Giulio cerca la Verità

21 maggio 2016
Giulio Regeni

Giulio Regeni

Giulio cerca la Verità, ma trova la morte

vive antiche realtà, ma non coglie la sorte

sorride all’alieno, ma non trova l’amore

respira la vita e incrocia il dolore

Giulio è un vento libero, subisce tortura

è un canto libero, incontra sventura

è giovane coraggioso

conclude da valoroso

Giulio vola sulle ali di una idea ardita

ma sostiene una idea proibita

e infine incontra una meta imprevista

incarna una storia già vista

la risposta è incisa sul volto, scavata in foggia frettolosa

è solo una smorfia dolorosa

Se vuoi vivere nel sud, devi sopravvivere al sud

20 maggio 2016

Una famiglia foggiana a seguito di un controllo medico e diagnostico per la figlia 17enne viene informata della diagnosi, nefasta e negativa, di un potenziale grave e raro tumore:

il Timoma

Benché non risulti una Miastemia Grave e benché l’età media della comparsa di un Timoma sia 53 anni (il timoma è un tumore che colpisce soprattutto nella fascia di età tra i 40 e i 60 anni) e non 20, i medici consigliano un intervento chirurgico ai genitori.

La struttura ospedaliera che fa questa proposta risulta una delle migliori nel centro sud nelle classifiche della sanità di qualità ed è privata e convenzionata con il sistema sanitario regionale

I genitori sono stupiti, increduli:

il timoma non perdona e la loro figlia ha solo 17 anni

Chiedono quando si dovrebbe effettuare questo intervento e gli viene risposto che potrebbe essere calendarizzato nei prossimi mesi

Mesi, si chiedono ancor più stupiti i genitori

Ma se è una cosa di una certa serietà e gravità, si dovrebbe intervenire il prima possibile, ribattono sconcertati

La risposta è ancor più agghiacciante della potenziale diagnosi:

siamo pieni e per mesi, non abbiamo spazio per inserire l’intervento di vostra figlia, a meno che …

A meno che, ripetono i genitori sempre più disorientati

A meno che non vogliate affrettare le cose:

si potrebbe intervenire in tempi brevi, ma seguendo una procedura diversa, privata, pagando l’intervento in proprio

Come? Cosa? E quanto costerebbe questa procedura diversa, breve, privata?

10.000,00 euro, è la risposta

Non vi è alternativa, chiedono ancora

No, non possiamo offrirvi che queste due strade

I genitori tornano a casa depressi, distrutti, ma con l’animo aperto ad ogni possibilità che possa offrire una cura e un futuro alla propria figlia

Ma i nostri due eroi non avevano fatto i conti con la banca, che (a quanto pare), nega loro una linea di credito di 10.000,00 euro, probabilmente per carenza di garanzie

Questo fatto nuovo non fa cambiare “la canzone” e dall’ospedale rispondono che della banca loro non si interessano e che le due strade sono e restano solo quelle:

o attendere qualche mese nelle liste di attesa per l’intervento o pagare diecimila euro per tagliare i tempi

I genitori prendono una determinazione:

prima di ogni decisione, vogliamo sentire qualche altra campana

E partono per il solito viaggio della speranza che li conduce al nord

Le altre due diverse campane diagnostiche offrono la medesima agghiacciante risposta, sia pur differente da quella foggiana:

la diagnosi non è Timoma, si tratta di un semplice accumulo di grasso e non occorre intervenire chirurgicamente

Racconto questa storia vera che mi è stata riferita e che io ho ricostruito liberamente

Io non commento, volutamente

Non vi dico che un Timoma sia stato confuso con un Lipoma, perché non ho le capacità tecniche e professionali per affermarlo

Mi nego la libertà di sfogare tutta la mia indignazione sull’ennesimo caso border line della sanità del sud, che spinge troppe volte a scelte inutili, a correre rischi inutili, a cercare salvezza e certezza (quando è possibile) nelle strutture sanitarie ed ospedaliere del nord

Fossi io nel padre di quella ragazza, saprei bene cosa fare per ottenere giustizia da una simile “sbadataggine diagnostica”, che sembra però molto, troppo interessata

Il mio augurio è quello di non aver mai bisogno di cure nel sud, ma se dovesse capitare di averne bisogno, prego che scegliate i molti ed esistenti validi supporti sanitari e quelle professionali assistenze mediche e specialistiche che esistono e che curano per davvero

