Archivio di maggio 2010

Il fallimento politico-isitituzionale

lunedì, 31 maggio 2010

Siamo alla follia più completa:

la manovra economica viene sottoposta al delirio lamentoso dei ministri che si son visti tagliare i fondi,

sottoposta al fuoco nemico degli alleati traditori finiani,

sottoposta alle ingiurie di una opposizione maldestra (ovvero sinistra)

ed infine, prima della decretazione,

sottoposta al preventivo vaglio della residenza della Repubblica che manifesta ampi dubbi sulla sostenibilità giuridica e istituzionale del provvedimento, ma sottomette anche alcune indicazioni nel merito riguardo a scuola e università, da sempre campo di mietitura elettorale della sinistra italiana.

Tutto questo è un assurdo allucinante cui un ormai ben più che dimezzato Berlusconi non avrebbe mai dovuto sottoporsi.

Questo stato è allo sfascio democratico ed isitituzionale.

Se non fosse per le proposte politiche e le riforme della Lega, saremmo in preda al panico istituzionale, alla follia politica più cieca e abbietta, saremmo in balia dello squallore intollerabile di una casta politica che vuole a tutti i costi sopravvivere a se stessa, mantenendo tutti i privilegi ed i prepoteri di cui si ciba, compresi quei parchi elettorali che aumentano a dismisura il debito pubblico.

E tutto questo, a danno delle famiglie e delle aziende, degli imprenditori e dei lavoratori.

Non se ne può più, tutto questo non è assolutamente tollerabile.

Viva la Lega,
abbasso tutti gli altri.

Tutti, indistintamente.

Intercettazioni: un disastro politico

sabato, 29 maggio 2010

La nuova normativa che stenta a nascere sulla limitazione dell’uso a fini di indagine e la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche continua a ricevere importanti opposizioni.

Dopo il mondo della magistratura e della informazione, anche gli investigatori della polizia, attaverso le associazioni che li raggruppano, fanno sentrie la loro voce contro quello che definiscono “un bavaglio” e indicano gravi limiti alla garanzia della sicurezza nel paese in caso di varo di questo decreto limitativo dell’uso a fini di indagine e della pubblicazione delle intercettazioni.

Un disastro questo decreto, avversato all’interno come all’esterno del paese, un disastro che dovrebbe portare alle dimissioni del ministro siciliano alfano che continua a riproporlo e modificarlo in tutte le salse, tranne quella più giusta e condivisa.

Non si scherza con la sicurezza e con il contrasto al mondo della illegalità, specie in un paese come il nostro, dove l’illegalità diffusa e la corruzione dilagano e le mafie rappresentano un serio rischio alla stassa sopravvivenza del concetto di sicurezza dei cittadini.

Nuova Tangentopoli? No, è sempre la stessa …

venerdì, 28 maggio 2010

Fastweb, Telecom Italia, Finmeccanica, Selex, servizi segreti italiani, omicidi Falcone e Borsellino, telefonia, intercettazioni, informazione …..

Il quadro del sistema italiano della corruzione e del controllo dell’informazione risulta essere ogni giorno più chiaro.
Cadono credibilità e sistemi potenti, cadono sotto i colpi del sistema della illegalità diffusa, cadono politici e manager, agenti segreti e burocrati, si chiarisce il sistema degli appalti pubblici italiano, si delinea UNA RESPONSABILITA’ POLITICA GRAVISSIMA (Indulto, Comma Fuda alla finanziaria del governo Prodi, stop alla commissioone guidata dal giudice Tatozzi, depenalizzazione dei reati, distruzione sistematica del sistema delle investigazioni delle forze dell’ordine, delle indagini della magistratura, delle inchieste giornalistiche, e chi più ne ha, più nemetta in questo paese impazzito) poichè certa casta partitocratica non poteva non sapere, visto che i servizi segreti italiani, molto spesso, si trovano coinvolti in qualche modo e in qualche misura in depistaggi incredibili, in trattative con le mafie, e sono controllati a loro volta, dalla politica e dalle istituzioni.

