riformismo federalista e del buongoverno leghista.

Ma questa politica parruccona e vecchia, riceve invece lo schiaffo in pieno volto di chi, questa politica e questi politici, vuol rottamare e dimenticare.

E per assurdo, lo schieramento dei rottamatori vede, oltre ai berlusconiani ed ai leghisti, schierarsi l’anti-politica dei grillini e la base politica dell’IDV e del PD, poichè per cambiare il paese, bisogna rottamare e smaltire tutto il passato che doveva morire con la caduta del muro di Berlino e che invece oggi è vivo e vegeto ed attacca il cambiamento più grande:

il rinnovamento generazionale.

E’ la battaglia più grande e più bella di tutta la storia della repubblica italiana, è la battaglia mortale ai fenomeni mafiosi, è la battaglia ad una leadership politica che è stata solo sdoganata, ma che non è affatto cambiata, e che rappresenta oggi il più grave ostacolo all’accesso al futuro di famiglie ed aziende italiane.

Una guerra terribile ed orribile si dipana in questi giorni, con l’ombra minacciosa di quella sinistra che è stata sconfitta dalla storia ma che tenta lo sdoganamento dell’impossibile,

lo sdoganamento della violenza politica e di quel terrorismo criminale che, come nell’iconografia dell’Arcangelo Michele, schiacciata a terra in forma di serpente o di diavolo, ma pur sempre viva e pronta a prevalere sul bene.

E’ la sempiterna lotta fra il bene ed il male, fra il regno dell’amore e il regno della violenza e dell’invidia, della gelosia e dell’arroganza.

E’ la sempiterna lotta che non vedrà mai prevalere il male.

Almeno sino a quando esisterà anche un solo arcangelo del bene.

Ed è per questa speranza che il mondo vive, senza della quale, sarebbe destinato ad un futuro disperato di povertà e di oppressione, di sudditanza e di schiavitù eterna.

Ed è per questa speranza che uomini e donne come me, non smetteranno mai di combattere per il bene:

poichè nella sempiterna lotta fra il bene ed il male, è solo il continuo e quotidiano contrasto degli uomini e delle donne di fede (fedeli) che impedisce al male degli infedeli e dei traditori di prevalere.

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

ma sappiate che noi, non molleremo mai la presa.

Mai mula’, tegn dur.

Ed ora, potete anche tornare dall’inferno dal quale siete venuti:

di qui, non si passa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio per i gelosi, gli invidiosi, i portatori di odio e di violenza ed i traditori

martedì, 14 dicembre 2010

Chi di gelosia, invidia, odio, violenza e tradimento ferisce

di tradimento perisce.

Avete perso.

Come al solito.

E non vi dimetterete.

Come al solito.

Ma chi disperato vive,

disperato muore.

Politicamente parlando.

E siete defunti infatti, dinosauri estinti, morti viventi, zombie e fantasmi della prima repubblica!

Avete fallito!

Siete finiti!

Sconfitti dalla storia!

Ancora una volta!

E chi avrà il coraggio di raggiungere accordi elettorali con i campioni del tradimento politico?

Ha vinto la libertà!

Avete perso voi!

Delfini nati perdenti ……

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il rifiuto dell’integrazione e l’odio verso lo stile di vita occidentale

lunedì, 13 dicembre 2010

Fonti di intelligence canadesi rivelano, in un rapporto pubblicato dal National Post, l’esistenza di un programma segreto di incitazione all’isolamento dei musulmani nel mondo.

Il programma prevede l’allontanamento da ogni modello di civiltà occidentale e la conseguente nascita di una “nuova ideologia” che contrasti apertamente con i valori di riferimento della civiltà occidentale.

Una miriade di “mini società islamiche fondamentaliste” nel corpo di ogni paese occidentale, per utilizzare l’ideologia come mezzo di contrasto democratico al modello ed allo stile di vita occidentale.

Come metastasi di un tumore maligno, tali gruppi hanno il compito di mettere a rischio la coestistenza e la stessa sussistenza dei paesi occidentali liberi e democratici proprio attraverso un processo di “crescita tumorale interna” che proceda in modo accelerato rispetto alla crescita delle cellule benigne e le soffochi tutte al momento in cui avranno preso il potere dall’interno dell’organismo-stato attraverso il metodo democratico della rappresentatività e delle libere elezioni democratiche.

L’isolamento iniziale di cui rivela il rapporto, serve a non contaminare le cellule maligne musulmane sparse nei paesi occidentali con la cultura e lo stile di vita occidentale, da sempre orientato alla tutela e alla difesa delle libertà individuali e dei diritti di cittadinanza.