Poiché, se vuoi vivere nel sud, devi sopravvivere al sud

In bocca al lupo a questa ragazza e ai suoi coraggiosi genitori

Gustavo Gesualdo

Approfondimenti
“Il mediastino è la sede di insorgenza di vari tipi di tumori sia di natura benigna che di natura maligna, tra i quali i più frequenti e trattati dal chirurgo toracico sono i tumori del timo e i tumori originati da elementi nervosi (Neurinomi).”
Tratto da IEO Istituto Europeo di Oncologia
Questo è il link al testo riportato

La mafia uccide La politica pure

19 maggio 2016

La mafia uccide La politica pure

L’esperienza umana e professionale di Falcone e Borsellino ha aspetti sostanziali sociologici, a conferma del fatto che la mafia è un fenomeno sociologico esteso e condiviso

Un mutamento di tale fenomeno è strettamente legato alla emarginazione sociale cui la mancata condivisione di quei comportamenti mafiosi condanna, specie nel sud

E questo avviene in piena violazione dei principi dettati nella prima parte della nostra Costituzione e nel più assoluto interesse e disinteresse delle istituzioni politiche, a seconda che le si voglia allocare nel ruolo di complici dei quei comportamenti ovvero di incompetenti nel governo di quei comportamenti

La mafia è e resta un fenomeno legato alla politica, poiché se esiste una mafia, questo lo si deve esclusivamente al mancato governo del contrasto a questo fenomeno anti-sociale, anti-statuale ovvero ad una interessata complicità con esso

E questa è una cosa che uccide più del terrore mafioso

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ciao Giacinto Pannella detto Marco

19 maggio 2016
Giacinto Pannella detto Marco

Giacinto Pannella detto Marco

Ciao Giacinto Pannella detto Marco

Ti ho seguito, amato e adorato sino a quella valigia farcita con cento milioni di lire italiane in quell’albergo a Palermo

Poi, mi sei scaduto al livello di tutti gli altri politici della casta

Comunque, non ce ne è un altro come te

Perdiamo tutti qualcosa

Fa buon viaggio

Gustavo

Accoglienza senza Integrazione produce Illegalità

16 maggio 2016

Credo che, se il problema di una accoglienza impossibile nei numeri e nei contesti in cui avviene non venga governata dal potere esecutivo, allora regioni, province (esistono ancora?) e comuni dovranno governare il problema di un accesso indiscriminato di immigrati clandestini in un territorio particolarmente e nefastamente colpito da questo fenomeno come la Puglia

Sì, parliamo del problema dei problemi, della crisi delle crisi:

un esodo biblico di soggetti che entrano clandestinamente in Italia e che la cosiddetta accoglienza tanto vantata dal governo italiano non integra nella osservanza della legge, ma anzi, dimostra come questa mancata integrazione, essa stessa, produca disagio sociale, degrado umano, problemi di ordine pubblico e sanitario, visto che oltre a non prendere le impronte digitali ai clandestini, essi sono sottoposti ad una sommaria quanto inutile analisi medica e sottratti alla profilassi per quelle patologie che sembravano sconfitte o arginate e che oggi si presentano in modo pericoloso nel territorio italiano

Che vengano definiti come Centri di Accoglienza (CDA), Centri di Primo Soccorso ed Accoglienza (CPSA), Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA), Centri di permanenza temporanea (CPT), Centri di Identificazione (CDI), Centri di Esecuzione dell’Espulsione (CEE), Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), tutti questi siti fisici di accoglienza, detenzione, controllo ed espulsione non verificano mai le reali intenzioni dei clandestini ivi introdotti attraverso un modulo di accoglienza che educhi al rispetto della legge e introduca legalmente al mondo del lavoro, non fosse altro per distinguere chi viene in Italia per divenire un parassita del sistema welfare o per compiere crimini da chi invece vorrebbe restare e integrarsi

Così l’integrazione passa spesso e volentieri attraverso i canali illegali del caporalato e del lavoro nero per i bene intenzionati, imparano e vengono educati a restare in Italia violando apertamente le sue leggi e covando rancore e rabbia per un trattamento non idoneo a premiare la volontà di integrarsi, lavorare e vivere da cittadino ospite o da aspirante cittadino italiano, rispettare la legge e differenziarsi da criminali e terroristi, parassiti e scansafatiche