Come si fa a dire che non sapevate, che non era possibile far nulla, che è “il sistema” il responsabile di tutto questo e che nessuno può cambiare questo sistema, tranne appunto, la casta partitocratica della politica italiana.

Cosa accadrà?
Ci sarà una nuova Tangentopoli?

No, per me, è sempre la stessa ….

Indulto e depenalizzazione VS giustizia, sicurezza e stato di diritto

venerdì, 28 maggio 2010

Radio 24 – 4 6 2010 – depenalizzazione e indultoUna rapida risposta a chi prova da tempo a infierire sul principio della legalità, sulla sicurezza dei cittadini e sul principio della certezza del diritto e della pena, attraverso le continue e subdole proposte di indulti o le indecenti proposte di depenalizzazione, al fine sbagliato e con il mezzo sbagliato, di ridurre il numero dei carcerati che in italia eccede il numero dei posti letto nelle carceri.

Innanzi tutto, se le carceri continuano a riempirsi, vi sarà pure un motivo.

Se corruzione, illegalità diffusa e mafie uccidono questo paese, vi sarà pure un motivo per il quale si consente a queste minacce allo stato e al popolo, alle famiglie e alle imprese, di restare perlopiù impunite od impunibili.

Le carceri sono piene?

Invece di pensare a come svuotarle per riempire di nuovo le strade e le piazze italiane di soggetti che potrebbero così reiterare liberamente i reati per i quali sono stati accusati, giudicati e puniti, si pensi a come costruire un numero di carceri sufficiente a tenere dentro quattro mura carcerarie, tutto il marcio che c’è in questo paese.

L’esempio francese è lampante.

Carceri costruite da privati e convenzionate con lo stato.

Ecco la soluzione, rapida, efficace, economica, risolutiva.

Se si seguisse questa strada, in un periodo che vada 1 a 3 anni da adesso, avremmo probabilmente raddoppiato o triplicato i posti-letto nelle carceri italiane.

Ma mi domando:

è questo l’interesse che stanno perseguendo i politici che vogliono indulti e depenalizzazioni, ovvero, attraverso questo problema, se ne vuole risolvere un altro?

E se sì, quale?

Siate seri e pensate ad amministrare la cosa pubblica in favore delle famiglie e delle imprese italiane.

Siate seri e copiate la Francia.

Siate seri, soprattutto.

Post pubblicato su Radio 24, la radio de “Il Sole 24 Ore”

A partire dal minuto 5 e 55 secondi

http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=finanziaria-opposizione-guadagni-carceri

Corruzione: così si debella

mercoledì, 26 maggio 2010

A seguito di numerosi casi di paventata corruzione che vedono coinvolti uomini politici, leggo che il presidente del consiglio dei ministri, Cav. Silvio Berlusconi, promise un insaprimento delle pene.

Mi permetto una umile indicazione, un piccolo contributo personale alla eliminazione della corruzione.

La corruzione come la concussione vertono intorno al cardine del potere pubblico, sia politico-amministrativo che burocratico.

Se Lei, caro presidente del consiglio dei ministri, vuol veramente debellare questo cancro che uccide l’Italia, può sicuramente agire con una norma che riporta al suo interno un solo articolo:

“chiunque rivesta funzioni, attribuzioni o eserciti poteri pubblici ovvero agisca in funzione di incarichi pubblici è punito per tutti i reati commessi in uso o abuso di dette funzioni e poteri con la pena prescritta dalla legge, caso per caso, moltiplicata per tre (3) volte unificando le pene per i reati di corruzione, concussione, peculato e abuso d’ufficio nella misura unica applicabile da 6 a 12 anni di reclusione”

Cosicchè, se una corruzione può essere punita con sei (6) anni di detenzione, la pena viene automaticamente portata a diciotto (18) anni.

Attualmente sono previsti i seguenti reati (che andrebbero unificati sul versante della pena) con le seguenti pene previste, caso per caso:

Concussione > da 4 a 12 anni

Corruzione per un atto di ufficio > fino ad 1 anno

Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio > da 2 a 5 anni

Corruzione in atti giudiziari > da 3 a 8 anni

Per questi reati, come per quelli simili di istigazione alla corruzione, peculato, abuso d’ufficio, ect., la pena prevista andrebbe quindi unificata in un minimo di 6 ad un massimo di 12 anni di reclusione.

