Archivio di aprile 2010

La ingloriosa fine politica di Gianfranco Fini

giovedì, 22 aprile 2010

Scontro in diretta Berlusconi – Fini: la resa dei contiLo vado dicendo da tempo ormai che Gianfranco Fini andava incontro alla sua naturale fine politica.
Ha sbagliato tutto, ha rotto il giocattolo, ed ora si rigira fra le mani i cocci di un giocattolo che era molto utile al presente ed al futuro di questo Paese, che non riesce a garantire un governo del paese stabile e durevole, se non dall’avento in politica di Silvio Berlusconi.
Gianfranco Fini:
un politico da dimenticare, una politica da condannare.

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giovedì, 22 aprile 2010
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Tutti pazzi per la Lega

mercoledì, 21 aprile 2010

L’invidia rode, la gelosia uccide.
Il messaggio dei finiani è chiaro quando parlano di leghistizzazione della maggioranza, ed è una sentenza:
morte alle riforme proposte dalla Lega.
Peccato che i finiani dimentichino che non è colpa della Lega se loro non sono in grado di fare nessuna proposta politica se non quella che soddisfa il personalismo e le manie di protagonismo paranoico di Gianfranco Fini, assolutamente non suffragate da consenso sufficiente nemmeno a far cadere il governo …..
In poche parole:
Se siete politicamente invalidi questo fatto non è colpa di chi invece dimostra da ben venti anni di essere il più valido movimento politico italiano dalla nascita della repubblica.
La Lega lo è un grande movimento politico.
E voi no.
E ora, potete anche piangere per qialche poltroncina in più:
più di questo non siete in grado di dimostrare di essere.
Punto

P.S.
E non sperate in un appoggio extra-parlamentare da parte di Luca Cordero di Montezemolo che ha recentemente dichiarato che se fosse esistito un gruppo su Facebook intitolato “Tutti pazzi per la Lega”, egli si sarebbe volentieri iscritto.
Ebbene, io ho fondato tale gruppo su Fb.
Perchè se anche Montezemolo vede di buon occhio la Lega, i finiani hanno avuto torto ancora una volta.
L’ennesima di una lunghissima serie ….

Rubata Gaia: a rischio la privacy di milioni di persone

mercoledì, 21 aprile 2010

Gli account unici per accedere a Google, Yotube, Docs e Gmail sono in pericolo:
è stato rubato il codice sorgente di Gaia.
In teoria gli hacker ora in possesso della tecnologia Gaia (Single Sign-On) potrebbero accedere ai dati ed alle storie cronologiche della vita di ognuno di noi, semplicemente rubandole e/o modificandole al fine di gettare discredito su chiunque, a piacimento e/o a comando.
Immaginate solo per un momento se qualcuno, avendo la vostra chiave di accesso a google, visitasse siti pedopornografici (vietati e puniti dalla legge) e video hard, lesbo, trans, omo o di chissà quale altra promiscuità e scabrosità, lasciando una traccia riconoscibile nelle vostre cronologie di accessi a siti anche vietati dalla legge che voi non avete mai visitato, oppure lanciare una mail dalla vostra casella postale di ingiurie verso un’alta personalità istituzionale oppure un magistrato, e tutto questo, al solo fine di usarli contro voi stessi, per discreditare un collega di ufficio o un potenziale concorrente politico in ascesa o il manager di una impresa concorrente….
Siamo in pericolo, ognuno di noi è in un potenziale pericolo, in grande esposizione ad attacchi illeciti e/o illegali.

Dov’è la mafia? Dov’è il DDL anti corruzione?

lunedì, 19 aprile 2010

11 anni di carcere chiesti dal procuratore generale per Dell’Utri, per concorso esterno in associazione mafiosa.
Dov’è la mafia?
Dov’è il DDL anti corruzione?

L’Italia dei depistaggi, delle meline e degli insabbiamenti

lunedì, 19 aprile 2010

Le riforme proposte nella bozza Calderoli sono state oscurate dalle solite meline e dagli insabbiamenti di chi non vuol cambiare questo paese, lasciando i suoi cittadini così come sono:
poveri, poco partecipativi ed indifesi.
Scandaloso il silenzio in cui la maggioranza dei canali informativi abbia dimenticato il DDL anti corruzione ed ignori la sostanza delle riforme, soffiando invece sul fuoco del depistaggio.
Dopo la scomparsa del DDL anti corruzione dobbiamo attenderci la medesima sorte per ogni valida proposta di riforma del paese?
E se il DDl anti corruzione dovesse perire in questa arte del depistaggio, con quale coraggio si contasterebbe la voce di chi vuole gli italiani un popolo di furbetti fraudolenti e truffaldini?
I leghisti non sono tipi da mollare la presa, e le riforme ottengono così un validissimo sostegno.
Ma in parlamento non ci sono solo loro, purtroppo.
Le aziende italiane attendono il varo delle riforme.
Le famiglie italiane attendono il varo delle riforme.
I lavoratori italiani attendono il varo delle riforme..
Confindustria attende il varo delle riforme.
Gli imprenditori italiani attendono il varo delle riforme.
I disoccupati italiani attendono il varo delle riforme.
I precari italiani attendono il varo delle riforme.
Tutti i cittadini italiani fruitori e contribuenti dei servizi erogati dallo stato attendono il varo delle riforme.
Ma le riforme restano imbrigliate nelle pastoie dell’interesse personale politico, così come accadde al DDL anti corruzione.
Ancora una volta l’anti-stato dimostra di avere più potere dello stato stesso, ancora una volta, i poteri e gli interessi non istituzionali e non manifesti, sembrano prevalere sull’interesse del popolo, della gente qualunque.
Ancora una volta, questa casta politica, nel suo variegato complesso (decine e decine di gruppi politici e di partiti, sintomo negativo del non saper stare insieme per un ideale comune, ma solo al fine di perseguire un ristretto interesse di casta e di parte e non di popolo), dimostra di non voler cambiare il paese, lasciandolo annegare nella povertà e nella sudditanza, inquinandolo nel sistema della illegalità diffusa ed associata.
Vedremo.
Spero propio di avere torto, questa volta.
Ma, che io ricordi, non ho mai sbagliato una analisi politica in questo paese.
Vinceerà ancora una volta la casta?
Perderà ancora una volta il popolo dei cittadini qualunque?

