Archive del 11 aprile 2010

Il gatto la volpe e la torta delle riforme

domenica, 11 aprile 2010

I conservatori dello status quoIl gatto e la volpe giocano con le riforme, come si fa con un topino, prima di affondare l’ultimo attacco ed ucciderlo, per poi cibarsene.
Il gatto e la volpe giocano con il destino degli italiani, se ne fregano delle aziende e delle imprese come se ne fregano delle famiglie e dei lavoratori.
Il gatto e la volpe stanno costruendo un gioco che punti a rendere impossibili le riforme e che faccia apparire questa impossibilità come non indirizzabile al loro sporco gioco di furbetti.
E’ assolutamente evidente che il gatto e la volpe desiderano solo realizzare le loro personali aspirazioni, soddisfare le loro personali esigenze, coprire le loro piene responsabilità dinanzi al popolo ed alla gente qualunque, che vive una vita qualunque, sperando in un futuro che non si realizzerà.
Essi amano la corruzione, e ostacolano la riforma del ddl anti-corruzione.
Essi devono molto alle mafie, e ostacolano la riforma del federalismo fiscale.
Essi devono tutto alla casta politica e ostacolano ogni tentativo di perdita di potere e di privilegi della casta.
Essi si alleano in combutta con la opposizione per uccidere le riforme ed i riformatori.
E’ il vecchio gioco del catto-comunismo, lampante e chiaro come la luce del giorno.
Lui è il gatto ed io la volpe, stiamo in società, di noi, ti puoi, fidar ….

S’i fossi

domenica, 11 aprile 2010

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse mafia, le riforme sprofonderei.

Mai visto un chiacchierone risolvere un problema, tranne i propri

domenica, 11 aprile 2010

Mai visto un pessimista arrivare da nessuna parte, dichiara il premier italiano Silvio Berlusconi in risposta alla leader degli imprenditori italiani, Emma Marcegaglia che dichiara che tre anni per fare le riforme sono veramente troppi e che il paese in declino, rischia nel frattempo di naufragare.
Beh, caro Berlusconi, vaglielo a dire a chi non ha un lavoro, ha da pagare un mutuo o il fitto per la casa o per il capannone aziendale, la luce, il gas, la bolletta elettrica, il riscaldamento, le rate della macchina che è stato incentivato dal governo ad acquistare, la benzina per muovere la macchina, a chi vede la domanda di commesse azzerate per la sua azienda, i dipendenti in attesa dello stipendio che arriva sempre più in ritardo, i debitori e le banche dietro la porta della propria industria, gli usurai, i mafiosi ed i farabutti pronti a togliergli l’impresa dalle mani per farne una lavatrice che lavi i soldi sporchi di sangue.
Caro Berlusconi, il momento è topico:
o la politica vara le riforme per cui si è candidata a realizzare, o se ne va casa propria a vivere la vita di tutti i giorni.
Soldi da buttare per corrotti e corruttori, per gli amici degli amici dei mafiosi e per gli evasori fiscali a tutti i costi, non ce ne sono più.
Caro berlusconi, o dalla crisi ne esce tutto il paese, o se qualcuno crede di fare il furbo, è meglio che prenoti subito un biglietto per la Tunisia.
Volo diretto, senza scalo sul ponte dello stretto di Messina.
Per fare mega appalti in bocca alle mafie i danari ci sono?
Per avere lucrosi appalti gli avvoltoi della squallida mafia auspicano un nuovo terremoto, attendono il nuovo ponte sullo stretto?
Per i cittadini, le famiglie e le imprese allo stremo danari non ce ne sono?
E allora prepariamoci alla resa dei conti, prepariamoci a vivere un vero disastroso terremoto.
Riforme subito, o andate tutti a casa a fare quello che non volete fare nella casa dove si amministra il bene comune.