Archivio di agosto 2010

La Corruzione

lunedì, 30 agosto 2010

Dopo la tempesta poltica estiva in un bicchier d’acqua, dopo i soliti depistaggi della solita cricca della casta politica italiana, torniamo a far politica e domandiamoci:

dove sono finite le misure anti-corruzione?

Il gatto e la volpe hanno giocato le loro solite carte.

Ma il nord si domanda sempre che contrasto offre alla corruzione politica e alle organizzazioni mafiose lo stato di diritto.

Il magna magna continua?

Ci saranno ancora scandali che evidenzieranno eventi corruttivi?

Questi eventi sarà possibile concatenarli razionalmente per veder emergere un sistema corrotto?

Bene, anzi male.

Sterminiamo questo sistema corrotto e corruttore, se esiste.

E finiamo il lavoro di sterminio delle mafie.

Questa è la strada maestra.

Questo significa garantire sicurezza e legalità ai cittadini italiani.

Questo significa garantire libere scelte industriali e commerciali al mondo imprenditoriale e assicurare un libero lavoro a chi ne cerca uno.

Pensavate di aver confuso le acque a sufficenza?

Beh, scordatevelo.

Fate il vostro gioco, signori e signore, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Chiuso il gruppo Facebook “I Fan di Sky Tg 24″

domenica, 29 agosto 2010

Ho deciso di chiudere questo gruppo su Facebook e di restituire libertà ai suoi 400 iscritti.
Ecco la mail che invio a tutti gli iscritti al gruppo:

Sky tg 24 non garantisce più quella libertà informativa che mi aveva spinto a fondare il gruppo “I Fan di Sky Tg 24″, gruppo al quale avete così cortesemente e nuomerosamente aderito.

Oggi sky tg 24 è divenuta la succursale del catto-comunismo, prendendo parte nella bagarre politica e dimenticando la terzietà cui un libero tg dovrebbe attenersi.

Ho quindi preso la decisione di chiudere questo gruppo, da me fondato in tutta sincerità, e da Sky tg 24 tradito, in tutta libertà.

Io, mi riprendo la mia libertà e vi restituisco la vostra.

Grazie.

Gustavo Gesualdo

Ecco il link al gruppo:

http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=69467090107&ref=mf

P.S.
La cancellazione del fondatore da un gruppo Facebook, non comporta la cancellazione del gruppo stesso, per cui il gurppo potrebbe sopravvivere a se stesso, snaturato e riabilitato.
Snaturato dalla sua ispirazione fondatrice, riabilitato ad una esistenza che non merità più.

La Santa Alleanza

domenica, 29 agosto 2010

Si delinea con sempre maggiore evidenza il filo che lega gli interessi della Conferenza Episcopale Italiana e lo schieramento politico italiano avverso al governo in carica, che va dalle opposizioni ai traditori finiani.

Il rogito notarile è apposto dal Capo dello Stato italiano, sulle cui dichiarazioni converge, ingerendo continuamente negli affari interni dello stato italiano, il gota istituzionale dello Stato del Vaticano.

L’oggetto del contendere è il mancato reintegro nel posto di lavoro di tre operai della Fiat, rei (è in corso il procedimento penale) di aver sabotato le linee produttive dello stabilimento Fiat di Melfi.

Le ingerenze del presidente della CEI di oggi convergono tutte su questo argomento e che riporto nei titoli di due notizie tratte dal sito Ansa.it:
1 Titolo: “Fiat: Bagnasco, seguire le parole di Napolitano”
2 Titolo: “Fiat: Bagnasco, Valida linea di Napolitano”
Sottotitolo: “Presidente CEI, nuova classe politica cristiana nei fatti”.

La nuova santa alleanza fra Stato del Vaticano, vertici istituzionali italiani e l’opposizione al governo italiano, trova nuovi e maggiori motivi di fondamento, sostenendo la causa di un sindacato dei lavoratori, quello della CGIL-Fiom, che risulta sempre più isolato nell’ostruzionismo al piano di ristrutturazione industriale della Fiat, piano che, vale la pena ricordarlo, punta ad evitare la delocalizzazione all’estero degli stabilimenti produttivi italiani.