In questo stato di “dormienza riproduttiva”, tali gruppi cellulari devono concentrarsi quindi sulla crescita demografica maggiore possibile, per raggiungere quel punto di non ritorno che consentirebbe ai musulmani di prendere il potere senza dover ricorre becessariamente all’uso della violenza nei paesi democratici occidentali e trasformarli così in paesi islamici fonamentalisti, ove ogni diritto ed ogni libertà individuale verrebbe abrogato e dove la norma religiosa musulmana coinciderebbe con la norma dello stato, nella produzione di uno stato etico.

Fondamentale in questa fase è l’isolamento, nel quale, deve avvenire la mutazione cancerogena islamica, al fine di creare il clima e le condizioni favorevoli per l’accoglienza di quei messaggi che provengono dal mondo del terrorismo islamico e indurre le conseguenti (re)azioni, violente e non, nei confronti delle società liberali e democratiche, azioni, che dovranno essere prodotte e messe in atto dal vivaio musulmano riprodotto, cresciuto, educato, formato, istruito e naturalizzato in un paese occidentale.

La proiezione demografica islamica è propedeutica alla istituzione di uno stato islamico etico globale governato dalla legge islamica.

Il nuovo modello sociale islamico ideologizzato, è molto vicino al modelo socialista delle dittature comuniste, laddove la norma ideologica era di pari forza di quella statale, creando così un modello statuale di “dittatura del socialismo reale”, laddove la base ideologica veniva applicata sic et simpliciter alla vita dei cittadini di un paese, piegandone con assoluto rigore gli stili di vita, le libertà individuali ed ogni altra volontà od istanza che prevenisse dal basso.

La mistura ideologica social-comunista di stampo islamico appare oggi il maggior pericolo alla stessa esistenza e sussistenza di un mondo libero e liberale e del mantenimento di un modello di vita occidentale laico, da sempre e per definizione, opposto e combattuto dal modello islamico.

Da sempre infatti, i residui del comunismo nel mondo, sono stranamente attratti e favorevoli allo sviluppo di una espansione colonizzatrice islamica, vista come una “rivincita” sulla storica e definitiva sconfitta del socialismo reale proprio da parte della fratellanza delle democrazie occidentali, laiche e liberali per definizione.

Il mondo deve quindi difendersi da questa nuova quanto antica minaccia, che tenta di destabilizzare dal di dentro i liberi paesi laddove i cittadini vivono uno stile di vita libero ed un modello globale vincente e sinora, almeno sinora, imbattuto.

Il grido di allarme lanciato dai servizi di intelligence occidentali è un campanello suonato per le caste politiche addormentate e parruccone che stentano a riconoscere l’espansione islamica come un pericolo mortale per ogni tipo di società multiculturale e democratica.

Posto che nessuno di questi imbelli politici, il giorno 11 del mese di settembre dell’anno 2001 dopo la nascita di Gesù Cristo, fosse seduto davanti ad un televisore ad assistere al più grave attacco al modello occidentale.

Su temi come flussi migratori, immigrazione clandestina, accettazione di culture che rifiutino ogni integrazione e che ci odiano profondamente, come sul nostro sile di vita ed il nostro modello culturale e sociale, è principalmente su questi temi che si divide da oggi in poi il buon governo dal cattivo governo, il buon politico dal cattivo politico, la buona società dalla cattiva società.

E’ in gioco il nostro futuro e la nostra stessa sopravvivenza.

Ogni tipo di tradimento è assolutamente proibito e punito, ovviamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il figlio prodigo ed il padre misericordioso

sabato, 11 dicembre 2010

Questa parabola del vangelo secondo Luca (15,11-32), racconta di un Padre che ha due figli, di cui il minore, il più stupidamente ambizioso, e nonostante il Padre non faccia mancare nulla a nessuno dei due, rivendica la sua parte di eredità quando egli è ancora in vita.

Il buon Padre concede la parte di eredità al giovane figlio, il quale, avendo ormai perso la testa e la ragione, continua nel suo comportamento irrispettoso nei confronti del Padre e del Fratello Maggiore sperperando la sua parte di eredità fra banchetti e prostitute.

Infine, ridotto alla fame, è costretto ad andare a lavorare per vivere come mandriano di porci.

Il giovane si pente delle sue cattive azioni nei confronti del Padre e del Fratello Maggiore e, spinto dai morsi della sua fame nera e dai rimorsi della sua coscienza ancor più nera, torna a casa a chiedere perdono, pietà e misericordia.

Il Padre Misericordioso lo accoglierà a a braccia aperte andandogli incontro appena lo vede sulla strada del ritorno, accoglie il figlio perso e ritrovato e, addirittura, organizza una grande festa e per l’occasione, e fa uccidere il “vitello grasso” da servire al desco.