Questo l’elenco normativo che ha tentato di governare, anche nell’ottica di scelte fatte a Bruxelles e non a Roma o a Bari o a Foggia, il fenomeno della immigrazione clandestina, flusso migratorio che va certamente governato e non altrettanto certamente subito

Il Decreto cosiddetto Dini (Decreto Legge n. 489/1995), mai convertito in legge istituiva l’istituto della detenzione amministrativa

La legge cosiddetta Puglia di contrasto dell’immigrazione clandestina (Decreto Legge n. 541/1995 convertito in Legge n. 563/1995)

La Legge Turco-Napolitano (e il decreto attuativo della stessa Decreto del Presidente della Repubblica n. 294/1999) istituiva i Centri di permanenza temporanea (CPT)

Direttiva del Ministero dell’Interno (Direttiva Bianco) del 30 agosto 2000 (Circolare del Ministero dell’Interno n. 3154/2002)

La Circolare del Ministero dell’Interno n. 3154/2002 introduce standard minimi che devono garantire enti gestori

La Legge n. 189/2002 è la legge Bossi-Fini e introduce il trattenimento del richiedente asilo in centri Centri di Identificazione (CDI) e il divieto di allontanarsi dai CPT

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 303/2004 è il regolamento attuativo della legge Bossi-Fini

Il Decreto di attuazione della direttiva 2003/9/CE dei CDI o dei CPTA

il Decreto interministeriale del 16 febbraio 2006 i CDA trasforma in Centri di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA)

Il Decreto legislativo n. 25/2008 trasforma i CDI creati dalla legge Bossi-Fini negli attuali Centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA)

Il Decreto Legge n. 92/2008 convertito nella legge n. 125/2008 cambia la denominazione dei CPT in Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)

il Decreto Legge n. 11/2009 convertito in Legge n. 94/2009 è il cosiddetto pacchetto sicurezza del 2009, recepisce la Direttiva 2008/115/EC (detta Direttiva Ritorno), innalzando il periodo massimo di detenzione a 18 mesi

Decreto Legge n. 89/2011 convertito nella Legge n. 129/2011 modifica attraverso il recepimento della Direttiva 2008/115/EC la modifica detenzione amministrativa

Un lungo percorso, come potete vedere

Il risultato complessivo, se si fa eccezione per il governo del modello Maroni che riuscì comunque a ridurre i flussi migratori bloccandoli all’origine, non è felice, e nemmeno riuscito

Il fallimento di tutto questo normalizzare sta evidentemente nella mancanza di un metodo razionale e intelligente e soprattutto di un fine ultimo, che è proprio quello raggiunto dal modello Maroni:

limitare l’ingresso di soggetti clandestini in Italia e in Europa attraverso l’Italia che nella sua storia riproduce un esodo biblico e una invasione aggressiva e violenta piuttosto che una accoglienza ragionata, selezionata, sostenibile e misurata vagliando esigenze diverse e dando risposte diverse a intenzioni migratorie diverse

Che la Puglia sia epicentro in più momenti di questa invasione lo leggiamo negli sbarchi di albanesi, nella frontiera marittima di ingresso pugliese, nel malgoverno di questi flussi da parte dei due governi Vendola e nel fatto che, ancor oggi, la Puglia non sembra voler governare questo fenomeno

E questo, non è un complimento, affatto

Sia i detrattori dell’accoglienza che i sostenitori dell’accoglienza in Puglia pare non guardino oltre la punta del proprio naso:

così non si può andare avanti, se non degradando ancor più ed irrimediabilmente la società, l’economia e il welfare pugliese, per non parlare della già problematica Legalità

A meno che, non si nasconda in questo non governo la volontà criminale di ridurre in schiavitù le migliori intenzioni che sbarchino in Puglia alla ricerca di un nuovo futuro, di una integrazione vera e valida

A meno che, il lavoro nero non sia de facto un elemento del sistema pugliese, osservato ma non governato, contrastato ma non eliminato

In tal caso dovremmo però parlare di un sistema illegale, criminale, volutamente reso e lasciato tale

Non devono meravigliare l’innalzamento del numero e della qualità dei crimini e l’abbassamento della soglia di Legalità in Puglia se i i pugliesi non governano, ma subiscono per interesse o disinteresse una gran massa di risorse umane che potrebbero partecipare alla produzione di ricchezza e benessere, ma vengono invece regalate alle organizzazioni criminali come manodopera a buon mercato, ad aziende ed imprese sleali come schiavi da sfruttare a piacimento

