Archive del 10 febbraio 2010

11 settembre 2001

mercoledì, 10 febbraio 2010


Foto aeree inedite dell’attacco del terrorismo islamico alle Twin Towers.

http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Mondo//2009/11-settembre-mai-viste/11-settembre-mai-viste.php?id=1

Reminiscenze – Uccidere Conviene

mercoledì, 10 febbraio 2010

mercoledì, 22 agosto 2007
Uccidere conviene.

Notizia
2007-08-22 16:56

ARRESTATA IN FRANCIA L’EX BR MARINA PETRELLA

PARIGI – Il ministero della giustizia francese ha annunciato che è stata arrestata l’ex membro delle Brigate rosse, Marina Petrella, oggetto di una richiesta d’ estradizione da parte delle autorità italiane. L’ arresto è avvenuto ieri nel dipartimento di Val d’ Oise, periferia a nord di Parigi.

Petrella, 53 anni, è stata fermata ieri ad Argenteuil nel corso di un controllo stradale. Secondo quanto si è appreso, l’ ex br dovrebbe essere presentata oggi alla procura di Pontoise, che potrebbe incarcerarla in seguito alla richiesta d’arresto provvisorio da parte delle autorità italiane.

La donna, condannata all’ergastolo nel 1992 dalla corte d’ assise d’ appello di Roma, faceva parte dell’ elenco dei dodici militanti di estrema sinistra dei quali l’Italia aveva chiesto l’estradizione alla Francia nell’ ottobre 2006.

Il dossier che riguarda Marina Petrella – ha riferito il ministero della giustizia francese – “é trattato dalla Francia sul piano giudiziario come ogni altra classica richiesta d’ estradizione”. “Spetterà alla camera dell’istruzione della corte d’ appello di Versailles pronunciarsi sulla validità giuridica degli elementi forniti dalle autorità giudiziarie italiane”, precisa il ministero.

Stia pur serena la signora Marina, le autorità francesi sono sempre state inclini a tutelare gli interessi e i diritti civili e umani dei terroristi italiani che hanno trovato rifugio in quel paese, evidentemente favorevole all’uso della forza e della violenza come mezzi non punibili e perseguibili di risoluzione delle controversie politiche.

Ma, se tutto ciò non dovesse essere sufficiente, mantenga la calma, signora Marina, non tutto è perduto: anzi.

Con il perdonismo imbecille e l’ipergarantismo idiota di cui la legislazione italiana è completamente permeata, difficilmente la signora Marina sconterebbe l’intera pena nella giusta durezza detentiva in Italia.

Insomma, dorma sogni tranquilli cara signora Marina, assassina, criminale e delinquente che non è altro, il sistema giuridico italiano favorevole agli assassini come lei, di tutela dei criminali e dei delinquenti come lei, le consentirà di vivere serenamente il tempo che il Signore le ha concesso di vivere, in un carcere millebuchi dove entrano ed escono droghe con la stessa velocità con la quale entrano criminali ed assassini condannati alla pena detentiva e ne escono per decorrenza dei termini, errori tecno-giuridici, indulti, amnistie, grazie e fughe.

Stia tranquilla signora Marina, assassina, criminale e delinquente, condannata alla pena detentiva dell’ergastolo, mal che vada, sarà ospite della catena alberghi italiani “patrie galere”, dove potrà dipingere quadri e scrivere poesie come il signor Totò Riina, potrà lavorare (mica in nero come capita spesso a chi lavora onestamente), potrà godere di permessi come quel signor Priebke, potrà partecipare a convegni, scrivere articoli giornalistici e libri, fare cinema e teatro, essere famoso e rispettato, ricevere incarichi pubblici e di governo, come gran parte dei brigatisti rossi che hanno ucciso, rubato e devastato questo (nostro, non suo) paese, e che oggi circolano liberamente su tutto il territorio nazionale.

Stia tranquilla, signora Marina, il conto da pagare per tutto questo, non le verrà inoltrato, ma sarà addebbitato a tutti quegli italiani fessi e coglioni che lavorano duramente tutta una vita per difendere se stessi e la propria famiglia da criminali come lei, per pagare le tasse che lei non ha mai pagato, per rispettare quelle leggi che lei, non ha mai rispettato.

Stia tranquilla signora Marina, la classe dirigente (impunita ed impunibile)di questo paese da quarto mondo, le garantisce un futuro migliore rispetto a quello dei cittadini probi ed onesti.