Se venisse applicato il moltiplicatore che propongo, le pene minime partirebbero da 18 anni sino ad un massimo di 36 anni di carcere!

Stesso dicasi per l’abuso di ufficio, reato dietro al quale si cela spesso l’interesse privato e personale ad accelerare o a frenare una pratica d’ufficio, in favore di qualcuno (perchè ha già pagato l’estorsione corruttiva) o in sfavore di qualcun altro (per fargli capire che se non paga la tangente, la sua pratica verrà insabbiata).

Detto e fatto.
Semplice e veloce.

Ovviamente, inapplicabili per il reato di corruzione e di abuso d’ufficio devono essere tutti gli sconti di pena.

Ovviamente la sentenza va emessa prima che il reato cada in prescrizione.

Se prendi 18 anni di detenzione, te li fai tutti, caro corrotto.

E senza sconti.

Oh, dimenticavo:
visto che i reati di corruzione e di concussione e similari possono vedere coinvolti burocrati o politici, proprio perchè nella loro relativa qualità e ne loro relativo potere, nessuna immunità e impunità deve essere prevista per il politico colto con le mani nel sacco.

Così, si debella la corruzione.

Se veramente si vuole debellare la corruzione in italia.

Federalismo demaniale: il primo passo verso il futuro

martedì, 25 maggio 2010

Il demanio idrico-marittimo (fiumi, laghi, spiaggie, coste, etc) passa dalla competenza statale a quella degli enti locali, in primis i comuni.

Con esso anche una gran quantità di immobili e di terreni cambiano di mano.

La vendita di tali immobili e terreni, consentirà di abbattere i debiti che le amministrazioni locali hanno contratto e che non riescono a sanare, se non con un aumento della tassazione.

Ecco il primo passo di quel federalismo tanto atteso e contrastato.

I detrattori del federalismo fiscale hanno riempito le pagine dei giornali di autentiche menzogne figlie dell’ignoranza o dell’interesse di parte in tutti questi anni, condannando il federalismo fiscale e subissandolo di ingiuste e non veritiere dichiarazioni altisonanti, fra le quali, spicca quella che con il federalismo ci sarebbe stato un aumento della pressione fiscale.

Ed ecco dimostrato invece il contrario, ecco dimostrato che il federalismo demaniale contribuirà a responsabilizzare le amministrazioni locali, consentendo loro di abbattere il muro dell’indebitamento grazie alla cessione di quegli immobili e di quei terreni che proverranno da questo trasferimento di competenze.

Gli enti locali troveranno un enorme giovamento in questo e non un aggravio delle situazioni debitorie come hanno sbandierato taluni ignavi o interessati, ma anzi, otterranno l’abbattimento o addirittura la completa sanatoria di quei debiti che, altrimenti, si sarebbero scaricati sui cittadini con l’aumento della pressione fiscale locale.

In particolare le regioni meridionali, otterranno un grande beneficio dal federalismo demaniale, incontrando nuove fonti di gettito rinvenenti dalla locazione delle spiagge, visto che la gran parte di dette regioni sono dotate di lunghissime riviere, spiagge dalle quali precedentemente si ricevevano solo gli oneri della manutenzione e della pulizia, ma dalle quali ora, grazie al federalismo demaniale, si riceverà nuova ricchezza da investire nella migliore gestione delle stesse, come pure si introiteranno canoni e tassazioni.

Se poi si volesse seguire l’esempio intelligente e fantasioso del governatore del Veneto Luca Zaia, anche i laghi ed i fiumi, sapientemente attrezzati e sfruttati turisticamente, porteranno il loro contributo in termini di aumento della ricchezza relativa ed aumento degli introiti fiscali diretti agli enti locali.

E allora:

vi piace o no vi piace, questo federalismo fiscale?

