Giulio Andreotti, Silvio Berlusconi, le mafie e la credibilità italiana

5 febbraio 2012

Giulio Andreotti dinanzi alla Commissione per le Autorizzazioni a Procedere che voterà la richiesta dei giudici di Palermo di sottoporlo ad indagine per associazione mafiosa:

“Io mi sono trovato in tanti anni ad avere una rappresentanza internazionale.
Un paese che si lasciasse prendere per il naso da un referente della mafia non acquista credibilità di fronte all’opinione pubblica all’estero.
Quello che accade, non getta discredito solo su di me.”

La credibilità italiana, ridotta oggi al lumicino, è stata definitivamente compromessa dall’agire di Giulio Andreotti come da quello di Silvio Berlusconi, anch’esso più volte sospettato od indagato di essere compromesso con le mafie.

La verità è che la mafia ha sempre governato questo paese e lo ha fatto con il condizionamento elettorale, con il ricatto, con l’estorsione.

La verità è che sino a quando resteranno in questo paese regioni come la Sicilia, la Calabria e la Campania, uomini dalla smisurata ambizione personale malcelata sotto le mentite spoglie di un amore divino per il bene comune come Andreotti o come Berlusconi, troveranno il modo di raggiungere il potere con i voti controllati dalle mafie.

La verità è che sino a quando resteranno in questo paese regioni come la Sicilia, la Calabria e la Campania, questo non sarà un paese libero ed i suoi cittadini non vivranno in una autentica democrazia, vissuta in piena libertà di scelta.

Quella in cui viviamo, è la dittatura delle mafie.

Questa è la verità, piaccia o non piaccia.

Quando pensate alla verticale caduta di credibilità nei confronti dell’italia, dello stato italiano, della società civile italiana, del governo italiano, del Made in Italy, dovete pensare alla presenza delle organizzazioni mafiose e della loro enorme influenza sul governo del potere pubblico, sulla amministrazione della cosa pubblica.

Non per niente, le mafie vengono anche denominate l’anti-stato o Cosa Nostra:

esse sono antitetiche alla esistenza di uno stato democratico della cosa pubblica.

La verità e che sino a quando resterà in vita anche un solo mafioso, questo paese non sarà un paese civile, ne tanto meno, normale o democratico.

La verità è che uccidere un mafioso, non dovrebbe essere un reato, ma un dovere civico e civile.

Ed ora, ammazzatemi pure:

Sarà sempre meglio che dover sopportare questa quotidiana e storicamente affermata infamia mafiosa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Vergogne Italiane – Gli Incidenti Navali

4 febbraio 2012

Prendere l’abilitazione al comando di una nave in italia, prendere una laurea, vincere un concorso pubblico o un appalto pubblico è la medesima cosa:

tutta una pericolosa finzione.

Le navi affondano, i laureati non sanno lavorare, i concorsi pubblici li vincono sempre i soliti noti e i grandi appalti pubblici li vincono le organizzazioni mafiose.

Complimenti, proprio un Belpaese.

Der Spiegel:

«Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano?
Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?».

Forse dovremmo istituire il controllo con l’etilometro anche per gli ufficiali ed i comandanti delle navi?

Il link al video Vergogne Italiane – Gli Incidenti Navali

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Cronaca di un viaggio nei (dis)servizi italiani

3 febbraio 2012

Un tempo non lontano, la stazione di Foggia veniva considerata il secondo snodo ferroviario dopo quello di Bologna, con molteplici collegamenti ferroviari quotidiani con Milano e Torino.

Oggi invece, i collegamenti della stazione di Foggia con Milano sono ridotti ad un solo treno Frecciabianca che parte alle 16:45 ed arriva a Milano poco prima della mezzanotte.

Cosa ci faccia un viaggiatore catapultato alla mezzanotte in una città come Milano, è un dilemma che nessuno dei grandi poppieri e comandanti di trenitalia e di rfi pare si sia posto.

In effetti, l’esclusione volontaria della direttrice da nord a sud adriatica dall’alta velocità, fa intendere il favore di cui godano città come salerno e napoli, raggiunte e coperte da un servizio di alta velocità pagato da tutti gli italiani, ma rivolto solo a loro.