Il Fratello Maggiore ricorderà (inascoltato) al genitore che egli, gli aveva sempre obbedito ciecamente, fedelmente e lealmente, e non aveva comunque mai ricevuto anche un piccolo capretto per far festa con gli amici, figurarsi il sacrificio del vitello più grasso …..

Ed ecco, raccontata una parobola della vita che potrete riscontrare nella realtà odierna italiana ed identificarla nella crisi di nervi isterica ed infantile di taluni figli degeneri, sempre delfini e mai re, che ha creato una crisi politica grave e dannosa per il paese.

Ecco raccontato come in Italia il merito, la lealtà, la fedeltà, il rispetto dei ruoli ed il coraggio degli uomini, non siano mai giustamente ricompensati, se non addirittura puniti.

Chi tradisce, chi sperpera e spreca, chi attenta alla sopravvivenza altrui con egoismo assoluto e pregiudizievole nei confronti dl prossimo suo, in Italia rischia di vedersi anche perdonato e premiato, mentre in altri paesi civili, sarebbe stato messo all’indice di tutta la comunità sociale e civile, per tutti i secoli dei secoli.

Nelle varie interpretazioni che nella storia si sono susseguite nella ricerca di chi fosse “l’eroe biblico” nella parabola su esposta, ritroviamo coloro i quali indicano come eroe il figlio prodigo (definizione più centrata di quella di figlio perso e ritrovato e che segue l’indirizzo filosofico delle due precedenti parabole della pecora perduta e della moneta smarrita ed anche in riferimento al significato del termine prodigo che si traduce come “dissipatore”), incarnazione di quella idiozia comportamentale umana che sbaglia avendo certezza di essere perdonata e, finanche premiata per i propri errori, ovvero eroe è la figura del Padre Misericordioso, che aspetta il figlio prodigo (dissipatore, spendaccione) e che anzi, gli ava incontro e lo festeggia.

Per quanto mi riguarda, ed in assoluto contrasto alle varie interpretazioni filosofiche che si sono succedute nel tempo sul vero significato della parabola del figlio prodigo o del padre misericordioso, l’unica figura che svetta su tutte le altre come figura eorica di autentica testimonianza cristiana è per me quella del Fratello Maggiore, l’unico a non tutelare il suo interesse egoistico in questa faccenda.

Il Padre Misericordioso prima cede al ricatto estorsivo del figlio minore cedendogli la sua parte di eredità nell’egoistico sentimento di padre che non vuol perdere il proprio figlio, e poi, ancora nel suo egoistico interesse di padre, accoglie come un grande vincitore quel figlio che torna a casa dopo aver sperperato tuttta la ricchezza estorta al padre.

Il Figlio Prodigo per puro egosimo prima ricatta il padre e gli estorce la sua quota di eredità quando il padre è ancora in vita abbandonandolo, poi, dopo aver sperperato quella ricchezza, torna per egoismo a chiedere al padre di essere reintegrato nel suo posto di figlio sfamato, tutelato, curato e difeso da quel padre che egli aveva tradito.

Il Fratello Maggiore è quindi l’unica figura non egoistica in questa parabola, l’unico che non estorce, non ricatta, non abbandona il padre ed il fratello, non spreca la ricchezza familiare, accetta che il padre paghi il ricatto estorsivo e accetta che il padre sacrifichi il “vitello grasso” per festeggiare il fratello ritornato.

Il Fratello Maggiore è l’unica figura in questa vicenda autorizzata a mandare al diavolo tutto e tutti, a chiedere anch’egli la sua parte di eredità con il padre in vita e ridurre in povertà padre e fratello minore, vittime entrambe del loro cieco egoismo.

Il Fratello Maggiore è l’unica figura umana responsabile e cristiana di questa parabola.

Come?

Vi ricorda qualcuno o qualcosa?

Beh, sì, potrebbe essere.

Potrebbe essere un uomo coraggioso e responsabile, leale e fedele, tenace e inabbattibile.

Un uomo con una camicia verde ….

Tutti Pazzi per la Lega.

Ora e per sempre.

Amen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

O noi, o loro.

venerdì, 10 dicembre 2010

Il tradimento finiano cerca di “atterrare” l’orso Berlusconi e di travolgere alleanza e maggioranza di governo in una crisi politica drammatica, insensata ed ingiustificata, oltre che egoistica e pervicacemente maligna.

E invece ….