Post pubblicato da Radio 24, la radio de “Il Sole 24 Ore”
a partire dal minuto 4 e 45 secondi
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Lettere a Radio24

Nuova tangentopoli? Ecco l’indulto targato mancino-alfano

lunedì, 24 maggio 2010

Ancora attacchi al buongoverno, ancora attacchi alla Lega, ancora attacchi al fronte della buona politica da parte dalla casta partitocratica del privilegio e del prepotere, che nulla ha a che fare con le esigenze delle famiglie e delle aziende italiane.

Ecco la dimostrazione che questa casta politica, tutto vuole, tranne il bene del paese che lavora, che produce benessere e ricchezza, che vuole sicurezza e legalità, che desidera una italia diversa da questa.

Di tutto si occupa questa casta politica, tranne che del federalismo, della diminuzione drastica del numero dei parlamentari e dei poltronisti a vita, della sicurezza della gente, del lavoro che non c’è, del mutuo della casa che non si può più pagare, del futuro dei nostri figli, che non si può più nemmeno immaginare.

In attesa di applaudire il bavagli a magistratura e informazione negando l’uso e la pubblicazione delle intercettazioni anche in caso di reati ad elevata perisolosità sociale come l’usura e la corruzione, ecco la casta partitocratica italiana sfoggiare il meglio di se.

Il parlamentare meridionale rosario giorgio costa propone il ramadan scolastico in settembre, con inizio delle lezioni in ottobre, accontentando i fannulloni dipendenti della pubblica amministrazione del comparto scuola, che si vedrebbero regalare così un periodo lunghissimo di vacanza dalle lezioni e dalla scuola:
maggio, giugno, luglio, agosto e settembre!

La proposta nn tiene conto delle differenze climatiche e se frega altamente delle famiglie dove i genitori lavorano e nn saprebbero come gestire i propri figli in un periodo di vacanza così lungo.
Una proposta che va nella direzione delle strategie politiche favorevoli al parassitismo che ha devastato la grecia, facendola miseramente fallire.
Un fallimento in tutti i sensi, compreso quello politico, che nn ha saputo cambiare un paese che non voleva lavorare e studiare, ma pascersi e crogliolarsi al sole.
Ora patiscono letterlamente la miseria e vivono di elemosine concesse da paesi nei quali la scuola è una cosa seria ed il mondo del lavoro pure.

Sempre da un politico meridionale, figlio illustre di quella prima repubblica naufragata negli scandali della corruzione politica, proviene la proposta di un nuovo indulto.
E’ il napoletano mancino, presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e recentemente coinvolto nelle inchieste giornalistiche e nelle indagini della magistratura a causa della sua iscrizione in una lista che ha già provocato scandali e dimissioni di ministri, in relazione ad regalie di danari e acquisti di lussuose abitazioni probabilmente in cambio di favori per l’assegnazione di appalti pubblici.
mancino dice che le carceri sono piene e che bisogna svuotarle.
Che le carceri siano piene, questo non puà essere che un bene in un paese come il nostro, dove l’illegalità diffusa, la corruzione e le mafie hanno un peso insopportabile nella vita dei cittadini che subiscono le aggressioni violente della malavita, organizzata o meno che sia.
Ma, udite, udite, il napoletano mancino cosa pensa per risolvere il problema:
depenalizzare.
Sì, così non significa un granchè, ma adesso ve lo dico in lingua italiana:
un nuovo indulto.
Ovviamente, questa proposta troverà concorde il ministro della giustizia, il siciliano alfano.
E sicuramente otterrà il placet del presidente della repubblica, il napoletano napolitano, già sostenitore, se non fautore, del passato indulto che ha scarcerato anche assassini che sono poi tornati ad uccidere cittadini inermi.

Ecco, il quadro è completo:
dopo l’indulto su corruzione e usura, ecco l’indulto generale che previene la nuova tangentopoli che bussa alla porta di certa casta politica partitocratica.

Stop alle indagini con negazione dell’uso delle intercettazioni e nuovi indulti.

Mi vergogno di condividere alcunchè con questo stile di vita e con questa gente, che tutto rappresenta, fuorchè il la tutela del bene comune.

La corruzione in italia è tutelata per legge

domenica, 23 maggio 2010

Continuano i soliti quotidiani attacchi alle riforme e al cambiamento in questo paese, mentre questi attacchi, ignorano il divieto di indagine della magistratura e di inchiesta dell’informazione imposto dalla politica.