E queste ultime considerazioni le rivolgo in particolar modo a chi di questa accoglienza non integrativa ha fatto bandiere politiche e sindacali, “battaglie civili” fondate su una intenzione criminale, in mala fede, premeditata

Il fenomeno del caporalato, del lavoro nero e della prostituzione che invade le strade pugliesi non può essere contrastato in esclusiva dalle forze dell’ordine e dalla magistratura:

occorre un doveroso governo del fenomeno, se ci si ritiene civili e democratici e non un suo abbandono totale o addirittura un suo criminale sostegno in forme che appaiono avanzati modelli civili e che in realtà invece sono reati malcelati, distruzione della dignità umana e della vivibilità e sostenibilità del proprio territorio

Ma, per fortuna Vendola non c’è più, troppo impegnato a mercificare le donne e compravendere ovuli e uteri, alla faccia dei diritti civili e della difesa della dignità della donna, elementi identificativi tanto sostenuti dalla sinistra italiana:

quel che è la Puglia oggi dimostra una azione e un indirizzo manchevole di equilibrio e di volontà risolutive dei problemi e delle crisi

Siamo diventati una sorta di raccolta differenziata di variegate dignità umane calpestate, sia quelle che vengono alla ricerca di un futuro migliore, sia quelle che ci sono già, mortificate nel quotidiano invivibile che questo non governo o malgoverno ha creato, di fatto e di diritto, con l’azione o l’inazione di indirizzo politico e/o amministrativo

Non esiste solo lo stato italiano e l’unione europea, esistono anche i pugliesi nella determinazione e risoluzione dei problemi, dei degradi e dei disagi pugliesi

Mi domando allora perché, ancora una volta questa estate assisteremo alla mercificazione inumana di schiavi nelle campagne foggiane e pugliesi, perché dobbiamo subire dei ghetti incivili che non sono altro che un sostegno ai reati e non rappresentano degnamente una Puglia migliore, un popolo pugliese civile e dignitoso

art. 600 Codice Penale
Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento ovvero a sottoporsi al prelievo di organi, è punito con la reclusione da otto a venti anni.
La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona.

art. 601 Codice Penale
È punito con la reclusione da otto a venti anni chiunque recluta, introduce nel territorio dello Stato, trasferisce anche al di fuori di esso, trasporta, cede l’autorità sulla persona, ospita una o più persone che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 600, ovvero, realizza le stesse condotte su una o più persone, mediante inganno, violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità, o mediante promessa o dazione di denaro o di altri vantaggi alla persona che su di essa ha autorità, al fine di indurle o costringerle a prestazioni lavorative, sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportano lo sfruttamento o a sottoporsi al prelievo di organi.
Alla stessa pena soggiace chiunque, anche al di fuori delle modalità di cui al primo comma, realizza le condotte ivi previste nei confronti di persona minore di età.

art. 603 bis Codice Penale
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque svolga un’attività organizzata di intermediazione, reclutando manodopera o organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia, o intimidazione, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori, è punito con la reclusione da cinque a otto anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.
Ai fini del primo comma, costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o più delle seguenti circostanze:
1) la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;
2) la sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;
3) la sussistenza di violazioni della normativa in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l’incolumità personale;
4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti.
Costituiscono aggravante specifica e comportano l’aumento della pena da un terzo alla metà:
1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
2) il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa;
3) l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori intermediati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

art. 378 Codice Penale
Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a quattro anni.
Quando il delitto commesso è quello previsto dall’articolo 416bis, si applica, in ogni caso, la pena della reclusione non inferiore a due anni.
Se si tratta di delitti per i quali la legge stabilisce una pena diversa, ovvero di contravvenzioni, la pena è della multa fino a cinquecentosedici euro.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando la persona aiutata non è imputabile o risulta che non ha commesso il delitto.

Riportati i principali reati di cui si intravedono abbastanza chiaramente gli estremi domando alle autorità competenti del territorio foggiano e pugliese se non sia venuto il momento di rimediare e prevenire, operando in favore di un governo dei numerosi comportamenti che chiudono un occhio o tutti e due e delegano irresponsabilmente alle forze dell’ordine, alla magistratura e ai servizi di controllo, ispezione e vigilanza questa patata bollente, di questo inguardabile e invivibile stato di fatto che getta discredito all’immagine della Puglia e dei pugliesi nel mondo

Siamo schiavisti non vedenti, siamo complici dei criminali strabici e disorientati, siamo irresponsabili indolenti o siamo cittadini civili italiani ed europei?