Poichè in Italia i criminali vengono premiati e le persone oneste vengono punite, vessate e mobbizzate.

Viva l’Italia.

E già che siamo a questo punto, vive la France.

Ma vaffanculo, vah.

Il cittadino “X”

Gustavo Gesualdo

Scissi questo post con la convinzione che questa assassina non avrebbe scontato nemmeno un giorno di condanna nelle carceri italiane.
E debbo dire, con vivo dolore, che avevo ragione a titolare questo post “uccidere conviene”.
La Petrella infatti è ancora libera in Francia, a tutt’oggi.

Reminiscenze – Un fatto vero, degno della burocrazia romana

mercoledì, 10 febbraio 2010

mercoledì, 12 dicembre 2007

Basta stress, basta tran tran quotidiano, diamoci un taglio, dico a mia moglie:

perchè non andiamo a trovare Nino e Valentina a Roma per un fine settimana?

Ok, fatto.

Così, partiamo con tutta la famiglia (moglie e tre figli), e raggiungiamo, il padrino del mio primo figlio in Roma, città nella quale egli lavora e vive con la sua famiglia.

Arrivo verso le 22:00 del venerdì scorso e, dopo aver scaricato l’auto dai bagagli, cerco inutilmente per più di mezzora un parcheggio per l’auto.

Ma finalmente, ecco un parcheggio al fianco della stazione Tiburtina.

E’ un parcheggio a pagamento situato sotto il ponte che eleva la Circonvallazione Nomentana.

Parcheggo avendo cura di centrare le strisce blu, conscio che al mattino seguente avrei dovuto pagare il relativo pedaggio.

Chiudo l’auto e finalmente, entro in casa degli amici, contento di aver trovato parcheggio in una zona dove è impossibile trovarne uno.

Al mattino vengo svegliato da una telefonata della nostra ospite Valentina: Gustavo senti, non ne sono sicura, ma penso di aver visto un carro attrezzi rimuoveva la tua auto. Dove avevi parcheggiato? Scendi, fa presto.

Scendo in tutta fretta pensando che non avendo trovato il pagamento del parcheggio, la polizia municipale avesse rimosso l’auto, ma mi sbagliavo.

L’auto non c’era più, ma un cartello che campeggiava all’ingresso del parcheggio a pagamento recitava che i giorni festivi non si era tenuti al pagamento, e quel sabato, era un giorno festivo.

Chiamo quindi il numero 06/0606 del Comune di Roma e vengo dirottato alla polizia municipale, dove un signore mi chiede il numero di targa dell’auto e l’indirizzo al quale era parcheggiata la mia auto, e risponde: no, la sua auto non l’abbiamo prelevata noi. Comunque chiami questo numero di telefono e chieda direttamente al deposito se hanno ricevuto la sua auto.

Chiamo il deposito, ma la risposta è la medesima: non abbiamo noi la sua auto.

Richiamo ancora la polizia municipale e lo stesso signore mi risponde: ah, è di nuovo lei? mi dia il numero della targa e l’indirizzo dove era parcheggiata che controllo …. no, non abbiamo noi la sua auto.

Torno a casa affranto e sconsolato, poichè debbo accettare l’idea che la mia auto è stata rubata e che io, non sarò risarcito dall’assicurazione perché non avevo assicurato l’auto per questo rischio.

Avevo infatti acquistato la mia auto, una Kia Rio, scegliendola accuratamente fra quelle che non venivano affatto rubate, poichè non ricercate dal mercato della mala-vita.

Ma, evidentemente a Roma, rubano proprio di tutto.

Dopo un po’, richiamo ancora e per la terza volta la polizia municipale e, lo stesso signore di prima, mi risponde seccato che l’auto non la hanno loro e che io dovevo fare subito una denuncia per il furto dell’auto.

Ma la nostra amica Valentina non si arrende, e forte della sensazione d’aver visto rimuovere un’auto proprio nel punto in cui io le avevo indicato di aver parcheggiato la mia, chiama anche lei la polizia municipale.

Ancora un maltrattamento telefonico e l’ennesimo invito a non chiamare più la polizia municipale, ma di fare subito una denuncia per furto.

Mi arrendo e mi reco al Commissariato di P.S. Sezionale “Porta Pia” per la denuncia.

Qui l’aria è competamente diversa.

Una agente di polizia mi accoglie gentilemente, mi ascolta con attenzione, mi interrompe solo per fare una domanda: avete chiamato la polizia municipale nel caso l’abbiano rimossa loro?