Dai vertici istuzionali italiani ricoperti da fini e napolitano, provengono quotidiani appelli su mere questioni tecniche della produzione di atti del governo (e non sulla sostanza e sul merito, indicando così una volontà politica subdola di fermare il federalismo senza doverlo attaccarle a viso aperto e di ignorare l’indulto sulla corruzione che si sta varando in questi giorni), appelli che mirano certamente a rallentare il varo di ogni provvedimento del governo che vada nella direzione del riformismo, del cambiamento, del federalismo.

E che dire del silenzio imbarazzato ed imabrazzante del presidente del CSM mancino, coinvolto anch’esso in una inchiesta giornalistica che pubblica l’esistenza di una lista al vaglio della magistratura per potenziali violazioni di legge in tema di appalti pubblici da parte di vertici burocratici, isituzionali, poteri dello stato e politici?

Nulla dicono e fanno questi signori invece, per il provvedimento che limita le intercettazioni per reati come quello della corruzione, rendendo impossibile perseguire per legge i corrotti ed i corruttori, ed in special modo, impedisce di usare le intercettazioni verso i politici, burocrati e pubblici amministratori che prendono mazzette, si fanno pagare le case, le ville, le vacanze, i vestiti costosi ed un livello di vita che altrimenti non si potrebbero mai permettere con il solo sudore della fronte, visto che non hanno mai lavorato neppure un giorno della loro vita.

In un momento così delicato della vita del paese, questo silenzio della casta politica partitocratica sulle intercettazioni in caso di corruzione e concussione pesa in modo impossibile sulla tenuta dello stato di fatto e dello stato di diritto in Italia.

Altresì, pesa come un macigno il DDL anti corruzione, ormai svilito e reso un falso bersaglio depistante:
in pratica si dice che un politic corrotto non potrà essere intercettato e perseguito dalla legge, ma al massimo, un politico corrotto non potrebbe ricandidarsi.

E’ una legge-salvacondotto per la malapolitica, per quel mondo della illegalità diffusa e della corruzione che si nasconde all’interno della casta politica.

Bravi, ottimo lavoro.
era proprio questo che i cittadini vi chiedevano disperatamente:
salvare i politici, i burocrati, i manager pubblici ed i pubblici amministratori corrotti.

Ora, manca solo un bell’indulto, ed il quadro è completo.

Ma il federalismo no, quello non lo volete proprio.

Sarà perchè il federalismo fiscale è incompatibile con la presenza delle organizzazioni mafiose, come ben dice il ministro leghista on. Roberto Maroni?

Intanto, le prime manifestazioni di piazza dell’estremsmo politico fanno csapolino in ogni dove e sempre più forte, si sente l’odore di bruciato in questa repubblica sull’orlo del baratro che non riesce a proprio fare a meno della corruzione, che viene così difesa e tutelata per legge.

I libri di storia non risparmieranno aspre critiche a questo modo di agire della casta politica italiana, tutta intrapresa a difendere corrotti e corruttori, concussi e concussori dalle intercettazioni e dalle indagini della magistratura e dalle inchieste giornalistiche inbite nella pubblicazione di tali atti.

Italiani:
voi non dovete sapere, non avete il diritto di sapere e non avete il diritto alla giustizia nei confronti della impunibile ed intoccabile casta partitocratica italiana.

Altro che difesa della privacy e del DDL anti corruzione:
ma chi pensate di prendere in giro?

Cari italiani, ve la dico io la verità, anche a costo di pagarne il costo in maniera smisurata ed inumana:
questa casta politica non vuoe salvare le famiglie, le aziende ed i lavoratori come i disoccupati italiani, ma vuole salvare solo se stessa e la sua molto opinabile concezione di amministrazione della cosa pubblica.

L’unico movimento politico che punta a salvare i cittadini italiani dalla crisi e dal baratro pericoloso del fallimento, è la Lega Nord di Umberto Bossi.

Questa è l’unica verità che esista oggi in Italia.

Questa è l’unica bandiera politica per la quale vale la pena combattere.