La strada intrapresa dal sindacato (post?)comunista è condivisa da vertici istituzionali italiani e vaticani.

Peccato tale posizione non sia condivisa da famiglie e aziende italiane, sempre più preoccupate della scarsa competitività offerta dal mondo del lavoro italiano, cui va aggiunto il peso di questa nuova Santa Alleanza, posta a difesa di una attività sindacale che non è condivisa dalla gente, dai lavoratori e dai datori di lavoro.

La gente in Italia vuole posti di lavoro che assicurino il futuro di famiglie e aziende, e non la solita politica antagonista del No a tutti i costi, di una politica incapace di dialogare con i massimi sistemi, di un gota istituzionale che è sempre più lontano dagli interessi della gente, quella che lavora, quella che produce quella ricchezza che quel gota pretende di redistribuire secondo canoni senza discrimine di merito e di capacità di stare insieme per affrontare la crisi economica sempre più incombente.

In questo quadro, la continuità e la stabilità del governo gioca un ruolo fondamentale, messa a dura prova come è, dallo stesso schieramento antagonista che vede in questa novella Santa Alleanza, un punto di riferimento focale.

Forse non è ben chiaro a tutti che è il potere esecutivo a governare il paese, non certamente il Capo dello Stato o il Presidente della Camera dei Deputati, e men che meno, la Conferenza Episcopale Italiana.

Così stabilisce la Costituziona Italiana.

E se taluni lamentano l’eccessivo ricorso alla decretazione da parte del governo, va ricordato che i tempi di intervento delle due camere (ma perchè due, visto che il “palleggiamento” produce solo ingiustificati ritardi di intervento normativo) non sono compatibili con i ritmi del paese reale.

Posto che, il governo goda della maggioranza parlamentare richiesta dalla costituzione.

Posto che, questa nuova ed antica Santa Alleanza catto-comunista, perdute le elezioni politiche, punti a minare questa maggioranza con metodi che la nostra Carta Costituzionale non prevede e non garantisce.

A meno che non si voglia governare il paese fuori dall’esecutivo, attraverso le pieghe della Costituzione, anzichè alla luce della stessa Costituzione, in quelle segreterie politiche e in quei centri di potere che piacciono tanto ai catto-comunisti della prima e della seconda repubblica.

Ma il mondo dell’informazione non è più un monolite completamente controllato dal potere pubblico, avendo Silvio Berlusconi aperto una nuova strada che garantisce più libertà e trasparenza e maggiore controllo dell’informazione sul potere pubblico e politico.

E questa, è certamente la colpa più grave del berlusconismo:

avere assicurato libertà laddove non ve ne era, controllo laddove mancava, luce laddove si voleva l’oscurità.

Fate il vostro gioco, signori e signore, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Per fortuna che la Lega c’è

venerdì, 27 agosto 2010

In Italia si va al lavoro per lavorare o per dare ogni possibile impedimento alla produttività e contrastare sempre e comunque il datore di lavoro ed i colleghi che lavorano e producono di più?

In Italia si va allo stadio per assistere ad uno spettacolo agonisitico o per creare disordini pubblici, devastare e derubare proprietà pubbliche e/o private?

In Italia si fa politica per rispondere alle esigenze del popolo o per arricchirsi a scapito del bene comune?

In Italia si fa sindacato nel mondo del lavoro per salvaguardare l’occupazione o per fare politica e produrre scalate e carriere lavorative senza alcun merito?

Per fortuna che la Lega c’è.

Altrimenti questo paese non avrebbe più alcuna speranza di salvezza.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Testimonianza Cristiana della Chiesa Cattolica

mercoledì, 25 agosto 2010

Di seguito riporto il testo che ho inviato alla Conferenza Episcopale Italiana tramite il loro sito ufficiale.

Chi siete e da dove venite?