E allora, come e quando metteremo fine a tutto questo disgustoso mondo criminale, asociale e incivile?

Come fare?

Beh, se non vogliamo una denuncia penale per favoreggiamento nei confronti di chi si adopera nel ghetti e e nei luoghi che la legge detta per l’accoglienza, le istituzioni politiche dovranno affrontare e risolvere alcuni nodi

1)
attuare di concerto con sindacati e autorità governative e locali una contrattazione di accoglienza che, attraverso un minor costo e un contributo (di defiscalizzazione e/o di tariffazione e decontribuzione), definisca in un Patto Territoriale per la Legalità l’introduzione dei soggetti immigrati nel nostro territorio attraverso una contrattazione decentrata, adeguata ai problemi locali, alla loro risoluzione e alla emersione e tutela del lavoro nero, che c’è e che tutti fan finta di non vedere, in una ottica di convenienza dei datori di lavoro che ascriva loro sacrifici e doveri, ma anche incentivi e sostegno in caso di emersione dalla illegalità e di affliliamento alla Legalità (ma guarda cosa mi tocca scrivere)

2)
Legare ogni contributo e defiscalizzazione ivi esistenti per le imprese (soprattutto ma non solo) agricole a questa affiliazione alla Legalità, impedendo che le imprese sleali ottengano il doppio vantaggio di violare la legge e ottenere i benefici che la legge stessa, l’Italia e l’Europa prevede e concede ad essi

3)
Raccordare, omogeneizzare, collaborare e contribuire l’azione di prevenzione e repressione dei reati ad una azione di reintroduzione o introduzione alla Legalità (affiliazione), lasciando come unica via di fuga agli intenti criminali, criminosi e criminogeni l’unica alternativa della pena e della punizione o dell’evolvere e integrarsi nel tessuto sano economico e sociale pugliese

4)
Utilizzare il principio di sussidiarietà nel livelli di governo locale per neutralizzare la mancata collaborazione al patto, la cattiva azione, e l’inazione politica e amministrativa con la sostituzione dell’azione regionale nei confronti dei livelli di governo e di amministrazione di grado inferiore come già previsto nella recente riforma regionale pugliese varata dal governatore Emiliano

Come sempre, ogni progetto politico e umano deve trovare incarnazione e devozione per nascere, esistere e realizzarsi

E visto che si tratta della risoluzione di crisi di Legalità del territorio pugliese, dovrebbe proprio essere l’ente regione nella persona del suo presidente di giunta a cercare e trovare realizzazione per questo programma di affiliazione alla Legalità da parte di chi trova convenienza eccessiva e non adeguato contrasto nell’esercizio dei delitti

Lo definirei Patto per la Legalità e la Vivibilità in Puglia

Mi pare di aver detto tutto, forse anche troppo

Ringrazio per l’attenzione e invito a non perdere altro tempo:

l’estate si avvicina

Gustavo Gesualdo
Foggia
Puglia
Italia
Europa

Lobby Gay è Lobby della Corruzione Morale e Materiale?

15 maggio 2016

Da tempo intravedo nel’azione del governo italiano due ben determinati obiettivi, limpidi e chiari, evidenti e pericolosi

Da un canto, il governo usa le unioni civili come arma di depistaggio politico per celare i veri problemi della mafia e della corruzione, che restano ingovernati

Dall’altro il governo impone un nuovo potere statuale, quello omosessuale

L’aggressione e la non tutela e difesa delle famiglie naturali fondate nell’istituto giuridico del Matrimonio unita al fiorire di nuovi diritti fondati su nuovi sessi inesistenti dimostra un odio rancoroso, un rabbia violenta e pericolosa nei confronti della eterosessualità

Ma non si tratta di una questione di sesso o di razza:

non cascateci

Si tratta della irruzione violenta nel nostro sistema di un potere straniero, aggressivo, egoista, violento e antidemocratico, che viene imposto con la forza della fiducia del governo e dalla azione del governo, come dalla sua omissione

Si tratta di una lotta di potere che tenta di cancellare la nostra storia, la nostra civiltà giuridica, il nostro modello di vita per far posto ad una modernità falsa e pretestuosa, provocatrice e rabbiosa, odiosa e oppressiva delle maggioranze democratiche

Due gli avvenimenti che mi hanno definitivamente convinto della esistenza reale e tangibile di questo prepotere