Ricordatevelo quando avrete dinanzi una scheda elettorale.

eEcco l’obiettivo di Casini: riassemblare dell’utri, mastella e cuffaro.

sabato, 22 maggio 2010

Cambiano nome al partito come se questo cambaimento rappresentasse la salvezza di questo paese.

Ma come ha già ampiamente dimostrato la storia evolutiva della sinistra italiana, questo cambiamento è indirizzato solo al raggiungimento del potere personale, alla conservazione dei privilegi e delle poltrone, e non e mai, alla soddisfazione delle esigenze del paese, delle famiglie, delle aziende e dei cittadini qualunque.

Il partito della nazione di casini, piacerà a fini e napolitano, riassemblerà la simbiosi politica di gente come mastella, dell’utri e cuffaro, ma è incompatibile con il buon governo, con la stabilità politica del governo, con la tenuta democratica del paese, e, soprattutto, tutto questo ciarpame politico, è incompatibile con la Lega Nord di Umberto Bossi.

Una masnada, una accozzaglia politica risvegliata dal profumo del potere governativo si affaccia alla porta di berlusconi:
va respinta, poichè ha gia ampiamente dimostrato il suo odio per il cambiamento e per le riforme del paese avanzate e sostenute dalla Lega e si rende incompatibile con l’azione di contrasto alla illegalità diffusa, alla corruzione e alle organizzazioni mafiose di ministri leghisti come l’on. Roberto Maroni, del lavoro continuo, faticoso e pericoloso delle forze dell’ordine e della magistratura.

L’orda orgiastica degli eredi dellla dc e del pci va respinta, poichè questo governo, come i passati governi del cdx, lavora per riformare e cambiare questo paese, rilanciandolo in un futuro migliore e più competitivo.

Se qualcuno ha cambiato parere strada facendo, lo dichiari pubblicamente.

Se qualche liberale riformatore ha cambiato pelle, lo manifesti e si renda visibile.

L’asse degli eredi della democrazia bloccata e del conservatorismo di prepoteri e di privilegi torna alla carica riproponendo la dittatura della partitocrazia della prima repubblica del non fare e del non far fare.

Ricordo a tutti che l’assetto politico attualmente al governo si è sempre dichiarato alternativo alla vecchia politica dei cortigiani e dei parrucconi, e si è candidato per respingere questo stile politico e di vita al fine di proporre un nuovo e più civile ed avanzato modo di intendere la politica.

Berlusconi si è sempre candidato come il fautore del cambiamento, e per questo ha ricevuto il consenso popolare.

A tutti quei camaleonti che cambiano pelle per nascondere la solita sostanza, invio volentieri un messaggio:
ricordatevi chi siete e da dove venite, con quale compagnia avanzate e, soprattutto, per quale motivo vi è stato affidato il consenso popolare di cui godete.

Basta con i voltagabbana, gli sleali ed i traditori:

il paese vuole andare avanti, e non indietro, il paese necessita del federalismo e non del nazionalismo conservatore del poltronismo ed egocentrismo romano.

Stato di fatto e di diritto rischiano di andare in collisione, sotto lo sguardo attento di politici rinvenenti dalla prima repubblica come manciono e napolitano.

Il quadro è chiaro e completo:
vogliono fermare il riformismo leghista, vogliono uccidere il futuro del paese.

O con la Lega o contro la gente, le famiglie e le aziende

sabato, 22 maggio 2010

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri:
“Non verranno toccate né la sanità né le pensioni, né la scuola né l’Università. E’ sicuro invece che il governo continuerà a mantenere i conti pubblici in ordine come ha fatto finora con una politica prudente, coniugando il rigore con l’equità e con il sostegno allo sviluppo”.

Berlusconi tenta una strada impossibile.

E’ infatti impossibile coniugare il suo aut aut sulla sanità, con una sanità che è vittima di un sistema di sprechi e di ruberie e naviga in una difficile condizione di evidente illegalità in alcune regioni del paese, condizionata pesantemente da un sistema privato convenzionato che pare dare buoni frutti solo nel nord del paese e che invece assicura una cattiva quanto eccesivamente onerosa qualità dei servizi sanitari nel sud.

