Archive del 19 aprile 2010

Dov’è la mafia? Dov’è il DDL anti corruzione?

lunedì, 19 aprile 2010

11 anni di carcere chiesti dal procuratore generale per Dell’Utri, per concorso esterno in associazione mafiosa.
Dov’è la mafia?
Dov’è il DDL anti corruzione?

L’Italia dei depistaggi, delle meline e degli insabbiamenti

lunedì, 19 aprile 2010

Le riforme proposte nella bozza Calderoli sono state oscurate dalle solite meline e dagli insabbiamenti di chi non vuol cambiare questo paese, lasciando i suoi cittadini così come sono:
poveri, poco partecipativi ed indifesi.
Scandaloso il silenzio in cui la maggioranza dei canali informativi abbia dimenticato il DDL anti corruzione ed ignori la sostanza delle riforme, soffiando invece sul fuoco del depistaggio.
Dopo la scomparsa del DDL anti corruzione dobbiamo attenderci la medesima sorte per ogni valida proposta di riforma del paese?
E se il DDl anti corruzione dovesse perire in questa arte del depistaggio, con quale coraggio si contasterebbe la voce di chi vuole gli italiani un popolo di furbetti fraudolenti e truffaldini?
I leghisti non sono tipi da mollare la presa, e le riforme ottengono così un validissimo sostegno.
Ma in parlamento non ci sono solo loro, purtroppo.
Le aziende italiane attendono il varo delle riforme.
Le famiglie italiane attendono il varo delle riforme.
I lavoratori italiani attendono il varo delle riforme..
Confindustria attende il varo delle riforme.
Gli imprenditori italiani attendono il varo delle riforme.
I disoccupati italiani attendono il varo delle riforme.
I precari italiani attendono il varo delle riforme.
Tutti i cittadini italiani fruitori e contribuenti dei servizi erogati dallo stato attendono il varo delle riforme.
Ma le riforme restano imbrigliate nelle pastoie dell’interesse personale politico, così come accadde al DDL anti corruzione.
Ancora una volta l’anti-stato dimostra di avere più potere dello stato stesso, ancora una volta, i poteri e gli interessi non istituzionali e non manifesti, sembrano prevalere sull’interesse del popolo, della gente qualunque.
Ancora una volta, questa casta politica, nel suo variegato complesso (decine e decine di gruppi politici e di partiti, sintomo negativo del non saper stare insieme per un ideale comune, ma solo al fine di perseguire un ristretto interesse di casta e di parte e non di popolo), dimostra di non voler cambiare il paese, lasciandolo annegare nella povertà e nella sudditanza, inquinandolo nel sistema della illegalità diffusa ed associata.
Vedremo.
Spero propio di avere torto, questa volta.
Ma, che io ricordi, non ho mai sbagliato una analisi politica in questo paese.
Vinceerà ancora una volta la casta?
Perderà ancora una volta il popolo dei cittadini qualunque?