Evidentemente poppieri e comandanti di rfi e di trenitalia vengono anch’essi dalla ormai famigerata terra di produzione dei campioni comandanti idagliani come Stecchino e Che falco.

Così, dopo un viaggio per le nevi italiane partito con un ritardo annunciato in 30 minuti, arriviamo in stazione centrale con un ritardo analogo, o giù di lì.

Via di corsa attraversando la stazione centrale di milano in direzione stazione porta garibaldi, da dove partono i treni per Varese, la mia destinazione finale.

Scendo dalla Metro e scopro che la mia coincidenza per Varese è già partita.

Troppo tardi.

“Mannaggia, che sfortuna,” dico fra me e me, mentre chiedo quando parte il prossimo mezzo per Varese.

Un colpo di tosse susseguente ad una extra sistole accoglie la notizia che, prima delle cinque e mezza del mattino seguente, nessun mezzo era previsto in partenza per Varese.

Che Dio strafulmini la dirigenza ferroviaria italiana e le loro coincidenze:

ma non conoscevano le condizioni in cui si viaggia in questi giorni di freddo e di neve?

Ed il giorno seguente devo anche lavorare!

Ok, organizziamoci e cerchiamo di sopravvivere sino al mattino.

Esco dalla stazione e mi rendo conto che Milano è una specie di cella frigorifera dove ghiaccio e neve condizionano pesantemente le condizioni di vita.

Tento di riprendere la metro per tornare nella più accogliente stazione centrale, ma la metro ha chiuso le sue corse e le sue entrate.

Ok, vediamo di non perdere la pazienza e cerchiamo un luogo caldo che ci accolga per un po, nonostante l’ora tarda.

Attraverso un Corso Como pieno di giovani con tanta voglia di divertirsi e di locali colmi di divertimento e musica.

Mi fermo in una pizzeria, l’unica che offra ancora un pasto caldo a quell’ora.

Una pizza in solitudine mangiata fra le urla divertite e divertenti di un gruppo di giovani americani, ragazzi e ragazze che sembrano festeggiare un evento, forse, un compleanno.

Guadagno tempo ed esco per ultimo alla una e trenta, accolto dal solito frigorifero ghiacciato che è divenuta l’atmosfera milanese.

Mi dirigo in stazione porta garibaldi e scopro che è ormai chiusa anche quella.

Il panico mi sorprende:

ed ora, dove vado, cosa faccio sino alle cinque e trenta?

Riesco a rientrare in stazione attraverso un accesso utilizzato dai clochard che lì trovano un luogo caldo e riparato per dormire.

All’interno, un tizio mi avverte che sarebbe meglio per me raggiungere la stazione centrale, per trovare riparo da una notte che si preannuncia piuttosto freddina.

Mi spiega come raggiungere la centrale a piedi e mi avvio.

Arrivo completamente ghiacciato (il mio abbigliamento era da viaggio in treno invernale, non da scalata dell’Everest) e con sorpresa trovo alcuni viaggiatori all’esterno della stazione che è invece chiusa.

Busso, mi apre una guardia giurata:

la stazione è chiusa, riapre dopo le quattro, mi dice.

Con una improvvisa quanto giustificata collera protesto e contesto tale situazione, spiegando le mie ragioni derivanti da una mancata coincidenza e da un ritardo ferroviario di loro competenza.

Scriva una lettera di protesta ai giornali, mi risponde melliflua la signora guardia.

Il mio vaffanculo più caloroso per trenitalia, rfi e signora guardia non ha mai varcato la mia arcata dentaria, ma lo si è letto distintamente nei miei occhi, vista anche la fretta con la quale la guardia richiude la porta.

Ma insomma, in giornate di emergenza neve come queste, questi idioti mai puniti non hanno nemmeno previsto che qualche viaggiatore potesse perdere una coincidenza e restare tutta la notte all’agghiaccio?

Lasciare aperta la stazione ed una sala d’attesa riscaldata per chi avesse un titolo valido ed un buon motivo per star lì in attesa del prossimo treno in partenza è veramente chiedere troppo in un paese di deficienti trogloditi sempiterni aspiranti cittadini?