1)
Il governo renzi insabbia la riforma della Giustizia (Pacchetto di misure a contrasto della Criminalità Organizzata) Davigo-Gratteri e invece reagisce violentemente attaccando la magistratura alle indagini dei giudici sulla corruzione politica

2)
Spunta un giudice che dichiara che il ministero della famiglia deve cambiar nome, definendolo in un nuovo Ministero delle Famiglie

Morale e Sintesi:

se un giudice dichiara che corruzione e mafia non sono contrastate dalla politica, la casta politica attacca la Magistratura e crea conflitti tra poteri istituzionali di cui godono proprio mafiosi e corrotti

se un giudice prevarica il potere esecutivo facendo politica attiva nella proposta di un ministero delle famiglie, allora il patto del nazareno, il triumvirato napolitano-berlusconi-renzi tace e assente

Mi convinco della esistenza della lobby gay e mi convinco altresì che l’azione della lobby gay è tutelata e difesa da una politica legata al mancato contrasto di mafie e corruzione

Quindi, ergo:

LA LOBBY GAY E’ LOBBY DELLA CORRUZIONE E DELLE MAFIE?

Dubbi sulla riscossione a Foggia

13 maggio 2016

Oggi tutti son bravi a puntare il dito su GEMA e AIPA e sollevare dubbi sulla riscossione

Ma c’è stato un tempo in cui ero io il solo a farlo

E a pagarlo …

Dubbi sulla riscossione a Foggia

Dubbi sulla riscossione a Foggia

Attacco alla Magistratura è Attacco allo Stato

11 maggio 2016

Il metodo mafioso difficilmente uccide un politico, a meno che tale politico non fosse affiliato alla organizzazione mafiosa o avesse contratto un negozio giuridico criminale con essa per poi tradirlo

Il metodo mafioso non uccide i politici perché i politici, quando vengono colpiti come nel caso del terrorismo politico, dimostrano di saper difendere se stessi e lo stato dal terrore e dalla violenza, sconfiggendo definitivamente il terrorismo brigatista rosso

Il metodo mafioso ammazza invece magistrati, giudici, procuratori, PM e GIP, uccide carabinieri, poliziotti e finanzieri

Il metodo mafioso uccide un fedele servitore dello stato innanzitutto isolandolo, creando una atmosfera astiosa intorno a se, usando altri servitori dello stato infedeli e corrotti per screditarlo, impedirlo e mortificarlo nel proprio ambiente, nella sua dignità umana e professionale, nel suo mondo privato, famigliare, sociale

Questa aggressione uccide ben più di un colpo di pistola o una raffica di kalashnikov o un chilo di tritolo:

mina l’equilibrio mentale, organico e fisiologico, mina il riconoscimento sociale e professionale, spinge ad una reazione, induce in errore, provoca una reazione o attenta direttamente alla integrità psico-fisica dell’individuo oggetto della aggressione mafiosa

Ma è sempre l’isolamento il momento iniziale della aggressione mafiosa, oltre alle minacce, più o meno velate, più o meno pubbliche

La Politica usa la stessa strategia quando viene indagata dalla Magistratura:

attacca il metodo (le intercettazioni), attacca le indagini, isola i magistrati e gli agenti ed ufficiali di Polizia Giudiziaria che svolgono le indagini, sia all’interno dei loro uffici che nell’organo di autogoverno della magistratura, che dovrebbe essere potere costituzionale indipendente dal potere esecutivo e legislativo, ma che dal potere politico e burocratico deve ricevere le condizioni di lavoro dignitose, uffici funzionali, collaboratori, auto blindate e l’acquisto, la dotazione, l’ordinaria e la straordinaria manutenzione e tutela degli uffici, delle auto, degli strumenti di indagine

Oltre a dispositivi normativi che consentano nella realtà di perseguire i reati e non di attendere la loro prescrizione, in un estenuante e continuo mettere il bastone tra le ruote della politica alla Magistratura e al comparto Sicurezza, agli investigatori e alle Forze dell’Ordine in generale e in particolare

Il fatto stesso che la Politica si sia inventata il modo di dividere Magistratura e forze dell’ordine costringendo in un immaginario collettivo che veda la magistratura di sinistra e la sicurezza di destra, evidenzia quel continuo, costante ed estenuante bastone della politica tra le ruote della Giustizia e della Sicurezza, per impedirla, per negarla