Il fatto che vi sia un rapporto insegnati-alunni di 1 a 10 nella scuola pubblica italiana, – il più grande datore di lavoro europeo con un qualità formativa, sia in entrata che in uscita, fra le più basse del mondo occidentale – la dice lunga sulle quelle regole sulle quali si fonda e vive una scuola così malfatta.

E’ altresì impossibile coniugare il concetto di buongoverno dello sviluppo con una rete universitaria costosissima e capillare – un ateneo in ogni provincia italiana rappresenta una vera e propria follia gestionale ed organizzativa – che in molti casi, specie nel sud del paese, risulta essere completamente sganciata ed avulsa dai territori in cui è insediata e nulla apporta in fatto di ricerca alle aziende, al mondo della produzione e del lavoro.

E come si coniuga l’esigenza disperata di questo paese di infrastrutture nei trasporti snelle, veloci, economiche ed a basso impatto ambientale con un trasporto su gomma eccessivo, che nuoce gravemente alla sicurezza stradale, con la costruzione della TAV italiana, costata in altri paesi europei fra i 4 ed i 9 milioni di euro per chilometro e strapagata dagli italiani anche 70.000.000,00 di euro per chilometro?
E perchè si è scelto di collegare con la TAV territori come quello napoletano e salernitano, ignorando assolutamente il cuore produttivo del nord, il Veneto?

E con quale coraggio si vuol coniugare l’impressionante aggressione da parte di forze dell’ordine e della magistratura al mondo della illegalità troppo diffusa, della corruzione dilagante e della presenza derlle organizzazioni mafiose, sempre in prima fila in tema di appalti pubblici, con una politica che pare solamente contrastare i metodi investigativi?

E come si contempera questo contrasto alla malavita con la politica dell’indulto, del condono, dello stop alle intercettazioni, del ritardo nel varo del DDL anti-corruzione, e dell’aggressione meschina a giornalisti-cittadini del calibro di Roberto Saviano, che rappesenta certamente un simbolo eroico in un paese dove l’omertà viene scambiata con la tutela della privacy, ma che in un paese normale rappresenterebbe solamente un esempio di impegno civico e civile da seguire?

Ciò che trascinato nel baratro la Grecia sono stati proprio elementi come la corruzione dilagante, l’enorme debito pubblico derivante da una spesa pubblica impressionante e da un sistema pensionistico fuori da ogni logica.

Questi elementi rendono impossibile alle aziende italiane competere commercialmente e strategicamente con la prima azienda italiana per fatturato, la mafia calabrese, e incentivano le aziende migliori e più competitive a delocalizzare altrove i loro sistemi produttivi.

Chi produce ricchezza e lavoro sta fuggendo da questo paese.

Ma allora, chi pagherà questa sanità, questa scuola e questa università?

E’ ora di scelte storiche e drastiche:
bisogna decidere quali interessi si vuol tutelare.

E non sono ammessi errori o perdite di tempo.

O il governo italiano si stringerà attorno alla politica del buongoverno del ministro Tremonti e della Lega di Umberto Bossi, ovvero Berlusconi dovrà sempre più scendere a patti con alleati-traditori o ex tali e con la politica infausta del no al cambiamento e alle riforme leghiste, prime fra tutte, il federalismo fiscale.

Una lotta politica senza quartiere disegnerà il futuro di questo paese.

E se bersani, fini e casini continueranno la loro sventurata politica di avversione al cambiamento (a cominciare dalle loro ormai vetuste e stanche leadership), interpreteranno sempre più la parte di coloro i quali, in un momento di difficoltà del paese, tentano di emergere e di governare a suon di indulti, di perdonismo lassita e di buonismo spicciolo e fasullo, a danno del merito e dei sacrifici del popolo, delle aziende e delle famiglie italiane.

Berlusconi deve decidere, deve scegliere:
o con il futuro o contro il futuro, o con il cambiamento o contro il cambiamento, o con la Lega o contro la gente.

Poichè oggi, più che mai, le proposte leghiste incarnano le esigenze del popolo, il popolo sovrano.