Idioti da passeggio noleggiati come cani per ciechi:

questi sono i dispensatori di (dis)servizi pubblici a pagamento in italia.

Sconsolato, riprendo la strada ghiacciata che mi riconduce alla stazione di porta garibaldi.

Entro dalla solita porticina per gli esclusi dalla residenza italiana e mi dirigo verso i binari, in cerca di non so cosa, forse, un miracolo.

Sono completamente ghiacciato e mi dirigo alla macchina distributrice di bevande calde.

C’è già un altro passeggero sperduto come me, modello Peter Pan.

Prende una bevanda calda in silenzio, senza salutarmi.

Mi guardo intorno, ed il mio spirito di osservazione individua ben quattro pantegane all’opera fra i rifiuti dietro la macchina da caffè.

Avviso l’altro passeggero sperduto che le guarda incredulo.

Ci guardiamo per la prima volta negli occhi e ci raccontiamo le nostre reciproche vicende di sprovveduti fruitori di disservizi italiani.

Cerchiamo un luogo meno esposto al freddo e lo troviamo in basso, verso la rete ferroviari passante, fra le proteste dell’addetto alle pulizie che è appena passato con la macchina idropulitrice:

ma è tutto ancora bagnato!

Capirai:

piove sul bagnato dopo aver nevicato ….

Il viaggiatore è un ragazzo con una chitarra a tracolla, vuole sposare una ragazza brasiliana e cerca un lavoro e una casa.

Passiamo il tempo tentando di sfuggire al freddo, cercando di pensare ad altro.

Liberalizzazioni, governo Monti, entrata nel mondo del lavoro, informazione controllata ed illiberale, politici corrotti, figli di papà politicanti encefalo-privi sistemati alla grande con stipendi da 12.000 euro.

Questi ed altri argomenti ci hanno consentito di raggiungere l’orario sperato.

Partiamo, finalmente.

Arrivo a Varese veramente stanco.

Faccio colazione pensando alla previdenza con cui il mio capo aveva cambiato il mio turno di lavoro facendolo iniziare dalle 14 anziché dalle 10, proprio in virtù di quel viaggio fulmineo di andata e ritorno per correre al capezzale di un padre ottantaquattrenne da operare chirurgicamente con una certa urgenza.

Potrò dormire alcune ore, grazie a lui, prima di iniziare la mia giornata di lavoro.

Forse sarà passato anch’egli sotto le forche caudinee dei (dis)servizi italiani.

L’esperienza spesso fa la differenza.

Ma al prossimo che mi decanta l’efficienza lombarda e milanese, gli tiro un gran cazzotto, dritto dritto nei denti.

Buona notte a tutti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ogni vita deve lasciare un segno

29 gennaio 2012

Il mio pensiero in questi tempi di crisi, va rivolto a quelle donne che dimostrano di essere migliori degli uomini nella conduzione e nel governo della Cosa Pubblica, quelle donne che sono state e sono interpreti della politica del rigore e del realismo.

Purtroppo, gli esempi migliori in tal senso, non sono italiani:

Margaret Hilda Thatcher nata Roberts, Baronessa Thatcher di Kesteven;

Angela Dorothea Merkel, nata Angela Dorothea Kasner.

Questo post, è dedicato a queste donne di ferro, donne d’acciaio, donne che hanno cambiato e stanno cambiando il volto di questa vecchia Europa.

E allora, viva le donne, viva queste donne, viva tutte le donne.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Der Spiegel e l’irresponsabilità dello stile di vita italiano

27 gennaio 2012

Der Spiegel:

«Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano?
Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?».

Esiste una Questione Meridionale nel mondo.

Esiste una Questione Meridionale in Europa.

Esiste una Questione Meridionale in Italia.

Parafraso l’affermazione del periodico Der Spiegel mettendo il dito nella piaga italiana:

«Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse napoletano?
Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?».

No, mani sul cuore, non mi sono affatto meravigliato che al comando della nave Costa Concordia vi fosse un napoletano.