Ogni volta che la politica attacca la magistratura, attacca tutto il comparto Giustizia e tutto il comparto Sicurezza

Ogni volta che la Politica attacca le indagini e i metodi di indagine di Magistratura e Forze di Polizia, li isola dal contesto istituzionale e costituzionale, li emargina e ridicolizza, li degrada e ferisce

Ma, come la mafia, la politica inizia l’attacco con l’isolamento dei soggetti che la indagano, esattamente come fa la mafia, propriamente come fa la mafia

Questo conflitto istituzionale è un vero regalo alle mafie:

appena inizia l’isolamento dei vari De Magistris, Di Matteo, Davigo, Di Pietro, Masi, la mafia approfitta della complice alleanza politica che attacca la magistratura e approfitta del momento di debolezza e di isolamento creato dalla politica per attaccare anch’essa magistrati e investigatori

Per fortuna che il metodo di indagine e preventivo ha raggiunto livelli di eccellenza (nonostante il complesso delle indagini sia ostacolato e non favorito) e grazie anche al tanto vituperato (sempre dai politici) strumento del pentimento e dei Collaboratori di Giustizia, si scopre in anticipo un piano per eliminare questo o quel giudice, con tutta la sua scorta

Il caso odierno del rinvenimento in Puglia del tritolo che serviva a far saltare un giudice anti-camorra nel napoletano è prova lampante di questa complicità ed assonanza di comportamenti tra politica e mafia

Ma nel passato fu un eguale rinvenimento in Calabria che era destinato a far saltare un giudice anti-mafia siciliano

Da osservatore esterno, trovo questa identità di comportamenti mafiosi dei politici e dei mafiosi stessi inaccettabile, criminale, criminoso, criminogeno

Da investigatore dilettante individuo ed evidenzio il basilare filo che collega e prova due comportamenti uguali di due soggetti differenti in un unico movente:

isolare e massacrare, moralmente e materialmente giudici e investigatori, uomini di scorta e forze di polizia, renderne difficile se non impossibile e inutile il lavoro quotidiano, impedire di ottenere Giustizia e Sicurezza per i cittadini

Non so se è chiaro:

sto accusando la Politica di usare il medesimo comportamento mafioso usato dalle organizzazioni criminali mafiose verso un medesimo “nemico” che osa indagare politici e/o mafiosi, la magistratura

Ma, attaccare la magistratura così come fa la politica, è o non è un comportamento mafioso ovvero un comportamento non adeguato, responsabile e consequenziale al giuramento di fedeltà allo stato e alle sue istituzioni?

Ora mi spiego meglio perché la politica attacca le mafie solo dal punto di vista associativo e non personale, e mi spiego meglio perché non sia previsto, punito e istituito il reato di comportamento mafioso, comportamento che abbiamo riscontrato essere identico nell’agire politico e nell’agire mafioso

Il titolo di questo post è da brividi ed evidenzia come la Politica, attaccando la Magistratura, la isoli e la renda facile preda della criminalità organizzata, che gongola e ride soddisfatta di questi conflitti

L’attacco alla Magistratura è un attacco allo Stato

Se di deriva autoritaria si parla tanto in questi giorni, questo ne è certamente l’elemento probatorio più pericoloso:

una sorta di alleanza tra politica e mafia nell’isolamento della Magistratura a discapito dello stato, a distruzione dello stato, a tradimento dello stato

E non è detto che la famigerata Trattativa Stato-mafia non passi attraverso la cruna di questo ago, sottile e tagliente, proprio come un’arma che uccide silenziosamente, senza Bang bang e Boom

So che quel che affermo è grave e me ne assumo tutte le responsabilità relative

Io, quell’isolamento lo conosco, l’ho vissuto e lo vivo, l’ho pagato e so quanto sia pericoloso e pesante, so quanto sia difficile l’accesso al mondo del lavoro se ti metti contro “certa politica”

Ma io sono nessuno e non sono lo stato, ne faccio parte, ne sono una parte, non ne incarno poteri e funzioni pubbliche, ma li difendo ogni volta che li vedo aggrediti da quell’isolamento che conosco e respingo

Non so se i politici si rendano conto della gravità e della pericolosità sociale, comunitaria e statale che incarnano quando attaccano direttamente o indirettamente la magistratura, gli investigatori, i metodi e gli strumenti di indagine

Non so se esista una anche probabile alleanza tra mafia e una parte della politica