Vostre continue ingerenze negli affari interni italiani sono irricevibili e inaccettabili.

Tutto quel che leggo stupito provenire dagli organi ufficiali di un cattolicesimo lontano da cristo migliaia di anni luce mi rattrista profondamente.

La vendetta per il caso Boffo è una testimonianza cristiana?

Il tentativo di sostenere una restaurazione conservativa di un modello politico a democrazia bloccata a tutto scapito della continuità e stabilità governativa assolutamente necessaria ad un paese in cui il disagio socio-economico cresce in misura spaventosa, è un atto vergognoso, con ricadute temibili e terribili proprio nei confronti degli ultimi, dei più deboli.

Le scelte degli esecutivi dei paesi democratici nn sono sindacabili da parte vostra.

Ed il continuo martellare delle vostre ingerenze è semplicemente disgustoso.

Non posso non definirmi cristiano, ma dinanzi alla vostra resa totale nei confronti dei veri nemici delle libere democrazie (il violento tentativo egemonico islamico ne è un esempio eclatante) prendo la decisione di dissociarmi da ogni vostra indicazione, che da pastorale è divenuta inesorabilmente politica, senza alcuno titolo.

Gli scandali che si leggono ogni giorno sulla gestione della Chiesa Cattolica delle anime di coloro i quali ad essa venivano affidati e da essa venivano depredati nel corpo e nella mente, dovrebbero aprire una via crucis del mea culpa, nella Chiesa Cattolica.

Ma l’umiltà non alberga più nei vostri corpi.

Non siete degni figli di San Pietro e della parola di Cristo.

Gustavo Gesualdo

La costituzione italiana

martedì, 24 agosto 2010

C’è oggi, nel paese, una fazione che tenta di suicidare il paese in nome dello stato.

E’ la visione massimalista di una costituzione eccessivamente rigida, inadeguata ed inadeguabile (il quorum richiesto per le modifiche costituzionali è assurdo) alla vita reale del paese.

Questa costituzione, in gran parte irrealizzata o mortificata dalla legge ordinaria, è essa stessa (incolpevolmente e suo malgrado) il primo impedimento alla realizzazione delle riforme in questo paese, al cambiamento di questo paese.

E’ nella realtà che l’applicazione della costituzione formale ucciderà quella riforma della prassi politica sostanziale che è avvenuta nel paese da tangentopoli ad oggi.

Non la costituzione quindi, ma la sua rigida applicazione senza intelligenza è un ulteriore ostacolo fra paese reale (che ormai va avanti per conto suo, stufo di certa casta politica dura a morire) e stato di diritto, che si allontanano reciprocamente ogni giorno che passa.

Questa è la realtà.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Chi uccide il paese in nome dello stato?

martedì, 24 agosto 2010

Il premier Silvio Berlusconi tentennò allorquando il movimento dissidente e traditore dei finiani emetteva i suoi primi vagiti bocchiniani.

Tentennò ancora, allorquando Fini fu costretto ad uscire allo scoperto ed attaccare il premier e la maggioranza di governo in prima persona, essendo caduta la testa del bravo Bocchino.

Tenntenna ancor oggi, allorquando sia evidente il gioco al massacro dello schieramento finiano, sostenuto dalle continue ingerenze e dai continui attacchi al governo da parte della CEI, dello Stato del Vaticano e dei giornali e dei periodici che pubblicano in maniera più o meno ufficiale, ogni sorta di contrasto all’azione dell’esecutivo.

Che sia ben chiaro che questo gioco che è al massacro del paese e delle sue istituzioni, premeditatamente orientato a gettare discredito sul governo italiano che più di ogni altro ha contrastato le mafie attraverso incredibili accuse di immoralità, uccide il paese reale più della crisi economica in atto.

E il discredito sul governo italiano e l’abuso delle funzioni delle cariche istituzionali piegate a voleri ed interessi estranei a quelli del popolo e dello stato italiano rappresentano un grave attacco, forse il più grave che il nostro paese ha mai dovuto subire.