Gustavo Gesualdo
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Il Cittadino X

Costa Concordia, Schettino, De Falco, Severgnini e la monnezza napoletana

20 gennaio 2012

La verità sul naufragio della Costa Concordia la racconta Beppe Severgnini Sul Financial Times.

Ma solo in parte.

Coscientemente Severgnini paragona la nave italia che affonda alla nave concordia, che affonda anch’essa nella irresponsabilità di uno stile di vita che appare sempre più determinate nell’affondamento del paese come della nave.

Sub coscientemente Severgnini associa la monnezza napoletana, la monnezza berlusconiana e le figure napoletane di de falco e di schettino, ma non affonda il colpo.

Lascia intendere ma non è preciso.

Soccorro a questa imprecisione del Severgnini.

Il comandante napoletano Schettino ha affondato la Concordia e messo in pericolo la vita dei passeggeri?

Sì.

Ma il comandante napoletano De Falco non ha ottemperato al suo dovere di vigilanza e di prevenzione, mettendo anch’egli, nelle sue omissioni, in pericolo la vita dei passeggeri del Concordia.

Sì.

Due facce della stessa medaglia:

l’irresponsabilità che uccide ed affonda la nave italia e la nave concordia.

Simultaneamente.

Senzadubbiamente.

Dove sono sul tavolo politico le soluzioni esecutive per:

la questione morale,
la sicurezza dei cittadini,
l’efficienza della pubblica amministrazione,
la selezione dei quadri dirigenti?

(clicca qui per vedere ed ascoltare il commento de Il Cittadino X su Youtube)

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Guardare per credere.

Politici & Burocrati: uniti per difendere se stessi e non il popolo sovrano

5 gennaio 2012

Video del 05 01 2012

Troppo facile essere forti con i deboli e deboli con i forti

4 gennaio 2012

La Politica, la Non Politica e l’Anti Politica

Ancora

Monti, la politica, il sindacato e lo sviluppo economico

30 dicembre 2011

Monti 30122011

Buon natale alla Furbetteria Italiana

25 dicembre 2011

Riflessioni natalizie:

– alcuni paesi europei stanno preparando un ritorno alle monete nazionali;

– lo spread fra titoli di stato italiani e tedeschi torna a viaggiare sopra i 500 punti, pari al 7% di rendimento, il che significa che il costo del danaro per famiglie ed aziende è salito oltre il 10% mentre solo all’inizio del 2011 era anche 6/7 volte più basso;

– la recessione italiana prevista per il 2012 si è manifestata già nel 2011 impedendo ogni previsione di crescita e/o di sviluppo economico nei prossimi mesi ed anni;

– il fallimento italiano appare talmente profondo da spaventare anche potenze mondiali come USA e Cina oltre che potenze europee del peso di Francia e Germania;

– duecento miliardi di evasione fiscale e quaranta miliardi di corruzione rappresentano un primato italiano di bassezze umane e di inciviltà impareggiabile in tutto il mondo occidentale;

– la prima azienda per fatturato in Italia è la Mafia SpA.

Cosa attendete ancora:

il certificato ufficiale di morte?

Tanti cari auguri, corrotti, mafiosi ed evasori fiscali.

Tanti cari auguri a chi pretende una amnistia o un indulto a causa del sovraffollamento volontario delle carceri italiane provocato ad arte dalla politica italiana con la chiusura di numerosi piccoli istituti penitenziari e la non ultimazione di quelli in costruzione, ovvero a causa degli impossibili ed inumani ritardi della (in)giustizia italiana.

Tanti cari auguri a chi tifa per le mafie e veste la casacca del potere pubblico.

Tanti cari auguri a chi non differenzia la propria monnezza e pretende di impedire la costruzione di termovalorizzatori nel prorpio territorio, abusando del territorio, delle risorse e della pazienza altrui.

Tanti cari auguri alla idiozia, alla illegalità e alla mafiosità.

Tanti auguri italia, affatto unita e coesa, se non per fottere il prossimo tuo.

Tanti cari auguri, Furbetteria Italiana:

anche quest’anno hai mantenuto in regime di schiavitù l’intero popolo sovrano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X