Quel che so è che, comunque lo vogliate definire, quello evidenziato è un comportamento mafioso

E va punito e contrastato severamente, duramente e sicuramente

Io faccio la mia parte

Se esiste una Politica che si ritiene diversa e differente da quella che adotta questi comportamenti, a questa Politica chiedo:

1) l’integrale approvazione e applicazione del pacchetto anti-mafia Davigo-Gratteri

2) l’istituzione del reato di comportamento mafioso, nella cui fattispecie occorre integrare il reato di corruzione, che è il reato alla base di questo ragionamento, quel reato che indagato dalla Magistratura, fa saltare dalla poltrona politici mafiosi e corrotti ed emergere un comportamento mafioso che risulta identico a quello adottato dalle mafie

Poi, posso morire tranquillo e sereno, convinto di aver lasciato ai miei figli un mondo migliore di quello che ho ricevuto e subito io

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Furbetti del cartellino del comune di Foggia

10 maggio 2016

Foggiani d'altri tempi

Cari ‪furbetti del cartellino‬ del comune di ‪‎Foggia‬:

accogliete il mio vaffanculo unito a quello di mio nonno

Occorrono sforzi enormi di persone esemplari ed una intera vita dedicata e donata al Lavoro con Sacrificio ed irreprensibile costanza, con enormi energie sottratte alla gioia della Famiglia per costruire una immagine dignitosa e un modello positivo storicamente comprovato che viene mortificato in pochi momenti da altri, troppi altri

La vostra difesa è che siete “vittime di un sistema”

Un sistema patologico si contrasta, si subisce o si incarna

Dipende dalle persone

E dal loro Onore

Gustavo Gesualdo
Foggia

Invasione islamica e sinistra resa d’Occidente

8 maggio 2016

Però, funziona questo terrorismo islamico

Attaccano Casa bianca, Pentagono e Twin Towers e i democratici americani si calano le braghe e candidano e fanno eleggere Barack Hussein Obama II come presidente degli Stati Uniti d’America

Attaccano Londra, Madrid, Parigi e Bruxelles e i laburisti britannici candidano e fanno eleggere Sadiq Khan a sindaco di Londra

Però, funziona questo terrorismo islamico che tutti dicono di voler eliminare e nessuno elimina mai

La strategia c’è, e si vede, e si paga

Invasione islamica d’Europa compresa e non esclusa

Delle due l’una:

o esiste un nesso di causalità tra il terrorismo islamico e il comportamento delle forze politiche di sinistra in occidente

o esiste un qualche altro piano strategico, ben delineato, coordinato e preciso che punti alla infiltrazione delle libere democrazie occidentali proprio attraverso l’invasione musulmana incontrastata, ingovernata e incontrollata e l’uso delle regole democratiche per raggiungere il potere con mezzi democratici

Peccato che in ogni paese musulmano del mondo l’islam si sia rivelato antitetico alla democrazia e il risultato della invasione islamica in Occidente si preannunci disastroso e irrimediabile

Strano è che questo pericolo per le democrazie sia supportato dalle forze politiche che si autodefiniscono come democratiche e strenui difensori della democrazia

Politicamente corretto

Umanamente malato, degenerato, folle, stupido, suicida e traditore proprio di quegli ideali di cui si favorisce l’estinzione e si pretende di sostenere e difendere

Di solito non sbaglio mai una analisi e credo fermamente che questa azione negativa delle sinistre in Occidente porterà ad una loro irrimediabile estinzione

Corsi e ricorsi storici?

No, stupidi e sconfitti ancora una volta, come la storia insegna

Non sembra una questione politica, ma di deficienza cognitiva, intellettiva e mentale.

Altrimenti, si apre la strada alla questione del tradimento organizzato delle democrazie proprio in nome della democrazia

Scegliere liberamente non significa sottomettersi per viltà al terrore

Significa essere uomini e donne liberi e democratici che in un libero territorio democraticamente governato difendono liberamente la libertà e la democrazia nei loro paesi e nel mondo

Dio mio, che teste di cazzo penose e pericolose che siete:

fate venire i brividi e accapponare la pelle

Impossibile accettare la vostra resa:

è irricevibile, inaccettabile, impagabile

Proprio come voi vi dimostrate:

impagabili idioti che fanno e sono la felicità del proprio nemico

Finirete spazzati via, dispersi, distrutti e sconfitti dalla vostra stessa idiozia

Complimenti

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X