E proprio nel momento in cui il paese è sottoposto alle conseguenze tragiche di una crisi economica terribile, questo schieramento di traditori infligge a famiglie ed aziende italiane una inutile ed articiosamente eretta crisi politica?

Tutto questo non sembra sufficiente al Capo dello Stato per intervenire, armato di un cossighiano piccone, per difendere il paese reale da questa casta politica indecente e incredibile, traditrice e affossatrice del paese?

Piangiamo la dipartita del presidente emerito Francesco Cossiga, proprio in questi giorni.

E la piangiamo per più di un motivo.

Oggi, più che mai, il paese avrebbe bisogno di un capo dello stato coraggioso e autentico, leale allo stato e fedele alla costituzione, un capo dello stato che interveniva a picconare ogni tentativo di affossamento dello paese in nome dello stato, ogni devastazione della costituzione sostanziale perpretata in nome della costituzione formale.

Ma Francesco Cossiga è morto, e non ci resta che sperare che la sua dipartita, non sia stata vana, e sperare invece che anche la sua fine umana e politica, possa servire per dare un indirizzo sicuro e fedele per la tutela e la difesa del bene del paese.

Servire un paese in grave difficoltà, non i suoi assassinii.

Un ulteriore tradimento ed una ulteriore coltellata al paese, potrebbe condurre a scenari imprevisti ed imprevedibili, benchè auspicati da qualche traditore, al solo scopo di poter gettare discredito su qualche riformatore.

Ma il gioco che si dipana sembra essere un gioco a perdere, laddove taluni, perduta ogni speranza, mettono in gioco il futuro del paese, avendo perduto ogni bene e smarrito ogni razionale equilibrio.

E se il gioco si fa duro, ognuno di noi dovrà prepararsi per difendere le cose in cui crede, il proprio territorio, la propria storia e la propria cultura contro queste odierne degenerazioni umane e politiche, contro questi colpi di coda di una casta politica che non vuol mollare privilegi e prepoteri, anche a costo di mandare il paese a puttane.

Che pecceato, ci chiamavano il belpaese ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Pier Ferdinando Casini

martedì, 24 agosto 2010

Pier Ferdinando Casini non è mai stato un politico da prima fila.

Deve ringraziare Tangentopoli, che sfolti le prime linee della Democrazia Cristiana facendo venir fuori peones e casinisti,
che videro cadere dall’alto una opportunità politica mai guadagnata sul campo.

Casini non è uno statista.

Casini non è un grande politico capace di realizzare convergenze parallele.

Casini non è un leader.

Casini è colui il quale ha consentito a gente come Salvatore Cuffaro detto Totò, di devastare il governo siciliano e di favorire gli interessi mafiosi.

Casini è stato il progenitore del tradimento politico della seconda repubblica, instaurando la prassi del tradimento come impedimento alla continuità e alla stabilità governativa, al fine della restaurazione di una democrazia bloccata a bipolarismo catto-comunista della prima repubblica.

Per questa colpa fu scacciato malamente dal governo Berlusconi.

Per questo motivo non vi è possibilità per Casini di rientro nel governo Berlusconi.

Questo è Pier ferdinando Casini.

Un nulla politico catapultato sul palco della politica nazionale per errore.

Un errore che il paese sta pagando molto caro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Tutti Pazzi per la Lega (ancora)

lunedì, 23 agosto 2010

il movimento dei finiani sveste ogni ipocrisia e malizia e per bocca del suo vero leader, il napoletano Italo Bocchino, chiarisce qual’è l’intento ed il vero fine del tradimento finiano:

escludere la Lega dal governo del paese ed impedire ogni riforma che cambi e salvi questo paese dall’autodistruzione.

L’offerta bocchiniana al premier Silvio Berlsuconi è un “tutti dentro il governo tranne la Lega”.

E questa politica ad escludendum della Lega è perfettamente leggibile anche nelle dichiarazioni della Conferenza Episcopale Italiana.