E invece va in mille pezzi il Partito Democratico, in perenne crisi di consenso e “rottamato” dai nuovi politici della sinistra italiana come il leader dei rottamatori, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che va a cena a casa di Berlusconi, ad Arcore, poichè probabilmente preferisce dialogare con Silvio Berlusconi piuttosto che con Bersani, D’alema, Casini, Fini e rottami politici vari ed eventuali.

E invece si smonta l’Italia dei Valori, divisa in una sempre più evidente crisi di identità che la vede collocata erroenamente a sinistra, quella sinistra che detiene il record italiano di enti commissariati per infiltrazioni mafiose, quella sinistra che tenta di fermare il governo che sta uccidendo le mafie.

E invece si spacca il fronte anti-Berlusconi, nella meritoria riflessione di coloro i quali sono dotati di un cervello sano e razionale e vedono chiaramente come non vi sia una possibile alternativa alla premiership berlusconiana, che unica garantisce la continuità e la stabilità governativa in questo paese.

Il nuovo che avanza nel paese tenta di rottamare il vecchio marciume politico della restaurazione conservativa, sia a destra che a sinistra.

Il nuovo che avanza non demonizza l’avversario, non tradisce gli alleati, non rinnega la parola data, non contrasta le mafie a parole, ma nei fatti, non divide ma unisce, non distrugge ma crea ricchezza e benessere.

Il nuovo che avanza non teme le elezioni proprio perchè sa che il popolo sovrano ha capito da quale parte stare, perchè i giovani politici sanno stare insieme per costruire e non associarsi per distruggere, come invece testimonia pubblicamente il cartello dei vecchi politici fini-casini-rutelli.

Il nuovo che avanza sa che l’unica strada percorribile per salvare il paese è il federalismo, è l’efficenza della pubblica amministrazione, sa che per realizzare un futuro di benessere e di sicurezza, occorre escludere gli incapaci, gli inetti ed i traditori dalla dibattito politico sano e costruttivo, al fine di impedire di nuocere al paese ed al sistema paese.

Il nuovo che avanza non scende in piazza a protestare inutilmente, ma lavora per risolvere i problemi della gente qualunque.

Il nuovo che avanza vuole rottamare un passato che è solo da dimenticare.

Il nuovo che avanza vuol vivere libero e sicuro in un paese ricco e ben protetto.

Il nuovo che avanza ne ha le scatole piene della politica del ricatto e della estorsione.

Il nuovo che avanza esige e pretende che l’unico interesse da difendere e tutelare sia l’interesse ed il diritto comunitario delle famiglie come delle aziende italiane di avere un governo forte e stabile un governo che garantisca continuità nel tempo, per superare il mare agitato della crisi socio-economico-finanziaria che rischia di metterci tutti in ginocchio.

Il nuovo che avanza difende quel patto sociale che Lega insieme famiglie ed aziende, e che solo conduce il paese verso un futuro di ricchezza e di benessere.

Il nuovo che avanza non ne può più degli avanzi e dei rottami che vengono da un passato tutto da dimenticare, laddove si copriva il rischio finanziario di impresa solo di “alcune” aziende private con i danari pubblici, si provvedeva a finanziare l’assistenza sociale con i soldi della previdenza sociale (lasciando così in mutande i pensionati), si imbottivano i divani di frusciante danaro rubato alla cura della salute dei cittadini, si emettevano mandati di cattura di pericolosi criminali mafiosi che non venivano mai arrestati, non ne può più di quel passato di professionisti della politica che nessuno vuol più rivivere, nessuno si augura più di incontrare, nessuno vuol più pagare sulla propria pelle, sulla pelle dei propri figli e sulla pelle della libera iniziativa privata che unica produce ricchezza e lavoro in questo paese.

Il nuovo che avanza chiede di cambiare questo paese per trasformarlo in un paese ancor più avanzato ed ancor più civile, più libero e più ricco, sempre meno mafioso e sempre meno fannullone e parassita.

Ora, è venuto il momento di schierarsi:

o con il futuro del nuovo che avanza,

o con il nulla di un passato che non comprende quando è venuto il momento di farsi da parte, per il bene del paese, per il bene di tutti.

Avanti, allora, con o senza di loro.

Avanti allora:

O noi

O loro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Analisi logica di un suicidio

lunedì, 6 dicembre 2010

Tenterò in questo post, una analisi logica delle azioni di quella parte di casta politica e corporativa italiana che attenta alla stessa sopravvivenza del paese e delle sue nucleazioni fondanti di aziende e famiglie.

Tutto è partito come un chiaro segno di richiesta di maggiore visibilità, ben al di sopra della percentuale di riferimento della componente finiana all’interno del partito berlusconiano.