Stato di fatto e stato di diritto si allontanano

domenica, 18 aprile 2010

Se la politica perde anche questo appuntamento per riformare lo stato creando un solido ponte fra stato di diritto e stato di fatto, fra politica ed economia, dovrà fare i conti con un sempre più realistico fallimento dello stato italiano, simile a quello greco.
L’economia italiana in crisi profonda potrebbe pensare bene di recedere da questo stato di diritto, trasferendo in massa aziende e impianti produttivi in paesi dove la politica sia capace di governare e lasciando tutti i politici italiani senza uno stipendio.
Bisogna fare le riforme subito, ovvero bisogna prepararsi a fare i conti con le famiglie e le aziende italiane che perdono quotidianamente fiducia nella capacità della politica italiana di dare risposte serie e responsabili alle esigenze del paese.

Fini: ultimo atto

venerdì, 16 aprile 2010

Se resta nella PDL senza dar seguito alla minaccia di comporre un gruppo autonomo dalla PDL, si scopre il bluff e perde la partita.
Se fuoriesce dalla PDL e compone un gruppo autonomo, deve dimettersi dalla presidenza della Camera dei Deputati, non essendo più in condivisione il consenso che lo ha portato alla terza carica istituzionale italiana, e perde la partita.
Se fuoriesce dalla PDL e compone un gruppo autonomo senza dimettersi dalla presidenza della Camera dei Deputati, si va elezioni anticipate, così contiamo i voti di Gianfranco Fini senza la forza di Silvio Berlusconi, ed ha comunque perso la partita.
Insomma, Fini si è cacciato in un cul de sac:
qualunque decisione prenda, sarà perdente.
In ogni caso, quelli che registreremo, saranno gli ultimi atti del politico Gianfranco Fini.
Gli ultimi atti di un politico che se ne infischia dei problemi quotidiani della gente qualunque, e forza il gioco con biechi ricatti politici esclusivamente per soddisfare Fini personali.
Un politico da dimenticare, una politica da condannare.
Che sia di lezione a tutti:
chi rompe il gioco perde, ed i cocci sono i suoi.
E’ finita l’era della squallida politica ricattatoria della I repubblica, ma qualcuno, pare nn se ne sia ancora accorto ….

La Politica, le riforme leghiste ed i diktat di un politico piccolo piccolo

giovedì, 15 aprile 2010

La minoranza finiana della PDL che ricatta la maggioranza berlusconiana del partito.
La solita vecchia estorsione politica.
Entro 48 ore si deciderà il futuro del traditore Gianfranco Fini.
Se Fini verrà sbattuto fuori dalla PDL, che abbia almeno la dignità politica e civile di rinunciare all’incarico di Presidente della Camera dei Deputati, terza carica istituzionale, raggiunta grazie ai voti della maggioranza del PDL e della Lega, consenso che non gli è mai appartenuto e mai gli apparterrà e sul qual egli ha sputato quotidianamente.
Che avesse almeno il coraggio e la dignità umana e politica di dichiarare apertamente che, la crisi da lui aperta, non ha il fine che egli stesso dichiara, ma ha il solo e malcelato scopo di ricattare Berlusconi in una fase delicatissima per il Paese e farsi assegnare la leadership di un partito di cui non dispone della maggioranza dei consensi.
Fini vuole impedire il varo delle riforme, così tanto attese dalla cittadinanza italiana.
Gianfranco Fini:
un politico da dimenticare, una politica da condannare.

Bocchino, politico napoletano e razzista senza veli

mercoledì, 14 aprile 2010

In una intervista rilsasciata a Il Giornale, il napoletano Bocchino dimostra tutto il suo nauseante razzismo nel titolo di questa intervista:
“Meglio un premier gay che leghista”.
Ora, cari cittadini qualunque, valutate voi stessi se queste provocazioni continue e pervicaci contro la Lega, non siano altro che un volgare attacco alle riforme, un motivo per imputredire il clima politico sino a rendere impossibile il dialogo sulle riforme, tanto care alla Lega ed alla gente, ma anche tanto avversate da parte di chi ha rinnegato tutto e tutti per una poltrona politica, compreso il suo passato, ma non riesce ad essere diverso da quello che è:
un volgare razzista.
Napoletani, state lontani da questa gente che non vi ha salvato dalla monnezza, ma vi ci ha fatto annegare dentro per decenni.
Bocchino farebbe molto meglio a pensare a come distruggere le 100 cosche camorristiche campane, di cui ben 50, nella sola città di Napoli, se ne è capace.
Bocchino dovrebbe pensare a difendere il suo territorio, la sua gente e la sua città dalle mafie, ovvero, si facesse da parte e lo lasciasse fare a chi ha già ampiamente dimostrato di saperlo fare:
i leghisti.
http://www.ilgiornale.it/interni/meglio_premier_gay_che_leghista/14-04-2010/articolo-id=437323-page=0-comments=1