Finalmente i traditori si mostrano per quello che sono e per quello che io li indico da questo blog, sin dal primo momento delle loro “uscite fuori programma”:
degli avversari di ogni riforma e di ogni cambiamento del paese, dei restauratori di un modello di democrazia bloccata a bipolarismo catto-comunista, e dei conservatori di un sistema statale sprecone e oscuro, nel quale sono mille e mille i rivoli di spesa che si perdono nel mantenimento di fannulloni e perditempo di ogni genere e grado.

Ecco cosa difende il bravo Bocchino:
lo status quo del privilegio politico, il peggiore aspetto di quella casta politica che è responsabile del fallimento di questo stato di diritto e del suo allontanamento vorticoso dal paese reale.

le parti in campo sono schierate:

– il nuovo che tenta di addrizzare storture non più sopportabili dal sistema paese, che vede nel patto di ferro Bossi-Berlusconi l’unica via d’uscita dalla crisi socio-economica in atto.

– il vecchio establishment, la casta politica peggiore, quella pletora di carrieristi politici che non vogliono perdere alcun privilegio politico e di potere, a costo anche di mandare all’aria il paese.

Ed è per questo che i traditori della patria temono le elezioni, perchè, come ben dice sempre il bravo Bocchino, in caso di elezioni anticipate gli elettori saprebbero benissimo chi premiare (Bossi e Berlusconi) e chi invece punire ancor più duramente (dai finiani ai casinisti, dai falsi democratrici ai veri comunisti).

Tenzone straordinaria, battaglia epica questa, laddove il vecchio sta per essere eiettato fuori dai poteri istituzionali a tutto giovamento del paese, delle famiglie e delle aziende italiane, dei lavoratori dipendenti come degli imprenditori, degli occupati nel mondo del lavoro come dei disoccupati e degli inoccupati.

Il bene contro il male, nella sempiterna battaglia umana.

Chi vincerà?

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

Ai perdenti:
preparatevi a scomparire dalla storia di questo paese.

Per sempre.

E finalmente!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Rom

lunedì, 23 agosto 2010

A tutela dell’intelligenza umana e a scapito della sua acerrima nemica, l’ignoranza, tento una lettura del problema rom in chiave razionale, in modo da offrire ai lettori del mio blog alcuni spunti di riflessione sulle polemiche odierne che vedono i rom al centro di nuove politiche di rimpatrio, forzato o volontario che sia.

Se dicessi che i rom non c’entrano nulla con il popolo romeno e con la Romania, direi una sciocchezza?

No, affatto.

Si tratta solo di una disdicevole coincidenza che il nome dei romeni inizi con la radice rom.

Disdicevole, sì, soprattutto per i romeni.

Se domandaste ad un romeno cosa ne pensa dei rom e dei moldavi (responsabili del 90% delle rapine nelle ville in Italia), sareste sorpresi di sentir dire tutto il male possibile.

E’ infatti a causa di queste due componenti della popolazione romena che si deve gran parte della maldicenza e dei pregiudizi di cui sono oggetto i romeni, i quali, per primi, sono convinti che senza rom e moldavi, la romania sarebbe un paese molto più eruopeo ed occidentale di quanto non lo sia in questo momento storico.

Lo stesso discorso vale per i bulgari e gli slavi, incolpevolmente identificati anch’essi come popoli a radice rom, con tutto quel che ne consegue nella caduta d’immagine di questi popoli e delle loro nazioni.

Il popolo rom, il popolo degli zingari e dei gitani, il popolo nomade per eccellenza, risiede per il 60% in europa orientale, appunto.

I rom sono conosciuti in tutto il mondo soprattutto per il loro rifiuto al lavoro, per la loro naturale predisposizione al furto, per la loro inclinazione a vivere di elemosine e di espedienti, per il loro costante rifiuto all’integrazione con i popoli e le nazioni che li ospitano, per il loro netto rifiuto ad una vita stanziale, fatta di lavoro e di ordine, di igiene e di rispetto delle leggi.

In questo passaggio si coglie meglio il riferimento ai continui richiami alla integrazione dei popoli rom nelle nazioni che li ospitano.