E giù, a ripetere tutta la storia delle telefonate e delle rispote poco urbane ricevute.

Un attimo, ci dice, che controllo.

E così, la polizia municipale di Roma riceve la quinta telefonata nell’arco di una mattinata, che chiede se per caso, avessero prelevato loro la mia auto.

Risposta negativa, l’ennesima.

L’agente m invita gentilemente ad attendere nella apposita sala d’attesa e mi avverte che ci sarà da attendere, visto che mi precedono alcune persone per effettuare una denuncia. Indica due macchinette distributrici di caffè, acqua e stuzzichini varii, nel caso avessi sete o fame, o solamente voglia di un caffè.

Ringrazio e attendo, ma di caffè non ne voglio più: sono già abbastanza nervoso di mio.

Il Vice ispettore si sbriga prima del previsto e vengo ricevuto gentilemente ed ascoltato con pazienza, interrotto solo quando era necessario chiarire alcune situazioni.

Egli verbalizza il tutto e mi congeda con comprensione, visto il danno che avevo ricevuto ingiustamente.

Esco veramente soddisfatto: non ho trovato la mia auto, ma ho trovato persone veramente professionali e gentilissime a ricevere la mia denuncia. Mi riprometto di scrivere ai loro superiori per segnalare, una volta tanto, un episodio positivo, meritevole di menzione, nonostante si trattasse semplicemente di adempimento al dovere. Ma di questi tempi, non è sempre detto che l’adempimento al proprio dovere sia la “consueta risposta” alle esigenze dei cittadini qualunque. Anzi.

Ma il dubbio mi perseguita: e se l’avesse presa la polizia municipale?

In tal caso, la mia denuncia, sarebbe un falso.

Decidiamo insieme agli amici di chiamare ancora la polizia municipale di domandare a quale deposito vengano indirizzate le auto rimosse da loro nella zona della stazione Tiburtina – Circonvallazione Nomentana.

Sappiamo dov’è: ci andiamo tutti.

All’ingresso fanno l’ennesimo controllo: ma la mia auto non risulta nella disponibilità della polizia municipale, lì, come altrove. Molto gentilemente ci viene concesso di controllare di persona.

E così facciamo: percorriamo tutto il deposito in lungo ed in largo, ma della ia macchina, neppure l’ombra.

Decidiamo così, di metterci una pietra sopra e procediamo nel tentativo di rilassarci in un week end capitolino con la buona compagnia dei nostri amici e dei loro figli.

Infine rientriamo a Foggia, a bordo di un’auto offertaci in prestito dai nostri amici che ci evitano così, la gogna del rientro con i mezzi di Trenitalia in un week end con ponte.

Questo avveniva l’8 dicembre scorso.

Oggi, 12 dicembre, dopo soli quattro giorni, un solerte agente municipale di Foggia (non mi trova in casa, mi rintraccia sul mio cellulare e a sue spese), mi consegna una notifica che mi informa che, la mia auto è stata ritrovata lì dove l’avevo lasciata, ma “visitata” e danneggiata da malviventi socnosciuti, e successivamente rimossa dalla polizia municipale di Roma e convogliata al deposito, laddove avrei dovuto presentarmi per pagare trasporto e diaria di parcheggio e ritirarla.

Ma …. come … che …

Al tempo, una cosa per volta.

Primo: la mia auto è stata aperta e derubata, ma lasciata nello stesso posto dove l’avevo parcheggiata.

Secondo: la polizia municipale di Roma ha avuto sempre al piena disponibilità della mia uto, negando a me, ai miei amici ed al commissariato di P.S., questo possesso.

Terzo: mi chiedono di pagare per il soggiorno obbligato della mia auto nel deposito, quando, trattandosi di rinvenimento di un corpo del reato, io dovevo essere immediatamente avvisato, e quindi, non sono affatto tenuto al pagamento di questo stazionamento.

Quarto: ora vado a rettificare la denuncia di furto, non più reato commesso da anonimi, ma da organi ufficiali della polizia municipale di Roma.

Quinto: come faccio a riprendere la mia auto a Roma e riportarla a Foggia se, grazie allo sciopero degli autotrasportatori, non c’è una goccia di carburante in tutti i distributori italiani?

Dio mio….

Sono

Pazzi

Questi

Romani

Il cittadino X, alias, Gustavo Gesualdo.