Poi, per interposta persona (il “bravo” bocchino), fini ha richiesto una legittimazione alla successione berlusconiana quale unico principe-delfino.

Poi, il nodo della questio politica sembrava divenuto il ddl anti-corruzione.

Poi, la querelle si è spostata (e finalmente) sul vero motivo che haspinto i finiani a fuoriuscire dalla PDL ed a tradire l’alleanza che sostiene il governo, il governo stesso, il suo premier e tutti gli italiani che avevano scommesso su questo esecutivo per ottenere una via di uscita dalla crisi socio-economica che attanaglia il paese.

Ed il vero motivo è fermare la Lega Nord, fermare la riforma federale in atto, fermare il cambiamento del paese anche a costo di suicidare il paese.

Il vero motivo è fermare il più potente contrasto alle mafie che la storia della repubblica italiana abbia mai conosciuto.

Il vero motivo è restaurare con la forza una conservazione dei privilegi e del prepotere che era legato alla politica della prima repubblica:

truffaldina, traditrice, egoista, invidiosa e gelosa del potere altrui.

Il vero motivo è ricattare un intero paese:

o ci date il potere, o suicidiamo il paese intero.

Roba da colpo di stato.

Roba da camicia di forza.

Questa è inciviltà allo stato puro.

Questa è violenza gratuita.

Questa è arroganza senza limiti.

Questa è ambizione sopra ogni limite.

Questa è gente con la quale, io, non voglio avere nulla da condividere.

Nemmeno il nome.

Figurarsi se voglio condividere la loro follia omicida.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Gesù: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!”

domenica, 5 dicembre 2010

La politica italiana è stata tradita.

L’economia italiana è stata tradita.

La finanza italiana è stata tradita.

L’interesse comunitario è stato tradito.

Il patto sociale è stato tradito.

Il governo del paese è stato tradito.

La lotta alle mafie è stata tradita.

Le riforme del paese sono state tradite.

Il voto del popolo sovrano è stato tradito.

La questione morale della politica è stata tradita

La questione etica della politica è stata tradita.

Ogni cambiamento così necessario ed urgente per difendere e tutelare l’interesse di aziende e famiglie italiane è stato reso impossibile da un gruppo di parlamentari, il cui consenso elettorale, non è mai appartenuto loro.

Questo gruppo di parlamentari, non nasconde una unica volontà traditrice condivisa e così riassumibile:

eliminare ogni garanzia di libertà nel futuro del paese

eliminare ogni vento riformatore nel paese

impedire ogni cambiamento che possa riavvicinare il paese reale allo stato di diritto

aggravare la crisi socio-economico-finanziaria con una pretestuosa e suicida crisi politica

attentare alla stabilità democratica del paese ed alla sua unità comunitaria minandone il fondante patto sociale

provocare e aggredire continuamente il riformismo, al fine di ottenere una reazione scomposta da indicare come “inaffidabilità politica”

incarnare e testimoniare il tradimento in un momento in cui il paese ha bisogno di sostegno

distruggere famiglie ed aziende, nucleazioni fondanti del patto sociale da loro tradito.

I responsabili umani e politici di questa violentissima restaurazione conservativa che nega al paese un futuro fatto di libertà e di benessere sono qui sotto elencati, in modo da offrire l’opportunità di conoscere il nome ed il cognome di chi incarna la peggiore conservazione in questo paese, quella dei privilegi e non quella dei diritti, quella che guarda la passato e non al futuro:

Italo Bocchino
Giulia Bongiorno
Luca Barbareschi
Benedetto Della Vedova
Fabio Granata
Chiara Moroni
Catia Polidori
Flavia Perina
Adolfo Urso
Andrea Ronchi
Roberto Rosso
Alessandro Ruben
Daniela Melchiorre
Daniele Toto
Giorgio La Malfa
Giorgio Conte
Claudio Barbaro
Luca Bellotti
Carmelo Briguglio
Antonio Buonfiglio
Giuseppe Consolo
Giulia Cosenza
Aldo Di Biagio
Francesco Divella
Donato La Morte
Nino Lo Presti
Roberto Menia
Silvano Moffa
Angela Napoli
Gianfranco Paglia
Carmine Patarino
Francesco Proietti
Enzo Raisi
Giuseppe Scalia
Maria Grazia Siliquini
Mirko Tremaglia
Gabriella Mondello
Roberto Commercio
Ferdinando Latteri
Angelo Lombardo
Carmelo Lomonte
Aurelio Misiti
Maurizio Grassano
Italo Tanoni
Paolo Guzzanti

“La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo.

Certe volte trovo che assomigli molto alla prima.”

Ronald Reagan

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Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X