Ma come si fa ad integrare un popolo che rifiuta ogni integrazione, che rifiuta ogni stile di vita differente dal proprio, che rifiuta l’inserimento nel mondo del lavoro?

Bella domanda.

Ma la risposta non c’è e non c’è mai stata.

Dalle mie esperienze personali posso trarre qualche ricordo.

Una guardia particolare giurata in servizio presso il campo nomadi di una città del sud, campo predisposto per accoglierli nel modo più dignitoso possibile ed a spese della comunità locale, mi raccontò che la prima cosa che fecero i rom appena entrati nel nuovissimo campo messo a loro disposizione, fu quella di distruggere i servizi igienici e le docce.

Volevano impedire che i loro figli si abituassero troppo ad uno stile di vita igienico e civile che li potesse allontanare dalla schiavitù delle elemosine e del furto, cui essi venivano educati, e per questo, veniva loro vietato di seguire gli studi scolastici.

In occasione di un furto in casa dei miei genitori, mi recai in Questura per sporgere denunzia.

In quel momento erano state fermate due giovanissime rom, di cui una era in evidente stato di gravidanza.

Mi venne detto che molto probabilmente le autrici del furto in casa dei miei genitori era stato commesso da quelle due ragazze, fermate per analoghi furti avvenuti in zona in quella giornata, e che potevo scordarmi ogni possibilità di vedere punite quelle ragazze.

I rom conoscono benissimo le leggi delle nazioni dove dimorano temporaneamente e sanno benissimo come aggirarle, mandando a compiere i furti i loro minori e le ragazze minorenni in stato di gravidanza, certi che dopo il fermo, non sarebbe seguito l’arresto e la traduzione in carcere.

L’integrazione non la vogliono, ma i modi di sfuggire alla punizione della legge li consocono benissimo, però.

In ultimo aggiungo un’altra personale testimonianza, avendo lavorato per un certo periodo in un pronto soccorso di un grande ospedale.

I Rom accedevano continuamente ai servizi di emergenza ed urgenza anche per banali mal di denti o mal di testa, poichè essi rifiutavano di accettare le cure di un medico di famiglia le cui prestazioni essi non richiedevano mai.

E ovviamente, non pagavano mai per i servizi sanitari e farmaceutici loro offerti.

Ma c’è di più.

Di frequente venivano portate in pronto soccorso giovani ragazze rom (spesso in stato di gravidanza) colte sul fatto nel compimento di furti, le quali dichiaravano, in assenza di documenti di identità, età per cui era impossibile perseguirle.

In questo caso, la polizia richiedeva una radiografia degli arti, dalle quali si poteva evincere una età presunta sulla quale basare le procedure di legge.

E tutto questo sempre a carico del contribuente italiano, ovviamente.

Aggiungiamo pure che non si è mai visto un rom pagare una multa, un processo verbale, una tassa o contribuire al sistema previdenziale e assistenziale cui invece attingono a mani piene e senza remore, ed il quadro complessivo è completo.

I rom vogliono integrarsi?

No, non lo vogliono.

E noi possiamo coercitivamente obbligarli all’integrazione?

No, non possiamo.

E allora, se in base a queste semplici evidenze, i paesi europei stanno procedendo al rimpatrio di questa brava gente, perchè dobbiamo essere tacciati di razzismo da prelati religiosi che non hanno mai lavorato anch’essi un solo giorno in vita loro?

Queste critiche sono inaccettabili ed irricevibili, specie se provengono da esponenti dello stato del vaticano, stato nel quale l’ingresso in clandestinità è un reato che viene punito con l’espulsione immediata.

Ecco un po’ di verità quotidiane che non leggerete sui giornali.

Ecco la verità sul popolo rom e sui prezzolati che li difendono ma che non li ospitano e non li integrano nel loro stato.

AAA
Cercasi nazione disposta ad ospitare popolo nomade.
Per adesioni inviare candidatura presso la Città del Vaticano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X